
Non c’è che dire, il ruolo della donna intrigante e doppiogiochista non dispiace all’olandese Carice Van Houten: dopo il ruolo di Black book di Paul Verhoven, in Operazione Valchiria, da stasera nelle sale, recita il ruolo della moglie del generale Von Stauffenberg. Buon sangue non mente, non dimentichiamoci che la leggendaria Mata Hari era anche lei nativa dei Paesi Bassi…
Carice Anouk van Houten è nata a Leiderdorp (vicino Leida), il 5 settembre 1976. Entrambi i genitori hanno lavorato nel mondo dello spettacolo: la madre per la educational TV olandese, mentre il padre come scrittore e produttore. La voglia di fare cinema si accende da giovanissima, quando il padre la porta al cinema a vedere Il Napoleon di Abel Gance (film del 1927, ma non alla sua prima, si intende…).
Studia recitazione nelle scuole drammatiche di Maastricht e Amsterdam. Carice inizia dunque a lavorare in TV (nel 1997) e a teatro. Ottiene immediatamente alcuni riconoscimenti a livello nazionale per i suoi lavori.

Jessica Biel ha un sorriso grandissimo, quasi un incrocio tra Julia Roberts e Beatrice Dalle, dell’una possiede l’aria frizzante da brava ragazza dell’altra una carica sexy non indifferente. In questi giorni è nelle sale con Un matrimonio all’inglese, brillante commedia di Stephan Elliot.
Jessica Biel è nata ad Ely nel Minnesota, il 3 marzo 1982. I suoi primi passi avvengono a teatro, da bambina recita in musical, quali Annie la Bella e la bestia. A 12 anni, sfruttando la sua bellezza naturale, inizia a fare la modella.
I primi passi in televisione sono fortunatissimi: dall’età di 14 anni partecipa alla serie televisiva Settimo cielo, una delle più amate e seguite della storia della televisione.

Tantissimi sono stati i film sull’Olocausto e sulla discriminazione degli ebrei. Non c’è, difatti, solo la grande volontà di non dimenticare quelle orribili pagine di storia, ma anche il tentativo disperato di riscattare (se possibile), attraverso il ricordo, milioni di vite derubate da una ideologia insieme fanatica e tecnocratica.
Diversi sono i capolavori che hanno espresso quella tragedia, io personalmente ritengo che Dottor Korczak di Wajda, Il pianista di Polanski, Arrivederci ragazzi di Malle e il recente Il falsario-Operazione Bernahrdt sono i film che più mi hanno aiutato a capire, vivere e sopportare quelle esperienze terribili. Soprattutto mi sento di consigliare (e non per un valore strettamente cinematografico) gli incredibili film ambientati a Sobibor, il luogo in cui avvenne l’unica rivolta ebraica vittoriosa all’interno di un campo di sterminio.
In attesa del nuovo film di Andrzej Wajda, Katyn (che parla di altre fosse comuni, quelle dei soldati e civili polacchi uccisi dai sovietici), ecco una filmografia sulla persecuzione e lo sterminio degli ebrei in Europa.
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Particolarmente felice il momento che sta vivendo Zooey Deschanel. Interpreterà Janis Joplin nel biopic The Gospel according to Janis, nel giugno del 2009 uscirà 500 days of summer ed infine la vedremo accanto a Chloe Sevigny in Divorce ranch, diretta da Michael Lindsay-Hogg. In questo momento è nelle sale con Yes man, al fianco di Jim Carrey.
Zooey Deschanel è nata a Los Angeles, il 17 gennaio 1980, quindi ha compiuto da poco 29 anni. La famiglia di Zooey è interamente integrata nella macchina industriale hollywoodiana: il padre Caleb è un importante direttore della fotografia, la madre Mary Jo Weir è attrice, specie di serie televisive. Inutile dire che non deve essere stato difficilissimo alla brava Zooey, inserirsi nel giro che conta. Dopo aver studiato nell’Università di Santa Monica e aver studiato recitazione alla Crossroads School, inizia a interpretare alcuni ruoli in serie televisive.
La sua prima apparizione in Tv la fa nella sit com L’atelier di Veronica, mentre al cinema esordisce con Lawrence Kasdan nella commedia Mumford (1999).
Continua a leggere: Il boudoir del cinefilo 22. Ecco Zooey Deschanel, la protagonista di Yes man

E’ passato più di un mese dall’uscita in Italia di The millionaire, il film di Danny Boyle che sta facendo incetta di premi in tutto il mondo. Ai vari riconoscimenti ricevuti da Boyle non possiamo non aggiungere il nostro, che più che altro è un ringraziamento, per averci donato quella perla che è l’attrice Freida Pinto. Non ci resta che dare alcuni cenni biografici su questa stella emergente.
Freida Pinto è nata il 18 ottobre 1984 a Mumbai in India. I genitori sono originari di Mangalore, il padre banchiere, la madre preside di un College. I suoi studi sono orientati verso l’anglistica. Inizia nel 2005 la carriera da modella. Lavora per campagne pubblicitarie di diversi marchi prestigiosi come De Beers, Visa, Ebay. Tra il 2006 e il 2007, ha partecipato al TV show Full circle, un’esperienza che le ha permesso di visitare vari paesi, tra i quali, Thailandia, Malaysia, Fiji, Afghanistan.
Ma la svolta della sua carriera è stata sicuramente il film Slumdog millionaire di Danny Boyle, che le ha aperto probabilmente la strada per due grandi showbusiness: Hollywood e Bollywood. The millionaire un film, un destino, cosa chiedere di più?

I più giovani non lo conosceranno nemmeno, eppure Lawrence Kasdan negli anni 80 è stato uno dei registi più cult in assoluto, anzi, in quel decennio ha diretto il miglior film generazionale del periodo ovvero, Il grande freddo. Negli anni 80 e nei primi del 90 , come Soderbergh oggi, si circondava di una ristretta schiera di attori di ottimo livello (William Hurt, Kevin Kline, Kevin Costner) con i quali girava tutti i suoi film. Non è quindi solo per Il grande freddo che Kasdan merita di essere ricordato ed essere festeggiato per il suo 60. compleanno.
Lawrence Kasdan è nato a Miami il 14 gennaio 1949. Dopo essersi laureato in Letteratura inglese ed aver iniziato la carriera di insegnante, Lawrence, decide di provare la fortuna ad Hollywood. Riesce, nel 1970, a vendere una sceneggiatura alla Warner bros.: quella sceneggiatura si intitola The bodyguard, ovvero la prima stesura di quello che sarà il film con Kevin Costner e Whitney Houston (ma era stato pensato, nel 70, per Diana Ross).
Continua a leggere: Buon compleanno Lawrence Kasdan. 60 anni di grande freddo

L’atipico regista americano Joseph Walton Losey (nato a La Crosse, USA, 14 gennaio 1909 – deceduto a Londra, GB, 22 giugno 1984), oggi avrebbe compiuto 100 anni. Oggi è pressochè dimenticato, eppure fu un personaggio di grande personalità che non si è mai piegato alle mode. Losey ha sempre fatto un cinema che metteva al centro l’individuo, un individuo che si difende dalla massificazione, sempre teso verso la tutela della propria identità.
La formazione di Losey fu duplice: tanto teatro Brechtiano, ma anche corsi di cinema tenuti da Sergej Eisenstein. Lavora per il New York Times, oltre che giornalista è anche critico e allestisce i Living Newspaper, sorta di notiziari con gli avvenimenti recitati in scena. Durante la seconda guerra mondiale gira alcuni documentari di propaganda.
Losey è diviso, alla fine della seconda guerra mondiale, da tre passioni: cinema, giornalismo e teatro. Nel 1947 mette in scena a Broadway il Galileo di Brecht, mentre nel 1948 gira il primo film di finzione di un certo successo: Il ragazzo dai capelli verdi, una parabola, all’apparenza leggera, sull’impossibilità di difendere la propria identità.
Continua a leggere: Oggi è il centenario della nascita di Joseph Losey

L’attrice e regista Sarah Polley non è sicuramente un nome da copertina di rivista eppure questa trentenne canadese è un personaggio veramente molto interessante, uno di quei nomi che abbiamo sentito nominare molte volte, ma che ancora non riusciamo bene ad associarne il volto. Ma vi assicuro che merita una conoscenza più approfondita.
Sarah Polley è nata a Toronto, l’8 gennaio 1979. Inizia la sua carriera di attrice giovanissima e già a 9 anni compare con il padre Michael Polley in un film di Terry Gilliam, Le avventure del Barone di Munchausen (1988). Anche la madre, Diane Polley è stata attrice. Molto fruttuosa anche la carriera di Sarah nelle serie televisive che intraprende l’anno seguente: Road to Avonlea nel 1989 e Lantern Hill nel 1990 (per questo ultimo film vince anche il Gemini Award l’equivalente dello statunitense Emmy Award.

Dopo aver festeggiato i 60 anni di Edwige Fenech il 24 dicembre, è ora il turno di Nadia Cassini. Entrambe si stanno sfidando nel gioco-sfida dedicato alle attrici più sexy delle commedie degli anni 70. In relazione ai pochi film fatti e alle poche apparizioni televisive resta veramente incredibile constatare quanto Nadia Cassini sia ancora ricordata e amata moltissimo.
Lou Gianna Muller (vero nome di Nadia Cassini) è nata a Woodstock il 2 gennaio 1949. Probabilmente l’inizio della sua carriera d’attrice la deve anche al fatto che i suoi genitori calcavano entrambi il palcoscenico. Il padre era un attore di vaudeville di origine tedesca, mentre la madre, anch’essa attrice, era italiana.
Il cognome Cassini lo deve al suo primo marito (sposato nel 1968), il conte Igor Cassini, che di mestiere faceva il giornalista e che viveva negli Stati Uniti. Ben presto i due si trasferiscono in Italia: tra il 1970 e il 1971, Nadia Cassini esordisce sul grande schermo nei film Il Divorzio (1970, di Romolo Guerrieri) e Il dio serpente (1970, di Piero Vivarelli). Seguono le due commedie Mazzabubù… Quante corna stanno quaggiù? (1971 con Franco e Ciccio) e Quando gli uomini armarono la clava e… con le donne fecero din don (1971 di Bruno Corbucci)
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Le partecipanti al gioco sfida saranno: Edwige Fenech, Lilli Carati, Gloria Guida, Paola Senatore, Annamaria Rizzoli, Barbara Bouchet, Michela Miti, Nadia Cassini, Carmen Russo, Laura Antonelli, Laura Gemser, Janet Agren, Agostina Belli, Silvia Dionisio, Lory Del Santo, Dagmar Lassander.
Nella pagina seguente una lista delle attrici che hanno fatto la storia della commedia sexy specie tra la fine dei 70 e l’inizio degli anni 80. Per poter votare clicca su gioca!
Continua a leggere: Il boudoir del cinefilo 19. Vota l'attrice più sexy delle commedie degli anni 70