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Film Medio orientali

Una separazione trionfa agli Asian Film Awards 2012

pubblicato da carloprevosti in: Festival e rassegne Film Orientali Film Medio orientali

Asian Film Award

Erano 32 i film candidati nelle 14 categorie dei premi oscar asiatici, gli Asian Film Awards. La maggior quantità di nomination era stata ottenuta dal film Flying Swords of Dragon Gate, con sette candidature, mentre The Flowers of War e Warriors of the Rainbow: Seediq Bale (visto a Venezia 2011) sono arrivati a quota sei. L’iraniano Una separazione ne ha ottenuto “solo” cinque.

I 14 premi sono stati spartiti tra 8 film, ma il ruolo del leone è stato proprio quello di Una separazione che ha vinto il premio per miglior sceneggiatura, montaggio, regia e ovviamente quello come miglior film. Seguono tre premi tecnici per Wu Xia e solo due per Flying Swords of Dragon Gate.

A livello “nazionale” Hong Kong batte Iran con cinque premi a quattro.

Qui tutti i premi del 2012.

La sorgente dell'amore: tre clip in italiano

pubblicato da Cut-tv's in: Film Medio orientali Bim -Film 2012

The Source (La source des femmes, Belgio, 2011) di Radu Mihaileanu, recensita in anteprima al Festival di Cannes, arriva nelle nostre sale con la BIM venerdì 9 Marzo, insieme alla singolare protesta delle donne magrebine, tradotta ne La sorgente dell’amore.

Un giorno dopo l’International Women’s Day, il coraggio, l’ostinazione e lo sciopero dell’amore (del sesso) portato avanti dalle donne di un piccolo villaggio rurale dell’Africa nordoccidentale, arriva sui nostri schermi con la giovane Leda (Leïla Bekhti) e tutte le difficoltà che richiede stravolgere un sistema di ruoli radicato e millenario.

Aspettando di vedere in che modo questa signore riusciranno a tenere in astinenza i mariti, ciechi ai loro bisogni e alla fatica di portare l’acqua dalla fonte al villaggio, e sordi alle richieste di un piccolo acquedotto, al trailer, lo spot tv e il poster in italiano aggiungiamo tre clip ‘illuminanti’, soprattutto la seconda, dopo il salto.

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This is Not a Film, un trailer per Jafar Panahi

pubblicato da carloprevosti in: Documentari Venezia Film Medio orientali -Film 2012

This is Not a Film, questo è il titolo del documentariodiretto da Jafar Panahi in collaborazione con Mojtaba Mirtahmasb, di cui possiamo vedere il trailer, un lavoro (non chiamatelo film) che è stato definito un modo per trasformare la censura in arte.

Un documentario clandestino, realizzato in parte con un telefono cellulare e presentato in anteprima allo scorso Festival di Venezia. In Italia sarà distribuito all’Istituto Luce.

La vita del regista Jafar Panahi, giorno dopo giorno, durante il suo periodo di arresti domiciliari nel suo appartamento di Tehran. Scontando l’assurda sentenza definitiva, 6 anni di prigione e 20 anni di interdizione dal filmmaking, Panahi ci regala una singolare riflessione sull’arte del cinema. Il film sarà distribuito dal 29 febbraio 2012.

E ora dove andiamo? Trailer italiano, locandina e foto di Where Do We Go Now?

pubblicato da Simona in: Trailer Locandine Cannes Film Medio orientali -Film 2011


Presentato lo scorso maggio sulla Croisette nella sezione Un Certain Regard e vincitore, proprio al Festival di Cannes, del premio del pubblico, arriverà sugli schermi italiani il prossimo 20 gennaio E Ora Dove Andiamo?, opera seconda di Nadine Labaki (già regista di Caramel).

Where do we go now? è una commedia, interpretata anche dalla regista, ancora una volta incentrata su personaggi femminili. Donne libanesi in lotta non solo con la quotidianità, ma con conflitti religiosi e bellici che minano alla base la stabilità del loro villaggio. Qui sopra vi aspetta il trailer italiano della pellicola; in calce e dopo il saltino ci sono la locandina ed una ricca galleria di immagini.

Sul bordo di una strada dissestata, un corteo di donne avanza in processione verso il cimitero del villaggio. Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh affrontano stoicamente il caldo soffocante di mezzogiorno, reggendo le fotografie dei loro amati uomini, perduti in una guerra futile, lunga e lontana. Alcune di loro portano un velo, altre indossano croci di legno, ma tutte sono vestite di nero, unite da una sofferenza condivisa. Giunta alle porte del cimitero, la processione si divide in due congregazioni: musulmani da una parte e cristiani dall’altra. Unite da una causa comune, l’impensabile amicizia tra queste donne supera, contro ogni aspettativa, tutti i punti di contrasto religiosi che creano scompiglio nella loro società e, insieme, grazie alla loro straordinaria inventiva, mettono in atto dei piani esilaranti cercando di distrarre gli uomini del villaggio, in modo da allentare la tensione interreligiosa.

E ora dove andiamo? Trailer italiano, locandina e foto di Where Do We Go Now?

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Dog Sweat: il trailer e la locandina

pubblicato da carloprevosti in: Anticipazioni Documentari Film Medio orientali

Dog Sweat attraverso il linguaggio del cinema verite, racconta le storie di sei giovani che vivono a Teheran. Storie di amicizie “normali” dove si cercano quelle piccole trasgressioni quotidiane che sono all’ordine del giorno in qualunque altra parte del mondo, ma non in Iran.

Come e più de I Gatti persiani di Bahman Ghobadi e di Green Days di Hana Makhmalbaf, il film d’esordio di Hossein Keshavarz è un tentativo, sovversivo e illegale, di raccontare il mondo giovanile della contemporaneità del suo paese.

Un film clandestino che difficilmente arriverà nelle nostre sale cinematografiche, ma la cui forza è tale da consigliarne un recupero in versione home video.

Dog Sweat

Una Separazione - Recensione in anteprima

pubblicato da Simona in: Recensioni Drammatici Oscar Berlinale Film Medio orientali

Una Separazione - il trailer italiano, tre clip sottotitolate e una manciata di locandineOrso d’Argento al Festival di Berlino 2009 con About Elly, Asghar Farhadi - coaudiuvato dallo stesso cast del film precedente (”squadra che vince, non si cambia” n.d.r.) - mette a nudo il suo Iran e lo racconta con sincera semplicità, trionfando alla Berlinale 2011 con Una Separazione (Orso d’Oro per il Miglior Film, Orso d’Argento per la Migliore Interpretazione Femminile, Orso d’Argento per la Migliore Interpretazione Maschile, Ecumenical Jury Prize; Peace Award College). Una separazione è stato scelto come rappresentante iraniano nella corsa all’Oscar.

Nader e Simin hanno finalmenre ottenuto il visto per lasciare l’Iran e trasferirsi all’estero, ma Nader si rifiuta di partire ed abbandonare il padre affetto da Alzheimer. Simin intende chiedere il divorzio per partire lo stesso, lasciare Teheran ed assicurare alla figlia Termeh un futuro migliore in un Paese più libero. Nel frattempo, torna a vivere da sua madre. Nader si vede quindi costretto ad assumere una giovane donna, Razieh, che si prenda cura dell’anziano genitore mentre lui lavora; ma non sa che la donna, molto religiosa, non solo è incinta ma sta anche lavorando senza il permesso del marito ultra-religioso, disoccupato e pieno di debiti.

Ben presto Nader si troverà coinvolto in una rete di bugie, dubbi, manipolazioni e confronti che lo porteranno ad un passo dall’essere addirittura condannato per omicidio, mentre la sua separazione va avanti e sua figlia deve scegliere da che parte stare e quale futuro avere…

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Una Separazione - il trailer italiano, tre clip sottotitolate e le locandine internazionali

pubblicato da Simona in: Trailer Locandine Berlinale Film Medio orientali -Film 2011


La pellicola di Asghar Farhadi, in uscita nel nostro Paese il prossimo 21 ottobre, ha trionfato allo scorso Festival di Berlino aggiudicandosi l’Orso d’Oro come Miglior Film, l’Orso d’Argento per la Migliore Interpretazione Femminile (Leila Hatami, Sarina Farhadi, Sareh Bayat), l’Orso d’Argento per la Migliore Interpretazione Maschile (Peyman Moaadi, Shahab Hosseini, Babak Karimi), l’Ecumenical Jury Prize ed il Peace Award College. Praticamente un asso pigliatutto…

Una separazione è uscito in Francia l’8 giugno scorso in 105 copie ed ha ricevuto un’accoglienza trionfale, riuscendo a staccare 500.000 biglietti in meno di un mese. A metà luglio le copie in circolazione sono diventate 250 e il numero di spettatori sta rapidamente raggiungendo quota 1 milione. Un record assoluto e senza precedenti per un film iraniano.

Nader e Simin hanno ottenuto il visto per lasciare l’Iran ma Nader si rifiuta di partire e abbandonare il padre affetto da Alzheimer. Simin intende chiedere il divorzio per partire lo stesso con la figlia Termeh e, nel frattempo, torna a vivere da sua madre. Nader deve assumere una giovane donna, Razieh, che possa prendersi cura del padre mentre lui lavora, ma non sa che la donna, molto religiosa, non solo è incinta ma sta anche lavorando senza il permesso del marito. Ben presto Nader si troverà coinvolto in una rete di bugie, manipolazioni e confronti, mentre la sua separazione va avanti e sua figlia deve scegliere da che parte stare e quale futuro avere…

Una Separazione - il trailer italiano, tre clip sottotitolate e una manciata di locandine internazionali

Una Separazione - il trailer italiano, tre clip sottotitolate e una manciata di locandineUna Separazione - il trailer italiano, tre clip sottotitolate e una manciata di locandineUna Separazione - il trailer italiano, tre clip sottotitolate e una manciata di locandineUna Separazione - il trailer italiano, tre clip sottotitolate e una manciata di locandine

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Toronto Film Festival: Where do we go now? di Nadine Labaki vince il Premio del pubblico, Gianni Amelio vince il Fipresci

pubblicato da Gabriele C. in: News Film Italiani Film Medio orientali

Toronto Film Festival: Where do we go now? di Nadine Labaki vince il Premio del pubblico, Gianni Amelio vince il Fipresci

Si è conclusa ieri la 36. edizione del Toronto Film Festival, iniziata lo scorso 8 settembre. Il festival canadese non è competitivo, ma ogni anno viene assegnato il Cadillac People’s Choice Award, ovvero il Premio del pubblico per il miglior film in cartellone. Quest’anno se lo è aggiudicato Where do we go now?, opera seconda di Nadine Labaki, la regista di Caramel che con questa sua nuova fatica aveva già raccolto consensi sulla Croisette nell’Un Certain Regard.

Where do we go now? narra le vicende di alcune donne divise dalla religione (alcune sono musulmane, altre cristiane), ma unite da una causa comune, contro tutto e tutti, contro una guerra che ha portato via i loro mariti per sempre, e unite dall’amicizia. Le donne tentano con forza di mantenere salda l’integrità del loro villaggio contro le tensioni religiose e della guerra, finché gli eventi non si fanno man mano sempre più tragici… L’anno scorso il Premio del pubblico andò a Il discorso del Re, e abbiamo visto tutti com’è finita. Il film della Labaki rappresenterà il Libano agli Oscar: si fa sempre più probabile la possibilità di vederlo nella cinquina in corsa per il Miglior film straniero.

Grande, grandissima soddisfazione anche per Gianni Amelio, che ha deciso assieme ai produttori di saltare il circuito italiano dei festival, a partire da Venezia, e approdare direttamente a Toronto per presentare il suo nuovo film, Il primo uomo. L’opera ha vinto il Fipresci della critica internazionale: una vittoria non da poco, anzi. Lo stesso premio è andato, nella sezione Discovery (opere prime e seconde), al thriller svedese Avalon di Axel Petersén.

Tra gli altri riconoscimenti troviamo Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau, miglior film canadese, e Edwin Boyd di Nathan Morlando, miglior opera prima canadese. The Island President di Jon Shenk fa compagnia alla Labaki e vince il Premio del pubblico per il miglior documentario, mentre l’indonesiano The Raid di Gareth Evans ha vinto il premio della sezione Midnight Madness.

Cannes 2011: il trailer di Once Upon a Time in Anatolia di Nuri Bilge Ceylan

pubblicato da Gabriele C. in: Trailer Drammatici Cannes Film Medio orientali

A chiudere il concorso del 64. Festival di Cannes, a fianco di La source des femmes di Radu Mihaileanu, ecco Once Upon a Time in Anatolia, sesto film firmato dal turco Nuri Bilge Ceylan. Il regista è uno degli habituè della Croisette sin dal suo esordio con il corto Koza, che vinse la Palma d’Oro. Questa è la sua quarta volta in competizione, ma ogni volta che Ceylan presenta un suo film a Cannes porta qualcosa a casa: con Uzak vinse il Gran Premio della Giuria, con Il piacere e l’amore il FIPRESCI e con Le tre scimmie vinse il premio per la miglior regia. Con queste credenziali, e secondo qualche rumor dell’ultim’ora, pare che Once Upon a Time in Anatolia abbia già messo la mano su un premio…

Il film ha un fascino tutto suo sin dalla trama. La vita in un piccolo villaggio è qualcosa di simile a viaggiare nel bel mezzo della steppa: c’è la sensazione che qualcosa di nuovo e diverso salti su da dietro ogni collina, ma sempre attraverso strade tutte simili, strette, che scompaiono o che continuano… In mezzo a questo paesaggio è ambientata la storia del film: la storia di una notte, una notte difficile e di tensione per un medico e per un procuratore nel mezzo delle aride steppe dell’Anatolia.

Interpretato da Muhammet Uzuner e Yilmaz Erdogan, Once Upon a Time in Anatolia potrebbe colpire all’ultimo momento la giuria ed essere domani, al momento della consegna dei premi, una delle sorprese di questa edizione. Oggi vi regaliamo il trailer ufficiale del film.

Cannes 2011: torna la regista di Caramel Nadine Labaki con Where Do We Go Now?, ecco le prime clip

pubblicato da Gabriele C. in: Video Cannes Film Medio orientali

Nadine Labaki torna “a casa”, nel luogo dove presentò il suo primo lungometraggio, l’acclamato Caramel. Era il 2007 e la regista presentava il film alla Quinzaine des réalisateurs; oggi la Labaki torna al 64. Festival di Cannes per presentare nell’Un Certain Regard il suo nuovo lavoro, Where Do We Go Now?. Una commedia, interpretata sempre anche dalla regista, ancora una volta incentrata su personaggi femminili. Donne libanesi in lotta non solo con la quotidianità, ma con conflitti religiosi e bellici che minano alla base la stabilità del loro villaggio.

Un corteo di donne si dirige verso il cimitero del villaggio. Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh combattono il caldo del mezzogiorno, tenendo strette le fotografie dei loro amati compagni, morti a causa di una distante e futile guerra. Qualcuna è velata, qualcuna ha in mano il crocifisso, ma tutte sono vestite di nero e unite da un comune senso di dolore. Quando arrivano ai cancelli del cimitero, il corteo si divide: da una parte le Musulmane, dall’altra le Cristiane. Il film narra le vicende di queste donne, divise dalla religione ma unite da una causa comune, contro tutto e tutti, e dall’amicizia. Le donne tentano con forza di mantenere salda l’integrità del loro villaggio contro le tensioni religiose e della guerra, finché gli eventi non si fanno man mano sempre più tragici…

Scritto soltanto dalla Labaki, Where Do We Go Now? si farà vedere oggi da stampa e pubblico della Croisette. Mentre aspettiamo i primi commenti, ecco per voi le due prime clip: la prima è subito qui sopra, la seconda la potete trovare dopo il salto.

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