Continuano, nonostante l’intralcio del mal tempo, le operazioni al Far East Film Festival di Udine. Dopo la passata, eccezionale giornata si prospettava un fisiologico calo nella qualità, che invece tarda, fortunatamente, ad arrivare. Cominciamo a pensare di doverci abituare a questo altissimo livello di qualità. Ecco, lo faremo con relativa difficoltà.
La giornata di domenica comincia prestissimo, a orari irreali per un Festival del cinema; le nove del mattino, infatti, ospitano la proiezione della pellicola d’esordio del giovane factotum taiwanese Jay Chou. Genio musicale a vent’anni, quindi popstar affermata in tutto l’universo sinofono, poi produttore musicale, recentemente l’esordio al cinema come attore, grazie al ruolo da protagonista in “Initial D” di Andrew Lau e Alan Mak (quelli della trilogia di “Infernail Affairs”, per intenderci) e oggi l’ultima mutazione di questo talento artistico eclettico, che passa dietro la macchina da presa e scrive, dirige e compone la colonna sonora di Secret, una deliziosa commedia romantica, con un tocco fantasy che, seppur assolutamente inverosimile, dona al film un’aura di particolarità e interesse.
Nel pomeriggio è il turno di Happiness, un dramma del coreano Hur Joon-ik, regista del bel “One Fine Spring Day” e cantore di storie terribilmente drammatiche e angoscianti, girate con uno stile pacatissimo e contemplativo. “Happiness” decisamente non si discosta, e commuove per un paio di ore buone.

Ha esordito ieri anche il focus sul regista comico Miki Satoshi, un veterano della televisione nipponica che nel 2005 comincia a lavorare per il cinema sfornando il suo film d’esordio, In The Pool, mostrato appunto ieri pomeriggio. Una trama debole e claudicante sembra rappresentare il pretesto perfetto per permettere a Miki di sfoggiare tutta la sua vis comica e anche tutto il suo talento visivo.
La pellicola è un esilarante insieme di personaggi strambi, situazioni assurde e dialoghi surreali. Il risultato è una divertentissima accozzaglia, unita dal collante di una comicità buffonesca, goliardica, assurda e irresistibile.
In molti aspettano con ansia i prossimi tre film del focus a lui dedicato, a partire da “Adrift Tokyo” che verrà presentato oggi, e che vede come protagonista Odagiri Joe, il mushi shi dell’omonimo film in live action di Katsuhiro Otomo, nonchè interprete anche di “In The Pool”.
Ci pensa il buon Xiaogang a ricordare a tutti che questo è un Festival del cinema popolare, presentando l’ingordo film di guerra The Assembly, che strombazza il suo non essere film patriottico in ogni cartella stampa. Si tratta anche del più grande successo commerciale della stagione cinematografica cinese. Chiariamo, Xiaogang peggio di “The Banquet” non poteva fare, e certamente “The Assembly”, come film di genere, funziona ottimamente. Spettacolare, violento, retorico e prevalentemente urlato, il film intrattiene senza eccessive pretese per due ore.
Qualcosa meno è durato Going by the Book, piacevolissima sorpresa in positivo dell’esordiente coreano Ra Hee-chang. Ra è stato aiuto regia dell’ottimo Jang Jin, vero e proprio maestro della comicità coreana; e per il suo film d’esordio si affida proprio a una sceneggiatura del mentore, la cui partecipazione si fa decisamente sentire. Grasse risate anche in seconda serata, quindi, per una edizione del Far East che continua a destare sorpresa e stupore. Bene così.
In giornata è molto atteso l’incontro con Pang Ho-cheung, che mostrerà al pubblico di Udine i suoi primi cortometraggi realizzati a 12 e 14 anni (!). In serata, invece, è molto atteso il film di Oxide Pang, “The Detective”. A domani.
Le schede dei film sono disponibili sul sito ufficiale del Far East Film Festival.
fede3
21 apr 2008 - 18:15 - #1Happiness è la dimostrazione, a mio giudizio, del progressivo peggioramento cinematografico del suo regista Hur che dopo il suo brillantissimo esordio con l’indimenticabile “Christmas in August” ha via via perso verve e originalità fino ad arrivare a questo melenso “Happiness” che razzia a man bassa tutti gli stereotipi del melò coreano (ad esempio le malattie inguaribili) “aggiungendoci” superficialità, prevedibilità ed anche retorica. Probabilmente non piacerebbe nemmeno agli amanti delle parabole cristiane…ad aggravare la situazione la recitazione piatta dei due famosi attori (per la serie non bastano due attori famosi per risollevare un film). Peccato.
Ingy
22 apr 2008 - 02:31 - #2secret ribadisco che mi è piaciuto tantissimo.
in the book e going by the book molto divertenti entrambi, fuori di testa il primo, geniale il secondo :D
happiness non mi è dispiaciuto nel totale, però si dilunga troppo, mi ha dato l’impressione che durasse anche più di 2 ore: c’è una prima parte anche divertente con alcune battute anche simpatiche, poi si passa allo sdolcinato/mieloso e si conclude in tragedia già preannunciata più e più volte.
the assembly me lo sono perso, qualcuno me ne ha parlato bene, qualcun altro meno, boh :P
Ingy
22 apr 2008 - 02:41 - #3in the pool* (seconda riga del post di prima O.O)