“Io trovo che il cinema italiano debba essere affossato. Nelle condizioni in cui è va chiuso, va tolta lo spina. Lo Stato italiano deve smettere di finanziare i film perché non è giusto, perché è immorale, perché io vorrei che qualcuno mi spiegasse la differenza tra me, cineasta, ed un saggista, un musicista, uno scultore, un pittore. (…) Il cinema non è forma d’arte. Il cinema è merce. Io vorrei che molti miei colleghi frequentassero non i festival ma i mercati come faccio io”.
Renzo Martinelli in un’intervista di Anna Zippel (potete vederla tutta qui sul sito di Repubblica)
MetalSho
13 mag 2008 - 16:05 - #1Non capisco.
E’ giusto che lo stato finanzi la cultura, quindi non è sbagliato che il cinema percepisca soldi pubblici, ma casomai è sbagliato che “gli altri” restino al verde.
E lui vorrebbe togliere una cosa giusta perché gli altri subiscono ingiustizie?
Mi ricorda una puntata dei Simpson
“Come si chiama questo ragazzi?”
“Comunismo!”
X-D
MetalSho
13 mag 2008 - 16:16 - #2“perché io vorrei che qualcuno mi spiegasse la differenza tra me, cineasta, ed un saggista, un musicista, uno scultore, un pittore”
Un film costa MOLTO di più delle opere create da altri artisti…
Basta come spiegazione? :-P
Lapo
13 mag 2008 - 16:17 - #3ma dov’è il libero mercato?
e i vari Muccino Vaporidis e Scamarcio hanno bisogno anche dei miei soldi tramite tasse e non solo tramite biglietto?
Trelkovski
13 mag 2008 - 16:23 - #4Lo Stato deve finanziare il cinema, a mio parere. Il fatto è che il cinema E’ una forma d’arte che si differenzia notevolmente dalle altre citate da Martinelli. Proprio lui ne ha sottolineato un aspetto: è merce. Come non dargli ragione. Un quadro o una scultura non la distribuisci in 400 musei o gallerie diverse nello stesso stato nel medesimo weekend…
Credo che serva sentire l’intera intervista e non solo il brano riportato. Si può facilmente capire quanto riesce a contraddirsi.
Vincenzo
13 mag 2008 - 16:24 - #5ha completamente ragione
il cinema italiano produce per il 90% delle cagate pazzesche
Trelkovski
13 mag 2008 - 16:26 - #6Se si guarda a quali film ricevano facilmente i fondi, allora il cinema italiano è giusto che venga affossato.
Credo emerga una bella riflessione sulla responsabilità che lo Stato ha verso la cultura del territorio che racchiude.
Sta andando sempre peggio.
UVL
13 mag 2008 - 16:28 - #7Però è anche vero che vengono finanziati film che non usciranno mai.
Vi ricordate la puntata di Report di qualche anno fa?
Dr.Apocalypse
13 mag 2008 - 16:30 - #8Martinelli è l’uomo dei FLOP, direi che è l’ultima persona che possa parlare…
paolino
13 mag 2008 - 16:38 - #9…ed è anche l’uomo dei film orribili, se mi permettete!
@go
13 mag 2008 - 16:41 - #10Io sono daccordo con lui, prima di tutto il cinema italiano a mio parere fa davvero pena, salvo rarissime eccezioni, e poi non lo trovo per niente giusto che debba essere finanziato dallo stato, io non volgio pagare per delle schifezze che non andrò mai a vedere!!! E il cinema non è arte secondo me, è intrattenimento.
precisino
13 mag 2008 - 16:53 - #11@ @go: se vado ad un concerto, è arte o intrattenimento, al teatro, è arte o intrattenimento, ad una mostra d’arte è arte o intrattenimento ?
neodie
13 mag 2008 - 16:59 - #12… e se lo dice lui!
MA PER FAVORE!!!
alc0r
13 mag 2008 - 17:07 - #13In Italia, a parte rari casi, i film che guadagnano soldi sono spazzatura e poi ci sono i film “intellettualoidi” che non hanno quasi mai guadaganto granche’. Il vero problema e’ l’innovazione: tutte cose gia’ viste e riviste in tutte le salse, poca sperimentazione, poca voglia di osare, i generi prodotti sono pochissimi: sentimentale, comico, roba per famiglie, drammi vari, etc… a fare horror e’ rimasto si’ e no Dario Argento (e con risultati non sempre all’altezza), thriller ben pochi, fantasy/sci-fi manco a parlarne…
MetalSho
13 mag 2008 - 17:18 - #14Posso chiedervi una cosa?
Quando Alemanno voleva aiutare il cinema italiano togliendo spazio a quello americano, qui è stato detto che era una buffonata e che l’unico modo per dare una mano al nostro cinema era dare più finanziamenti.
Ora affermate (non tutti, ovvio) che addirittura andrebbero tolti del tutto…
Che volemo fa’? :-P
RobertaRock
13 mag 2008 - 17:23 - #15ha ragione Renzo Martinelli ormai i film italiani sono solo i cinepattoni
Mr.Smog
13 mag 2008 - 17:28 - #16Il problema non è che lo stato finanzi o no il cinema, il problema è che in Italia i produttori s’intascano metà del finanziamento ricevuto, e il film lo producono solo con l’altra metà. E perdipiù lo fanno dirigere al fidanzato della nipote della cugina della zia.
Geisha7
13 mag 2008 - 17:36 - #17che il cinema italiano stia andando a rotoli lo sappiamo (vedi le cagate degli ultimi anni) ma per il fatto che il cinema non sia arte credo proprio che abbia detto una vaccata pazzesca..detto da lui poi fa ancora più ridere.
Gabriele C.
13 mag 2008 - 17:38 - #18Che il SUO cinema non sia arte, pochi dubbi.
paolo123 66655
13 mag 2008 - 17:38 - #19Lo Stato la deve smettere di finanziare mattoni A LIMITE DEVE GARANTIRNE LA VISIBILITA’ il che vuol dire obbligare la Rai a trasmettere cinema in prima serata e poi creare un circuito pubblico di sale cinematografiche (LE TANTE SALE CHE STANNO CHIUDENDO O CHE HANNO GIA’ CHISO NEL CENTRO CITTA’) in modo da garantire una distribuzione minima
Clarus
13 mag 2008 - 17:42 - #20Mi spiegate perchè i film “francesi” sono nettamente superiori ai nostri italiani? Ad eccezione forse dell ultimo film sul pugile Carnera (se nn sbaglio)
Anche in italia potevano fare Amélie (capolavoro di film), non ci vogliono quei grandi sforzi economici! invece no continuano a fare i soliti film con i soliti attori monofaccia (la mezzogiorno è capace di ridere?)….misteri!
Geisha7
13 mag 2008 - 17:45 - #21Gabriele sono perfettamente d’accordo con te
Paro
13 mag 2008 - 17:50 - #22Che vuol dire che il cinema non è una forma di arte?
Ma questo è scemo!
Se dice così, vuol dire che non ha capito nulla del cinema.
Clarus
13 mag 2008 - 18:16 - #23Paro
scusa ma definiresti ” Uwe Boll o i Vanzina” Artisti?
Michelangelo si rivolta nella tomba
JackBurton
13 mag 2008 - 18:31 - #24Il cinema italiano è un pò come gli statali fannulloni: non si impegnano perchè tanto nessuno li controlla e lo stipendio lo prendono comunque.
I film italiani sono finanziati dallo Stato che continua a REGALARE soldi a registi che non hanno interesse a impegnarsi perchè i soldi arrivano a prescindere dal risultato del film al botteghino… e infatti fanno solo kagate…
Diciamo che un pò di mercato non farebbe male!
Spike_13
13 mag 2008 - 18:32 - #25Martinelli usa la motosega per tagliarsi le unghie.
È vero, in Italia si fa un ANCHE un cinema terribile. Mi riferisco ai vari cinepanettoni che “Natale al cesso” a meravigliosamente sintetizzato. Il problema -però- è che Martinelli non si getta contro queste ignobili operazioni, lui si scaglia contro quelli che «vanno ai festival” e non al mercato. Anche perché -in una società involuta come la nostra- questi filmetti il mercato ce l’hanno anche.
Facciamo un discorso diverso: i grandi film USA (non mi riferisco solo ai blockbusters, ma anche a delle opere d’arte splendide nel loro piccolo) sono certo film commerciali (con calcoli economici dietro da Wall Street) ma valgono soprattutto perché hanno una buona storia da raccontare. Perché il pubblico non va a vedere SOLO l’attore che recita (fortunatamente). Ecco, perché non si parte da questo?
E poi vengono gli effetti speciali, i discorsi economici, i finanziamenti che (per opere degne di questo nome) ci devono essere.
Ché -come dice MetalSho- un film costa più di un libro da scrivere.
Paro
13 mag 2008 - 18:48 - #26@Clarus:
Ovviamente no.
Così come in pittura, scultura, musica ecc, ci sono delle grosse “fregature” (scusa, ma non mi viene il termine), così anche nel cinema ci sono registi che non devono essere rappresentati come tali. Dipende dall’uso che se ne fa.
Ma, in generale, io considero il cinema come una forma di arte, alla pari della pittura, musica, architettura. Molto probabilmente il cinema è l’Arte che riunisce tutte queste arti.
Il problema è che sono pochi a capirlo.
Albionese
13 mag 2008 - 18:55 - #27Le dichiarazione deve chiaramente essere messa in relazione con le intercettazioni telefoniche rese pubbliche qualche mese fa (ma nessuno lo ha detto ricordato?!), in cui oltre a mostrare i dirigenti rai a 90° con berlusconi, ha reso pubblico il fatto che la lega spingesse per far fare il film di Barbarossa diretto da Martinelli. Oltre a dargli dell’idiota gli volevano anche dare dei finanziamenti, che non so se a questo punto prenderà o ha già preso.
Forse Martinelli, con questa dichiarazione, voleva prendere le distanze per dire che lui con questo schifo non centra e che a questo punto tanto vale chiudere baracca. Ma non so mica se mi ha convinto.
Dr.Apocalypse
13 mag 2008 - 19:20 - #28Il buon Martinelli sono ANNI che realizza PSEUDO kolossal con attori stranieri, incassando spiccioli… ripeto, è l’ultimo che può dir qualcosa…
Ultimo CARNERA Docet… ha incassato 100,000 euro nel weekend!
Nirvene
13 mag 2008 - 19:53 - #29Sante Parole, da sempre invoco la cessazione dei finanziamenti al cinema, come qualsiasi attività economica deve confrontarsi con il libero mercato, saranno i fruitori delle sale a decretare chi merita e chi no.
Negli Stati Uniti il cinema è un business che porta soldi da tutto il mondo garantendo lavoro ad un vasto mondo di artisti o aspiranti tali, dai sceneggiatori, agli attori, ai registi, ai effetti speciali, ecc. ecc.
Se è vero che il cinema americano ci propina molte americanate omologate è anche vero che ha un cinema indipendente molto vitale, è spesso ci ha regalato vere perle artistiche, senza godere di finanziamenti pubblici.
Non c’è di peggio dell’assistenzialismo vero è proprio anestetico che induce alla pigrizia e all’indolenza.
Odd
13 mag 2008 - 20:25 - #30Un regista italiano che parla così del cinema del suo paese, oltretutto avendo in questi giorni un film in uscita (Carnera) andrebbe affossato lui.
L’unica cosa per cui ha ragione è riguardo a chi vengono concesse le sovvenzioni: in gran parte finiscono senza problemi a personalità già conosciute e già ben collegate a qualche casa di produzione a cui non mancheranno di portare altri soldi. Guardate gli elenchi delle approvazioni sul sito del MiBAC, se siete un minimo interessati al cinema italiano troverete almeno un paio di nomi che conoscete. E questo, in effetti, non è valorizzare il cinema italiano e le nuove personalità ma consolidare le lobby di produzione che non fanno altro che chiudersi sempre più a riccio su sé stesse, vedendo gli stessi registi che lavorano sempre con gli stessi attori, il tutto prodotto dagli stessi produttori. Se non fosse perchè penso che il cinema non debba morire mai, su questo sarei anche d’accordo con Martinelli.
Snoen
13 mag 2008 - 20:28 - #31Finalmente Martinelli lo ammette: i suoi film sono merce.
Ora sappiamo quali siano i dati necessari per poter distinguere i film da finanziare e quelli no.
Quelli di Martinelli no.
ray83
13 mag 2008 - 21:09 - #32Anche se personalmente sono d’accordo con martinelli nel ritenere sbagliato il finanziamento al cinema italiano, credo che lui sia l’ultima persona al mondo che possa dare alcun tipo di giudizio in quanto i suoi sono fra i film più brutti mai visti nella storia del cinema italiano, una vergogna per il nostro paese. forse anche più dei finanziamenti.
JackBurton
14 mag 2008 - 00:11 - #33Ragazzi, il fatto che i suoi film siano brutti non significa che dica boiate… almeno lui i soldi per fare film brutti non li prende dalle nostre tasche e sicuramente i suoi lavori non hanno la pubblicità di certe c@gate come caos calmo che la gente va a vedere solo per vedere moretti che inchiappetta la ferrari… I suoi film sono i più internazionali del nostro cinema, e questo non è che un bene.
E comunque io leggo un certo pregiudizio nei vostri giudizi sui suoi film… credo parliate per partito preso! Spiegatemi perchè sarebbero brutti! Apocalypse, io non credo che Carnera abbia incassato meno di certe cavolate di qualche regista italiano finanziato dallo Stato!
=:G!-!O:=
14 mag 2008 - 11:26 - #34penso di sapere a cosa si riferisce mertinelli ! ho lavorato con lui, l’ho conosciuto e condivido in pieno !! oggi i finanziamenti dello stato sono sprecati x produrre i soliti film x la tv e x mediaset = berlusconi, invece di creare FILM si fanno telenovela in 3 puntate !!
Kiaps
14 mag 2008 - 16:29 - #35Renzo Martinelli erra. Non voglio dire che il cinema non è commercio; anzi, il cinema è anzitutto industria. Il cinema è prima di tutto un prodotto industriale, perché nasce con lo scopo di avere successo economico non solo per superare il budget finale, ma soprattutto per poter essere distribuito. E’ dunque normale che sia industria.
Ma il cinema vive di un corpo, quello commerciale, e un’anima, l’arte. Solo dal momento in cui così tante persone lavorano a un unico film, tutte orchestrate da un unico regista che firma il prodotto come un pittore firma il suo quadro, porta un singolo film ad essere una forma d’arte.
Poi, che i film con Vaporidis e i cinepanettoni non siano arte, ma m***a commerciale (e ci si stupisce francamente del loro successo), niente in contrario. Ma quanti film testimoniano che il cinema è arte?
Il cinema è la settima arte. Non c’è niente da discutere.
Mrs Torrence
15 mag 2008 - 20:15 - #36Che il cinema (italiano o meno…io dico in generale) sia un’arte è una verità indiscutibile…non è intrattenimento..ma è ANCHE intrattenimento. C’è una bella differenza!
Purtroppo la colpa è del pubblico..della “cultura” di massa che si sta diffondendo: vanno avanti solo ragazzine e ragazzini di bell’aspetto,la belloccia del momento mezza nuda, le relazioni sentimentali tra il trentenne e la ragazzina che si sente già donna…..il cinema commerciale (in questo caso italiano) ha capito quale direzione prendere,ha capito a quale pubblico indirizzare le sue storie; è una cosa triste,ma purtroppo se non ci fosse tanta gente a vedere questi film il risultato sarebbe ben diverso. Non sarebbero più prodotte, in quantità esagerata,queste storie spacciate per “film”.
Detto questo, mi viene in mente solo un aggettivo per il cinema italiano: SCADENTE.
theriddle
18 mag 2008 - 20:01 - #37Non è il cinema italiano ad avere problemi,ma bensì alcuni personaggi che rovinvano la nostra figura.
Abbiamo avuto e abbiamo tuttora personaggi bravi e famosi in tutto il mondo,xchè Martinelli non va a scaricare i suoi rimorsi da un’altra parte?
Leonardo M.
22 ott 2008 - 13:43 - #38Si fa presto a parlare male di Martinelli, intanto “Barbarossa” si preannuncia con dei numeri che NESSUN film in Italia ha mai avuto: 110.000 comparse, significa epiche scene di guerra. Finalmente i film spettacolari non sono piu’ esclusivo appannaggio delle mega-produzioni americane, Martinelli ci dimostra che con capacita’ organizzative e determinazione si possono raggiungere risultati incredibili. Le indiscrezioni parlano di epiche battaglie, piu’ di 1000 carri falcati che scendono dalle colline contro l’esercito di 100.000 uomini del Barbarossa. E non parliamo dei soliti film all’italiana girati con 30 comparse e fatti di inquadrature strette su situazioni miserelle, qui’ parliamo di un’epica e coinvolgente battaglia che nulla ha a che invidiare per mezzi e spettacolarita’ ad “Alexander” di Stone o “300″ di Sneider! Renzo, continua cosi’, sempre dritto per la tua strada. Continua a regalarci emozioni con i tuoi successi. Sei l’unico che raggiunge in Italia livelli impensabili addirittura per Hollywood.
GRANDE MARTINELLI, SEI IL MIGLIORE!!!!
akab
21 ott 2009 - 18:24 - #39“perché io vorrei che qualcuno mi spiegasse la differenza tra me, cineasta, ed un saggista, un musicista, uno scultore, un pittore. (…) Il cinema non è forma d’arte. Il cinema è merce. Io vorrei che molti miei colleghi frequentassero non i festival ma i mercati come faccio io”.”
Allora caro renzo ti vuoi scavare la fossa con le tue stesse mani!!!
Ti definisci da solo cineasta, in realta sei una fantastica macchina da flop!!!
Ti acenno invece la differenza fra te e icineasti veri : la maggior parte di loro o si rivolge al pubblico (facendo piacevoli film d’evasione) oppure, optando per una scelta differente, fa film a budget limitato nei quali affronta tematiche più complicate trovando spesso una sponda nelle persone che si avvicinano al cinema come arte.
Per quelli che si aggiudicano sia il disinteresse del pubblico (nonostante il tentativo DA LEI compiuto di buttarla in gazzarra politica) che lo scherno della critica, compie, se non un miracolo, una bella impresa. Il fatto poi che lei abbia il coraggio di rilanciare attaccando tutto il cinema italiano per quelli che sono suoi personali fallimenti si commenta da solo… c’era una bella rubrica su fantastico “cuore” : hanno la faccia come il …. Peccato sia sparito! Continui pure a frequentare i mercati e magari nella prossima intrvista, evitando di parlare di cinema, ci racconti quali bancarelle hanno la miglior frutta!
Francesco Bonfiglio
31 ago 2010 - 09:23 - #40Martinelli ha perfettamente ragione. Il suo discorso non fa una piega e mette in luce tutti i difetti e le mancanze del cinema italiano. Il problema fondamentale del cinema italiano è che non si esporta più e che manca di distribuzione. In Italia l’80% della grande distribuzione delle multisala e dei dvd è costituito da cinema americano e, in misura molto minore, da cinema europeo (francese, tedesco, inglese). Manca una politica e una volontà politica di commercializzare sia in Italia che in Europa, ma anche in altri continenti, il nostro cinema e i nostri attori. Il cinema italiano, ma è meglio dire l’industria cinematografica italiana, non è competitiva, i macchinari, la grafica, il montaggio, la fotografia, il tutto è tremendamente datato e lento se confrontato, se vogliamo restare in Europa, con il cinema francese. In Francia in un anno producono il triplo di film che produciamo noi in un solo anno e molti sono anche dei buoni film, alcuni sono anche ottimi, ma in generale la qualità media è nettamente superiore alla nostra. In Italia gli argomenti e le tematiche sono sempre le stesse (conflitti generazionali familiari, turbamenti adolescenziali alla Moccia, commedie scadenti). In Francia il cinema è visto come un’industria culturale da esportare e non da tenere in frigo pronto alla lunga conservazione, come si fa da noi. Ormai l’Italia non è competitiva a nessun livello cinematografico e ogni film italiano sembra sempre piccolo-borghese, infarcito di accento romanesco, intimistico e chiuso in sè stesso: mai una storia internazionale, mai una storia cosmopolita. Niente. A questo forse ha contribuito Berlusconi, sicuramente, ma non solo. A me film come Il Divo o Gomorra non piacciono, li trovo luridi e cupi. Ma sono mie opinioni.