Jack Black ha partecipato al Taormina Film Fest 2011 per presentare Kung Fu Panda 2 (qui la nostra recensione). Con piacere vi mostro le foto in cui il nostro disegnatore Andrea Lupo consegna a Jack Black la sua vignetta per dimostrare il suo e il nostro affetto. Jack, Rock On!

Un esordio a dir poco ‘deludente’. X-Men: l’Inizio non riesce a fare il botto in Italia, incassando appena 1.336.133,46 euro in 5 giorni di programmazione, ovvero come indovinato dal 24% di voi al FantaBoxOffice. 204.616 i ticket staccati, per un esordio estremamente in sordina. Vero è che gli X-Men in Italia non sono mai andati particolarmente bene, ma era lecito attendersi qualcosa in più. Meglio avevano fatto sia Wolverine, 1.976.000 euro, che X-Men 3, 1.665.000 euro. Sarà praticamente impossibile per il cinecomic della Fox agguantare il muro dei 5 milioni di dollari, considerato traguardo ‘minimo’ alla vigilia.
Supera invece gli 8 milioni di euro Una notte da Leoni 2, con I Pirati dei Caraibi 4 arrivato a quota 16. Numeri disastrosi per tutti gli altri titoli, con London Boulevard costretto ad accontentarsi di appena 272.100,23 euro. Si avvicinano al milione e mezzo di euro ESP - Fenomeni paranormali e Paul, con The Tree of Life a un passo dai 2 milioni e mezzo di euro. Sfonda il muro del milione Garfield, con Zack & Miri - Amore a… primo sesso arrivato al mezzo milione di euro e Le donne del Sesto Piano passato quasi inosservato, con 144.204,50 euro raccolti al suo esordio.
Sfornata ricca di titoli quella del 15 giugno, grazie all’uscita di L’Ultimo dei templari, Priest 3D e Libera uscita, con il 17 impreziosito da I guardiani del destino. Riuscirà il botteghino italino a riprendersi da un così desolante fine settimana? Tra sette giorni l’ardua sentenza…
La vignetta qui sopra è opera del nostro Andrea Lupo.

Avete visto il quarto capitolo dei Pirati dei Caraibi? L’avete giudicato così ma cosa ne pensano i giornalisti dei delle riviste cartacee? Ecco che diamo uno sguardo alla rassegna stampa sul film con Johnny Depp. Il disegno ad inizio post è opera del nostro vignettista Andrea Lupo. Qui la nostra recensione.
Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa: (…) il film si avvale di contributi di alta qualità, ma va da sé che la carta vincente è rappresentata da Sparrow. Un’infida, sfaccettata figura di avventuriero - ispirato nel look a Keith Richards, celebre chitarra dei Rolling Stones - che Depp riesce a rendere accattivante grazie al suo umorismo, la sua leggerezza e un fascino a prova di denti d’oro. La Cruz conferisce latina impetuosità ad Angelica, però il vero divertimento sono le schermaglie di Sparrow con l’ineffabile Barbossa incarnato da Geoffrey Rush.
Maurizio Acerbi - Il Giornale: Per ridare smalto ad una serie giunta ormai al suo quarto episodio hanno cambiato alcuni dei principali protagonisti e il regista. Via Orlando Bloom, via Keira Knightley e spazio, dietro la macchina da presa, al «musicale» Rob Marshall (quello di Chicago e Nine) che ha sostituito Gore Verbinski. I disneyani Pirati dei Caraibi provano, dunque, a rifarsi il look per rinverdire il successo di una saga che, al box office, ha regalato ben più di una soddisfazione. Operazione comprensibile negli intenti ma non pienamente riuscita nei fatti. […]

The Tree of Life di Terrence Malick ha vinto il Festival di Cannes 2011, Cineblog lo ha amato (ecco la nostra recensione), voi l’avete giudicato così e i critici della carta stampata come lo hanno accolto? Ecco qualche stralcio per discutere con voi. Il disegno qui sopra è opera del nostro vignettista Andrea Lupo.
Paolo Mereghetti - Il corriere della sera: (…) qui si ha l’impressione che il regista si sia fatto guidare dall’intuito, dalla visionarietà, dall’ambizione, senza chiedersi fino a dove la sua scommessa fosse intellegibile. Così, dopo essersi fatti affascinare da immagini straordinarie, dopo aver seguito la scoperta delle durezze della vita attraverso gli occhi di un adolescente e aver capito che il sogno americano (inculcato dal padre Brad Pitt e messo in opera dal figlio Sean Penn) rischia di farci perdere il senso profondo della realtà, restiamo comunque con qualche dubbio, come di fronte a un’opera di cui si ammira l’ambizione ma che finisce anche per esserne un po’ soffocata.
Giacomo Visco Comandini - Il Riformista: (…) Il merito di Malick è di condurre lo spettatore in un viaggio extracinematografico, utilizzando però armi convenzionali del cinema: un montaggio di suoni, immagini, musica. Il regista texano vola alto, anzi altissimo per sollevare il suo sguardo sull’universo. Realizza un requiem sulla morte e sulla vita (…) La forza di Tree of Life è allo stesso tempo il suo difetto ovvero quello di concedere allo spettatore una sola possibilità: o abbracciare o abbandonarsi completamente a questo viaggio oppure rinunciare a tutto e tornare a casa. (…) il nuovo Malick è un film da un colpo solo: prendere o lasciare.
Continua a leggere: The Tree of Life: le recensioni della carta stampata

Avete visto il Thor di Kenneth Branagh? Avete letto la nostra recensione? A voi è piaciuto? Il film è uscito il 29 aprile scorso ma torniamo a parlarne per mostrarvi le recensioni dei critici cinematografi della carta stampata. Ecco qualche estratto dai giornali.
Massimo Bertarelli - il Giornale: (…) uno stucchevole turbinio di effetti speciali, che fanno presto venire il mal di testa, sia per il fragore della colonna sonora, sia per l’insopportabile obbligo degli occhialini per il 3D. (…) Le sorprese del modesto copione non danno la scossa (…). Casomai si può sorridere per qualche spruzzata d’ironia, purtroppo sommersa nell’oceano di noia.
Fabio Canessa - Il Tirreno: Cinema dei supereroi in edizione extra-lusso. Grazie al talento di un regista colto e dotato di gran senso dello spettacolo come Kenneth Branagh, che mette il suo estro scespiriano al servizio dell’eroe della Marvel e si mostra a suo agio con il pianeta Asgard, la stirpe di Odino e il martello di Thor quanto con Enrico V. […]
Paolo Mereghetti - Il corriere della sera: (…) Ci sono anche molte battaglie con gran spreco di effetti digitali, tradimenti e atti di fedeltà, costruzioni gotico-babilonesi e deserti polverosi, annacquati da un inutile 3D che sembra appiccicato a posteriori, tanto per obbligare lo spettatore a inforcare gli occhiali e pagare un supplemento per il biglietto. Ma come molti altri film ispirati a personaggi dei fumetti, la cosa più importante e che anche questo Thor finisca per regalare allo spettatore un po’ di fanciullesco ma non sgradevole divertimento.
Era il 1996 quando nelle sale usciva Scream di Wes Craven. Per l’uscita di Scream 4 IVillage ha intervistato Neve Campbell, presente nel primo e nell’ultimo episodio.
Ti piace guardare film horror?
Ho visto Changeling quando avevo 13 anni - quello con George C. Scott, non quello con Angelina Jolie - e mi ha spaventata così tanto che non ho mai visto un altro film dell’orrore. Gli horror possono essere divertenti, se li vedo in compagnia… ma non da sola.
Come è stato lavorare ancora con Courtney Cox e David Arquette?
E’ stato fantastico! Li amo. Sono brillanti e molto divertenti. Courteney ed io abbiamo effettivamente avuto modo di conoscerci meglio in questo film. E’ una donna fantastica, davvero divertente e saggia e dolce e veramente buona. David è stravagante e meraviglioso, e io adoro entrambi. E’ stato bello lavorare con loro.
Sei rimasta sorpresa quando hai scoperto che si stavano separando?
Non mi ha sorpreso. Sapevo quello che stava succedendo. Sono stati molto professionali durante il film e non ne parlavano ma, sai, è triste. Si amano molto, ed è sempre triste quando una relazione è alla fine.

Avete visto The Ward - Il Reparto? Il nuovo film diretto da John Carpenter è uscito nelle sale il 1 di aprile ed ha diviso la critica americana. Oggi vediamo come è stato accolto dai critici cinematografici del nostro paese. Prima però vi rimando al trailer italiano del film e alla nostra recensione. Nei commenti diteci i vostri giudizi! (Il Disegno qui sopra è opera del nostro collaboratore Andrea Lupo).
Fabio Ferzetti - Il Messaggero: Una storia ambientata quasi tutta dentro un manicomio, luogo assai frequentato dal cinema Usa di questi anni. Un grande regista horror che torna ai fasti di un tempo. Una vera lezione di cinema, rétro per ambientazione (siamo nel 1966) oltre che per taglio narrativo e visivo. È “The Ward” di John Carpenter, tutto girato nell’Ospedale Psichiatrico Eastern Washington (…) Come in un’ideale risposta low budget a “Shutter Island” di Scorsese, Carpenter moltiplica vere e false piste. Senza mai barare però, per farci toccare con mano quanto può essere ancora suggestivo “un horror di vecchia scuola fatto da un regista della vecchia guardia”. Dunque più attento alla regia e all’affiatamento di un cast quasi tutto femminile che ai trucchi oggi dominanti. L’anti-“Sucker Punch”, insomma. Con molte “mirabilia” tossiche in meno. E moltissima classe in più.
Massimo Bertarelli - il Giornale: Erano cinque anni che il mitico John Carpenter non girava un film. Visto questo modestissimo “The Ward - Il reparto” era meglio se ne aspettava altri cinque. (…)
Continua a leggere: The Ward - Il Reparto: le recensioni della carta stampata

Uscito mercoledì in anteprima mondiale nei cinema italiani, Dylan Dog (1.068.008,41 euro incassati) può finalmente essere giudicato anche da voi, spettatori e lettori di Cineblog. L’avete visto in sala? E se sì, vi è piaciuto? Avete sopportato i cambiamenti decisi da Hollywood rispetto al comics originale firmato Tiziano Sclavi? E Brandon Routh, ex Superman, vi ha convinto nei panni dell’Investigatore dell’Incubo? Quanto credete ci sia del fumetto in questa attesa prima trasposizione cinematografica? E la regia di Kevin Munroe, vi ha soddisfatto? Tralasciando la fedeltà al capolavoro di Sclavi, credete che questo Dylan Dog cinematografico abbia comunque superato la prova, qualitativamente parlando? E soprattutto, vorreste un capitolo due, sempre in mano a Munroe e con Routh nei panni di Dylan? Insomma, dopo aver aspettato 25 anni, siete soddisfatti di questo esordio in sala del leggendario Dog? Ricordandovi la nostra recensione, a voi voti e commenti.
Il disegno qui sopra è opera del nostro collaboratore Andrea Lupo che riflette il pensiero di molti. Vero?
Il 18 marzo uscirà in Italia l’ennesimo film sulla danza moderna: Street Dance 3d. Per l’occasione abbiamo deciso di giocare con 10 film che parlano di danza, ecco i nostri preferiti. Sono in ordine cronologico, qui sopra Il Cigno Nero visto dal nostro collaboratore Andrea Lupo.
1. - Scarpette Rosse (The Red Shoes) del 1948 di Michael Powell e Emeric Pressburger: perché è il melodramma per eccellenza della danza classica.
2. - La febbre del sabato sera (Saturday Night Fever) del 1977 di John Badham: perché Tony Manero e il suo completo bianco sono entrati nell’immaginario collettivo.
3. - Saranno Famosi (Fame) del 1980 di Alan Parker: perché non parla solo di danza ma… ragazzi! E’ Fame! Potevamo non metterlo?
4. - Flashdance del 1983 di Adrian Lyne: perché Jennifer Beals è stupenda e appassionata. E la colonna sonora è indimenticabile.
5. - Footloose del 1984 di Herbert Ross: perché proibire il ballo e la musica non è mai una scelta saggia. Kevin Bacon forever!
6. - Chorus Line (A Chorus Line) del 1985 di Richard Attenborough: perché ci trasferiamo in un musical dal di dentro, tra competizione e talento. Chi di noi non ha mai cantato One con un cappellino in mano?
7. - Dirty Dancing - Balli proibiti del 1987 di Emile Ardolino: perché nessuno può mettere Baby in un angolo! La coppia Patrick Swayze e Jennifer Grey ha fatto sognare milioni di ragazzine.
8. - Billy Elliot del 2000 di Stephen Daldry: perché la danza classica non è solo per femmine. Splendido Jamie Bell.
9. - The company del 2003 di Robert Altman: perché è una sfida raccontata da Robert Altman. Basta?
10. - Il cigno nero (Black Swan) del 2010 di Darren Aronofsky: perché riporta sullo schermo la danza classica e il melo, mischiati al thriller visionario.
E i vostri preferiti?
I 10 film sulla danza preferiti da Cineblog




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Una dichiarazione shock, fatta in esclusiva (in realtà già pubblicata nell’ultimo numero di Ciak) a The Cinema Show, prima rivista di cinema esclusiva per iPad del mondo. A pochi giorni dall’uscita italiana de Il Cigno Nero Natalie Portman svela alcuni segreti legati alla lavorazione del film, e in particolar modo al suo acclamato regista, Darren Aronofsky.
“Un ruolo come quelle de Il cigno nero necessita di un impegno e una fede senza incrinature, ma a un certo punto ho pensato che i dolori e le difficoltà mi avrebbero uccisa”. “Darren ha provato a farmi prendere dell’ecstasy per entrare nel personaggio, ma ho rifiutato. Gli ho detto che potevo usare la mia immaginazione e la recitazione. “Sul set è nata una fortissima complicità mentale e lavorativa, per cui se lui diceva anche solo una parola, io capivo all’istante tutto quello che stava immaginando”.
Ecstasy per entrare nel personaggio? Proprio di questo parla la Portman, vincitrice di un Golden Globe e favorita numero uno agli Oscar, per una verità, rilasciata al sesto numero dell’innovativa rivista, che farà sicuramente discutere. Nell’attesa, questa la nostra recensione in anteprima in arrivo da Venezia.
Ps. Il disegno nel post è opera di Andrea Lupo, nostro collaboratore. Per vederlo in alta risoluzione cliccateci sopra.