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Sergio Leone

Festival di Roma 2009: Il Leone in garage splende di buio

pubblicato da Italo Moscati in: Inviati Speciali Sergio Leone Film Italiani Roma Film Festival

sergio leone omaggio festival di romaIl giorno prima di “su lo schermo”, al Festival di Roma 2009 si è aperta una mostra dedicata a Sergio Leone. C’erano tutte le autorità. Fischiavano le pallottole delle colt. Poi le autorità sono salite nelle auto blu e si sono sentiti nitriti di soddisfazione dei cavalli, anzi dei muli (come sapete il destriero di Per un pugno di dollari è appunto un bel mulo di gamba corta e di occhi pieni di malia).

Sono entrato nella mostra e ho scoperto che il promesso Spazio Espositivo dall’invito era un garage. Evviva, mi sono detto. Niente auto. L’ho detto a due Giuliani, Montaldo (Leone gli produsse “Il giocattolo” e non si fece mai vivo sul set, cosa graditissima, meglio lavorare da soli) e Gemma (amico del Leone con il quale progettava film come attore ma riuscirono soltanto ad andare in vacanza a Parigi); entrambi erano d’accordo ed erano come me colpiti da un particolarone non indifferente.

Quale? Il buio profondo della gran sala del garage. Un buio pesto, da pestarsi. Un buio da noir. E invece Leone è il re del western, anche nel paese degli hamburger, macchè spaghetti. Il western è il regno del sole secco e della polvere bagnata dal sudore dei killers e delle loro vittime, egualitarismo perfetto. Qui niente dardi dal cielo niente sudore, ma abiti da mezzasera, mocassini, lifting come d’obbligo in occasioni come questa, nella Roma per fortuna non Cafonal, o almeno non troppo Cafonal.

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Festival di Venezia 2009: Strane le vie dell’amarcord, si moltiplicano come cavallette

pubblicato da Italo Moscati in: Inviati Speciali Sergio Leone Venezia

amarcord federico fellini poster

Amarcord. Federico Fellini sulla sua Rimini. Sergio Leone sul western e sull’Italia degli anni Sessanta. La Mostra del cinema occupata di restauri, retrospettive, recuperi, questi fantasmi e anche altri, minuti di pellicola in ricordo di amici scomparsi vissuti “anche” per il cinema. Fellini, me lo ha fatto tornare in mente Baaria di Tornatore. Il regista riminese si ferma nel tempo, bloccato. Per lui il mondo finisce con la “Dolce vita e “La città delle donne”. Tornatore arriva appena a ieri. A grandi falcate.

In Sicilia non sembra neanche esistita la ben nota contestazione giovanile. Solo roba del nord? E’ una domanda. Anche Michele Placido, col suo Il grande sogno, qui in concorso, si volta al passato: propone la contestazione, il Sessantotto. La testa girata, e speriamo bene. Forse prima o poi, però bisognerà pregare i registi di non usare la parola “Sogno” quando parlano del Sessantotto, troppo abusata., troppo vaga, troppo insapore. Ricordate ad esempio, “Dreamers- I sognatori”, di Bernando Bertolucci?

Anche Francesco Citto Maselli con Le ombre rosse propone un amarcord, sogni, utopia: eccoli i suoi assurdi e un po’ ridicoli, ma ben intenzionati, intellettuali di gauche, Citto li fa assomigliare a quelli di un film di trenta anni fa e passa: “Lettera aperta a un giornale della sera”, intellettuali che vogliono formare una colonna di combattenti italiani e andare a fare la guerra del Vietnam. Domanda di uno sprovveduto (io) che però la risposte ce l’ha: possibile che questi intellettuali di oggi siano con testa e piedi nell’amarcord, e non se ne accorgano? Torni e ritorni. Corsi e ricorsi. A proposito.

Werner Herzog, che ha diretto un forte Il cattivo tenente con Nicolas Cage, in concorso alla Mostra, scrive sul catalogo: “Hanno scritto ancora prima che uscisse che il mio film sia un remake (del film di Abel Ferrara dallo stesso titolo, ndr). Ma non lo è. Ad ogni modo questo genere di congetture sopravvive alla realtà del fatti. E così sia”. Appunto. Anche l’amarcord italiano, che ci parla al cuore del nostro amato paese, sopravvive di congetture sovrapposte alla realtà dei fatti, cioè ci aiuta poco a capire dove sta andando questo amato paese. E così sia.

Il libro: Sergio Leone. L'America, la nostalgia e il mito - di Roberto Donati

pubblicato da Carla Cigognini in: Libri Western Sergio Leone

saggio sergio leone - roberto donatiSarà presentato a Venezia il saggio Sergio Leone. L’America, la nostalgia e il mito scritto da Roberto Donati. Interverranno l’autore, Roberto Lasagna (editore Falsopiano), il critico cinematografico Sergio Di Lino, il regista e scrittore Italo Moscati, l’artista Luca Zampetti.

L’universo cinematografico di Sergio Leone è impregnato di America ed è impregnato di nostalgia. Ecco come l’una si compenetra nell’altra, completandola, e viceversa. Quando la grande nazione a stelle e strisce avanza e si fa strada a suon di bigliettoni, i cowboy o i gangster come loro hanno qualcosa a che fare con la morte e nessun John Ford li canta più. C’era una volta il West in America; e, ormai venti anni fa, c’era una volta Sergio Leone a raccontarlo e a raccontarla. Il Far West nato a Roma recupera gli spolverini e si tinge di sugo all’amatriciana: mai così lontano, mai così vicino.

Con prefazione di Carlo Lizzani, postfazione di Italo Moscati, illustrazioni di Luca Zampetti. 15 euro. Per chi si trovasse a Venezia vi consiglio di memorizzare luogo e data della presentazione: 5 settembre ore 18.00 allo Spazio Eventi (Area Garden-Casinò).

Cannes 2009: domani si comincia

pubblicato da Gabriele C. in: News Sergio Leone Francis Ford Coppola Lars Von Trier Terry Gilliam Cannes Quentin Tarantino

Cannes 2009: domani si comincia

Sul poster del 62° Festival di Cannes c’è un fotogramma de L’avventura, con Monica Vitti di spalle. Il capolavoro di Antonioni è stato scelto per inquadrare quindi questa edizione di grandi maestri, ma soprattutto, il 20 maggio, verrà proiettata la sua versione restaurata nella sezione Cannes Classics. Accanto a lui ci sono altri nomi italiani, da Germi a Leone, a 20 anni dalla sua scomparsa.

Si dice che quest’anno sulla Croisette sarà molto evidente la crisi: pochi nomi di grande richiamo popolare, a cominciare giusto da un solo nome americano in concorso, ovvero Quentin Tarantino. E quindi di conseguenza alberghi con ancora stanze vuote, un ricco Marché du Film, il motore economico diretto da Jerome Paillard, che comunque si stima abbia addirittura perso il 25% di iscrizioni, e, come si diceva prima, meno persone del solito davanti alla passerella.

Poco male: nell’anno della crisi, Cannes sfoggia un cartellone che sembra andare sul sicuro. In concorso ci sono infatti nomi che tutti i festival vorrebbero, tutti assieme. Dalle passioni di Almodovar a quelle della Campion, dai provocatori Haneke e Von Trier alle commedie di Loach e Ang Lee, fino alla ciurma orientale formata da nomi fondamentali nel panorama internazionale, con To, Park e Tsai in testa. Non mancano poi grandi ritorni come quello di Suleiman e Resnais, e l’unico nome italiano, ovvero Bellocchio.

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20 anni fa moriva Sergio Leone

pubblicato da carloprevosti in: Lutti Western Sergio Leone Film Italiani Clint Eastwood Le Scene Cult

Il 30 di aprile di venti anni fa si spegneva uno dei più grandi registi che il cinema italiano abbia mai conosciuto; Sergio Leone.

Sette film, più uno non accreditato, in ventiquattro anni. Capolavori del calibro di C’era una volta in America e Giù la testa, ma dovremmo citare tutta la sua filmografia. Il merito di aver lanciato nel mondo del cinema quel grande di Clint Eastwood. Quale migliore ricordo per Leone che non riproporre una delle scene più celebri del suo Per qualche dollaro in più.

Cineblog Consiglia: C'era una volta in America

pubblicato da Mario B. in: Recensioni Drammatici Robert DeNiro Sergio Leone Film Italiani Cineblog Consiglia

c'era una volta in americaC’era una volta in America (1984) di Sergio Leone. Con Robert De Niro, Elizabeth McGovern, James Woods, Treat Williams, Jennifer Connelly, Joe Pesci, Burt Young, Tuesday Weld.

Stasera sabato 9 agosto su Rai3 ore 20.30.

Si chiude stasera il ciclo che Rai3 ha dedicato ad uno dei grandi maestri del cinema nostrano, quel Sergio Leone passato alla storia come colui che forse per primo ha saputo destrutturare il genere western fino a riscriverne il mito. Già prima di mettere mano al suo ultimo western Giù la testa, però, Leone era al lavoro su una storia epica che si occupasse di riscrivere un altro mito stavolta, quello dell’America.

Nasce così, dopo una gestazione che dura più di dieci anni, quello che a mio parere è non solo il capolavoro personale del regista, ma il film più bello che quest’arte abbia mai saputo regalarci. La storia si muove su tre piani temporali, incastrati ed alternati in maniera magistrale, in modo da costruire un affresco vivo ed intenso, dove tutti gli estremi si toccano e convivono non senza lacerazioni: amore ed odio, tenerezza e violenza, speranze e disillusioni, attimi di felicità e momenti di acuto dolore.

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Cineblog Consiglia: Giù la testa

pubblicato da Mario B. in: Recensioni Western Sergio Leone Film Italiani Cineblog Consiglia

giù la testaGiù la testa (1971) di Sergio Leone. Con Rod Steiger, James Coburn, Rick Battaglia, Romolo Valli, Maria Monti.

Stasera sabato 2 agosto su Rai3 ore 20.30

Continua la riproposizione (appuntamento fisso delle estati, ormai) delle opere di Sergio Leone su Rai3. Stasera tocca a Giù la testa, un western atipico, esterno ed estraneo alla cosiddetta trilogia del dollaro, ultimo film del genio nostrano prima che la sua mente venisse rapita dal titanico progetto di C’era una volta in America.

Accompagnato da un cast di altissimo livello, in cui non si sente peraltro la mancanza dell’attore feticcio della trilogia precedente Clint Eastwood, Giù la testa è una lunga epopea adrenalinica segnata come non mai dalla polvere da sparo. Pare fosse un film che Leone, già al lavoro sulla sceneggiatura successiva, sia stato costretto a girare per contratto. Poteva risultarne un film accademico e privo di ardore. Ne è venuto fuori un film d’eccezione.

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Cineblog Consiglia: Il buono, il brutto, il cattivo

pubblicato da Mario B. in: Western Sergio Leone Film Italiani Cineblog Consiglia Clint Eastwood

buono brutto e cattivoIl buono, il brutto e il cattivo (1966) di Sergio Leone. Con Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef, Aldo Giuffré, Luigi Pistilli, Mario Brega.

Stasera 19 luglio su Rai3 ore 20:30

Un film all’insegna del numero 3: su Rai3 ci viene riproposto il terzo e finale episodio della famosa trilogia del dollaro con cui il più americano dei registi italiani riscrisse le regole del fare cinema western, dando una lezione a tanti stanchi autori americani che stavano portando negli anni 60 il genere verso un’ingloriosa morte. Tre personaggi indimenticabili: il buono (o biondo) Clint Eastwood, il brutto (Tuco) Wallach, il cattivo (Sentenza) Van Cleef. Tre grandi attori per una lunga epopea che si dipana per tre abbondanti ore colme di tutte le idiosincrasie registiche e tematiche di Leone.

La stremante ricerca di un tesoro nascosto in un cimitero, in piena guerra di Secessione. Un lungo viaggio ed un’improbabile alleanza: guerra, distruzione, meravigliosi paesaggi desertici. C’è davvero di tutto in questo grande film che non ha davvero bisogno di altre presentazioni. Ah si, giusto per non farci mancare nulla ma proprio nulla, ci sono le musiche del maestro Morricone che riempiono le inquadrature divenendone parte integrante come forse solo nei due capolavori del C’era una volta.

Non approfittare di questa ennesima riproposizione (stavolta su Rai3, senza eccessivi timori di pubblicità assedianti) sarebbe davvero un’eresia. Per quanto mi riguarda, mi farò prendere nuovamente dalla dolce estasi dell’oro.

Una nota di colore: notate come nel trailer americano qui di seguito proposto il Brutto e il Cattivo vengano invertiti, facendo risultare Van Cleef come il primo e Wallach come il secondo.

Voto Mario: 8,5

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Cineblog Consiglia: Per un pugno di dollari

pubblicato da Agata A. in: Cinema Western Sergio Leone Film Italiani Cineblog Consiglia Clint Eastwood

Per un pugno di dollari (Italia/1964)
Un film di Sergio Leone.
Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch

Stasera 15 novembre alle 21:00 su Rai3

Un pistolero arriva su un mulo in un paese polveroso, San Miguel, che sembra disabitato. Un poncho, un cappello e una sigaretta: Clint Eastwood entra in scena. Osserva qualcosa di molto strano: un bambino vorrebbe andare da sua madre, ma questo non è possibile, la donna, bellissima, sembra essere prigioniera.

Il paese ha qualcosa di funesto, il becchino costruisce le bare, sapendo che presto saranno utilizzate; c’è una guerra senza quartiere tra due famiglie più potenti . Il pistolero sembra allearsi con una delle famiglie, ma non è poi così chiaro il suo gioco: «i BaxTer da una parte, i Rojo dall’altra, e io nel mezzo» dice.

Apprende che Ramon Rojo, il più malvagio, non è in paese. L’uomo inoltre, interpretato da uno strepitoso Gian Maria Volontè, ha rapito Marisol, la mamma del bimbo che si è visto all’inizio del film, e ne ha fatto la sua donna.

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'Sergio Leone, quando il cinema era grande': il libro

pubblicato da Carla Cigognini in: Libri Western Segnalazioni Sergio Leone

Cineblog è lietissimo di segnalare l’ultimo libro di Italo Moscati, pubblicato da Lindau, “Sergio Leone- Quando il cinema era grande”. Dopo i libri su Anna Magnani, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Pier Paolo Pasolini e “Gioco perverso”, Moscati continua il suo romanzo sugli anni più vivaci e ricchi di storie del cinema italiano, attraverso uno dei suoi registi più creativi e originali, che continua a riservare sorprese, Leone.

Adesso il cinema non è più grande. Specie il cinema italiano. Eppure lo è stato e lo è ancora, se si va a cercarlo. Era un cinema che parlava di rabbia, rivoluzione, vita, passione e destino. Un cinema che rideva e piangeva con il pubblico. Un cinema che non aveva peli sulla lingua e bollava il potere. Un cinema che fustigava la politica e i conformismi ideologici. Un cinema che reinventava la storia e scopriva il presente, lavorava per il futuro. Il nome che oggi lo rappresenta meglio è Sergio Leone. Ma chi è Leone, è solo l’autore di film storico-mitologici, western o sogni e incubi americani.

Sono passati più di quarant’anni, quarantatre per l’esattezza, da “Per un pugno di dollari” che il regista Sergio Leone realizzò nel 1964. Nessuno poteva prevedere che il film avrebbe ottenuto uno straordinario successo e sarebbe stato il western italiano più conosciuto nel mondo. Se il film - che fu seguito un anno dopo da “Per un dollaro in più”, un altro successo- segnò a sorpresa una data fondamentale nella storia del cinema non solo italiano, il terzo, “Il buono, il brutto e il cattivo” consolidò e definitivamente presentò al pubblico un grande regista, un grande autore italiano, forse l’ultimo inventore d’immagini e di stile che la critica fu “costretta” a scoprire e a valorizzare come merita.

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