
Mister in Clergyman è Marco Muller, direttore della Mostra Cinematografica di Venezia, come sappiamo: basta guardarlo se l’abito fa il monaco, Marco con giacche chiuse fino al collo e quasi sempre di colore nero fa il direttore dalle buone intenzioni. Cosa ha combinato in questi penultimissimi giorni della competizione e del glamour, entrambi sommessi?
Ad esempio ha avuto l’idea di mettere insieme, in una stessa giornata, il film di Ermanno Olmi Il villaggio di cartone, fuori concorso; e Cime tempestose, tratto liberamente dal romanzo della Bronte, di Andrea Arnold, in concorso. Sono lavori diversi, diversissimi, con tempi e modi di ripresa molto distanti tra loro. Ma il reverendo Muller che si barcamena fra le tante religioni con cui deve trattare (credo che sia anche un pizzico buddista) ha scelto la via di un ecumenismo indiretto.
Nel “Villaggio di cartone” ritroviamo un Olmi particolarmente meditativo, impegnato nel raccontare una storia fatta di storie dentro una chiesa in una landa non precisata ma vicina alla sua terra lombarda, leghista e non proprio tenera con gli immigrati. Non starò certo a specificare per dettaglio la trama. Mi basterà dire che in una chiesa dismessa resta con ostinazione il vecchio parroco che, una notte, aprirà si fa per dire la porta a un gruppo di immigrati africani (la porta l’avrebbero comunque forzata) che improvvisano un piccolo accampamento con tende che paiono ricordare la capanna di Betlemme.
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Il “Re” Colin Firth è tornato a calcare il red carpet del Festival di Venezia. Con lui al Lido ci sono i colleghi Gary Oldman, Benedict Cumberbatch, Mark Strong, John Hurt e Svetlana Khodchenhova; protagonisti di La Talpa (Tinker, Tailor, Solider, Spy) di Tomas Alfredson, oggi in concorso. In competizione nella giornata odierna anche Dark Horse, nuovo lavoro di Todd Solondz interpretato da Selma Blair; e Tao Jie (A Simple Life) diAnn Hui, con Andt Lau.
E’ arrivata sull’isola anche la strana coppia formata da Rocco Siffredi e Massimo Boldi, alla Mostra per promozionare l’ennesimo cinepanettone; oltre ad una nutritissima rappresentanza deicittadini di Zocca, intervenuti per festeggiare Vasco Rossi (assente) e Questa Storia Qua.
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Tomas Alfredson è un noiosone ma con Tinker, Tailor, Soldier, Spy muove le acque profonde del cinema e della storia. Il titolo significa “Stagnaio, Sarto, Soldato, Spia” e in italiano sarà La talpa, come il libro di John Le Carrè, specialista di spie che vengono dal freddo e da sotto i tombini, da Londra, Mosca, Budapest, Parigi e anche se non si vede, in questo film, Washington.
E’ bello risciacquare i panni delle torpide acque del Tamigi e delle menti nei servizi segreti. Peccato che il noiosone Alfredson sia freddo di suo e solo a tratti e nel finale riesca a sollecitare l’attenzione in un ginepraio di nomi, risvolti, piccoli o piccolissimi colpi di scena, amori pochi e tante morti.
Il film è in concorso, e si vedrà cosa desidererà giuria, con i membri italiani sotto ricatto: devono fare vincere ad ogni un nostro film, dopo molti anni (“Così ridevano” di Amelio). Lo ha detto il ministro.
Al Pacino e Patti Smith: indubbiamente due leggende viventi, ed entrambi presenti oggi al Lido. Il primo per presentare il suo Wilde Salome, interpretato da Jessiva Chastain, e ricevere il premio Jaeger-Le Coutre Glory to the Filmmaker; la seconda per presenziare alla proiezione di Pivano Blues-Sulla Strada di Nanda. La cantante si è anche esibita in una breve performace davanti al Palazzo del Cinema, a beneficio del pubblico e dei curiosi assiepati ai margini del red carpet.
La Mostra Internazionale d’arte cinematografica diVenezia ha ospitato in giornata anche Steve McQueen e Michael Fassbender, regista e protagonista di Shame; Emanuele Crialese, Giuseppe Fiorello, Donatella Finocchiaro ed il cast di Terraferma; James Franco e Val Lauren per Sal. In serata, presso l’esclusivo spazio Lancia sulla terrazza dell’Hotel Excelsion, sono stati consegnati i premi Kineo “Diamanti al Cinema Italiano”. Fra i vincitori di questa edizione Fausto Brizzi, Giuseppe Battiston e Kim Rossi Stuart.
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Venezia 2011 - Cartoline dal Festival: Al Pacino e Patty Smith, leggende al Lido

Non faccio lo snob. Ma l’unica vera scena valida che ricordo sul tema della immigrazione che ci riguarda è quella girata da Gianni Amelio per Lamerica: la gente è al porto di Valona e trepida per salire su una carretta del mare per raggiungere le coste italiane. Li vedremo, questi uomini e donne anonimi, aggrappati a tutto- alla speranza per prima- nella carretta; sono talmente tanti che il posto libero si crea quando uno lo buttano a mare perché è morto. Sul pontile di Valona la gente è felice, fa festa, la festa per un abbandono di un paese che li ha sfiancati e per il miraggio che vorrebbero fosse realtà. Gridano: “Italia Italia tu sei il mondo”.
Noi sappiamo che non è così. Sappiamo in realtà che siamo, agli occhi degli albanesi e dei delusi sulle coste del Mediterraneo, soprattutto ciò che essi vedono dalla nostre televisioni, piovre sulle loro teste. Luci, paillettes, nudi, balli, stilisti, calciatori. Quando arrivano, a stento, la mazzata è forte. Per questo, per la delusione forse, alcuni di loro ricorrono alle maniere forti. Del resto, gli italiani diventarono gangster sotto la Statua della Libertà.
Queste righe le scrivo dopo aver visto Terraferma di Emanuele Crialese, il regista di “Respiro” e di “Un mondo nuovo”. Credo di sapere perché questo autore italiano, emigrato a New York dove ha fatto il cameriere ed è riuscito a frequentare la Columbia University, insista sul tema delle emigrazioni.
Come nei giorni scorsi, raccogliamo in un’unica gallery 90 foto scattate quest’oggi al Lido di Venezia, riassuntive dei momenti salienti della giornata, a partire dai photocall della mattinata, fino all’ingresso in Sala Grande di James Franco - al Festival con Val Lauren per presentare il suo Sal - a mezzanotte.
Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Laurence Fishburne e Jennifer Ehle hanno accompagnato Steven Soderbergh all’anteprima ufficiale fuori concorso di Contagion. Assenti Jude Law e Marion Cotillard. Emanuele Crialese è già sbarcato il Laguna con il cast di Terraferma, capitanato da Giuseppe Fiorello e Donatella Finocchiaro. Diego Abatantuono, ValerioMastandrea e Valentina Lodovini sono qui per Cose dell’Altro Mondo; infine, Mathieu Amalric e Maria de Medeiros, Golshifteh Farahani e Rona Hartner hanno affiancato sul red carpet i registi di Poulet Aux Prunes, Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud.
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Com’era bella l’Austria Felix dei tormenti del sesso. Bella bella. A Vienna personaggi come Freud, Jung, Schnitzler e tanti altri. Giornate di sole. Castelli dai giardini trapuntati come eleganti pullover. Specchi d’acqua stirati come redingote. Il maltempo con piogge discrete e silenzi immortali. Dalla vicina Germania altre bellezze di natura e di musica: Wagner che trasferisce tutto l’oro del mondo colto, il pensiero creativo, nelle anime che hanno bisogno di ristoro sublime. E poi: follie, vasche di contenzione, bagni ghiacciati, cinghie, studi solenni e sepolcrali, colpi di frusta su corpi semicoperti quindi più eccitanti, colpi che dal basso arrivano al cuore e soprattutto alla testa. Infine: biblioteche maestose, bacco, tabacco e veneri smunte dai desideri più intimi che vogliono gonfiarsi come le vele di una nave dei pirati negli oceani negati agli ordinary people.
Queste parole mi affiorano dalle dita per il film di David Cronenberg, A Dangerous Method, al quale i media (le tv sono più educande) hanno dedicato tanto spazio per via del groppo di rivelazioni ed emozioni suscitato dal trio psicosomatico Freud, il suo allievo (poi tralignante) Jung e la paziente Sabina che è stata la sua amante. Storia con sfumature che ha generato un romanzo e un’opera teatrale, e adesso un film di grande qualità formale, con attori perfettamente a posto. Mi vengono in mente, al riguardo, due precedenti: Il portiere di notte e Al di là del bene e del male diretti da Liliana Cavani. Temi non dissimili, stile elegante e severo, ottimi interpreti. Sono felice di averli sceneggiati con la regista.
Si tratta di film che fanno “sognare” epoche in cui si preparavano la prima o la seconda guerra mondiale (per “Il portiere di notte” invece il secondo dopoguerra), per via delle suggestioni che offrono: non solo visive ma culturali, artistiche e di costume. Epoche “sognate” e angosciose. Forse stanno tornando di moda, o se non di moda sono al centro dell’attenzione di produttori internazionali con molti soldi, e del pubblico. “Sogni” di perfezione intimamente corrotti da inquietudini chiuse in un mondo senza altre realtà. Intorno ad esse non c’è nulla che assomigli a un muro cadente o sporcato dai fumi di un camino. Tutto sembra perfetto, e non lo è e non lo sarà più.
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Giornata di ordinaria follia qui al Lido, con l’arrivo del cast di A Dangerous Method di David Cronenberg: Viggo Mortensen, Michael Fassbender e Keira Knightley, accompagnati dai co-protagonisti Vincent Cassel e Sarah Gadon (qui la recensione del film). La signora Cassel, Monica Bellucci, è invece intervenuta al Festival in occasione del film di Philippe Garrel, Un etè Brulant. E’ arrivato anche Jet Li che proprio in questi minuti sta facendo il proprio ingresso in Sala Grande per la proiezione di The Sorcerer and the White Snake; mentre Kate Winslet e Evan Rachel Wood sono ancora presenti in Laguna, questa volta accompagnate da Guy Pierce, protagonista con loro della miniserie HBO Mildred Pierce, e dal regista Todd Hynes.
Tutto questo ed altro ancora ve lo raccontiamo attraverso le più di 90 immagini della nostra galleria fotografica. Cliccate sul link e buona visione!

Madonna è una donna o un uomo, o un adrogino? Non so, o meglio lo so ma non anticipo. Sicuramente Polanski è un uomo e, con il suo nuovo film, Carnage, scopre che i suoi simili, i maschi, sono delle bestie e non sanno però come fare per arginare le loro donne (mogli).
Ha una sensibilità femminile anche se lo hanno condannato in America per un brutta storia (abuso di una minorenne), lo hanno messo in carcere in Svizzera dopo anni e lo hanno tenuto lì a lungo. Mentre Strauss- Khan è stato rispedito libero a Parigi, senza approfondire troppo la situazione (violenza reale o presunta a spese di una cameriera). Uno è un regista, l’altro è un banchiere potente, potente politico, potente maschilista. Così va il mondo.
“Carnage”, tratto da una commedia di Yasmina Reza rappresentata anche in Italia, è un film bello, divertente, tonico, modificato nei dialoghi rispetto al testo, girato per intero in un appartamento. Come il vecchio “Nodo alla gola” di Hitchcock, che era un horror filosofico. Questo film invece lascia alle spalle senza complicarsi la vita i temi più scoperti, e cioè le paradossali contorsioni di una piccola-media borghesia per tenersi su nella nostra epoca senza pace e molta stupidità. Il grande Polanski, di cui sono ammiratore fin dai tempi del “Coltello nell’acqua”, amministra situazioni e personaggi.
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C’è poco da fare…nel bene e nel male Madonna resterà sempre la regina dell’entertainment. Nel giorno del passaggio in Concorso del bellissimo Carnage, il ciclone Ciccone è sbarcato al Lido a portare scompiglio e glamour a palate. Con lei sono arrivati Abbie Cornish, Andrea Riseborough, Oscar Isaac, James D’Arcy e Natalie Dormer, protagonisti di W.E. (che in Italia vedremo con il titolo Edward e Wallis: Il mio regno per una donna). Ma, come sempre, la nostra galleria riassume l’intera giornata festivaliera, perciò è bene partire dall’inizio.
La radiosa Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly sono arrivati al Festival di Venezia per presentare il nuovo, geniale, film di Roman Polanski. Con loro, l’autrice della piece teatrale, nonchè co-sceneggiatrice del film, Yasmina Reza. Filippo Timi, Stefano Accorsi e Valeria Solarino hanno affiancato il registaDaniele Gaglianone alla proiezione ufficiale di Ruggine; e un sacco di ospiti hanno fatto la propria comparsa sul tappeto rosso del Palazzo del Cinema. Tanto per fare qualche nome: Bar Rafaeli, RiccardoScamarcio, ValeriaGolino, Carolina Crescentini, Asia Argento, Manuela Arcuri, Marisa Tomei…
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