Logo Blogo

Primissimo spottino tv per Frost/Nixon

Pubblicato: 02 dic 2008 da dr. apocalypse

Commenti dei lettori

Primissimo spottino tv per Frost/Nixon Dopo aver visto trailer ed una scena, ecco che oggi arriva il primo spottino tv di Frost/Nixon, nuovo film di Ron Howard in uscita negli Usa il 5 dicembre prossimo. Il film, che molti danno in corsa per l’Oscar, porterà in sala lo storico incontro televisivo avvenuto tra Nixon e il giornalista Frost nel 1977, dopo che il primo, passato lo scandalo Watergate, era rimasto in silenzio per tre anni. Un duello che vide Nixon soccombere, di fronte all’incalzante e sorprendente Frost, preso inizialmente sottogamba dallo stesso ex Presidente.

Tratto dall’omonimo lavoro teatrale di Peter Morgan, sceneggiatore di The Queen e L’ultimo Re di Scozia, il film, costato 35 milioni di dollari, vedrà Frank Langella nei panni di Nixon, dopo averli indossati anche nella pièce teatrale, vincendo un Tony Award, e Michael Sheen nei panni di David Frost, con Kevin Bacon, Sam Rockwell, Oliver Platt, Matthew Macfadyen, Toby Jones, Rebecca Hall e Max Elliott Slade al loro fianco.

In Italia lo vedremo il 13 febbraio prossimo, mentre dopo il saltino potrete dare un’occhiata al primo spot tv.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 3.67 su 5)
condividi condividi
2 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • francesco8787878787

    02 dic 2008 - 12:30 - #1
    0 punti
    Up Down

    visto il trailer al cinema…io adoro i film sui presidenti americani e Nixon è stato subdolo a tal punto che deve essere riscoperto (per l’ennesima volta). d’altronde, da sempre, è un ottimo personaggio cinematografico. W. di Stone non ha per me neanche un pò dell’aspettativa che ho sul mitico duello mediatico tra Frost e Nixon. prevedo oscar per Langella.

  • Profilo di mauro-lanari

    mauro-lanari

    23 gen 2010 - 14:13 - #2
    0 punti
    Up Down

    La missione Apollo 13 fu “un fallimento di successo” e la NASA si trovò coi fondi tagliati. Dal 1995 Ron Howard approfondisce l’esame di quale sia il prezzo dell’ammettere una sconfitta. Chi s’azzarda nell’autocritica, cioè in quel che dovrebbe costituire l’esempio più elevato della cultura ominide, finisce come il Nixon mostratoci da questo capolavoro dell’ex “Happy Days”: viene ridicolizzato pubblicamente, secondo una modalità paleoantropologica che premia solo il più forte in machismo, appeal e celodurismo, tipo il suo rivale Kennedy playboy e fotogenico, modello d’invidia per i maschi, oggetto del desiderio per le donne. Il Nixon finzionale della pellicola avrebbe meritato una presidenza a vita, invece è passato alla storia col suffisso “-gate” applicato a ogni nuovo scandalo statunitense. Il “family boy” Cunningham si sta prendendo una solenne rivincita personale grazie a una filmografia tutta focalizzata verso i giochi omicidi alla Nash, il matriarcato alla Dan Brown e adesso il governo democratico imperniato ancora su princìpi etologici o entomologici. La severa autoanalisi e la denuncia della propria fragilità restano sempre e comunque roba da perdenti, fallaci e falliti, “loser” vergognosi e irrecuperabili al confronto di santi ed eroi senza macchia, invitti e invincibili. Il darwinismo sociale, o forse meglio dire sociobiologico su base genetica, persiste nell’annientare una selezione del migliore fondata sulla saggezza consapevole ed esplicita della nostra fin qui irrimediabile incapacità di non sbagliare.