Prosegue la rubrichetta “Cose che non sapete del film…”; dopo il post su L’esorcista oggi tocca a Edward Mani di Forbice di Tim Burton, pellicola del 1990 con Johnny Depp e Winona Ryder. Forse non sapevate che:
1. Johnny Depp dice solo 169 parole in tutto il film (nella versione originale, ovvio)
2. Tom Cruise, Tom Hanks, William Hurt e Robert Downey Jr. sono stati presi in considerazione per il ruolo di Edward. Anche Michael Jackson aveva espresso il desiderio di interpretare Edward
3. Il film è stato girato appena fuori Tampa, in Florida. Tutte le case del quartiere sono state ritinteggiate in 4 colori pastello per contrastare la vita “dark” di Edward. Durante le riprese gli abitanti hanno dormito in alberghi
4. In un fotogramma si vede un bambino correre su un prato verde. E’ Nick Carter, futuro cantante dei Backstreet Boys
5. Per interpretare Edward Johnny Depp si è ispirato al film Il gabinetto del dottor Caligari (1920) di Robert Wiene
6. Danny Elfman, il compositore, lo considera il suo film più bello e il più difficile
7. Alcune delle sculture cespugliose di Edward possono essere viste al ristorante Tavern On the Green di New York.
8. La prima stesura del film è stata scritta come musical
9. Per truccare e vestire Johnny Depp occorrevano un’ora e 45 minuti
10. Robert Smith, cantante dei The Cure, ha ispirato moltissimo l’immagine di Edward per il trucco e capigliatura

Come molti sapranno, domani approderà nelle nostre sale L’ultimo esorcismo. Allo stesso modo, i più affezionati tra i nostri lettori si saranno resi conto che abbiamo scandito l’approssimarsi di questa uscita con alcuni approfondimenti di titoli a tema come lo speciale dedicato a L’avvocato del diavolo o La classifica del diavolo. Oggi tocca a quello che probabilmente può considerarsi il capostipite di questa trafila di opere, ossia L’Esorcista.
Anziché, però, soffermarci sulla valenza del film, su quanto abbia inciso nelle produzioni successive afferenti allo stesso genere e via dicendo, vi riportiamo alcune curiosità, brevi “dietro le quinte” che magari non tutti conoscono, o che semplicemente ad alcuni sono sfuggiti. Per ovvi motivi, buona parte del materiale lo troverete dopo il solito salto. Poco male, cominciamo lo stesso!
1. Il giovane prete che alla fine del film confessa padre Karras era (ed è tuttora) realmente un prete Cattolico: trattasi del reverendo William O’Malley. Per far sì che apparisse visibilmente scioccato durante la scena finale, il regista gli diede inavvertitamente uno schiaffo in faccia, gridandogli “azione!”.
Continua a leggere: L'Esorcista: 9 cose che (forse) non sapevate sul film horror con Linda Blair
Venerdì vi abbiamo confermato la regia di Sam Raimi per il prequel de Il Mago di Oz dove verrà raccontata l’origine del mago. Nel post vi citavo anche il sequel non ufficiale del film, Nel fantastico mondo di Oz e devo dire che quella pellicola ha sconvolto molti lettori di Cineblog (e anche noi in redazione). Oggi ve la proponiamo per intera (dopo il salto), caricata su Youtube.
Nel fantastico mondo di Oz (Return to Oz - Usa 1985) di Walter Murch con Fairuza Balk, Nicol Williamson, Jean Marsh, Matt Clark, Piper Laurie. Trama: Dopo il tornado Dorothy (Fairuza Balk) è tornata a casa e non è più la stessa. Sono passati sei mesi ma continua a parlare del mondo di Oz, i suoi zii sono preoccupati e decidono di portarla da un dottore. La bimba viene ricoverata in una clinica ma riesce a fuggire grazie all’aiuto di una misteriosa paziente. Durante la fuga cadono nel fiume e Dorothy sviene. Si risveglia ad Oz. La ragazzina è felice di essere tornata ma scopre che nel frattempo il luogo è completamente cambiato. Cosa è successo?
Il film, sebbene sia della Walt Disney, contiene diverse scene inquietanti che lo rendono completamente diverso dallo stile de Il mago di Oz. Chi lo ha visto non può dimenticare i terribili Ruotanti o l’agghiacciante Principessa Mombi (Jean Marsh) che colleziona teste (già!) da cambiare come se fossero mutandine.
Nel fantastico mondo di Oz (Ritorno ad Oz) - Il sequel de Il Mago di Oz








Un robot si può innamorare? Secondo Spike Jonze sì. Il regista ha realizzato I’m Here, un cortometraggio di 30 minuti (avevamo già visto il trailer) che ora è visibile per tutti sul sito ufficiale www.imheremovie.com che per l’occasione si presenta come una vera e propria sala cinematografica.
Sheldon (Andrew Garfield) è un robot, lavora in biblioteca, è timido e un po’ impacciato. Un giorno incontra Francesca (Sienna Guillory), una robottina un po’ pazzerella. E’ subito attrazione e presto si trasforma in amore. Un amore talmente profondo che quando Francesca comincia a stare male…
Il film è dolce e commovente e contiene tutta la sensibilità tipica di Spike Jones. Il libro è disponibile su Amazon così come la colonna sonora che contiene brani di Aska Matsumiya, Sleigh Bells, Animal Collective e The Lost Trees. La canzone portante è There Are Many Of Us di Aska.
I’m Here: il corto di Spike Jonze è visibile online




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Ed eccoci al secondo appuntamento con i film della Hammer. Dopo il deboluccio Il Mistero Della Mummia, oggi vi parlo del bellissimo L’Implacabile Condanna sul tema della Licantropia.
L’implacabile condanna (The Curse of the Werewolf, Regno Unito - 1961) di Terence Fisher con Clifford Evans, Oliver Reed, Yvonne Romain, Catherine Feller.
Trama: 18esimo secolo, Spagna, una ragazza sordomuta viene violentata da un vagabondo, rinchiuso in una prigione. Da quella violenza nasce un bimbo ma lei morirà appena dopo il parto. Il piccolo, di nome Leon, porta con sé una terribile maledizione: con la luna piena si trasforma in un lupo mannaro…
L’implacabile condanna è una delle pellicole meglio riuscite sui licantropi dopo il classico L’uomo lupo del 1941. Oliver Reed interpreta in modo magistrale il ruolo di Leon che si porta dentro di sé una maledizione non voluta, non cercata e che vuole assolutamente eliminare.
Mentre aspettiamo Eclipse, vi consiglio di recuperare questa perla dove i licantropi sono tormentati, non sono mezzi nudi, non sono fighetti e sono assetati di carne come qualsiasi bestia feroce ed affamata. Nella galleria trovate le foto, alcune locandine e dopo il salto potete gustarvi il film per intero, caricato su Youtube, in lingua originale.
Film Hammer: L’Implacabile Condanna




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Full Metal Jacket è un film di Stanley Kubrick del 1987 con Matthew Modine, Adam Baldwin e Vincent D’Onofrio. Torna il miniciclo di articoli dedicati ai migliori monologhi del cinema con uno dei più bei film di guerra di tutti i tempi senza dubbio. E ci mancherebbe altro visto chi è il regista. Uno dei motivi per cui è passato alla storia è senza dubbio la figura del Sergente Hartman, sergente istruttore di Ferro, inventore d’epiteti passati alla storia come Soldato palla di lardo. Un lessico che più che colorito è un autentica miniera di insulti a cui il doppiaggio italiano rende persino più onore della versione originale.
Non so quante volte ho ripassato a memoria questa scena, ricordo un vecchio amico che la sapeva recitare tutta rifacendo anche l’intonazione esatta di Hartman. Ma il motivo principale per cui amo questa scena è l’uscita di Matthew Modine “Sei tu John Wayne? E io chi sarei?”. Un must. Insieme a quest’altra che Hartman rivolge al soldato semplice che viene dal Texas: “Io sapevo che dal Texas vengono solo tori e checche e tu la faccia del toro non ce l’hai neanche un po’, quindi il cerchio si restringe!”
In questa scena, una delle prime del film, la figura di Hartman ha ancora connotati farsesco-grottesco, molto distanti da quelli drammatici di cui si ammanterà nel corso della pellicola a causa del suo durissimo conflitto con il soldato Palla di Lardo. Il personaggio di Hartman fece scuola al punto che dopo di lui, il cinema di guerra e d’azione si riempì di characters che ne ripetevano il canovaccio ma divenne anche la “croce” della carriera del suo bravissimo interprete R. Lee Ermey che non riuscì più a liberarsi della sua “faccia da guerra” al punto da doverla parodizzare in diverse occasioni (come quando prestò la voce al Sergente soldatino di Toy Story). Una cosa che non tutti sanno è che Herney, partecipò non accreditato anche alle riprese di Apocalypse Now con una piccola parte che trovò spazio solo nella versione redux.
Lo dico sinceramente: Lindsay Lohan si gestisce male. E’ molto bella ed anche una brava attrice ma sta ultimamente sbagliando tutto. E’ conosciuta più su Gossipblog che su Cineblog e questo è un male.
L’ultimo suo sbaglio è di aver rifiutato una parte della commedia Una notte da leoni e di aver invece accettato il ruolo da protagonista del fiasco Il nome del mio assassino (I Know Who Killed Me). Oggi parliamo proprio di questo thriller, regalandovi una foto-galleria e anche il film da vedere in originale, sottotitolato in italiano (dopo il salto, caricato tutto su YouTube da una fan di Li-Lo).
Il nome del mio assassino (I Know Who Killed Me) di Un film di Chris Sivertson con Lindsay Lohan, Julia Ormond, Neal McDonough, Brian Geraghty (Usa 2007).
Trama: Nel paese di Aubrey Fleming (Lindsay Lohan) una ragazza è stata trovata morta, menomata di una gamba e di una mano. La paura del serial killer incombe sui cittadini e una sera Aubrey viene rapita. Rinchiusa chissà dove viene torturata dal suo sadico rapitore e anche a lei vengono amputate gamba e mano. Fortunatamente viene ritrovata viva ma quando si risveglia all’ospedale, Aubrey sostiene di chiamarsi Dakota Moss. E’ lo choc o sta mentendo? E perché dovrebbe farlo?
L’idea di base è decisamente affascinante e la Lohan ha tutta l’espressività necessaria per interpretare sia la brava ragazza Aubrey che la sfacciata Dakota. Il mistero della doppia personalità potrebbe portare ad una trama intrigante ma viene trattato in modo assolutamente ridicolo. Non mi credete e volete verificare? Cliccate play qui sotto. Ah, speriamo che Machete le porti fortuna.
Per il ciclo Le scene cult oggi vi proponiamo due video tratti dal film horror Cimitero vivente (Pet Sematary) del 1989 diretto da Mary Lambert e tratto dal romanzo Pet Sematary di Stephen King.
Si tratta delle scene che descrivono le due morti di Gage (interpretato da Miko Hughes), il piccolo della famiglia Creed. Il bimbo viene sepolto dal padre nel cimitero che riporta in vita i morti ma Gage ritorna… decisamente cambiato (video ed il resto delle foto dopo il Continua).
Quando ho letto per la prima volta il romanzo vi ammetto che rimasi scioccata dalla morte di Gage, non mi aspettavo che King facesse morire un bimbo.
Film horror: Cimitero vivente (Pet Sematary) - le due morti di Gage in foto e video




Tempo fa un lettore, a1, ci aveva suggerito di trattare alcuni film della Hammer, storica casa di produzione cinematografica britannica nata nel 1934. La Hammer è conosciuta soprattutto per i film horror, da Dracula a Frankenstein passando per La Mummia e i Lupi Mannari. Oggi parliamo de Il mistero della mummia (The Curse of the Mummy’s Tomb, Gb - 1964).
Il Mistero Della Mummia di Michael Carreras con Fred Clark, Terence Morgan, Ronald Howard, Jeanne Roland, George Pastell, Jack Gwillim, John Paul, Dickie Owen.
Una spedizione archeologica scopre in Egitto la tomba di un faraone, Ra Antef. Il governo non vuole assolutamente che la mummia venga aperta né tanto meno spostata. Eppure Alexander King, il finanziatore della missione, non si cura della maledizione che colpisce ogni persona che profana una tomba egiziana e decide di esporla in un museo di Londra.
Gli archeologici dovrebbero smetterla di andare in Egitto, non hanno ancora capito che le maledizioni delle Mummie si avverano? Dopo il salto trovate la galleria del film e il trailer originale, la pellicola purtroppo non è uno degli esempi migliori della Hammer per mancanza di atmosfera e per una sceneggiatura troppo debole e pasticciata. Prometto che tratteremo anche altri titoli.
The Curse of the Mummy’s Tomb - Il mistero della mummia: foto e trailer




Lo ammetto: non conoscevo il film Milo. L’aveva accennato un nostro lettore, tidus88, nei commenti di questo post. Visto che sono curiosa e mi piace scoprire pellicole nuove, l’ho cercato. Che devo dirvi? Strano. Oggi vi regalo trama, locandine, trailer italiano e foto.
Milo (Milo, Usa 1998) regia di Pascal Franchot, scritto da Craig Mitchell. Nel cast Paula Cale, Antonio Fargas, Jennifer Jostyn, Rae’ven Kelly, Asher Metchik, Maya Mclaughlin, Walter Olkewicz, Richard Portnow, Vincent Schiavelli, Jordan Warkol.
Trama: Il film inizia con quattro bimbe (Claire, Abigail, Marian e Ruth) che giocano in un parco e stanno aspettando un altro ragazzino, Milo Jeeder. Lo seguono nella sua casa dove Milo accoltella Ruth. Passano gli anni, 16 per l’esattezza, e le ragazze sono diventate grandi. Claire ritorna nel suo paese per un matrimonio ma si accorge presto che il pensiero di Milo è ancora vivo in lei. Anzi, non solo il pensiero: lo vede. E’ decisamente impossibile: Milo è morto, affogato e… comunque, come può essere rimasto un ragazzino dopo tutti questi anni?
Quando i bambini sono malvagi: foto e trailer italiano del film horror Milo



