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Million Dollar Baby: le recensioni dei blogger

Pubblicato: 25 feb 2005 da Maria Chiara Senia

C’è chi dice che sia un film sulla boxe, chi lo nega nella maniera più assoluta. Ma che cosa è un film sulla boxe? E’ un documentario? Come si gira un film sulla boxe?

Scorsese aveva girato le scene di Toro Scatenato in modo da penetrare con la macchina da presa nell’atto atletico. Uno sport è fatto anche (soprattutto?) di protagonisti, di conseguenti riflessi e riflessioni sulla vita privata.

Che film è Million Dollar Baby?

Passo la parola a chi ha postato le proprie riflessioni nei giorni scorsi.





La storia di tre solitudini che ti colpisce allo stomaco e ti invita a riflettere e il tutto impreziosito da fotografia, colonna sonora, montaggio… perfetti. E che dire delle interpretazioni? Tre performance sublimi: Clint sembra un Edoardo americano. [filmleo]

Morgan Freeman è Scrap, ex-pugile, voce narrante nostalgica e carica di umanità, che Eastwood riempie con la battuta più significativa del film: nella boxe tutto è innaturale, tutto va al contrario. Come nella vita. [goljadkin]

Sul ring poi non ci si lascia andare a ralenti, plongè (solo una volta a testa) e effettistiche varie, ci sono solo due boxeur e i cazzotti, veloci, continui…invece che dilatare il momento dell’impatto, si rende tutto il dolore del contatto moltiplicando la velocità dei pugni per il numero degli stessi, e non si fa in tempo a riprendersi da un colpo che ne arriva un altro più duro. [infamous]

Diavolo di un Clint, che riesci a farci sorridere e nel contempo a far si’ che nessuno lasci la sala senza avere gli occhi lucidi. [avag]

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Hilary Swank per Guerlain: lo spot

    18 ott 2006 - 07:47 - #1
    0 punti
    Up Down

    […] Ve lo siete già beccato lo spot del profumo Insolence (Guerlain) con Hilary Swank come testimonial? E’ strabiliante come questa attrice sia capace di presentarsi ogni volta in forme diverse. Look da maschiaccio in Boys don’t cry, pugile in Million Dollar Baby, morbosa in The Black Dahlia. E ora questo spot: è solare, sexy, intrigante. E lo sguardo che ci lancia alla fine è davvero Insolente. […]

  • Profilo di Mauro Lanari

    Mauro Lanari

    20 set 2007 - 19:07 - #2
    0 punti
    Up Down

    Teomachìa significa combattimento contro Dio e, di norma, come principale episodio di riferimento si evoca la lotta di Giacobbe/Israele contro l’Uomo/angelo/Dio descritta in Genesi 32, 23-33.
    L’allenatore e manager impersonato da Eastwood tempesta quotidianamente il proprio parroco con domande sui rapporti infratrinitari: che concetto d’amore è mai quello d’un Dio che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito” (Giovanni 3, 16)? La Swank recita il ruolo d’una 31enne che vuole diventare pugile professionista e che, con il paterno aiuto di Eastwood, due anni dopo giunge a combattere per il titolo mondiale. Ne esce fuori con un trauma cervicale che la paralizza per intero. Ora ha cristicamente 33 anni ed Eastwood deve decidere se imitare il suo Dio abbandonando la propria figlia putativa all’agonia, oppure se ricorrere all’eutanasia per dimostrarsi migliore di Lui.
    Qui si è superato Feuerbach, Freud e chissà chi altri. L’esistenza di Dio non è più solo una proiezione del nostro ideale positivo o paterno, ma del nostro lato peggiore e più negativo, rispetto al quale così ci si può autopercepire più buoni, moralmente superiori. Ulteriore vertiginoso exploit di “logos” crocifisso. (Si veda anche sotto “Predator”).

    PREDATOR
    La mezz’ora finale è in pratica priva d’ogni dialogo. Solo corpo a corpo, duello all’ultimo sangue fra l’Eroe umano e l’Alieno, il quale scarnifica le proprie vittime, prova pietà solo per la morte d’uno scorpione, diventa invisibile assumendo le sembianze dell’habitat e delle prede. Poi si leva la maschera e Schwarzy se ne esce con un: “Mio Dio, sei un mostro”. Segue un’esplosione apocalittica, e “apocalisse” significa “rivelazione”. La rivelazione sarebbe che Dio è nientemeno che il male. Ma quale Dio? Un Dio che ancora non esiste e che però inventiamo proiettivamente quale quintessenza del negativo pur di cibare il nostro senso di superiorità? Raccapricciante.

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