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Venezia 65: The Wrestler - La fabbrica dei tedeschi

Pubblicato: 06 set 2008 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

The Wrestler

Venezia 65:
The Wrestler, di Darren Aronofsky

Pensavate che Aronofsky dopo L’albero della vita fosse spacciato? Vi sbagliavate di grosso, e Darren è più vivo che mai e lotta assieme a noi. Il suo quarto film è il suo miglior risultato assieme all’esordio (il bellissimo Pi) ed è davvero di una onestà che lascia sorpresi. The Wrestler narra la parabola del lottatore Randy Robinson, tra problemi di salute (tra cui un infarto) e problemi familiari (la figlia lo odia). Una storia risaputa e semplice? Per carità, non si sta dicendo il contrario: ma sapeste com’è coinvolgente e divertente questo Aronofsky 2008…

Telecamera a spalla per buona parte della pellicola, gran bella fotografia (guardate anche gli interni del disco-pub dove si esibiscono le lap-dancer), un bell’uso della narrazione lineare frammentata solo poche volte, come nel momento di un violentissimo incontro, dove vediamo prima i risultati e le botte che si sono dati i due lottatori e poi vediamo come si sono fatti male. Tra l’altro la scena è non poco violenta, e il film offre alcuni momenti di sangue non indifferenti: attenzione alla scena dell’affettatrice e del pollice…

Straordinario il terzetto di attori, che meritano un discorso a parte tutto per loro. Marisa Tomei, dopo Onora il padre e la madre, incomincia di nuovo ad entrare nei nostri cuori; gentilissima ad offrirsi come mamma l’ha fatta, ma anche emozionante e capace di offrire sguardi intensissimi. Evan Rachel Wood, in versione mora, ha dei momenti di bravura estrema, e la sua rabbia verso il padre, a cui vuole bene comunque, è ben tangibile. Ma è davvero grande il protagonista, ossia Mickey Rourke: che a molti farà paura per il viso, ma offre una prova d’attore veramente splendida, convincente e commovente.

The Wrestler è cinema americano sincero e divertentissimo, ed ha altre carte a suo favore. In primis i titoli di testa, “fumettosi” e colorati. Una gran bella colonna sonora, assortita e molto eightes. E poi alcune frecciatine non indifferenti: si passa da La passione di Cristo a Kurt Cobain. Sul finale, come per il film della Bigelow, devo pensarci su un po’. Ma il film resta davvero bello.

Orizzonti - Eventi:
La fabbrica dei tedeschi, di Mimmo Calopresti

Il cinema italiano lo si può anche criticare, ma il documentario nostrano è sempre utile, rigoroso, emozionante, intelligente. Tutti aggettivi che si sposano alla perfezione col nuovo lavoro di Calopresti dedicato all’esplosione avvenuta nel dicembre 2007 alla ThyssenKrupp torinese. La fabbrica dei tedeschi è un insieme di interviste fatte ai parenti delle sette vittime e ad altri operai che sono sopravvissuti all’incidente.

Un film d’inchiesta doveroso, anche visto il tema d’attualità delle morti bianche, con un incipit “artistico” forse inutile e che nulla aggiunge al documentario in sé, che è forte, colpisce duro e fa arrabbiare. Tra l’altro le emozioni del film sono in crescendo. Si arriva ad un finale in nero con la registrazione di una chiamata effettuata da un operaio alla polizia, e con un video pescato da YouTube che fa venire i brividi. Si esce dalla sala abbastanza sconvolti…

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di .:Hellboy:.

    .:Hellboy:.

    06 set 2008 - 18:42 - #1
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    ho adorato tutte le pellicole di Aronofsky e da quello che leggo l’albero della vita è piaciuto solo a me.
    Per the wrestler non vedo l’ora di gustarmelo.
    Il trio Aronofsky-Rourke-Tomei mi sembra davvero eccezionale.

  • bosz

    06 set 2008 - 19:11 - #2
    0 punti
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    grande recensione come sempre gabriele…the wrestler lo andrò a vedere sicuramente…e poi basta giudicare il grande miky rourke..ok avrà sbagliato facendosi quelle plastiche al viso ma rimane a m

  • bosz

    06 set 2008 - 19:11 - #3
    0 punti
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    grande recensione come sempre gabriele…the wrestler lo andrò a vedere sicuramente…e poi basta giudicare il grande miky rourke..ok avrà sbagliato facendosi quelle plastiche al viso ma rimane a m

  • Profilo di Requiem

    Requiem

    06 set 2008 - 21:09 - #4
    1 punto
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    Non preoccuparti… anche io adoro l’albero della vita, le sue struggenti scene sentimentali, il fascino dei misteri maya, i suoi starordinari effetti visivi, le sue stupefacienti colonne sonore. Per non parlare degli attori.

    The Wrestler semplicemente non vedo l’ora di gustarmelo dall’inizio alla fine.

  • Profilo di .:Hellboy:.

    .:Hellboy:.

    06 set 2008 - 23:29 - #5
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    allora siamo in due^^

  • Profilo di Trelkovski

    Trelkovski

    07 set 2008 - 00:26 - #6
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    Io non ho mai pensato che Aronofsky dopo “L’albero della vita” fosse spacciato in quanto ritengo quel film una piccola perla, forse imperfetta, ma intensa ed originale come poche altre di questi tempi.

    E’ triste vedere come le persone a cui non è piaciuto credano che il loro giudizio sia oggettivo, basta leggere quasi tutte le introduzioni agli articoli che parlano di “The Wrestler”… più o meno lo stesso accanimento che si può notare con le opere di Shyamalan (che ritengo non abbia sbagliato un colpo).

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    07 set 2008 - 00:33 - #7
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    Il mio sarebbe un accanimento contro Aronofsky? Ma se 3 su 4 film mi piacciono e non poco! Prima di capire che The Fountain non mi era piaciuto ho dovuto vederlo due volte. La prima fu a Venezia, dove gli ho dato il beneficio del dubbio. La seconda volta, ben distanziata dalla prima, mi ha convinto che il film non mi piacesse. Alla faccia del mio “giudizio oggettivo”.
    [E Shyamalan mi è sempre piaciuto…]

  • Profilo di Trelkovski

    Trelkovski

    07 set 2008 - 09:24 - #8
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    Mi riferivo al modo abbastanza standard di iniziare a parlare di “The Wrestler”, che ho ritrovato in questa recensione. Quando ho parlato di accanimento non mi riferivo al tuo atteggiamento nei confronti di Aronofsky (ho letto la recensione e ho capito che te ne sono piaciuti 3 su 4), ma sempre della stampa in generale nei confronti del singolo film “L’albero della vita”, quasi un copia/incolla per presentarlo come “passo falso”, “pasticcio”, “brutto”… La stessa ripetitività, monotonia, noia e mancanza di argomenti che riscontro nelle recensioni ai film di Shyamalan (che mi fa piacere sapere che invece a te piaccia… condivido il piacere).

    “The Fountain” non deve piacere per forza, ma per ora non ho ancora letto una sola recensione negativa che argomentasse in modo serio il giudizio, facendomi QUASI presumere che l’atteggiamento dei critici sia solo una rivisitazione della favola della volpe e l’uva…

  • scaglie

    07 set 2008 - 10:11 - #9
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    Sono contento per Aronofsky che ho sempre considerato uno dei 4-5 autori straordinari emersi negli ultimi anni. Ciò che mi ha sempre lasciato perplesso è che la massa di pennivendoli lo abbia attaccato in maniera tanto violenta per i film precedenti. Ricordo le pessime recensioni a “Requiem for a dream”, che è invece un capolavoro, anche dal punto di vista tecnico. “Pi greco” è uno dei pochi film che tiene il paragone con “Eraserhead”…Su “The Fountain” mi astengo, ho bisogno di rivederlo…comunque è bello che un cineasta non faccia solo film carini per compiacere le masse lobotomizzate…Su Mickey Rourke: standing ovation! La sua storia svela la complessità della vita.
    Ciao!

  • Pox1000

    07 set 2008 - 12:30 - #10
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    Ah bene, se per il recensore di Cineblog Shyamalan non ha sbagliato un colpo, posso anche smettere di leggere…

  • Profilo di Trelkovski

    Trelkovski

    07 set 2008 - 16:27 - #11
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    Non è IL recensore di Cineblog. Questo dimostra che comunque leggevi distrattamente…