Ogni pianeta dall’orlo del disastro ha bisogno dei suoi supereroi, per il nostro provvede la Marvel chiamando a raccolta “I Vendicatori” della mitica serie a fumetti realizzata nel 1963 da Stan Lee e Jack Kirby, di nuovo nelle nostre sale da mercoledì 25 aprile 2012 con The Avengers di Joss Whedon.
Iron Man (Robert Downey Jr.), Thor (Chris Hemsworth), Black Widow (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans) e Nick Fury (Samuel L. Jackson) sono pronti, ma se siete curiosi di sapere da Joss Whedon e da alcuni protagonisti come personalità tanto differenti e ‘dotate’ riescono a creare un team così esplosivo, nonostante le tensioni, vi lascio al dietro le quinte di oggi.
E se li avete persi:
- Il ritorno alle origini per Iron Man, Thor, Vedova Nera, Nick Fury, Capitan America
- 2 nuovi spot tv
- Alcune curiosità
- Le nuove foto
- Lo spot tv IMAX
- I character banner italiani
- Il full trailer ufficiale italiano
- Lo spot tv del Super Bowl
- 4 nuovi poster
- Il trailer internazionale
Iron Man (Robert Downey Jr.), Thor (Chris Hemsworth), Black Widow (Scarlett Johansson), Captain America (Chris Evans), di nuovo insieme per salvare il pianeta dall’orlo del disastro, arrivano mercoledì 25 aprile nelle nostre sale con The Avengers di Joss Whedon.
Nel video di oggi sbirciamo dietro le quinte per sapere dai protagonisti e dal regista ‘com’è stato lavorare in uno dei film più attesi del 2012′, mentre nella ricca gallery che segue li ritrovate in posa durante la Premiére tenuta a Los Angeles, con tanto di superveicoli promozionali.
E se li avete persi:
- Il ritorno alle origini per Iron Man, Thor, Vedova Nera, Nick Fury, Capitan America
- 2 nuovi spot tv
- Alcune curiosità
- Le nuove foto
- Lo spot tv IMAX
- I character banner italiani
- Il full trailer ufficiale italiano
- Lo spot tv del Super Bowl
- 4 nuovi poster
- Il trailer internazionale
The Avengers Première di Los Angeles
Continua a leggere: The Avengers - dietro le quinte del film e foto della Première di Los Angeles!

Intervistato da Movie Hole per parlare di Never Sleep Again, il documentario sulla saga originale di Nightmare (se siete fan, non dovreste perderlo per niente al mondo), Robert Englund ha parlato di un film che alla fine degli anni 80 avrebbe dovuto rappresentare il vero prequel della saga di Freddy Krueger. Un film, però, mai andato in porto. First Kills - questo il titolo - avrebbe narrato di come il babau di Springwood è diventato un “invasore” dei sogni:
C’era una sceneggiatura in stile “Henry - Pioggia di sangue”, a metà tra dramma e stile documentaristico, dove si vedono i primi omicidi di Freddy, e ci sono delle scene in tribunale con alcuni orribili avvocati e i genitori delle vittime. Infine questi ultimi lo bruciano vivo, poi lo vedi comparire ad Elm Street verso la fine, lì dove sarebbe iniziata la sua vendetta, il suo regno di terrore.
Englund dice che qualcuna di queste idee è poi finita in Nightmare 6 - La fine, qualcuna in un episodio di Freddy’s Nightmares (molto probabilmente, per chi scrive, il pilot No More Mr. Nice Guy diretto da Tobe Hooper). E dichiara che forse avrebbe potuto interpretare ancora una o due volte Freddy, ma…:
Avrei potuto fare forse un altro film come Freddy, o forse due, ma credo che quel momento fosse quando la Platinum Dunes, assieme alla Warner Bros., ha acquisito i diritti dalla Newline Cinema. La loro idea era di ricominciare con la saga e di trovare un attore più giovane che potesse interpretare Freddy per anni. Sono abbastanza vecchio oggi per fare acrobazie e robe del genere. Posso fare un paio di riprese, ma il giorno dopo mi sveglio e mi sento come se avessi giocato a football. Posso appena scendere dal letto, quindi mi diverto di più ad interpretare dei ruoli da “giacca e cravatta”. Ho appena finito di girare un episodio di Criminal Minds la scorsa settimana, faccio la parte di un bravo detective, per cambiare.
Maledetto Michael Bay, insomma: possiamo solo godere del fatto che, dopo il pessimo reboot, il sequel si sia arenato.
Foto: TM News
Quando i pesci d’aprile non finiscono mai: c’è davvero il rischio per un giornalista, un blogger o anche un lettore, di prendere grossi abbagli in questo periodo. Se la news della riconversione in 3D de Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno era palesemente un’idiozia, in molti credevano al contrario che il biopic su Steve Jobs interpretato da Ashton Kutcher fosse fintissimo (e invece no!). Quindi in tanti hanno creduto che la lista dei film in concorso trapelata per errore sul sito del Festival di Cannes fosse vera, come riporta un blog francese…
La lista è ovviamente fintissima, fosse solo per la mancanza di Amour di Haneke, dato ormai per certo in comptetizione, e anche per la mancanza di On the Road di Salles (ma per noi potrebbe essere fuori concorso, quindi…). Deadline ha incontrato il direttore artistico Thierry Frémaux, che ha confermato che la lista è falsa:
Non c’è stata alcuna fuga di notizie. La selezione è tutta nella mia mente. Sono tutte bugie ed è disgustoso giocare con certe cose. Cannes è un’istituzione e dev’essere preservata. C’è un codice di condotta e dev’essere rispettato. Quelli che non rispettano il codice, non possono fare ritorno a Cannes.
Vincent Maraval della Wild Bunch dice che alcuni suoi film presenti nella lista non sono neanche stati visti dalla commissione. Manca ancora un po’ al 19 aprile, giorno della conferenza stampa ufficiale: per sapere i titoli (quelli veri), bisognerà aspettare quella data. Intanto, dopo il salto, giusto per sognare, ecco la lista finta. Che tuttavia, a parte qualche titolo impossibile o improbabile (va bene sognare ancora su Malick e P.T. Anderson: ma Larraìn?) non è neanche così campata in aria…
Premessa: c’è chi potrebbe pensare che dare peso a certe cose sia in parte parlare del nulla, e in parte fare pubblicità inutile. Avrebbe anche ragione, e quindi saremo abbastanza sveloci nel ricapitolare quello che è successo ieri sera su Twitter. Dopo aver scritto un tweet sul Grande Fratello (”#finalmente finito il #grandefratello #buonanotte”), Massimo Boldi ha ricevuto una risposta da un altro utente del social network.
Una risposta non propriamente “educata” - “detto da uno che fa dei film del cazzo proprio” -, discutibile nella forma (ma sul contenuto?). La risposta dell’attore non si fa attendere, e tra un insulto e l’altro, con in mezzo quel “capra” di sgarbiana memoria di cui pare non si può più fare a meno, si arriva alla frase incriminata: “immaginavo che te lo spacchi [il “sedere”] tutti i giorni, un asino come te non ha alternative, capra anzi caprone e sfigato”. In risposta al fatto che l’utente dichiara di farsi il mazzo tutti i giorni all’università. Twitter funziona come una cassa di risonanza, e in pochi minuti l’hashtag #BoldiCapra è primo nei TT (Trending Topics), con gli utenti (soprattutto giovani) infervorati contro l’attore.
Nell’immagine qui sopra potete seguire tutto il botta e risposta tra Massimo Boldi e l’utente. La situazione è abbastanza triste, e ci permette di ragionare sul ruolo “pubblico” di un cosiddetto VIP e sulla funzione dei social network oggi. Va bene che tutti ormai possono dire e scrivere tutto quello che vogliono (e lo fanno), soprattutto da quando Twitter è diventata la nuova moda in Italia: ma se si è personaggi noti, e si conosce un po’ il mondo della comunicazione, forse sarebbe meglio non spingersi troppo in là e lasciar perdere commenti legittimi ma che potrebbero lasciare il tempo che trovano.
L’impressione è che nel mondo dello spettacolo italiano di oggi molti non abbiano ancora capito che Twitter è innanzitutto uno spazio decisamente “aperto” e visitabile da chiunque, quindi anche “pericoloso”…
Credevate che Tim Burton amasse alla follia il telefilm Dark Shadows solo perché ne ha tratto un film? In realtà non avete proprio sbagliato: diciamo che il regista dichiara senza mezzi termini che il telefilm di Dan Curtis è orrendo, ma tuttavia non resiste al suo fascino. Ecco cosa ha dichiarato nello specifico:
Credo si possa dire che fosse orribile. È un caso diverso. Se guardo cose come Star Trek, non è difficile capire quale fosse il suo fascino, e anche se il telefilm è datato si può identificare cosa lo faceva funzionare. Il fascino di Dark Shadows era un po’ più astratto. Ciò che mi piaceva era il fatto che fosse una soap opera melodrammatica, e, beh, questo sfida qualunque interesse degli studio di oggi. Ma ciò che noi abbiamo scelto è un mix, ed è ciò di cui mi sono sempre interessato; penso che la maggior parte dei miei film siano delle mescolanze di luce e buio, di cose serie e cose con un lato umoristico.
L’opinione di Burton potrebbe quindi essere più o meno quella che aveva su Ed Wood: un regista terribile, e per questo da amare. Ma chissà come la prenderanno i fan della serie: qui c’è aria di polemica… Comunque, qui sopra potete godervi uno spot tv nuovo di zecca, che potremmo idealmente intitolare “Johnny Depp vampiro va da McDonald’s”.
E se ve li siete persi:
- il trailer e la locandina italiani;
- il primo spot tv;
- una gallery di foto;
- il trailer internazionale;
- i character poster dei personaggi;
- il primo trailer e la locandina.
Fonte: Hero Complex

Quattro film, una carriera quasi distrutta a metà percorso, poi il ritorno in grande stile: è, per ora, la carriera di James Gray, che però ha in ballo ben due progetti. Uno, Low Life, sta per entrare in fase di montaggio, l’altro, The Gray Man, potrebbe essere il suo prossimo progetto. Parliamo del primo, che vedrà per protagonisti l’habitué Joaquin Phoenix, assieme a Jeremy Renner e Marion Cotillard.
Primo period movie per il regista, ma ennesimo ambientato a New York, Low Life narrerà la storia di una donna che emigra dalla Polonia verso gli States; la sorella, però, viene fermata ad Ellis Island. La donna, una volta a New York, viene forzata ad entrare nel mondo del burlesque e del vaudeville, finché non appare un mago che spera di salvarla e farla riunire con la sorella… Non nuovo alle tematiche dell’immigrazione, Gray è però convinto che questo sia un progetto “inedito” nella sua filmografia:
Ho provato a non essere troppo ispirato dai film. Voglio che sia unico. Non saprei dire qual è l’ispirazione in questo caso… Ho provato seriamente a non rubare nulla. […] non sto dicendo che ho fatto qualcosa di completamente nuovo: non ho [rubato] di proposito, questo intendo. Sarà pronto in 15 settimane da oggi. Quindi credo che gli obiettivi - se pensiamo ad obiettivi del genere, visto che i miei non sono i festival - siano Venezia e Toronto. Forse non Venezia perché è troppo presto, ma quasi certamente Toronto. Credo sarà il mio miglior lavoro. Ciò che ho girato non è stato solo il lavoro più bello, ma anche gli attori sono al loro meglio e sono davvero contento per questo motivo.
Vogliamo tutti ricordare a Gray che Venezia e Toronto stanno ad una sola settimana di distanza? Capito, James? Su: vieni in concorso al Lido e stupiscici. Noi non vediamo l’ora. Così come non vediamo l’ora di sapere qualcosa in più anche sul thriller The Gray Man, che girerà assieme a Brad Pitt:
Assolutamente è questione di mesi. Dipende più che altro dagli impegni di Brad Pitt e anche dai miei, e dipende dal tempo in cui riesco a finire l’altro film, e dipende dal budget ed altri noiosi fattori del genere. Ma certamente potrebbe accadere: certo più del fatto che non si faccia.
Fonte: The Playlist

Recentemente intervistato, Tom Hardy ha voluto ancora una volta manifestare il proprio attestato di stima verso Christopher Nolan. In attesa che Il Ritorno del Cavaliere Oscuro faccia la sua comparsa nei cinema di mezzo mondo (da noi il 29 Agosto), e con Inception già bello che archiviato, l’attore britannico osa di più, ed esprime un proprio, personale desiderio. A lui la parola.
Mi piacerebbe un sacco interpretare Bond con Chris Nolan in qualità di regista o qualcos’altro, sarebbe fantastico.
Fantacinema, se così possiamo definirlo, visto è considerato che Daniel Craig pare essere in ballo per altri ben cinque film incentrati su 007 - attualmente è ancora in fase di trattativa con la EON Productions. Intanto noi attendiamo con discreto interesse Skyfall, che dopo il travagliato periodo di produzione approderà finalmente nelle nostre sale il 9 Novembre. Per il resto, mai dire mai.
Fonte | Movieweb
Foto | TM News
«Quello di celebrity è un concetto di cui non mi frega assolutamente niente… è una divisa che vogliono cucirmi addosso… Una volta toccava a re e regine essere “famosi”. Oggi le celebrities nazionali sono diventati gli attori… non è una cosa sana. Eppure siamo noi che lavoriamo nello showbiz, i responsabili di questo. Noi che accettiamo di farci fotografare e di entrare nel sistema, per vanità, ambizione e anche fame di denaro. A me interessa solo fare buoni film: il resto è zero».
Ad affermarlo è l’incoronato re del cinema indie americano Joseph Gordon-Levit, fan di Robert Redford e dei film di Christopher Nolan (“Inception”), Gena Rowlands e Earren Oate, della Francia e delle ragazze francesi, di Dumbo quanto di F come falso (Vérités et mensonges, 1973) di Orson Welles, in sala con Hesher di Spencer Susser e 50e 50 di Jonathan Levine e a quanto pare già pronto all’esordio come regista e sceneggiatore.
Lo stesso sbarbatello trentunenne che nella locandina del film sul cancro, si rasa la testa per battere sul tempo gli effetti della chemio, e scherza sulla cosa dicendo che «In genere, girare un film è quanto di più ripetitivo possa esserci. Anche qui abbiamo fatto e rifatto tutte le scene: tranne questa, ovviamente. Perché rasarsi una volta, ok, ma la seconda no!».
“Batman è un tizio che si traveste da pipistrello, e non importa quello che dice la gente, è una cosa stravagante”.
Secondo voi chi ha potuto dire una cosa del genere? Forza, via con i commenti! Mentre aspettiamo Il cavaliere oscuro - Il ritorno… dobbiamo sapere tutto tutto sul nostro super-eroe…
Update: SOLUZIONE - L’ha detto Tim Burton (citazione presa dal libro Burton racconta Burton)