Dopo aver “convertito” il cartone di Yattaman, il prolifico regista giapponese Takashi Miike porta al cinema Phoenix Wright (Gyakuten Saiban), famosa serie di videogame disponibile su console Nintendo e iPhone. Hiroki Narimiya interpreta il giovane avvocato protagonista delle avventure mentre il ruolo dell’odioso procuratore Miles Edgeworth è affidato a Takumi Saito (Robogeisha).
Il videogioco in questione porta il giocatore anche fuori dalle aule di tribunale, direttamente sulla scena del crimine, perché è lo stesso avvocato a trasformarsi in investigatore risolvere i misteri e raccogliere gli indizi che servono a vincere il processo. Quello qui sopra è il primo trailer del film live-action che uscirà nelle sale giapponesi il prossimo febbraio.
Gianluca ha trent’anni e la sua vita in casa con il padre sta per finire. Il grande giorno si avvicina, presto sposerà Fabiana, la fidanzata di sempre. La cerimonia è organizzata, gli ospiti sono arrivati, tutto è pronto, ma suo padre Ruggero, un anziano imprenditore spocchioso e dedito alle scommesse, non può permettere che il rampollo della sua dinastia si sposi con una ragazza che, a suo dire, sembra la figlia di Frankestein. L’unico modo per cui Gianluca gli può dimostrare di essere un uomo degno di rispetto è quello di portarsi a letto una vera donna, la più bella modella in circolazione: quella dei cartelloni pubblicitari dei una nota linea di lingerie. Trascinato a Roma dal padre, Gianluca incontrerà la bellissima “smutandata”.
Intanto molti altri personaggi (che abbiamo conosciuto serie televisiva) si muovono per arrivare alla Chiesa in tempo per la cerimonia. Fabio e Fabio, sono una coppia gay che sogna di avere un un figlio con un concepimento naturale, una coppia di perbenisti borghesi alle prese con la classe multietnica del figlio prova in ogni modo a sembrare priva di pregiudizi e Sebastiano che deve consegnare un pacco regalo, ma che è in aperta guerra con una bruttissima postina.
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Inseguito dai fantasmi di una missione fallita in Mozambico, l’agente segreto Johnny English lascia il servizio di sua Maestà e si nasconde in Tibet per espiare la sua colpa studiando le dottrine e le arti marziali orientali. Nel momento del bisogno però l’MI7 tornerà nuovamente ad aver bisogno delle sue doti di agente, una misteriosa organizzazione criminale vuole assassinare il primo ministro cinese e sarà compito di English evitare la tragedia.
La seconda avventura dell’anti-James Bond segna senza dubbio il punto più alto della carriera cinematografica di Rowan Atkinson, universalmente noto per il suo Mr. Bean televisivo. Humour tipicamente inglese, gusto per la recitazione slapstick e un’irriverente parodia del mito di James Bond sono gli ingredienti che riescono a elevare la comicità del film di Oliver Parker ben al di sopra della media di quello che il cinema ci ha proposto negli ultimi mesi.
Tra spie, intrichi e gadget tecnologici, il nostro Johnny dovrà attraversare mezzo mondo per capire cosa si nasconde dietro alla minaccia che incombe sulla sicurezza globale. Impeccabilmente pasticcione, English trova ogni occasione per creare imbarazzo intorno a se, fino al punto di diventare lui stesso il primo sospettato per l’attentato al politico asiatico.
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Un imprenditore brianzolo che si vanta fieramente di essere un evasore fiscale e un maresciallo napoletano della Guardia di Finanza estremamente ligio e zelante nel suo lavoro, incrociano le loro strade nel viaggio verso Parigi dove i rispettivi figli si stanno per diplomare presso un celebre istituto d’arte. Solo quando il danno è fatto, le due famiglie scopriranno che i rispettivi pargoli sono amici e coinquilini nella capitale francese.
Con un mese di anticipo sul panettone dell’amico/rivale Cristian De Sica, arriva nelle sale (più di 500!) l’ennesima commedia realizzata dal carrozzone di Massimo Boldi, o compagnia cinematografica come ama definirla il comico lombardo. I meccanismi sono sempre gli stessi. Qualche accenno all’attualità, così i santi della Commedia all’Italiana possono guardare dal paradiso della celluloide, battute non volgari ma di gusto decisamente discutibile, stereotipi regionali fintamente rinnovati, adulti che si comportano da bambini e giovani che si dimostrano più maturi dei loro genitori, un vaghissimo eco delle atmosfere da Giulietta e Romeo, quando una coppia di innamorati rischia il legame per “questioni di famiglia”.
Che questo genere di film sia profondamente reazionario, sia per i temi trattati che per i modi in cui questi vengono approcciati, nessuno ha mai sollevato alcun dubbio. Appare evidente che i modelli su cui si appoggia Massimo Boldi, che ha messo le mani sulla sceneggiatura, si appoggino su idee che già venti anni orsono avrebbero potuto sembrare antiquate. Il pubblico però apprezza da anni e la lotta tra detrattori e sostenitori di questo genere di film è una battaglia che non riuscirà mai a trovare una soluzione.
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La New Line Cinema ha diffuso il trailer di A Very Harold and Kumar 3D Christmas, in versione Rated R, un film diretto da Todd Strauss-Schulson con John Cho, Kal Penn e Neil Patrick Harris. Il film, che promette di regalare un Natale dark, uscirà nei cinema americani dal 4 di novembte.
Dopo alcuni anni passati senza vedersi, Harold e Kumar hanno trovato dei nuovi amici. Il Natale si sta avvicinando e i due ragazzi si preparano a festeggiare il Natale con le loro rispettive famiglie. Il giorno della viglia, uno strano pacco giunge per errore alla porta di Kumar che nel tentativo di reindirizzarlo a casa di Harold finisce col mandare in fumo l’albero di Natale del suocero di Harold. Harold e Kumar partono per un folle e disperato viaggio verso New York, per trovare un sostituto all’albero bruciato. Impresa impossibile alla vigilia delle feste.

Puntuale come l’accensione dei termosifoni arriva l’anticipazione del cinepanettone natalizio firmato dalla compagnia cinematografica (come amano definirsi) guidata dal capocomico Massimo Boldi. Ormai una sorta di tradizione che precede di qualche settimana il più classico film dell’amico/nemico Cristian De Sica. Dopo Una fidanzata per Papà e A Natale mi sposo, Boldi ritorna sul tema del matrimonio come un assassino sul luogo del delitto.
Ci piacciono i matrimoni, sono momenti felici. Il nostro è un film che inizia con un “c’era una volta” e finisce con “vissero felici e contenti”. In più fa ridere, cosa chiedere di più?
Il personaggio che ha generato più curiosità è sicuramente quello di Rocco Siffredi, celeberrimo attore hard per la prima volta alle prese con la commedia in Italia
Nel nostro mondo se fai ridere significa che qualcosa non funziona. Era una bella sfida per me l’idea di far ridere, consapevolmente e non è una questione di centimetri, questa volta. (…) Mi sono sentito come uno di famiglia, accettato da tutti, non come un outsider come mi è successo altre volte quando ho lavorato con il cinema mainstream.
Alla conferenza erano presenti anche Diana Del Bufalo, Annamaria Barbera, Enzo Salvi mentre Biagio Izzo è stato disperso per un ritardo causato dal maltempo a Roma. Una curiosità, la biografia di Rocco Siffredi sul materiale consegnato alla stampa, è stata lasciata in bianco per non rendere V.M. 18 il press book…
Valeria Graci, uno dei volti femminili più amati di Zelig, è fra le protagoniste della commedia di Paolo Costella Baciato dalla Fortuna, nelle sale da ieri (qui il trailer). La ritroveremo in Ex: Amici come prima! e nel Cinepanettone in arrivo a Natale. Abbiamo avuto il piacere di fare con lei una lunga chiacchierata telefonica a proposito del suo lavoro e dei suoi progetti passati, presenti e futuri.
Ciao Valeria, quante cose sono cambiate dai tempi in cui trascorrevamo insieme ogni santo venerdì sera fra piume, calze a rete e tacchi alti! Sono passati più di 10 anni, siamo cresciute…e ti ritrovo addirittura sul grande schermo! Il Rocky Horror ed il Cinema Mexico portano fortuna. Sono partiti da lì Claudio Bisio, Francesco Sarcina delle Vibrazioni, Gianmarco Pozzoli…….
Ho appeso oggi un quadro del Rocky Horror con la cornice di paillettes. Quando sono stata a vederlo per la prima volta un amico mi ha detto “questo film cambierà la tua vita”. E così, effettivamente, è stato. Tornata a casa mi sono detta: “voglio salire su quel palco” e mi riferivo proprio al piccolo palcoscenico del Cinema Mexico, non a quello del Teatro Smeraldo dove veniva rappresentato il musical. Il mio sogno sarebbe stato quello di fare Janet o Magenta, invece ho cominciato come transylvana, poi sono stata promossa narratrice (prima ed unica narratrice donna ‘di ruolo’ negli annali della storica sala milanese n.d.r.).
Ma tu ti senti Baciata dalla Furtuna?
Sul piano personale mi sento senz’altro privilegiata e fortunata: perchè ho trovato un uomo che amo e che mi ama moltissimo, perchè ho un bambino bellissimo e sano che sorride ogni giorno, perchè mi posso permettere una bella casa ed ho accanto delle persone che mi danno una mano a gestire tutto; da sola non ce la farei. Per quanto riguarda la carriera…più che di fortuna parlerei di merito. Quello che ho conquistato me lo sono guadagnato veramente, ci ho sempre creduto ed ho sempre tenuto duro; nessuno mi ha mai fatto sconti. Il lavoro nel mondo dello spettacolo è altalenante, ti dà tanto ma ti toglie altrettanto. Magari oggi lavori, poi stai fermo 6 o 8 mesi; e se poi rimani incinta… Io ho avuto la fortuna di ritrovare subito lavoro dopo che è nato Pierluigi, anche se preferirei poter restare a casa a godermi mio figlio (Valeria è diventata mamma da otto mesi n.d.r.)
Baciato dalla Fortuna: raccontaci il film, tu che parte fai?
In Baciato dalla Fortuna sono la moglie di Giuseppe Giacobazzi ma ci provo spudoratamente con Alessandro Gassman. Putroppo hanno tagliato un paio di mie scene perchè le hanno ritenute un po’ troppo sopra le righe, un po’ troppo forti. In una mi spalmavo sopra un tavolo di cristallo per sedurlo. Nel film siamo tutti vigili urbani, abbiamo girato nella caserma di Parma fra luglio e agosto 2010. All’epoca ero incinta di tre mesi e mi fa davvero tenerezza riguardare il film adesso.
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Sono tempi difficili, pesanti per essere precisi, quelli raccontati da Benjamin Mark e Ryan McKenna nel loro film Heavy Times, con Jay Brunner, Melina Chadbourne, Brian D. Evans, Keaton Farmer, Jeff Koen e Adam Lauver nel cast.
Vinti dalla noia e non avendo altro da fare, Dan e i suoi due migliori amici Marco e Ugo vanno a cena da sua sorella. La cena però li porterà molto lontano a quello che si sarebbero aspettato. Per i tre amici inizia una spirale di eventi strani e scandalosi a cui nessuno era preparato. Sulla scia di Una notte da leoni, una nuova commedia pungente e politicamente scorretta con amiciza maschile e sindrome da Peter Pan come temi centrali…
Il riferimento ovviamente è al soldato Ryan di Steven Spielberg, ma questo Saving Private Perez viene dal Messico (e lì deve tornare dalla guerra in Iraq).
Julian Perez, uno dei più temuti boss del crimine organizzato messicano, si imbarca in una missione suicida che gli viene affidata dall’unica persona che riesce a metterlo in soggezione, sua madre. Insieme a una banda di scombinati criminali, Julian deve partire per riportare a casa il fratello, dato per disperso nella guerra che si sta combattendo tra le lande desolate dell’Iraq.
Il film di Beto Gomez sarà nei cinema americani a partire dal 22 di settembre. In Italia? Difficile prevedere un’uscita da noi, dipenderà dal successo del film sul mercato Usa.
Stan Helsing, commesso di una videoteca e appassionato film horror, vorrebbe andare a una festa in maschera a tema Halloween. Accompagnato da suo miglior amico Teddy, travestito da Superman, la ex-ragazza Nadine, vestita da sexy indiana e la svampita Mia, una bionda spogliarellista, Stan compie una deviazione lungo il tragitto per compiere l’ultima consegna di dvd della giornata. I quattro finiranno in un sobborgo dove una maledizione ha portato in vita alcuni dei mostri dei film horror più pericolosi della storia del cinema.
Il titolo italiano non lascia dubbi, siamo alle prese con un prodotto figlio dei responsabili del primo Scary Movie (che risale al lontano 2000 e che ha dato vista a una delle peggiori saghe di parodie cinematografiche, non solo horror, che mente umana possa ricordare). Questa volta alla regia c’è l’esordiente Bo Zenga, responsabile anche della sceneggiatura, che a differenza del modello iniziale cerca di spingere la parodia oltre lo slasher di Scary Movie (lì i riferimenti erano Scream e altri thriller) e qui scomoda il gotha dei mostri horror, da Freddy Krueger a Jason, da Michael a Faccia di cuoio, fino alla bambola assassina di Chuckie.
La parodia del cinema dell’orrore ci ha regalato anche gioielli come Frankestein Jr di Mel Brooks, Horror Movie però si limita a crogiolarsi in un becero citazionismo che difficilmente strappa una risata al di fuori delle battute volgari, dei doppisensi a tema sessuale, di scurrilità bassoventrali e una sistematica sequenza di banalità decerebrate.
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