E’ online il trailer (solo in giapponese purtroppo) del prossimo film del maestro Takeshi Kitano, che porterà il suo AAkiresu to kame (Achille e la tartaruga) alla mostra del cinema di Venezia, sperando che riesca ad invertire la parabola discendente in cui era entrato negli ultimi film.
Questo film, paradossale fin dal titolo, vedrà Takeshi Kitano interpretare un pittore senza talento, che nonostante non riesca a vendere nemmeno un quadro continua i suoi sogni d’artista supportato dalla moglie perennemente malata.
Dal trailer sembra un misto tra gli ultimi lavori (anche questo fa parte della “trilogia dell’autodistruzione”) e i suoi precedenti e universalmetne acclamati film, staremo a vedere cosa ci porterà a lido il buon “beat” Takeshi.
Ero-Sennin
20 giu 2008 - 20:01 - #1non ho visto takeshis e glory to the filmmaker, forse perché dentro di me sapevo già che qualcosa non andava in questi film.. prima o poi però bisognerà provvedere
ho preso in dvd un paio di settimane fa l’estate di kikujro e ho pianto dalla felicità. per me il suo film più bello e starà per sempre nella mia top-five
lupin terzo
20 giu 2008 - 20:07 - #2staremo a vedere… purtroppo non mastico molto la lingua del sol levante… spero in un film che stia ai livelli del miglior kitano
daje takeshiiiiiiiiiiiiiiiii
Aten
20 giu 2008 - 21:30 - #3grandissimo kitano! Anche io ho tralasciato gli ultimi suoi lavori, devo recuperare!
Ingy
20 giu 2008 - 22:07 - #4idem,,
takeshi è un maestro!
J.J. Drugo
21 giu 2008 - 12:31 - #5Anche per me l’estate di kikujiro è il suo film più bello… è di una poesia inarrivabile. Comunque vi consiglio di non guardare takeshis nonostante tutto perchè è inguardabile e se lo dico io che li ho visti tutti e li ho amati praticamente tutti potete crederci …… spero in quest’ultimo film ….
DrFloyd
02 lug 2008 - 16:43 - #6Secondo me invece Takeshis’ va visto e rivisto. Anch’io ho visionato tutti i film del cineasta nipponico, ivi compresi quelli non usciti in Italia, ed a breve mi procurerò Glory to the filmaker, credo che questa trilogia dell’autodistruzione, per quanto poco compresa, possa rappresentare un discorso più ostico, ma non meno geniale nella filmografia del grande Takeshi.