Un produttore di ‘peso’ come Lorenzo di Bonaventura, padre dei Transformers e di G.I. Joe, un quasi sconosciuto figlio d’arte in cabina di regia, il documentarista danese Asger Leth, gli sceneggiatori dell’ottimo Red ed un divo in ascesa come Sam Worthington. Le premesse per rendere almeno ‘curioso’ un titolo come Man on a Ledge, brutalmente diventato 40 carati per il mercato nostrano, c’erano tutte. Ed in parte, ma senza esagerare, sono state rispettate.
Perché il film della Summit Entertainment riesce con la giusta dose di spericolatezza a rendere intrigante il tutt’altro che esaltante plot, inizialmente misterioso per poi dipanarsi con il passare dei minuti. Al centro della trama c’è infatti un uomo sul cornicione di un grattacielo, che minaccia di suicidarsi. Tutto qui? Tutto qui, se non fosse che il passato e soprattutto il ‘reale’ presente di quest’uomo riescano a tenere lo spettatore incollato alla poltrona, grazie ad una buona dose di action, con arguzia soppesata a ’svolte’ narrative innegabilmente tutt’altro che sorprendenti ma sicuramente funzionali e ben congegnate.
Nella New York impazzita di oggi, in perenne caccia di ’scoop’ sensazionalistici da cullare e dare in pasto ai telegiornali che ci bombardano news 24 ore su 24, trova spazio anche un aspirante suicida ‘incitato’ dalla folla a buttarsi da un cornicione, in modo da poter soddisfare la mostruosa gioia di riprendere con il videofonino il volo a planare sull’asfalto. Shakerando con maestria i vari ingredienti a disposizione, Asger Leth produce un film godibile, ricco di evidenti ‘baggianate’, ma non per questo meritevole di bocciatura.
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Visto ai Festival di Torino e Toronto, da noi già recensito, nominato a 3 Independent Spirit Awards 2012 per le categorie “Miglior Film”, “Miglior Attrice Non Protagonista” e “Miglior Sceneggiatura”, e a 2 Golden Globes nelle categorie “Miglior Film (commedia)” e “Miglior Attore Protagonista”, 50 e 50 uscirà nelle sale nostrane il prossimo 2 marzo. Oggi, ad un mese dallo sbarco, ecco arrivare il trailer italiano.
Diretto da Jonathan Levine, e con Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anna Kendrick, Bryce Dallas Howard e Anjelica Huston protagonisti, il film ha già incassato 40 milioni di dollari in tutto il mondo, dopo esserne costato solo 8. La trama? Questa: Il non ancora trentenne Adam ha una vita tranquilla e appagante: è fidanzato con la bella Rachael e si diverte con l’amico Kyle. Quando scopre di essere malato di cancro tutto cambia: frustrato, incapace di accettare la malattia, il giovane non reagisce, sembra non voler combattere. L’amicizia con Kyle e l’incontro con Katherine gli faranno aprire gli occhi: la vita può ricominciare, basta guardare al mondo con occhi diversi e non dare nulla per scontato.
Quattro anni fa il successo inaspettato, con lo splendido Caramel, ed ora l’incredibile conferma. Perché il Libano ci ha ufficialmente regalato una talentuosa regista, Nadine Labaki. Se il debutto poteva sembrare un’irripetibile sorpresa, il secondo film da regista della Labaki ne ha invece confermato le innegabili qualità. Presentato lo scorso maggio sulla Croisette nella sezione Un Certain Regard, e vincitore al Festival di Toronto del premio del pubblico, Et maintenant, on va où? sbarca ora nei cinema italiani dopo aver raccolto applausi in giro per il mondo. Meritatamente. Perché E ora dove Andiamo?, questo il titolo italiano, è probabilmente la prima ‘gemma’ cinematografica di questo 2012.
Scandalosamente snobbato ai Golden Globes come Miglior Film Straniero, ma candidato ufficiale del Libano ai prossimi Premi Oscar, il titolo della Labaki riesce con maestria a trattare un tema aihnoi attuale come quello dell’integralismo religioso, facendolo con delicatezza, humor e quel tatto straordinariamente femminile che ormai contraddistingue il suo cinema. Spaziando dal musical al drama, e senza mai dimenticare temi da comedy, Et maintenant, on va où? abbandona la Beirut di Caramel per fermarsi comunque in quel Libano bombardato da divisioni umane, sociali e religiose, con musulmani e cattolici perennemente sul piede di guerra.
Rimasta in patria, e ancora una volta legata all’amata lingua araba, Nadine Labaki non solo dirige ma interpreta, ancora una volta, la protagonista principale di questa autentica favola moderna, tanto surreale quanto sublime, capace di emozionare, commuovere e far ridere, come da tempo non si vedeva al cinema, grazie ad uno script che è un concentrato di trovate, legate tra di loro da un’unica ferrea volontà. Ovvero smascherare l’odio, che sia religioso, di razza, sessuale o anche solo generazionale, attraverso la fraternità e l’uguaglianza.
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Secondo le informazioni riportate su IMDb.it dovrebbe debuttare, salvo slittamenti, il prossimo 1° aprile (sperando non si tratti di un ‘pesce’!) la commedia colorata e corale Notte Finisce con Gallo, primo lungometraggio diretto Matteo Pellegrini dopo tanti corti ed altrettanti spot pubblicitari.
Sceneggiato da Giovanna Mori, Pellegrini e Paolo Rossi (no, non si tratta di ‘quel’ Paolo Rossi), girato a Torino fra il maggio e l’inizio di luglio dello scorso anno, Notte Finisce con Gallo vede protagonisti Aleksei Guskov (già apprezzato interprete de Il Concerto), Neil D’Souza e Michele Venitucci. Nel cast - decisamente multietnico - troviamo anche Eriq Ebouaney (visto in Le Crociate), Melanie Gerren, Anita Kravos, Tiziana Catalano, Filippo Timi, Michele Di Mauro, Roberto Zibetti, Chiara Salerno, Harvey Virdi ed Alice Arcuri.
Il film racconta la singolare vicenda di tre amici (un russo, un indiano e un italiano) che lavorano come addetti alle pulizie in uno studio televisivo. Per arrotondare, i tre si inventano una piccola casa di produzione e realizzano video di matrimoni all’interno delle comunità straniere. Inaspettatamente, la loro piccola attività riscuote uno straordinario successo, così i tre decidono di ingrandire il proprio giro d’affari prendendo “in prestito” durante la notte gli spazi dello studio televisivo dove lavorano. Personaggi di varie nazionalità, con o senza talento, con la speranza di sfondare o solo con un messaggio da inviare a casa, arrivano a frotte prendendo d’assalto gli studi. Il segreto dei tre amici sembra non essere destinato a rimanere tale ancora a lungo…
Se in Italia abbiamo dovuto assistere all’incredibile boom de I Soliti Idioti, agli inglesi è probabilmente andata peggio con The Inbetweeners Movie, diventato Finalmente Maggiorenni per i cinema italiani. Tratto da una celebre sit-com britannica della E4, il film è infatti riuscito nell’impresa di incassare 45 milioni di sterline (oltre 70 milioni di dollari), dopo esserne costato poco più di 3. Un caso da ‘record’, tanto da battere all’esordio ‘cult’ commedianti come Bridget Jones 2 e Una notte da Leoni 2.
Prendendo forza dal successo televisivo, i produttori di The Inbetweeners hanno con coraggio osato portare al cinema i 4 adolescenti protagonisti, senza censurare nulla e nessuno. Perché Finalmente Maggiorenni è un concentrato di irriverente volgarità che trasformerebbe Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio in due monachelle di clausura. Tralasciando l’originalità della trama, che vede quattro amici sfigati, bruttini e ovviamente vergini partire per un’isola greca alla fine del liceo, a contraddistinguere il prodotto inglese da un possibile ‘clone’ italiota è l’assoluta ‘tranquillità’ con cui si è dato sfogo alle situazioni più becere, sboccate e sessualmente esplicite.
Nell’anno in cui i ragazzacci di American Pie tornano in sala con la tanto attesa ‘reunion’, in Inghilterra hanno infatti deciso di anticiparne i tempi, confezionando un prodotto talmente facilmente attaccabile dal risultare ‘calamitante’ agli occhi di milioni di adolescenti. Perché tutto il mondo è paese, e di ’soliti idioti’ ne è pieno l’Universo…
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Poche ore dopo avervi mostrato una delle rarissime foto dei Wachowski sul set di Cloud Atlas, ecco arrivare la notizia della fine delle riprese e l’annuncio della distribuzione italiana, targata Eagle Pictures. Basato sull’ omonimo romanzo di David Mitchell, Cloud Atlas vede protagonisti i Premi Oscar ® Tom Hanks e Halle Berry, oltre a Jim Broadbent, Hugo Weaving, Jim Sturgess, Doona Bae, Ben Whishaw, James D’Arcy, Keith David e David Gyasi. L’impressionante cast comprende anche nomi come Hugh Grant e Susan Sarandon, e le attrici cinesi Zhou Xun e Zhu.
La curiosa produzione, che racconta una storia che si svolge su diversi piani narrativi ambientata nell’arco di cinque secoli, ha da subito suscitato l’interesse dei media sin dall’inizio della lavorazione a metà settembre 2011, soprattutto per la collaborazione fra tre registi, ovvero Andy e Lana Wachowski e Tom Tykwer. I produttori Grant Hill e Stefan Arndt, una volta finite le riprese, hanno così commentato la lunga e laboriosa lavorazione:
“È stato un progetto incredibilmente complesso con una quantità enorme di giorni di riprese per una produzione di questo livello, ma con tre dei registi più interessanti di oggi che plasmano questo materiale così complesso, siamo entusiasti di come il film sta venendo fuori”.
Al centro della trama una storia epica e profondamente umana, in cui le azioni e le conseguenze delle nostre vite hanno impatto l’un l’altra attraverso passato, presente e futuro, come se una sola anima trasformasse un assassino in un salvatore e un unico atto di gentilezza si espandesse attraverso i secoli per ispirare una rivoluzione.
Il film evento di questa stagione cinematografica inglese. Costato poco più di 3 milioni di sterline e nato da una sit-com di casa, The Inbetweeners Movie si è tramutato nel più incredibile successo degli ultimi anni. Per oltre un mese ha dominato il botteghino nazionale, arrivando ad incassare oltre 70 milioni di dollari. Una cifra spaventosa, tanto da battere titoli come Bridget Jones 2 ed Una Notte da Leoni, grazie ad un primo weekend da record.
Sboccato, irriverente, demenziale e per questo a tratti irresistibile, The Inbetweeners Movie arriverà nei cinema nostrani il prossimo 4 gennaio grazie alla Eagle Pictures. Diventato Finalmente Maggiorenni, il film si mostra quest’oggi attraverso il folle trailer italiano. Aspettando la nostra recensione, ormai prossima, il sequel è ovviamente già stato ufficializzato.
Diretto da Ben Palmer, e con Simon Bird, James Buckley, Blake Harrison, Joe Thomas, Laura Haddock ed Emily Head protagonisti, Finalmente Maggiorenni racconta la storia di quattro ragazzi che vanno in vacanza a Malia, Creta, senza genitori, senza professori, senza soldi e senza molto successo con le ragazze.
Quattro anni dopo Sa Majesté Minor, Jean-Jacques Annaud torna finalmente in sala con Black Gold, diventato per i cinema nostrani Il Principe del Deserto. A distribuire la pellicola, nelle nostre sale a partire dal prossimo 23 dicembre, la Eagle Pictures, con il primo trailer nella nostra lingua quest’oggi finalmente disponibile.
Interpretato da Tahar Rahim, Antonio Banderas, Mark Strong e Freida Pinto, Il Principe del Deserto ci conduce all’inizio del ventesimo secolo, in Arabia. Qui, sotto il sole spietato del deserto, due sultani si incontrano faccia a faccia. Tutto attorno, sul campo di battaglia, i corpi dei loro combattenti. Il vincitore Nesib, emiro di Hobeika (Antonio Banderas), detta le condizioni di pace al suo rivale Amar, sultano di Salmaah (Mark Strong). Nessuno potrà mai più reclamare i diritti della cosiddetta terra di nessuno, denominata “La Striscia Gialla”. Secondo il costume tribale Nesib “tiene in ostaggio”, adottandoli, i due figli maschi di Amar, Saleeh (Akin Gazi) e Auda (Tahar Rahim) a garanzia del trattato. Diversi anni dopo: Saleeh è un guerriero ansioso di fuggire dalla gabbia dorata e tornare nella terra del padre, mentre ad Auda interessano solo i libri e la ricerca della conoscenza. Un giorno il padre adottivo, Nesib, riceve la visita di un petroliere texano (Corey Johnson), che lo informa: il suo territorio è benedetto dal petrolio.
Nesib sogna già un regno con strade, scuole ed ospedali, tutto pagato dall’oro nero che è sotto l’arida sabbia. Ma c’è un problema: il petrolio si trova nella zona de “La Striscia Gialla”.
8.993.266,88 euro incassati in 5 giorni, come indovinato dal 28% di voi al Fantaboxoffice, con 1.292.657 ticket staccati. Breaking Dawn - Parte 1 ha sbancato anche il botteghino italiano, ma senza macinare record. New Moon arrivò ai 9.577.211,15 euro raccolti in 5 giorni, con 1.439.844 ticket staccati, mentre Eclipse si fermò a quota 7.802.921,56 euro, con 1.173.017 biglietti venduti. Breaking Dawn ha quindi stracciato Eclipse, uscito in estate, perdendo invece la sfida con New Moon, anche se di poco. La forza della Saga rimane comunque elevata, per un titolo che potrebbe abbattere il muro dei 20 milioni, tetto per ora mai raggiunto da nessuno dei capitoli precedenti. I Soliti Idioti ha così dovuto lasciare il trono del botteghino, arrivando comunque a quei 10 milioni di euro che alla vigilia sembravano irraggiungibili. Sono invece 3 i milioni di euro raccolti in 10 giorni da Il Re Leone 3D, con Immortals ampiamente sopra quella stessa cifra.
Le altre due new entry forti del fine settimana hanno finito per ‘pagare’ il ciclone Breaking Dawn. 777.952,72 gli euro incassati da Scialla!, con 119.270 biglietti venduti, mentre Anonymous si è dovuto accontentare di 581.291,50 euro, con 86.897 spettatori paganti. Sono invece 9 i milioni di euro incassati fino ad oggi dal sorprendente La peggior settimana della mia vita, con Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati ad un passo dal milione e mezzo di euro e Lezioni di cioccolato 2 poco sopra il milione. One Day, per concludere, è arrivato agli 800,000 euro.
Weekend ricco il prossimo, grazie all’arrivo di Anche se è amore non si vede, ritorno in sala di Ficarra e Picone (in uscita mercoledì), senza dimenticare Happy Feet 2 in 3D, Tower Heist – Colpo ad alto livello e l’ottimo Real Steel. Chi riuscirà a battere Breaking Dawn Parte 1?
Aspettando la nostra recensione in anteprima, in arrivo a giorni, torniamo a parlarvi di 1921 - Il Mistero di Rookford grazie alla diffusione del primo trailer in italiano, da vedere e commentare insieme a noi. Distribuito dalla Eagle Pictures a partire dal prossimo 2 dicembre, diretto da Nick Murphy, scritto da Stephen Volk e Nick Murphy e prodotto da David M. Thompson, Sarah Curtis e Julia Stannard, The Awakening, questo il titolo originale, vede sul set Rebecca Hall, Dominic West e Imelda Staunton.
Tormentata dalla morte del fidanzato, Florence Cathcart (Rebecca Hall) è impegnata a smascherare le teorie sul sovrannaturale, dando spiegazioni di tipo metodico e razionale. Tuttavia, quando viene chiamata a visitare Rookford, un collegio situato nella campagna, per indagare sulle presunte apparizioni di un fantasma di un bambino, Florence si sente costretta ad accettare il compito. Giunta a Rookford, Florence comincia a lavorare utilizzando delle trappole e cercando di raccogliere prove scientifiche. Col tempo, i segreti cominciano a svelarsi e il mistero che avvolge il fantasma del bambino si rivela essere nient’altro che uno scherzo da ragazzi. Tuttavia, proprio quando Florence si accinge a lasciare il collegio, diventa testimone di un’esperienza che sfida ogni logica. Subito dopo l’accaduto, uno dei professori, Robert Mallory (Dominic West), si preoccupa per lo strano atteggiamento di Florence. L’incidente l’ha lasciata confusa e spaventata, eppure la giovane donna è risoluta nel voler andare in fondo alla questione e decide così di restare a Rookford durante le vacanze natalizie, quando tutti i ragazzi tornano a casa per le festività. Florence comunque non resta sola. Le fanno compagnia Maud (Imelda Staunton), l’infermiera che per prima aveva chiesto l’intervento di Florence a Rookford, Tom (Isaac Hempstead-Wright), un bambino di cui i genitori non possono occuparsi durante la pausa natalizia e Mallory, tormentato dalle visioni del passato dopo aver combattuto la Grande Guerra.
Nei giorni a seguire, Florence sarà perseguitata dall’immagine sfocata del fantasma di un bambino che farà vacillare la sua determinazione e la renderà sempre più incapace di poter dare una spiegazione logica agli strani eventi che si susseguono. Man mano che il suo legame con Mallory si fa più profondo, entrambi sentono che li accomuna un forte senso di solitudine e, insieme, si preparano ad affrontare le loro paure.