
Fortunatamente non arriverà mai al cinema The Grudge 3, ideato e partorito solo per il mercato home video. Dopo aver visto il trailer poco tempo fa, il film torna a far parlare di sè grazie alla prima ’spaventosa’ scena disponibile, per voi dopo il saltino. Diretto da Toby Wilkins, regista di Splinter, ed interpretato da un cast di semi sconosciuti, Shawnee Smith, Marina Sirtis, Johanna E. Braddy e Gil McKinney, il film arriva dopo i 190 milioni incassati dal primo capitolo e i 70 del secondo.
Riproporlo in sala sarebbe stata una follia, ma a questo punto… perchè farne un terzo capitolo? Nell’attesa di conoscere una risposta, cliccate su continua per vedere la scena inedita, con l’affascinante signorina della foto qui sopra come protagonista!
A morte Hollywood! (Cecil B. DeMented, commedia, USA 2000) Regia di John Waters, con Melanie Griffith, Stephen Dorff, Alicia Witt, Adrian Grenier, Larry Gilliard Jr, Mike Shannon, Maggie Gyllenhaal, Zenzele Uzoma.
Il regista Cecil B. DeMented e la sua pazza troupe di terroristi del cinema decidono di rapire Honey Whitlock, star di numerosi melodrammoni Hollywoodiani, per costringerla a recitare nel film underground che realizzeranno a Baltimora (dove sono ambientati tutti i film di Waters). Questa esperienza porterà l’attrice ad interpretare il miglior ruolo della sua carriera e a diventare un soldato convinto nella guerra contro il cinema scadente.
Bisogna innanzitutto fare una premessa: si tratta di un film di John Waters. Sì, proprio lui, il regista indipendente americano per eccellenza, il cineasta del tutto folle e controcorrente che nei suoi film ha esaltato il kitch ed è considerato il re del cinema trash. Da Pink flamingos a Cry Baby, passando per Grasso è bello, non ci sono vie di mezzo per confrontarsi con la sua cinematografia: o la si ama o la si odia.
Continua a leggere: Da recuperare: A morte Hollywood! di John Waters

Esce oggi in vendita il dvd di The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo, ultimo capitolo della trilogia con Matt Damon che torna ad indossare i panni di Jason Bourne nell’action thriller diretto da Paul Greengrass.
Mentre vi invitiamo a rileggere la nostra recensione del film vi ricordiamo che The Bourne Ultimatum sarà disponibile in Dvd Disco Singolo, in Edizione 2 Dischi, in HD Dvd e nel prestigioso cofanetto in metallo che raccoglie la trilogia completa The Ultimate Bourne Collection: The Bourne Identity/ The Bourne Supremacy/ The Bourne Ultimatum.
Informazioni tecniche sul dvd:
Contenuto Audio
Italiano: Surround 5.1
Inglese: Surround 5.1
Spagnolo: Surround 5.1
Sottotitoli: Inglese, Italiano, Spagnolo, Croato, Portoghese, Sloveno
Continua a leggere: The Bourne Ultimatum Il Ritorno dello Sciacallo in dvd
Ecco le uscite in dvd di questa settimana.
Michael Clayton (di Tony Gilroy) – Come unire con successo una pellicola di forte impegno civile con un impianto narrativo appassionante. George Clooney (bravissimo, ma ormai ci stiamo abituando…) ricopre i panni di Michael Clayton, un avvocato con il vizietto del gioco disposto a tutto per “dimostrare” l’innocenza dei clienti del prestigioso studio presso il quale lavora.
Un personaggio a tinte fosche, quindi, che si muove nelle maglie larghe della legge per far sì che la bilancia della giustizia penda sempre dalla parte giusta, ovvero quella che lui rappresenta. Almeno fino a quando la coscienza non verrà a chiedere il conto delle sue azioni…
Potreste dire: ma non è la copia esatta di “A civil action”? In parte non vi sbagliate: le somiglianze tra le due pellicole sono molte, ma a favore di “Michael Clayton” giocano l’interpretazione di Clooney, una superba fotografia e la dignitosa regia di Gilroy (sceneggiatore che dobbiamo ringraziare per la trilogia di Bourne e “L’Avvocato del diavolo” ma maledire per “Armageddon”). Ok, anche “A civil action” è un ottimo film: tenetelo come seconda scelta, qualora la copie di “Michael Clayton” fossero esaurite.
Dopo la pausa della settimana scorsa (previsto poco interesse a causa delle feste di carnevale?) il mercato dell’home video vede arrivare, nel prossimo week-end, nuovi titoli per tutti i cinefili casalinghi in crisi di astinenenza. Vediamoli nel dettaglio:
Die Hard IV - Die Hard Vivere o morire (di Len Wisemen) – Quarto capitolo delle avventure del poliziotto John McLane, questa volta alle prese con una banda di cyber terroristi decisi a far saltare il sistema informatico statunitense in concomitanza con le festività del 4 Luglio. Deludente.
Nonostante Bruce Willis (invecchiato, ma perfettamente in parte), alcuni attori di classe in ruoli secondari (Kevin Smith, mr. Clerks su tutti…) e alcune scene d’azione di forte impatto, il film non convince del tutto. Non raggiungendo le vette dei capitolo 1 e 3 della saga, ma assestandosi ai livelli “medi” di 58 minuti per morire, la pellicola di Wisemen rimane comunque un onesto intrattenimento per il week-end per chi ama, e sono tanti, l’ironia tagliente di McLane e la sua ineguagliabile capacità a trovarsi sempre nei guai.
In arrivo per il mercato home video i successi del primo trimestre della stagione (ottobre-dicembre): davvero un’ottima occasione qualora ve li foste persi nel momento del loro passaggio in sala. E se negli ultimi week-end “Simpson – The movie” ha sbaragliato la concorrenza, nonostante altre significative uscite, in questo fine settimana sono parecchie le novità di rilievo. Eccole (e buona visione):
- Planet terror (di Robert Rodriguez, USA): In America uscirono insieme, “Grindhouse” di Tarantino (già disponibile in Dvd) e questo “Planet Terror”, due mediometraggi d’autore per celebrare i film di serie Z degli anni ’70 di cui i due registi sono veri e propri cultori. In America fu un flop totale, così in Italia si decise di scindere i due prodotti, diluendoli un poco fino ai 90° minuti canonici, e precludendo così al pubblico nostrano le possibilità di cogliere la genialità dell’impianto narrativo e registico messo in atto dai due ragazzi terribili.
Nonostante questa mossa i risultati al botteghino però non sono stati esaltanti: troppo fine il gioco di Tarantino, forse troppo “forte” questo di Rodriguez, infarcito come è di zombie, militari psicotici, mitragliatrici al posto di gambe mozzate… Eppure questo “Planet terror” mostra tutte le carte in regola per soddisfare due palati precisi: sia i fan dello splatter, che troveranno in questa pellicola un’opera prettamente di genere ma di qualità molto superiore alla media, sia i cinefili più accorti che, proprio come in “Grindhouse”, potranno passare le due ore di visione nel decifrare le centinaia di citazioni e situazioni di film celebri dei ’70…
Il terzo uomo ((The Third Man -Usa 1949) di Carol Reed con Joseph Cotten, Trevor Howard, Alida Valli, Bernard Lee.
Ci sono molti motivi per i quali “Il Terzo Uomo” è da considerarsi degno di inaugurare questa rubrica de I Cultissimi. La regia magnifica di Carol Reed; la sceneggiatura al limite della perfezione scritta nientemeno che da Graham Greene; una maestosa Alida Valli che si destreggia benissimo fra inglese e tedesco; il tema musicale per arpa, memorabile e azzeccato come pochi nella storia del cinema, di Anton Karas. Ma tutti questi motivi, seppur validissimi, impallidiscono di fronte a Lui, il terzo uomo del titolo, Orson Welles.
Ma andiamo con ordine e vediamo di dare qualche coordinata in più, a partire dalla trama. Un americano, uno scrittorucolo squattrinato di western, Holly Martins, viene convocato nella Vienna del secondo dopoguerra dall’amico Harry Lime. Martins, appena arrivato, viene a sapere della morte di Lime, travolto da un’automobile. Le circostanze sono dubbie: a trasportare il corpo del morente Lime, secondo la versione ufficiale, erano due uomini.
Ma un testimone afferma di avere visto un terzo uomo sulla scena del delitto. Martins si impegna quindi nella ricerca di questo famigerato testimone mancante. Coinvolgerà nel suo peregrinare anche Anna, la bella amante cecoslovacca di Lime. Gli altarini non tarderanno a saltare, e Martins scoprirà i loschi affari dell’amico d’infanzia, nonché il suo piano diabolico e intricatissimo per sfuggire alla polizia e lasciarsi alle spalle le macerie di una Vienna spettrale.
Il Terzo Uomo di Carol Reed: Foto Gallery
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Anatomia di un omicidio. (Anatomy of a Murder/Usa 1959) di Otto Preminger con James Stewart, Lee Remick, Ben Gazzara e George C. Scott
Oggi pomeriggio alle 16.55 su La 7
Il film è tratto dall’omonimo romanzo scritto da un magistrato di John D. Voelker che scriveva sotto lo pseudonimo Robert Traver.
Un avvocato di provincia, Paul Biegler, (James Stewart) frustrato per avere perso il posto di procuratore perché scavalcato da un assoluto inetto, ha l’incredibile colpo di fortuna di essere ingaggiato per un caso che fa tanto discutere. Frederick Manion, un tenente dell’esercito interpretato da Ben Gazzara, ha ucciso a sangue freddo l’uomo che ha violentato la moglie. La moglie è bellissima e molto provocante, usa i pantaloni e non porta il busto, inconcepibile per l’America degli anni ’50.
E’ interpretata da Lee Remick, che ha interpretato anche “Fango sulle stelle”, andato in onda la settimana scorsa. Molto interessante vedere le due interpretazioni e fare il confronto.
Un ottimo legal thriller, da antologia sin dai titoli di testa di Saul Bass, ed in cui viene esaminato in ogni dettaglio non tanto l’omicidio quanto piuttosto il sistema giudiziario americano e gli strumenti dei accusa e difesa, il formalismo di questo sistema e l’importanza fondamentale del precedente nel sistema anglosassone.
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Fango sulle stelle (Wild river) di Elia Kazan con Montgomery Clift, Lee Remick, Jo Van Fleet.
Stanotte alle 2:55 su Rete4
Grande classico stanotte su rete 4: vi consiglio, se non avete voglia di far nottata, di registrarlo.
Siamo nell’America degli anni ’30 quella del new deal di Rooselvet. Tra le azioni di riforma del Presidente statunitense c’è anche la costituzione della T.v.a. (Tennessee Valley Authority), che sta costruendo una diga per porre fine alle continue inondazioni del Tennessee, il “fiume selvaggio” del titolo. Naturalmente il progresso ha i suoi costi, e il più alto è quello pagato dai proprietari terrieri che devono lasciare le loro case che saranno inondate a diga ultimata.
Chuck Glover, interpretato da Montgomery Clift, è un funzionario della TVA mandato per convincere un’anziana signora a lasciare la propria isola. Questo non è l’unico ostacolo che Chuck deve affrontare: per ultimare i lavori ha bisogno di manodopera. L’uomo recluta così anche i neri della zona ed intende pagarli quanto gli operai bianchi: inaccettabile per quella America sulle rive del Tennessee, del sud arretrato e razzista.
Lo sfondo sociale di questo poco noto film di Elia Kazan è evidente e con esso il razzismo, il progresso in contrasto con le ragioni della terra e del cuore, la dignità delle persone. Ciò che colpisce nel film è, comunque, la costruzione dei personaggi, il loro progressivo mutare e soprattutto le interpretazioni degli attori.
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Non torno a casa stasera (The rain people)
Regia e Sceneggiatura di Francis Ford Coppola
Fotografia: Bill “Wilmer” Butler
Montaggio: Barry Malkin
Con James Caan, Shirley Knight , Robert Duvall
Stati Uniti 1969
101′
Ieri mattina mi sono imbattuta nella bellissima retrospettiva che si sta svolgendo nello Studio 3, che esplora in particolare il contributo che le attrici hanno fornito al cinema americano.
Donne che hanno segnato un periodo e che hanno incarnato il cambiamento della società, come Jane Fonda, Shirley Knight, Cloris Leachman e che sono protagoniste dell’incontro di lunedì 22 ottobre “Actors Studio. Le Ragazze degli Anni ‘70”.
Oggi alle 11:00 ho visto uno splendido film “minore” di Francis Ford Coppola, The rain people, tra l’altro con la bravissima protagonista, Shirley Knight presente in sala.
E’ proprio di pochi giorni fa un mio post dedicato ad un altro film indipendente del grande maestro, quello dedicato a Rusty il Selvaggio.
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