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Rubrica Cine/Vision

Film da vedere e scaricare gratis - I club dei 39 di Alfred Hitchcock

pubblicato da carloprevosti in: Film Europei Thriller Download Alfred Hitchcock Rubrica Cine/Vision

39 scaliniLe previsioni del tempo per il prossimo weekend sono pessime, cosa c’è di meglio che recuperare un vecchio film e goderselo al caldo di casa? Questa volta il suggerimento cade su un capolavoro, forse il film che lo stesso Alfred Hitchcock ha amato di più nella sua vastissima produzione, Il Club dei 39 (The 39 steps, 1935).

L’omicidio di una donna sconvolge la città Londra. L’uomo che le aveva dato ospitalità viene sospettato dalla polizia che si mette sulle sue tracce. In fuga soprattutto dal vero assassino, prenderà un treno per la Scozia, ma sulla sua strada troverà parecchi ostacoli. L’opera più famosa del periodo inglese di Sir Alfred, non serve altro da dire.

Potete vedere il film dopo il continua o scaricarlo legalmente in alta qualità.

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Cine/Vision: La caduta della casa degli Usher

pubblicato da Carla Cigognini in: Film Europei Horror/Terrore Rubrica Cine/Vision

Oggi per Cine/Vision vi proponiamo un vero piccolo gioiellino: La chute de la maison Usher ossia La caduta della Casa degli Usher tratto dal racconto omonimo di quel stramaledetto genio di Edgar Allan Poe. La chute de la maison Usher è diretto da Jean Epstein scritto con Luis Bunuel.

Qui trovate il link con il film (ma trovate l’intera pellicola su continua)…

Ecco la recensione di Matteo di PellicolaScaduta:

Il signor Usher dipinge continuamente il ritratto della bella moglie Madeleine. Quando però la donna muore, il marito decide di non seppellirla, lasciandola quindi nella bara, chiusa solo da un sottile e leggero velo. Durante una notte di tempesta pero’, la bara viene rovesciata da una forte folata di vento. Per uno scherzo (o punizione) del destino cadono anche i candelabri che illuminavano fiocamente la stanza. L’edificio prende fuoco e la sua rovina e’ inevitabile. Intanto dal dipinto e’ scomparsa misteriosamente la figura della donna.

Il regista (ma soprattutto teorico del cinema) Jean Epstein con questo “La caduta della casa Usher”, fonde alcuni dei racconti più famosi di Edgar Allan Poe. Tra questi possiamo riconoscere innanzitutto “La caduta della casa Usher” da cui il film prende il titolo e sulle cui vicende si snoda la sceneggiatura; a questo titolo seguono anche quelli de “Il ritratto ovale” e “Ligeia”. Sebbene la trama sia ricca di spunti narrativi (letterari e cinematografici) Epstein decide di non puntare prevalentemente sulla narrazione di una storia, quanto di trasmettere inquietudini e stati d’animo attraverso tecniche di ripresa e montaggio. In questo modo Epstein non solo riesce ad essere fedele alla storia di Poe, ma riesce ad andare oltre, trasmettendo all’ oggetto-immagine la stessa forza evocativa che Poe aveva trasmesso all’oggetto-parola.

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Cine/Vision: Africa Addio

pubblicato da Carla Cigognini in: Recensioni Documentari Film Italiani Video Rubrica Cine/Vision

Matteo di PellicolaScaduta ci manda la sua recensione del film Africa Addio per la rubrica Cine/Vision.
Il film lo trovate su continua o a questo link. Africa Addio è un documentario italiano del 1966 diretto e scritto da Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi.

“L’Africa dei grandi esploratori, l’immenso territorio di caccia e di avventura che intere generazioni di giovani amarono senza conoscere, è scomparso per sempre. A quell’Africa secolare, travolta e distrutta con la tremenda velocita’ del progresso, abbiamo detto addio. Le devastazioni, gli scempi, i massacri ai quali abbiamo assistito, appartengono a un’Africa nuova, a quell’Africa che seppure riemerge dalle proprie rovine piu’ moderna, piu’ razionale, piu’ funzionale, piu’ consapevole, sarà irriconoscibile. D’altronde il mondo corre verso tempi migliori. La nuova America sorge sopra le tombe di pochi bianchi, di tutti i pellirossa e sulle ossa di milioni di bisonti. La nuova Africa risorgera’ lottizzata sulle tombe di qualche bianco, di milioni di negri e su quegli immensi cimiteri che una volta furono le sue riserve di caccia. L’impresa e’ cosi’ moderna e attuale che non e’ il caso di discuterla sul piano morale. Questo film vuole soltanto dare un addio alla vecchia Africa che muore e affidare alla storia il documento della sua agonia”.

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Cine/Vision: Dramma per televisione

pubblicato da Carla Cigognini in: Cineteca Film Americani Rubrica Cine/Vision

Ed eccoci qua per la rubrica Cine/Vision con la recensione di Matteo di PellicolaScaduta del film (personalmente non lo conoscevo) Dramma per televisione (Murder by Television) (Usa, 1935), 53′ di Clifford Sanforth con Bela Lugosi, June Collyer, Huntly Gordon.

Di seguito la rece e il film in lingua originale lo potete vedere seguendo questo link….

Forse non ci pensiamo troppo, ma c’e’ stato un periodo dove la televisione era pura innovazione. Robot, oggetti volanti non identificati e televisione si potevano mettere su uno stesso piano. Questi erano gli anni trenta e non e’ un caso che nel 1935 usci’ il film “Un dramma per la televisione”, diretto da Clifford Sanforth ed interpretato da uno dei padrini del cinema horror: il “vampiro” Bela Lugosi. Al centro delle vicende vi e’ proprio quell’oggetto straordinario che era la televisione, non ancora diventato uno dei tanti elettrodomestici a cui facciamo affidamento per i piu’ svariati motivi. Ed e’ proprio durante una trasmissione sperimentale che l’inventore di un brevetto innovativo muore (e questo volendo vedere e’ la prima morte cinematografica che viene documentata tramite la tecnologia, altro che web-cam e snuff-movie).

La polizia inizia naturalmente le sue indagini ma ben presto si accorgeranno che le loro fatiche non porteranno da nessuna parte. Si accorge di questo anche l’aiutante del defunto (interpretato da Lugosi), che inizia a condurre per conto sue delle piccole indagini. Scoprira’ dunque che il mandante dell’omicidio e’ una societa’ di radiotrasmissioni che piu’ volte aveva tentato di accaparrarsi il brevetto messo a punto dallo scienziato ricevendo sempre rifiuti da esso. Il collaboratore si trovera’ davanti a una verita’ sconcertante perche’ l’assassino e’ molto, molto simile a lui.

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Cine/Vision: Il terzo uomo

pubblicato da Carla Cigognini in: Recensioni Cineteca Rubrica Cine/Vision

Per Cine/Vision, oggi, Matteo di PellicolaScaduta ci manda la recensione e il film ‘Il terzo uomo’ di Carol Reed con Joseph Cotten, Alida Valli e Orson Welles.

“Harry Lime e’ morto. Al funerale c’e’ il suo caro amico Holly Martins, scrittore di romanzi western. Chiede il modo in cui l’amico e’ morto ma qualcosa non gli quadra. Ad assistere alla sua morte, avvenuta perche’ investito da un camion, vi erano tre persone e non due come viene riportato uffcialmente. Ma chi e’ dunque il terzo uomo?

Sceneggiato da Graham Greene (da cui poi trasse il romanzo omonimo), “Il terzo uomo” e’ certamente uno dei migliori noir mai realizzati. Ambientato in una Vienna volutamente cupa, oppressa dalle pesanti sorti di un dopoguerra tormentato dalla fame e dalla poverta’, il film ricrea perfettamente, grazie ad una sinergia tra tutte le forze in gioco, quell’andamento angosciante e snervante che caratterizzera’ per molto tempo il cinema noir. Partendo innanzitutto dalla regia di Carol Reed, metodica ed inflessibile nel suo trasmettere immagini che si animano quasi per magia, grazie alle ombre, ai piccoli movimenti di luce creati dalla bellissima fotografia in bianco e nero di taglio espressionista realizzata da Robert Krasker.

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Cine/Vision: The Lost World

pubblicato da Carla Cigognini in: Film Americani Rubrica Cine/Vision

In ritardo causa disguidi tecnici, eccovi la rubrica settimanale Cine/Vision creata con la preziosa collaborazione di PellicolaScaduta. Matteo ci propone questa volta ‘The Lost World’ (1925).

Di seguito trovate il film in lingua originale e la recensione di Matteo. Un film da recuperare. ARGHHHH!!!!! (Tipico verso di dinosauro…)

Attenzione, attenzione! Questo “The lost world” non ha niente a che fare con quel “Il mondo perduto – Jurassic Park” che Spielberg porto’ sullo schermo nell’ormai tecnologicamente lontano 1997. Questa pellicola invece e’ ancora tecnologicamente piu’ lontana. Potrebbe infatti essere la nonna di questa tecnologia, essendo datata 1925. Anche la storia e’ differente, come differenti sono gli scrittori. Spielberg ha tratto il suo film dal libro di Crichton (gia’ creatore del primo “Jurassic Park”), mentre Harry O. Hoyt (regista di questo film) fa una trasposizione fedele dal romanzo di Arthur Conan Doyle, famoso soprattutto per la creazione di Sherlock Holmes.

La pellicola narra le vicende del professor Challenger che pensa di aver scoperto un’isola nel profondo delle Americhe dove vi sono ancora in vita alcuni esemplari di creature preistoriche. Il suo collega, il professor White, e’ rimasto pero’ intrappolato sull’isola e decide di fare una nuova spedizione dove potra’ portare con se’ anche esemplari da mostrare in pubblico. Il professor Challenger allora parte con la moglie del professor White, un giornalista e un cacciatore (compreso di aiutanti). Salvato il professore e catturate le creature, il gruppo ritornera’ nella loro Londra. Ma gli animali fuggiranno.

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Cine/Vision: The Driller Killer

pubblicato da Carla Cigognini in: Curiosità Cineteca Rubrica Cine/Vision

Oggi, per Cine/Vision, Matteo di PellicolaScaduta ci manda la sua recensione (e il film) di The Driller Killer di Abel Ferrara.

L’intero film in lingua originale lo potete vedere su continua…

Reno Miller e’ un pittore che vive nei sobborghi di New York in compagnia di due avvenenti ragazze. Quando l’appartamento vicino al suo si trasforma nella sala prove del gruppo punk dei “Roosters”, il continuo e assordante rumore delle prove lo fara’ smettere di dormire. Reno si trova cosi’ in preda a crisi di schizofrenia e, con l’assenza di valvole di sfogo, decide di andare ad uccidere i barboni con un trapano. Dopo questi primi omicidi, Reno uccidera’ anche il suo mercante d’arte e l’ex marito di una delle due ragazze con cui vive.

Primo lungometraggio non pornografico di Abel Ferrara (esordi’ infatti nel 1976 con “Nove vite di una passera bagnata), “The driller killer” ha tutte le carte in regola per essere una pellicola cult. Girata con pochi soldi, piena zeppa di violenza e rimandi sessuali (nonche’ qualche scena lesbica qua e la’) ma soprattutto censurato (e mai arrivato nei cinema italiani). Gia’ con questo film, Ferrara pone le basi ad un discorso stilistico tutto suo. Un cinema rozzo, spoglio, quasi cannibale del mondo e di se’ stesso, quasi documentaristico per capacita’ di riportare sullo schermo una violenza esagerata, forse troppo amplificata ma con una valenza e una forza simbolica prepotente. Ma anche cinema delle periferie, inferno e paradiso di esclusi e di perdenti, di parabole discendenti e fallimenti sempre all’ordine del giorno.

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Cine/Vision: L'ultimo uomo sulla Terra

pubblicato da Carla Cigognini in: Cineteca Horror/Terrore Film Italiani Video Rubrica Cine/Vision

Quando Matteo di PellicolaScaduta mi ha mandato la mail per la rubrica Cine/Vision ho lanciato un urlo che probabilmente gli ho spaccato i timpani. Il film di oggi è niente meno che L’ultimo uomo sulla terra (1964) di Ubaldo Ragona con Vincent Price.

Abbiamo parlato tanto di questo film anche e soprattutto per la futura uscita di Io Sono Leggenda con Will Smith, tratto dal romanzo (fenomenale) di Richard Matheson. Ecco, L’ultimo uomo sulla terra è il film italiano tratto dallo stesso romanzo. Imperdibile per gli appassionati di Matheson, di Price e del fanta-horror.

Era il 1964 e questo era il cinema italiano che avevamo. Che Tarantino abbia ragione? Pensiamoci.

Potete vedere il film qui (o su continua), di seguito la recensione di PellicolaScaduta.

Nei giorni come quello, in cui il cielo era coperto di nuvole, Robert Neville non era mai sicuro di quanto mancava al tramonto e a volte li trovava già nelle strade, prima di riuscire a rientrare in casa.

E’ il gennaio del 1976. Tutti gli esseri umani si sono trasformati in vampiri a causa della veloce diffusione di un morbo. Tutti gli uomini tranne il dottor Robert Morgan (Robert Neville nel romanzo “I vampiri” di Richard Matheson da cui il film è tratto), che non contrae il morbo grazie al morso di un vampiro. Rifugiatosi nella sua abitazione, Morgan cerca incessantemente di trovare un antidoto al terribile morbo, assediato dalle terribili creature. Un giorno però incontra una ragazza, anch’essa sopravvissuta alla spaventosa epidemia.

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Cine/Vision: Reefer Madness

pubblicato da Carla Cigognini in: Cineteca Film Americani Documentari Video Rubrica Cine/Vision

Oggi la rubrica Cine/Vision vi propone Reefer Madness, “uno strano film di propaganda” sulla questione degli spinelli.

Vediamo la recensione di Matteo di PellicolaScaduta… (qui il film online ma potete anche vederlo su continua)…

E farò germogliare per loro
una pianta di grande fama,
e non saranno più consumati
dalla fame nel paese.

-Ezechiele 34,29-

Nell’America degli anni trenta una nuova paura comincia a dilagare: la diffusione dell’uso della marijuana tra i giovani. I genitori si lamentano col governo, con la società che permette ai loro figli di distruggersi ed auto-annientarsi. Il governo corre dunque ai ripari con una pesante campagna che cerca di disilludere i giovani sui presunti benefici portati dalla terribile sostanza stupefacente. Come di tradizione statunitense, il governa forma l’opinione pubblica attraverso una serie di film sull’argomento. “Marijuana: assassin of youth” (“Marijuana: assassina della gioventù”) e “Marijuana: the Devil’s weed” (“Marijuana: l’erbaccia del Diavolo”) sono due dei tanti titoli utili atti ad allarmare i genitori dei giovani. Tra queste pellicole, la più famosa è senz’altro “Reefer madness”, conosciuta anche col titolo di “Tell your children” e “The burning question”. Datato 1936 e diretto da Louis J. Gasnier, il film comincia con una conferenza sull’argomento, dove un gruppo di genitori ascolta attentamente i discorsi apocalittici di un professore che ben presto inizia a rivolgersi direttamente col pubblico cinematografico.

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Cine/Vision: Il Settimo Sigillo

pubblicato da Carla Cigognini in: Recensioni Cineteca Drammatici Inviati Speciali Video Rubrica Cine/Vision



La rubrica Cine/Vision di oggi vi presenta Il Settimo Sigillo del 1956 di Ingmar Bergman.

Il sito PellicolaScaduta ci ha mandato il film e la recensione di Mau.

Il film si apre con dei versetti dell’Apocalisse di Giovanni, che annunciano le condizioni di terre e paesi martoriati dalla peste, ma anche la vicinanza alla morte del cavaliere Antonius, che sta tornando dalle crociate insieme al suo scudiero. Inizia una partita a scacchi con la morte, per tentare di prendere un po’ di tempo. E’ sfiduciato e non sa piu’ in cosa credere; non sa se Dio esista. Non e’ nemmeno convinto di cosa ci sia dopo la morte. Intanto incontra una famiglia di saltimbanchi e decide di accompagnarli attraverso la foresta. Questo viaggio gli fara’ riscoprire la fede e, dopo diverse vicende, lo condurra’ allo struggente finale dove arrivera’ l’inevitabile sconfitta a scacchi e la fine della sua esistenza.

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