Coraline ha 11 anni, trasloca in una nuova casa e si mette a curiosare dappertutto. Trova così una porta per un mondo parallelo. Ecco il trailer in italiano di Coraline il nuovo film in stop-motion di Henry Selick (regista di Nightmare Before Christmas e di James e la pesca gigante). Tratto dal racconto di Neil Gaiman. Nelle sale italiane dal 24 Aprile 2009 con il titolo Coraline e la porta magica.
lucio.21966
24 nov 2008 - 17:16 - #1Una superchicca. Vedrò di recuperare la storia di Gaiman. Affascinante e tetro. Una storia di natale dedicata ai più grandi. Speriamo in una doppiatrice seria e non in una presunta vip, magari fuoriuscita dall’isola dei famosi… ve l’immaginate con l’accento argentino della Rodriguez o quello teutonico della sellerona? Allora sì che sarebbe veramente un horror
Andrewj
24 nov 2008 - 17:17 - #2Mi sa che proprio su Trailersland c’è il trailer Doppiato in italiano.
Carla - Cineblog
24 nov 2008 - 17:26 - #3grazie andrew, ho aggiornato!
Andrewj
24 nov 2008 - 17:52 - #4Niente :)
Anti-Fan
24 nov 2008 - 19:58 - #5Da brividi, sembra davvero intrigante!!!
neodie
24 nov 2008 - 22:37 - #6BELLO!!!
Vorador
24 nov 2008 - 22:50 - #7Finalmente,lo attendevo da mesi!
Non vedo l’ora di poterlo vedere al cinema….
info_dodo
24 nov 2008 - 23:37 - #8Henry Selick è un grande, poco da dire però, dopo il primo minuto questo trailer mi puzza, voglio dire, le ambientazioni, le musiche, i font(!!!) sono troppo simili a the nightmare before christmas!!! Che mi combina questo volta henry? gli puzza di non aver fatto un TNBC tutto suo? Beh ma c’è poco da fare, il migliore rimane tim!
coraline
05 giu 2009 - 14:51 - #9Vuoi scoprire il magico mondo di Coraline e la Porta Magica? Guarda in anteprima tutte le clip tratte dal film, le interviste e i dietro le quinte sul canale YouTube ufficiale dedicato al film:
http://www.youtube.com/coralineufficiale
mauro-lanari
07 lug 2010 - 00:46 - #10Il mondo reale e quello in apparenza ideale ma di fatto distopico sono già pienamente presenti qui e ora nella vita di tutti i giorni e di tutti quanti, quindi l’uso della finzionalità edulcora fino a svilirlo ogni intento di denuncia, smorzando ed evitando qualsiasi esito da impatto diretto contro la verità nuda e cruda nonché già pronta-fatta. Nemmeno la descrizione dell’ipotetico tertium come possibile vera utopia avrebbe richiesto alcun effetto speciale, se non per l’ultimissima scena: il gatto magico, le eventuali forze della natura benigna che potrebbero agire per ribaltare il rapporto di forza con le altre cosiddette “normali” forze malefiche. In “Coraline”, per quanto s’antropomorfizzino le sparate metafisiche bergmaniane da “Settimo sigillo”, vi è pur sempre adoperato l’identico stile perversamente simbolico: sebbene la partita contro la morte diventi alla buon’ora il gioco contro la mortalità trasmessaci dai nostri genitori, comunque l’utilizzo della metafora, del fantasioso, del fantastico e del favolistico/fiabesco non può non tanfare come un boomerang timburtoniano rispetto agli stessi supposti propositi registici. Se in “Risky Business” (1983) il figlio si trova fregato dall’aver creduto un atto di ribellione, protesta e anticonformismo ciò che invece si svela la perfetta espressione dell’imitatio patris, idem Coraline con la presunta madre ideale, strega megera aracnoide ma in realtà psicoticamente idealizzata. Inoltre la presunta volontà di denuncia da parte di Selick viene azzerata sia dal contenuto (i bimbi morti e angelicati) sia dalla forma usata, tale da rinforzare invece la psicosi da eliminazione del principio di realtà. Il bombardamento assiduo e martellante del disincanto induce come effetto l’assuefazione, l’anestetizzazione, la mitridatizzazione, insomma il reincanto. Nessun spettatore uscirà mai da film simili scandalizzato, sdegnato, traboccante d’indignazione per una presa di coscienza del vero stato delle cose.
(Si veda David Riesman, “La folla solitaria”, pp. 235-6: http://img810.imageshack.us/img810/3959/riesman.jpg)