Si tratta di uno dei “magnifici quattro” che Marco Müller ha deciso di schierare in concorso a Venezia 65, per rispondere a chi aveva accusato la selezione ufficiale dell’anno scorso, decisamente sotto il livello di guardia, e per continuare a rappresentare un anno che, a detta di molti, segna un piccolo significativo risveglio nella nostra cinematografia. Prima di parlare di rinascite o qualità noi aspetteremmo di vedere questo quartetto, che sulla carta è comunque interessante e valido.
Torniamo quindi a parlare di Un giorno perfetto, settimo lungometraggio di Ferzan Ozpetek, tratto dal romanzo omonimo di Melania Mazzucco. Si tratta di un film corale che segue nove personaggi nella stessa giornata: c’è Camilla che festeggia il suo compleanno, il fratello Aris alle prese con un esame universitario, Emma e il suo lavoro in un call-center, sua figlia Valentina e una partita di pallavolo, l’onorevole Fioravanti in giro per comizi elettorali e la moglie che si scopre incinta, il piccolo Kevin che viene invitato in un palazzo lussuoso, la prof. Mara alle prese con l’amante, e Antonio che sta per vedere per l’ultima volta la moglie.
Ancora una volta, quindi, Ozpetek torna a parlare del quotidiano e dei piccoli gesti, e il suo film dovrebbe essere il primo fra gli italiani a scendere nell’”arena” del Lido. Ricchissimo il cast, che comprende Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Stefania Sandrelli, Monica Guerritore, Nicole Grimaudo, Valerio Binasco, Angela Finocchiaro, Federico Costantini e Nicole Murgia.
Dopo il salto trovate il trailer.
koora
07 ago 2008 - 13:44 - #1mi ispira
stefano80
07 ago 2008 - 14:10 - #2“Ozpetek torna a parlare del quotidiano e dei piccoli gesti”.
Mi pare che in Italia non sappiamo parlare di altro. O raccontiamo la vita normale o le storie di Mafia.
Mamma mia che noia ragazzi…
paolino
07 ago 2008 - 14:23 - #3L’unica volta che Ozpetek si è staccato dai temi a lui più cari, con “Cuore sacro”, ha fatto flop. Speriamo stavolta gli vada meglio.
Intanto… complimenti per l’orrenda locandina!
carlo111
07 ago 2008 - 14:39 - #4stefano80 a me invece annoiano gli italiani ignoranti come te, siete voi la vera rovina di questa nazione
Anna80
07 ago 2008 - 15:47 - #5@stefano80 : i film italiani più grandi e importanti sono quelli che parlano della realtà italiana, che purtroppo comprende anche la mafia. Certo non lo possono fare in Finlandia un film sulla camorra come “Gomorra”!
clovis
07 ago 2008 - 15:49 - #6@carlo111
MA CHE STAI A Dì ?
In Italia siamo pieni di “registi” e “autori” autoreferenziati e vanesi da far venire il vomito.Non c’è voglia/capacità di azzardarsi a raccontare storie un pò diverse, o anche solo in maniera diversa.Basta con ste opere “corali”. E dire che non hanno nemmeno il problema del budget (visti i finanziamenti PUBBLICI (a fondo perduto, ovviamente) di cui questi “artisti” con la tessera nel taschino beneficiano…
Non c’è bisogno di milioni di euro in effetti speciali, basta davvero poco: idee idee IDEE! E qualche cervello fresco alla regia.
E poi ANCOOOORA con ste storie di corna!??!Ma bastaaaaa, che noia!
@stefano80,
hai scordato i vari Natali al cesso (e cloni)…
Giorgio giorini
07 ago 2008 - 15:55 - #7Il trailer è molto intrigante… lontano dal buonismo un po’ melò di Ozpetek… mi incuriosisce… però effettivamente la locandina fa veramente pena! O no?
Paro
07 ago 2008 - 16:10 - #8Concordo con stefano80.
Il problema è che la nostra “industria” cinematografica è molto piccola.
Quasi tutti i film italiani raccontano o la vita del quotidiano e dei piccoli gesti, o storie della Mafia (enorme problema italiano e non preso in considerazione) o commedie, che poi bisogna aprire un’altra parentesi riguardo alle nostre commedie odierne.
Il problema sta nel modo in cui vengono raccontate le storie. Un film deve, prima di tutto, non annoiare.
Il cinema di oggi, invece, è quasi privo di questa regola. Sono storie scialbe, trite e ritrite e mal scritte.
Escludendo Ozpetek, Garrone, Sorrentino, Manetti, ecc ecc, non si può negare che la cultura cinematografica di oggi deriva dalla televisione o vengono fatti pessimi film pseudo-intellettualoidi. (tipo Louis Nero)
Se proprio bisogna raccontare un’altra storia sulla quotidianità, fai in modo che sia guardabile, partendo non solo dalla regia ma anche dalla sceneggiatura e dalla colonna sonora.
Escludendo Romanzo Criminale, Gomorra o i film di Sorrentino, rimangono poche valide pellicole che trattano il tema della criminalità e se si tratta questo tema, si realizzano penose serie tv.
E’ vero, Gomorra, Il Divo ecc ecc, sono dei capolavori, ma non si può gridare alla rinascita del nostro cinema per pochi film.
I produttori devono incominciare ad entrare nell’ottica che bisogna spaziare in più campi.
Detto questo, purtroppo non ho visto i film di Ozpetek ma, da quel poco che ho potuto vedere, io lo trovo un bravo regista.
Anna80
07 ago 2008 - 16:50 - #9@Paro
io sono daccordo con te, secondo me il cinema italiano dovrebbe fare quello che sa fare meglio, cioè raccontare le contraddizioni del nostro paese. pensa ai vari rossellini, de sica e il purtroppo poco ricordato Elio Petri con “la classe operaia va in paradiso”; non è uno spaccato di italia quello? una fotografia dell’epoca?Non a caso ha vinto la palma d’oro a cannes e precedentemente un oscar!! mentre i vari ozpetek, muccino narrrano storie chiuse, totalmente estranee da tutto il resto, che nel tempo si sono ripetute in decine di film sempre tutti uguali. universi borghesi, in cui fila tutto liscio, finchè non succede qualcosa che manda tutto all’aria. All’ora partono le varie lugubrazioni mentali sul senso della vita e infine tutto più o meno ritorna come prima!sigh!
*ethan*
07 ago 2008 - 19:36 - #10concordo quasi con tutto con paro, solo che a me il film di louis nero è abbastanza piaciuto. parp sottolineamo questa affermazione che è molto importante: la cultura cinematografica di oggi deriva dalla televisione.
p.s. perché gli scrittori italiani non collaborano con i registi?
mishaela
07 ago 2008 - 19:46 - #11lo aspetto con ansia, Ferzan mi colpisce sempre al cuore,a volte lasciandomi un amaro sorriso sulle labbra.
e,se posso aggiungere,ho avuto l’onore di conoscerlo ( e uso volutamente una parola forte come ‘onore’ ) e si è dimostrato una vero signore, qualità rarissima nel suo ambiente
Marcello79
08 ago 2008 - 11:12 - #12Chi ha letto il libro di Melania Mazzucco, sa benissimo che questo non è un film del solito Ozpetek. Ferzan è stato scelto perchè era l’unico che avrebbe saputo trattare un tema così delicato come quello del film, con un tocco particolare.
E fatevelo dire, la locandina è perfetta e decisiva visto che rappresenta un filo conduttore di tutto il film. Da notare il contorno accellerato.
stefano80
08 ago 2008 - 13:21 - #13Ma a voi non fa incaxxare, per esempio, se davvero il film su Dylan Dog lo fanno gli americani? Per me, come italian, sarà proprio una sconfitta.
stefano80
08 ago 2008 - 13:26 - #14@carlo111
Grazie del complimento. Domani torno a vedermi Il cavaliere Oscuro per la seconda volta. L’ultimo Bacio lo lascio a te.
Giorgio giorini
12 ago 2008 - 10:57 - #15www.ungiornoperfetto.net semplicemente bellissimo!
orianne
22 ago 2008 - 23:50 - #16cioa a tutti lo sapete la protagonista nicole murgia la conosco è una mia mica va al liceo di mia sorella ed è la sua mijore amica!!wowwwwwwwwww
orianne
22 ago 2008 - 23:51 - #17cioa a tutti lo sapete la protagonista nicole murgia la conosco è una mia mica va al liceo di mia sorella ed è la sua mijore amica!!wowwwwwwwwww