
Dopo quasi 20 anni di onorato servizio la famosa attrazione dedicata al film Lo Squalo verrà smantellata per far posto a qualcosa di completamente diverso. A partire da oggi la direzione del parco Universal Studios che si trova ad Orlando, in Florida, ha infatti mandato in pensione l’animatronic che infestava le acque dell’isola di Amity, altrettanto artificiale.
L’attrazione Jaws: The Ride, era indubbiamente obsoleta e poco movimentata rispetto a certe “giostre” attuali, che arrivano a tirare in ballo ologrammi e 3D, ma la presenza di uno squalo bianco meccanico, replica del Bruce utilizzato da Steven Spielberg nel film, impreziosiva il tour con un morso di vintage.
Che cos’è WETUBE? È un progetto realizzato grazie a TIM Young, una Academy che racconta l’evoluzione dei giovani creativi contemporanei grazie alle parole dei protagonisti stessi di Youtube. WETUBE è un laboratorio dove gli utenti più esperti guidano e consigliano i principianti che vogliono imparare ad esprimersi in video online.
Il progetto vede alternarsi come protagonisti 7 volti noti e 16 giovani promesse di Youtube: seguite i tutorial sul canale youtube di TIM, sulla pagina Facebook di TIM e anche su Twitter, con gli hashtag #timyoung e #wetube.
Iniziativa realizzata in collaborazione con TIM Young.
Ecco una curiosità in bilico tra cinefilo e cinofilo. In questo simpatico video amatoriale postato sul sito Funny or Die, quello fondato dal noto comico americano Will Ferrell, un cagnolino dimostra di possedere capacità da vero attore drammatico. Il suo padrone, del resto, è un certo Kevin Bacon.
Semplice addestramento canino, improvvisata tecnica difensiva copiata dagli Opossum o fulgido esempio di metodo recitativo Stanislavskij applicato alle quattro zampe? Quest’anno Mr. Bacon è comparso in tre film (Crazy, Stupid, Love, X-Men: L’ inizio e Elephant White) ma ora vogliamo vedere in una pellicola anche questo piccolo sacco di pulci!
Se anche nell’uovo di Pasqua qui accanto riconoscete i tratti di Mr. Potato è perché siete degli inguaribili cinefili, o in realtà anche perché magari avete questo giocattolo che gira per casa. A ogni modo, non è questo il punto, visto che anche da queste pagine virtuali di Cineblog vogliamo fare a tutti voi i migliori auguri per una Buona Pasqua, sperando che possiate anche viverla in compagnia delle persone alle quali più volete bene.
E già che ci siamo, lanciamo anche un piccolo sondaggio, visto che così come per Natale, molti di noi hanno un film tradizionale che inevitabilmente associano alla ricorrenza: come dicevamo qualche tempo fa, tra Pasqua e cinema non c’è poi tutto questo gran rapporto, a parte i vari film sulla vita e la passione di Gesù, ma scommetto che in molti avrete comunque una pellicola da ricordare associandola a questo giorno.
Foto | Flickr

Quando parliamo di Fondo Unico per lo Spettacolo non parliamo ovviamente solo dei soldi destinati a finanziare alcuni film prodotti con l’aiuto del Ministero della Cultura, ma sono un piccolo tesoretto che serve per costruire e conservare un intero patrimonio fatto di opere, eventi, festival solo per citare alcune delle realtà coinvolte.
Qualcuno però sostiene che di cultura non si mangia, peccato che l’Italia intorno alla cultura (da Pompei al Festival di Venezia) esista un indotto colossale che politiche miopi non riescono o non vogliono vedere. Ecco quindi che per far fronte al buco di introiti previsto dall’ultima finanziaria, il ministro Tremonti ha congelato oltre 27 milioni di euro, bruciando così oltre il 10% di quello che è (o era) il Fus. Il ministro Bondi, che dopo essere sopravvissuto a un voto di sfiducia non ha fatto mistero di voler comunque disfarsi della scomoda poltrona ha dichiarato di essere sgomento e interdetto. E se lo è lui, pensate alle migliaia di persone che con la cultura ci campano, non con l’indennizzo da parlamentare.
Il duro colpo al mondo delle cultura arriva direttamente dal ministero dell’Economia, un’amara sorpresa anche per i vertici del ministero dei Beni culturali. E ora a che santo starà pregando Sandro Bondi?
La città di Detroit non se la passa molto bene. L’ex capitale dell’auto USA si sta lentamente trasformando in una città fantasma, massacrata dalla criminalità e impoverita dalla disoccupazione. Secondo qualcuno, erigere un monumento dedicato al personaggio di RoboCop, simbolo cinematografico della giustizia nella vecchia Detroit, potrebbe anche aiutare.
I fan del cult-movie sottolineano che la statua di Rocky Balboa presente a Philadelphia infonde ottimismo ai suoi abitanti e contribuisce ad attirare i turisti, ma il sindaco di Detroit ha già bocciato la cibernetica proposta con un messaggio su Twitter. Il bizzarro progetto sta comunque andando avanti da solo, grazie alle generose donazioni dei privati, e al momento la causa Detroit Needs Robocop ha già raccolto 18.000 dollari. Se entro la fine di marzo non sarà raggiunto l’obbiettivo prefissato (50.000 dollari) il denaro verrà restituito ai benefattori.
Per pubblicizzare la raccolta fondi i sostenitori hanno anche riesumato un vecchio tributo musicale, prodotto da DJ Mayhem, che racconta la trama del film a suon di rap. Come noto, il primissimo RoboCop (1987) diretto dall’olandese Paul Verhoeven non è un semplice fanta-thriller tutto incentrato sulle gesta dello sbirro corazzato ma anche una raffinata satira socio-politica sull’America degli anni ottanta.
80 milioni di dollari worldwide. Tanto ha incassato fino ad oggi Tron Legay nei paesi in cui è uscito. Aspettando l’incremento natalizio, e soprattutto l’uscita italiana, ormai prossima, ecco oggi arrivare ben 4 featurette in italiano. Da noi già recensito in anteprima, Tron Legacy arriva 28 anni dopo il primo capitolo, diretto nel 1982 da Steven Lisberger, sempre con Jeff Bridges protagonista.
In cabina di regia questa volta abbiamo l’esordiente Joseph Kosinski, per un film, costato complessivamente oltre 300 milioni di dollari, pronto a rilanciare un franchise, con tanto di sequel già pronto nei cassetti della produzione. Ma ora preparatevi a pregustare l’universo di Tron grazie a 4 dietro le quinte che ci porteranno all’interno della rete, soffermandosi sullo stile fantascientifico del film e dei protagonisti, sui pazzeschi veicoli e su Clu, l’alter-ego perfido di Jeff Bridges.

John McTiernan, il regista dietro cult come Predator e Die Hard, è stato condannato a scontare un anno di prigione per aver mentito ad un giudice sotto giuramento. L’accusa di falsa testimonianza è legata ad un processo del 2007, incentrato su intercettazioni telefoniche illegali ai danni di alcune star Hollywoodiane.
All’epoca dei fatti, McTiernan si rivolse ad un investigatore privato per raccogliere informazioni sul produttore Charles Roven ma poi negò di aver assunto l’uomo e di aver dato il via libera per violare la privacy di Roven. L’avvocato del regista, che si apprestava a girare il film The Camel Wars, spera ora di commutare la pena in 3 anni di libertà vigilata ma intanto McTiernan è stato anche condannato a pagare centomila dollari di multa.

I fan più esaltati di The Expendables si faranno probabilmente tatuare addosso il cattivissimo logo con il corvo appollaiato sopra il teschio, ma chi non vuole arrivare a tanto potrà sempre ripiegare su uno degli accessori ufficiali realizzati dalla Police.
Per celebrare l’uscita dell’epico film con Sylvester Stallone, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger l’azienda italiana ha infatti prodotto una linea di accessori da veri mercenari, che spazia tra occhiali da sole, collane, portafogli, orologi e coltelli da sopravvivenza molto affilati (ovviamente l’ultima parte sulle armi da taglio non è vera NdR).
Si tratta di merchandise squisitamente “tamarro” e dark, in edizione limitata, dedicato certamente ai maschietti ma abbinato anche ad un concorso che mette in palio un “romantico” viaggio a Los Angeles per due persone.
Ricordiamo che l’uscita di The Expendables nelle sale italiane è fissata per il primo settembre e che da noi il film è stato ribattezzato “I Mercenari”.
Riguardando il primo ineguagliabile Predator (1987) ci si rende conto di una inquietante coincidenza: ben tre attori del cast originale, tre muscolosi action men che affrontarono il mostro la prima volta, hanno mollato il cinema per tentare la carriera politica! Si potrebbe quasi parlare di virus alieno…
Ricapitoliamo gli x-files: l’austriaco Arnold Schwarzenegger, come tutti sappiamo, ha definitivamente incarnato l’american dream arrivando a governare la California. E potrebbe anche candidarsi per il Senato degli Stati Uniti quando finirà il mandato.
Jesse Ventura, il gigantesco Blain che masticava tabacco per tutta la durata del film imbracciando un mitragliatore gatling, è partito come sindaco di una città del Minnesota per poi diventare il 38° governatore di questo stato. Ex Navy Seals ed ex lottatore di wrestling, Ventura è rimasto in carica dal 1999 al 2003 col sostegno elettorale del Partito Riformista ma porta tutt’ora avanti una crociata personale contro i complotti che distorcono la verità. Come un vero supereroe.
Anche l’insospettabile Sonny Landham, il nativo americano che nel film interpretava Billy, ha tentato un percorso molto simile. Nel 2002 si è presentato alle elezioni per governatore del Kentucky e nel 2008 ci ha riprovato con il seggio del senato ma non ha mai avuto molta fortuna. Probabilmente i film porno in cui ha recitato da giovane e quelle denunce per aggressione accumulate negli anni avranno avuto il loro peso…
La media di Predator resta comunque impressionante. Tre dei sette mercenari appartenenti allo storico commando, hanno poi scelto di combattere il male da dietro una scrivania. A volte la realtà supera la fantasia, anzi la “fantascienza”.