
Un 2009 da record per il cinema americano. 10,473.8 dollari raccolti, 1,458.7 biglietti staccati, 7.18 dollari il prezzo medio del biglietto.+ 9.6% rispetto al 2008, +9.5% al 2007, +15% rispetto al 2006, +19.8% rispetto al 2005. Numeri impressionanti, per un’industria, quella del cinema, che sembra non conoscere la parola crisi. Tra le major a dominare la vetta degli incassi è la Warner Bros., appena entrata nella storia (con 33 film a disposizione), avendo superato i 2 miliardi di dollari incassati solo negli Usa. Mai nessuno era riuscito a fare tanto. Frantumato il record precedente, detenuto sempre dalla Warner e registrato lo scorso anno, con 1,767.3 dollari. Dietro troviamo la Paramount, 16 film e 1,458.5 dollari incassati, la Sony / Columbia, 24 film e 1,443.7 dollari, la Buena Vista, 24 film e 1,206.2 dollari, la 20th Century Fox, 21 film e 1,191.4 dollari, la Universal, 20 film e 833.5 dollari e la Summit Entertainment, capace d’incassare 476.4 dollari con solo 11 film alle spalle.
Tra le pellicole, invece, chi ha incassato di più negli Usa e nel Mondo? Negli States a dominare l’anno è stato Transformers 2, con 402,111,870 dollari, seguito da Harry Potter e il Principe Mezzosangue, 301,959,197 dollari, Up, 293,004,164 dollari, New Moon, 280,924,000 dollari, il sorprendente Una notte da Leoni,277,322,503 dollari, Star Trek, 257,730,019 dollari, Avatar, 250 milioni di dollari, Mostri Vs. Alieni, 198,351,526 dollari, L’era Glaciale 3, 196,573,705 dollari e The Blind Side, 184,387,000 dollari. A conti fatti 3 titoli della Warner, 3 della Paramount, 1 Buena Vista, 1 Summit e 2 della Fox.
E in tutto il mondo? Cambia la situazione se andiamo a considerare il worldwide? Certamente sì. Ad aver incassato più di tutti worldwide è stato Harry Potter e il Principe Mezzosangue, con 929.4 dollari, seguito da L’era Glaciale 3, 883.7 dollari, Transformers 2, 835 milioni di dollari, 2012, 734 milioni di dollari, Avatar, 726 milioni (in 12 giorni!), Up, 683 milioni di dollari, New Moon, 662 milioni di dollari, Angeli & Demoni, 486 milioni di dollari, Una notte da Leoni, 460 milioni di dollari e Una notte al museo 2, con 412 milioni di dollari.
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Un weekend storico. Si chiude così per il box office americano un 2009 da record, con oltre 10 miliardi di dollari incassati e ben 264,152,000 dollari raccolti negli ultimi 3 giorni. Disintegrato il record precedente, che apparteneva al weekend 18/20 luglio 2008, con 253 milioni di dollari. Mai si era arrivato a tanto! Tutto questo grazie ad una serie di uscite che hanno letteralmente trascinato gli americani al cinema. A stupire, per la clamorosa tenuta, è Avatar di James Cameron! Dopo i 77 milioni di dollari raccolti il fine settimana passato, il kolossal ne ha incassati altri 75 (secondo le previsioni, ed attenzione perchè potrebbe crollare il record de Il Cavaliere Oscuro, con 75,166,466 dollari al 2° weekend di programmazione), perdendo appena il -2.6% sugli incassi! 21,701 dollari la media per sala, per un totale di 212,268,000 dollari portati a casa in 10 giorni (che diventano 468 615 worldwide). Da lunedì a domenica Avatar ha incassato, giorno per giorno, 24 milioni di dollari, 16, 16, 16, 11, 23, 28 e 23 milioni di dollari, segno di un passaparola clamorosamente positivo e di una tenuta settimanale pazzesca. Titanic al suo 2° weekend (natalizio anche in quel caso, era il 26–28 dicembre 1997) incassò 35,455,673 dollari, arrivando così a quota 88,425,009 dollari. Avatar l’ha più che doppiato. Dove potrà arrivare?
Al secondo posto esordisce Sherlock Holmes di Guy Ritchie, ottimo con ben 65,380,000 dollari raccolti in appena 3 giorni (praticamente quanto fece Quantum of Solace). Di 18,000 dollari la media per sala, per un franchise che parte così in quarta, assicurandosi il sequel in 72 ore e facendo suo il record del miglior 25 dicembre di sempre (con 24,775,000 dollari… chi lo segue? Avatar!). Medaglia di bronzo per Alvin Superstar 2, comunque straordinario con i suoi 77 milioni di dollari incassati in appena 5 giorni, di cui 50 nel weekend. Ottima 4° posizione anche per It’s Complicated, la commedia con Meryl Streep protagonista, capace di raccimolare 22 milioni di dollari in un weekend, seguita da Tra le Nuvole, che vola dall’8° al 4° posto con 24 milioni di dollari in tasca.
6° posizione per l’incredibile The Blind Side, capace addirittura di guadagnare rispetto al weekend passato (+17.1%, 6° weekend in sala), toccando quota 184 milioni di dollari, seguito da La Principessa e il Ranocchio, che perde solo il 28,7% degli incassi, agguantando i 64 milioni di dollari. Non tutti ridono però, visto il deludente salto in avanti di Nine, lanciato il 1,412 sale, dopo la release limitata di 7 giorni fa. Il musical di Marshall, infatti, si è dovuto accontentare di 5 milioni e mezzo di dollari (ne è costati 80), con una media per sala di 3,926 dollari. Chicago, con poco più di 600 copie a disposizione, esordì con 8 milioni di dollari, per poi chiudere a 170. Che in casa Weinstein si stiano iniziando a preoccupare? A seguire troviamo Invictus, 23 milioni di dollari, New Moon, 281 milioni di dollari, A Christmas Carol, 136 milioni di dollari, e Old Dogs, arrivato ai 46 milioni di dollari. Da segnalare, infine, l’uscita in 4 sale di Parnassus, capace d’incassare 130,000 dollari. Weekend di zero uscite il prossimo, con Avatar pronto a spiccare nuovamente il volo… oppure no?
Demolition Man (Fantascienza, USA, 1993) di Marco Brambilla con Sylvester Stallone, Wesley Snipes, Sandra Bullock, Nigel Hawthorne, Benjamin Bratt.
In Onda stanotte 26 ottobre alle ore 23.10 su Italia 1
“Los Angeles, 1996: il sergente John Spartan (Sylvester Stallone), chiamato Demolition Man, riesce finalmente a catturare lo psicopatico Simon Phoenix (Wesley Snipes) ma durante lo scontro muiono anche degli innocenti. Entrambi i protagonisti vengono quindi condannati a congelamento correttivo in un criopenitenziario che li terrà nel freezer fino a quando…”
L’esordio Hollywoodiano del milanese Brambilla, passato alla storia sopratutto per il nudo integrale dello Stallone ibernato, rimane un fumettone action piuttosto godibile, in bilico tra azione fracassona, bizzarri congegni futuristici e humor sbruffone. Ma la fantascienza di Sly non è mai stata convincente e appassionante quanto quella del rivale Schwarzenegger, omaggiato nel film con una profetica gag a sfondo politico.
Demolition Man fu comunque un campione di incassi nella stagione cinematografica del ‘93. Wesley Snipes ricevette addirittura una candidatura agli MTV Movie Awards come Miglior villain! mentre il fenomeno Sandra Bullock esplose solo l’anno successivo grazie a Speed.

Chiusa l’estate, possiamo iniziare a trarre i primi bilanci di questo 2009 cinematografico, prima dell’arrivo della scorpacciata natalizia. In testa a tutti, nella Top10 worldwide, troviamo lui, l’inossidabile Harry Potter. 896 i milioni di dollari incassati da Il Principe Mezzosangue, con 602 di questi raccolti fuori dagli Usa, per un 67.2% del totale che non parla a stelle e strisce. Una volta superata la soglia dei 900 milioni di dollari (ormai in direttura d’arrivo) saranno ben 3, su 6, i film di Potter riusciti nell’impresa. Solo Il Prigioniero di Azkaban si fermò sotto addirittura gli 800 milioni. Spicano, nei 601 milioni di dollari, gli 80 incassati in Inghilterra, i 75 del Giappone, i 60 della Germania e i 50 della Francia.
Al 2° posto, felice e soddisfatto, troviamo Michael Bay con Transformers 2. 828 i milioni di dollari incassati dal film, ovvero 120 in più rispetto al primo capitolo, 400 dei quali in arrivo dagli Usa, dove nessuno nel 2009 è riuscito a fare meglio. Anche qui si notano i 44 milioni di dollari incassati in Inghilterra, seguiti dai 41 della Corea e dai 33 della Cina e dell’Australia. In 3° posizione, ma primo se consideriamo solo gli incassi fuori dagli Stati Uniti, L’era Glaciale 3. 807 i milioni di dollari incassati, per un totale che crescerà ancora, visto quanto arriverà nelle prossime settimane dal botteghino italiano.
Finito con i primi 3 posti troviamo una differenza abissale con il resto della Top10. Al 4° posto, infatti, abbiamo Angeli e Demoni, lontanissimo con i suoi 484 milioni di dollari, seguito da Una notte da Leoni, straordinario con 420 milioni di dollari, Up, (ancora in programmazione in diversi paesi) con i 414 milioni di dollari, Una notte al Museo 2, arrivato a quota 404 milioni di dollari, Star Trek, soddisfatto con i suoi 383 milioni di dollari, Mostri contro Alieni, deludentissimo con 379 milioni di dollari, e ultimo Terminator Salvation, fermatosi a quota 371 milioni di dollari. Era dal 2000 che non trovavamo in Top10 film con incassi così ‘magri’. Esclusi i primi 3, neanche un film sopra i 500 milioni di dollari. Anche questo sintomo della crisi globale che ha colpito il mondo in questi ultimi 12 mesi? O più che altro troppi film dallo scarso appeal (per non dire qualità)? A voi la risposta…

Il 4 ottobre uscirà nelle sale nostrane il film d’animazione Biancaneve e la vendetta degli 007 nani, diretto da Steven E. Gordon e Boyd Kirkland. Seguito del simpatico lungometraggio uscito lo scorso anno che prosegue sulla strada del cross-over strampalato miscelando le favole di Pollicino, Raperonzolo, Cappuccetto Rosso e Riccioli d’oro per la gioia di grandi e piccini.
In questa nuova “vendicativa” avventura il padre della principessa sposa la malvagia Lady Vain e per la povera Biancaneve finisce la pacchia. La Eagle Pictures garantisce che anche stavolta ai buoni sentimenti, alla morale e al lieto fine verrà riservato un trattamento in stile Shrek. Del resto, il titolo originale del film è Happily N’Ever After 2 (Mai più felici e contenti). Dopo il salto trovate il trailer originale.
Update: Il film uscirà con il titolo Biancaneve e gli 007 nani.
Continua a leggere: Biancaneve e la vendetta degli 007 nani: il trailer originale

Abbiamo dato l’altro ieri la notizia dell’abbandono - da parte di Rachelle Lefevre - del cast di Twilight saga: Eclipse. L’attrice avrebbe dovuto riprendere il personaggio di Victoria, di cui ha già vestito i panni sia in Twilight che in New Moon. A sotituirla, ci sarà Bryce Dallas Howard. Pare, però, che le ragioni del passaggio di testimone non siano da attribuire ad una scelta artistica fatta dalla Lefevre (che secondo il comunicato ufficiale avrebbe preferito abbadonare la saga creata da Stephenie Meyer in favore di Barney’s Version, adattamento per lo schermo dell’omonimo romanzo di Mordecai Richler, interpretato da Dustin Hoffman).
La bionda attrice, attraverso Access to Hollywood, si è infatti rivolta ai propri ammiratori ed ha dichiarato:
“Sono rimasta sbalordita dalla decisione della Summit Entertaiment di affidare a qualcun altro il ruolo di Victoria in Eclipse. Io mi sono impegnata completamente, ho rinunciato a svariate altre opportunità lavorative e, in ottemperanza dei termini del mio contratto, ho accettato solo ruoli che richiedessero la mia presenza sul set per periodi molto brevi. L’impegno che ho preso per Barney’s Version prevedeva che mi assentassi solo dieci giorni. Nonostante il programma delle riprese di Eclipse preparato dalla produzione copra un periodo di oltre tre mesi, la Summit ha detto che c’era un conflitto proprio in quei dieci giorni e non è stata disposta a venirmi incontro. Dato il lungo periodo di lavorazione, mai e poi mai avrei immaginato di perdere il ruolo per pochi giorni di assenza. Ero soddisfatta del mio contratto con la Summit ed ero pronta a continuare ad onorarlo, ma la produzione ha semplicemente deciso di sostituirmi.

Sono state tantissime le case di produzione che sono apparse dall’invenzione del cinema. Sono le cosiddette macchine dei sogni: non a caso Steven Spielberg ha scelto per la casa da lui fondata (assieme a Katzenberg e Geffen) il nome di Dreamworks SKG.
Dalle officine Lumiere ad oggi, colossi mondiali che hanno assorbito altre case di produzione e piccole case di produzione convivono regalandoci film variegati e molto diversi tra loro. Differenti non solo nel budget del finanziamento, ma anche nel contenuto del film stesso. Se si pensa alla diversità tra una casa come la Pixar (animazione) o la Hammer (film horror) oppure tra la Filmauro (che molto spesso produce i cinepanettoni) o la Films du Losange (la casa creata da Eric Rohmer), ci rendiamo conto che (regia e sceneggiatore a parte, ovvero la parte creativa pura) il soggetto più determinante di molto di ciò che vediamo sul grande schermo è il produttore cinematografico.
Ancora deve uscire nelle sale e già sta sollevando un polverone il progetto Ramayan 3392 A.D. ad opera della Mandalay Pictures.
Ramayan 3392 A.D. nasce come serie a fumetti basata sul Ramayana, testo epico importante per l’Induismo, ma riletto in chiave fantasy e apocalittica: la storia del principe Rama in lotta contro i demoni per riportare la pace nel mondo.
La rilettura fantasiosa ha già creato non pochi problemi al fumetto, ma molti di più potrebbe portarne al film, data la ben nota differenza di bacino d’utenza fra comics e cinema. Un vero e proprio movimento anti-film si è andato creando col passare dei mesi e con il crescere della preoccupazione che il film potesse offendere la sensibilità di quanti fanno del Ramayana un testo “sacro”.
La società di produzione fondata dall’attore John Malkovich e denominata Mr. Mudd, ha stretto un accordo preliminare per i prossimi due anni con la Mandate Pictures. L’obiettivo è quello di produrre insieme almeno un film all’anno. Le due compagnie - che hanno già collaborato per portare sullo schermo Juno - stanno attualmente lavorando a Broken City, un noir scritto da Brian Tucker.
“Spero che in futuro potremo considerare questo film come l’inizio di una proficua relazione fra due società che affondano le proprie radici in un profondo amore per la cinematografia di qualità.” ha detto Russel Smith, portavoce della Mr. Mudd.
Broken City sarà incentrato sulla figura di un ex agente di polizia che lavora come investigatore privato e si trova invischiato negli intrighi politici del sindaco corrotto, deciso ad essere rieletto. Ancora non si conoscono i nomi di regista ed interpreti. Il casting avverrà all’inizio del prossimo autunno.
Fonte: Variety
Stando a quando riporta IESB alla fox sono finalmente intenzionati ad andare avanti con il progetto Wolverine, lo spin-off che dovrebbe (assieme a quello su Magneto) portare avanti la serie degli X-Men.
E se per Magneto il regista sembra ormai essere assoldato (sarà David S. Goyer) per quanto riguarda Wolverine l’incertezza la fa ancora da padrona.
Alla fox piace D.J. Caruso, forte del recente successo di Disturbia, ma questi è corteggiato anche dalla Dreamworks (per un progetto segretissimo) quindi potrebbero rivolgersi a Len Wiseman, sopratutto se il nuovo Die Hard dovesse andare bene al botteghino.
L’importante sarà vedere un Wolverine degno di nota.