giovedì 26 novembre 2009

Gianni Amelio accanto a Johnny Depp per Emir Kusturica?

pubblicato da Simona in: Anticipazioni Attori Cinema News Curiosità Europeo Registi Johnny Depp Dichiarazioni Torino Film Festival

Johnny Depp Emir Kusturica Gianni Amelio

Ecco un accostamento davvero inedito e potenzialmente interessante: Johnny Depp sullo schermo affiancato da Gianni Amelio - per la prima volta in veste di attore - per la regia del bosniaco Emir Kusturica. Sembra quasi un pesce d’aprile fuori stagione, eppure è vero. In occasione della presentazione della versione integrale (sette ore) di Underground (trionfatore al Festival di Cannes nel 1992) al Torino Film Festival la scorsa settimana, Kusturica ha proposto ad Amelio, neo direttore del Festival, di fare parte del suo film.

“Ve ne racconto una – dichiara Amelio sulle pagine de La Stampa - alla fine della grande festa di sabato sera, per la chiusura del TFF, Kusturica mi ha preso sotto braccio per farmi una proposta che non mi sarei mai aspettato: mi ha offerto una parte nel suo film su Pancho Villa, a fianco del protagonista Johnny Depp. Ma si rende conto? Alla mia età, dopo 45 anni trascorsi dietro la macchina da presa, mi propongono di fare l’attore! Le confesso che la cosa mi tenta non poco, Emir è un grande regista, certo è che non saprei da dove cominciare!” chiosa il regista.

Le riprese di Seven Friends of Pancho Villa and the Woman with Six Fingers - questo il titolo del film - non prenderanno il via prima del 2011, vista l’agenda fitta di impegni cinematografici di Johnny Depp, quindi Gianni Amelio potrà prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno per maturare una decisione e dare una risposta al collega Kusturica.

domenica 22 novembre 2009

Torino Film Festival 2009: commenti e voti

pubblicato da Gabriele C. in: Libere Visioni Torino Film Festival

Torino Film Festival 2009: commenti e votiFacciamo un gioco, rubando un’idea che ha avuto Bruno Fornara a proposito di Venezia 65 (Cineforum, n. 478): facciamoci il concorso del Torino Film Festival 27. In giro i bilanci di questa edizione sono tutti positivi: il concorso è il migliore degli ultimi anni, le retrospettive sono bellissime, c’è il tutto esaurito, ci sono gli italiani in gara e uno vince tutto (miglior film, FIPRESCI, Mouse d’Oro). Meglio di così. E invece scommettiamo che poteva essere ancora meglio questo primo concorso “ameliano”?

Noi, da spettatori che immaginiamo un concorso, rispettiamo solo una regola, ovvero quella di ammettere in gara solo opere prime, seconde e terze. Iniziamo a togliere via quello che secondo noi non va. Via il dente, via il dolore: La bocca del lupo, visto che è piaciuto a tutti e lo si è pompato sin dall’inizio, quando nessuno aveva ancora visto il film, meriterebbe addirittura l’apertura del festival, magari un evento speciale a sé, e quindi lo spostiamo nella neonata Festa Mobile (leggi semplicemente Fuori concorso). Ma che succederà quando sarà distribuito in sala? Come lo accoglierà il pubblico?

Discorso più difficile ancora per il secondo titolo italiano, Santina, del quale si cerca un senso tra momenti video-arty, animazione, attimi di estetica postmoderna esasperata: meriterebbe una categoria a sé. Fuori concorso per You Wont Miss Me, indipendente nell’anima con tante conversazioni ma idee sotto il livello di guardia, e per Chi l’ha visto, home movie che sveglia lo spettatore solo alla fine, poi tutti a casa.

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Torino Film Festival 2009: Beautiful Kate - The Loved Ones

pubblicato da Gabriele C. in: Anticipazioni Recensioni Inviati Speciali Torino Film Festival

Torino Film Festival 2009: Beautiful Kate

Ultime opinioni sui film visti da Cineblog al Torino Film Festival. E le ultime proiezioni sorprendono: un dramma sottile e commovente diretto da una celebre attrice, e un horror australiano che conferma lo stato di salute del genere… Seguiteci ancora per il nostro post riepilogativo su questa edizione del festival, con commenti, opinioni finali e i voti a tutti i film visti.

Beautiful Kate - di Rachel Ward (Festa Mobile - Figure nel paesaggio)

Ned, scrittore quarantenne donnaiolo, torna a casa per rincontrare la sorella e il padre in punto di morte. Con sé porta l’essenima fidanzata. Tornato nei luoghi d’infanzia dopo anni e anni, rincomincia a pensare al suo passato, e soprattutto a Kate, la sorella gemella morta in un incidente stradale ancora giovanissima…

Che sorpresa. L’esordio alla regia di un lungometraggio dell’attrice inglese Rachel Ward, celebre per Uccelli di rovo, è davvero un bel film. Di quelli che si seguono dall’inizio alla fine e sono capaci di sorprendere per qualità di scrittura, qualità di stile e soprattutto qualità umane.

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sabato 21 novembre 2009

Torino Film Festival: vince La bocca del Lupo, ecco tutti i premi

pubblicato da carloprevosti in: Attori Europeo Americano Italiano Torino Film Festival

TFF 27

Lo ha anticipato il Premio della Critica On line, il film La bocca del Lupo è infatti il miglior film di Torino 27, per la sezione Concorso internazionale lungometraggi del 27° Torino Film Festival,

La giuria composta dal presidente Sandro Petraglia (Italia), Anna Biller (Stati Uniti), Rui Nogueira (Portogallo), Maya Sansa (Italia), György Szomjas (Ungheria) ha infatti attribuito il premio per Miglior film (€ 25.000) al documentario di Pietro Marcello.

Il Premio speciale della Giuria (€ 10.000) è stato assegnato a ex-aequo a Crakie di Sherry White (Canada) e Guy and Madeline on a Park Bench di Damien Chazelle (Usa)

Il premio per la miglior attrice va a Catalina Saavedra per il film La Nana di Sebastián Silva (Cile) mentre il miglior attore va ex-aequo a Robert Duvall e Bill Murray per il film Get Low di Aaron Schneider (Usa)

Qui trovate il comunicato con tutti i premi secondari assegnati a TFF 27.

Torino Film Festival 2009: Santina - Medal of Honor - Guy and Madeline on a Park Bench

pubblicato da Gabriele C. in: Anticipazioni Recensioni Inviati Speciali Torino Film Festival

santina film

Santina - di Gioberto Pignatelli (Concorso)
La Storia di Elsa Morante fa da spunto e filo conduttore per un’opera anomala nel panorama italiano: un giovane ragazzo dal terribile passato comincia una relazione con una vecchia prostituta. La sfrutta, la fa innamorare, ci fa sesso e pretende dei soldi. All’inizio del film accade il fattaccio: lui uccide lei con una forbice…

Il film di Pignatelli si può dire abbia il merito di tentare una via diversa rispetto al panorama para-televisivo di tanto cinema nostrano, così come La bocca del lupo di Pietro Marcello, il primo film italiano in concorso a Torino. Ma forse bisognerebbe ragionare sul fatto che per far “rinascere” il cinema italiano bisognerebbe semplicemente puntare su storie e trame scritte decentemente e girate con un po’ di stile, invece di buttarsi a capofitto con esperimenti che potrebbero rivelarsi fallimentari.

Purtroppo Santina non si può salvare. E’ una contaminazione lunga quasi un’ora e venti di video-arte, teatro e tanta letteratura, che mescolati assieme non ottengono il risultato di essere buon cinema. Tra deliranti animazioni, momenti forzatissimi e trovate “originali” che sanno di già visto, si assiste ad un delirio che non annoia solo perché si guarda con interesse a come possa essere stata girata la sequenza successiva.

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Il Mouse d’Oro del Torino Film Festival a La bocca del lupo

pubblicato da Simona in: Festival e rassegne Cinema Attualità Torino Film Festival

Mouse D'OroDopo il successo ottenuto nel corso delle ultime edizioni della Mostra del Cinema di Venezia e del Festival Internazionale del Film di Roma, il Mouse d’Oro è stato assegnato anche al 27° Torino Film Festival. Il premio, istituito lo scorso agosto da un’idea di Hideout, riunisce numerose webzine di cinema italiane che, attraverso i propri collaboratori accreditati presso i Festival di Cinema, votano i film delle rassegne al fine di premiare con il Mouse d’Oro l’opera ritenuta migliore.

La bocca del lupo, secondo lungometraggio di Pietro Marcello, si è aggiudicato il Mouse d’Oro del Torino Film Festival, il premio assegnato da oltre 25 webzine di cinema. Il film, che proprio a Torino è stato acquistato da Bim e l’anno prossimo arriverà nelle sale, ha preceduto per una manciata di voti il norvegese Nord di Rune Denstad Langlo e il cileno La nana (The Maid) di Sebastián Silva.

Il Mouse d’Argento invece, in palio tra tutti i film delle sezioni collaterali del Festival, è andato a Le refuge di François Ozon. Dopo l’interruzione la classifica completa del Mouse d’Oro e le prime posizioni del Mouse d’Argento.

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Torino Film Festival 2009: The Shock Doctrine - Crackie - Pontypool

pubblicato da Gabriele C. in: Anticipazioni Recensioni Inviati Speciali Torino Film Festival

the_shock_doctrineEcco qui gli ultimi film del concorso e le ultime visioni di questa 27a edizione del Torino Film Festival 2009, in attesa di conoscere i vincitori. Domani potrete leggere le opinioni delle eventuali ultimissime visioni fuori concorso e il lungo post finale con commenti e voti su tutti i film visti.

The Shock Doctrine - di Mat Whitecross e Michael Winterbottom (Festa Mobile - Paesaggio con figure)
Dal libro omonimo di Naomi Klein (Shock Economy), un documentario che ripercorre le teorie in campo politico ed economico del liberista Milton Friedman e le sue possibili applicazioni in campo pratico, dal governo Thatcher alla dittatura di Pinochet, dalla caduta del Muro al governo Reagan: in tutti i casi si potrebbe pensare che uno shock sul popolo causato ad hoc sia servito per poter proprio applicare queste politiche…

Dopo il discusso Road to Guantanamo la coppia Whitecross e Winterbottom si riunisce e dirige un documentario breve, secco e convincente su un tema inquietante e che potrebbe riservare qualche contatto con Capitalism: A Love Story, ma solo in apparenza. Infatti rispetto al documentario di Moore The Shock Doctrine presenta solo filmati di repertorio e una conferenza della Klein: poco spazio al resto e all’”elaborazione artistica”.

Le conseguenze collaterali delle applicazioni delle teorie di Friedman sono agghiaccianti, soprattutto quando entrano in ballo violenza e tortura. I due registi si limitano, giustamente, a presentare i materiali e ad offrirne un punto di vista il più distaccato possibile: il risultato potrebbe essere discutibile, ma il lavoro presenta davvero quella “giusta distanza” che i detrattori di Moore ad esempio gli hanno sempre rimproverato di non avere.

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venerdì 20 novembre 2009

Torino Film Festival 2009: Bronson - Baseco Bakal Boys

pubblicato da Gabriele C. in: Anticipazioni Recensioni Inviati Speciali Torino Film Festival

bronson tom hardy

Bronson - di Nicolas Winding Refn (Rapporto confidenziale)
Michael Peterson viene condannato una prima volta a 19 anni per aver rapinato una banca. E’ in realtà solo l’inizio di una vita vissuta in carcere, tra spargimenti di sangue, sequestri, uccisioni e pestaggi. Nei 34 anni successivi, infatti, Peterson - nome d’arte Charles Bronson… - in gattabuia ne passò 30.

Dopo il passaggio a Venezia dell’ottimo Valhalla Rising, fuori concorso, tocca al Torino Film Festival sdoganare definitivamente e consacrare Refn come uno dei nuovi autori da seguire assolutamente. Fuori di testa, decisamente capace tecnicamente, con una vena di follia sempre presente nei suoi lavori, il regista danese “anti-Dogma” ha presentato a Torino il suo ultimo film assieme a quello su One-Eye, ovvero questo allucinato biopic su uno dei criminali più pericolosi dell’Inghilterra.

Tom Hardy interpreta Bronson in maniera eccezionale, tra smorfie ed espressioni allucinanti, momenti di terribile fisicità, gag e siparietti, tracciando un ritratto originale e fuori dagli schemi - nonché volutamente fuori dalle righe, ma senza mai avere un effetto fastidioso - del suo personaggio.

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Torino Film Festival 2009: Welcome - Adás Transmission

pubblicato da Gabriele C. in: Anticipazioni Recensioni Inviati Speciali Torino Film Festival

welcome foto film

Welcome - di Philippe Lioret (Festa Mobile - Figure nel paesaggio)
Bilal è un giovane curdo che deve raggiungere la fidanzata a Londra. Tenta disperatamente in ogni modo di raggiungere la capitale inglese, ma il suo viaggio si ferma momentaneamente in Francia. Convinto di poter prima o poi attraversare la Manica a nuoto, prende lezioni di nuoto da Simon, un istruttore in crisi con la moglie…

Il film di Lioret è lungo, parte nel solito modo in cui partono i film sull’immigrazione e tutti i problemi che ne conseguono. Ma poi prende una piega interessante, che non descrive un rapporto di amicizia tra un uomo e un immigrato: bensì si sofferma sui dubbi. Non a caso Simon accetta di aiutare Bilal solo per fare colpo sulla moglie, sempre attenta alle discriminazioni contro gli immigrati.

Dall’altra parte ci sono alcuni comportamenti di Bilal che fanno storcere il naso. In mezzo, certo, c’è spazio per far crescere un rapporto d’amicizia tra i due: ma fino a che punto c’è sincerità e a che punto invece c’è lo “sfruttamento” reciproco? Il finale, che colpisce duro, durissimo, lascia poche speranze: soprattutto sulla natura dell’essere umano. Ottima l’interpretazione dei due protagonisti, soprattutto quella di Vincent Lyndon. Qui trovate le foto dal set.

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