Ember - Il mistero della città di luce (City of Ember - Fantasy, USA 2008) Regia di Gil Kenan, con Saoirse Ronan, Harry Treadaway, Bill Murray, Tim Robbins, Martin Landau, Toby Jones, Mary Kay Place, Marianne Jean-Baptiste, Mackenzie Crook.
La città di Ember è stata costruita come rifugio per gli esseri umani quando sembrava non ci fossero più speranze di salvezza, alla fine del mondo. E’ alimentata da un enorme generatore, ideato per avere un’autonomia di soli 200 anni, il tempo necessario secondo i costruttori, perchè il nostro pianeta si rigeneri e sia nuovamente possibile viverci. Per generazioni, la popolazione della Città di Ember ha così prosperato nel sottosuolo, in un mondo incredibile fatto di luci scintillanti.
Con il trascorrere delle decadi, è andata perduta la memoria del passato e le nuove generazioni sono convinte che oltre i limiti della città non ci sia nulla se non sconfinata ed impenetrabile oscurità. Sono passati più di 250 anni dalla nascita della città, il temine è scaduto da tempo. Ember sta cadendo preda dell’oscurità, il generatore si sta deteriorando e presto non sarà più possibile ripararlo, i blackout sono sempre più frequenti e le sue luci abbaglianti iniziano già ad affievolirsi. Due adolescenti, Lina e Doon, con l’aiuto di un’antica pergamenta custodita in una misteriosa scatola, dovranno superare molti ostacoli e destreggiarsi tra politici corrotti e personaggi deplorevoli per riuscire a trovare la via d’uscita da Ember e tornare in superficie.
Diretto da Gil Kenan e prodotto da Walden Media e dalla Playtone di Tom Hanks e Gary Goetzman, City of Ember debutterà sugli schermi del nostro Paese il prossimo venerdì 19 dicembre (dopo l’anteprima dello scorso lunedì 8 al Courmayeur Noir in Festival nella sezione MiniNoir dedicata ai più piccoli), distribuito da Eagle Pictures in tempo per le feste natalizie. Speriamo che il pubblico italiano lo accolga con maggiore calore rispetto alle platee americane, dove la pellicola è andata incontro ad un disastroso flop al box-office: costato 38 milioni di dollari, ne ha recuperati solo 6.
Lo script, adattamento del bestseller scritto da Jeanne Duprau, porta la firma di Caroline Thompson (più volte collaboratrice di Tim Burton; co-autrice delle sceneggiature di Edward Mani di Forbice, La sposa cadavere, Nightmare Before Christmas, La Famiglia Addams) è forse un po’ troppo sbrigativo e non sfrutta appieno le possibilità offerte dal romanzo da cui è tratto. I 95 minuti di durata della pellicola sono pochi e non bastano per approfondire alcuni aspetti della storia che restano tristemente ignorati ma che sarebbero invece importanti per comprendere meglio l’intera vicenda (ed anche per coinvolgere ed appassionare maggiormente lo spettatore). Ci piacerebbe, per esempio, sapere qualcosa di più sui genitori dei due protagonisti, sul loro passato, su cosa è successo…
Inoltre, qualcuno potrebbe muovere delle accuse di scarsa coerenza e credibilità ad alcuni aspetti della storia (che risveglia vaghe riminiscenza de La fuga di Logan del 1976 e molto meno vaghi ricordi del recentissimo Wall-E). Com’è possibile che dei cibi in scatola stivati 250 anni prima siano ancora commestibili? Dopo aver passato l’intera esistenza sotto terra, dovrebbe risultare impossibile agli abitanti di Ember sopportare la luce del sole… ma sono particolari trascurabili, a cui si passa volentieri sopra, se si decide di lasciar galoppare la propria fantasia. Il vero tallone d’Achille del film sono gli effetti speciali e visivi: belli ma non perfetti, soprattutto verso la fine, nella sequenza sull’acqua (che, a chi scrive, ha fatto venire in mente la corsa sul vagoncino della miniera di Indiana Jones e il Tempio Maledetto). Purtroppo in questi ultimi anni il cinema ci ha troppo viziato e siamo abituati ad altissimi standard tecnici, tanto da arricciare il naso davanti a sequenze in CG che solo un paio di anni fa ci avrebbero lasciati a bocca aperta.
Tutto questo detto, ci tengo a sottolineare che Ember - Il mistero della città di luce merita comunque di essere visto, è un ottimo film per ragazzi (o per adulti che amano ancora viaggiare sulle ali dei sogni) interpretato - fra l’altro - da un cast di classe. Da Tim Robbins (relegato purtroppo a vestire i panni di un personaggio troppo marginale) a Bill Murray, fino a Martin Landau che ci regala una perla di interpretazione in un ruolo piccolo ma davvero splendido. I due giovani protagonisti sono perfettamente in parte; Saoirse Ronan conferma di avere talento, dopo l’esploit di Espiazione, mentre Harry Treadaway rappresenta (almeno per la sottoscritta) una scoperta. Va tenuto d’occhio.
Voto Simona: 6,5
Voto Carla: 5,5
Up
13 dic 2008 - 12:54 - #1La Walden Media ormai non so come fà andare avani visto che ha confezionato flop continui.Questo film lo guarderò dal trailer mi piace ma spero che non inseriscono cose CRISTIANE ecc che ormai fanno acapponare la pelle
paolino
13 dic 2008 - 13:02 - #2A me non è piaciuto, e lo dico con tristezza perchè avevo apprezzato il romanzo. Scialbo, piatto, interpreti odiosi (i più piccoli) o male sfruttati (gli adulti).
Simona M
13 dic 2008 - 17:19 - #3@Up: no, niente Narnia ;o)
Lone Wanderer
13 dic 2008 - 19:37 - #4Peccato leggere gia’ delle opinioni cosi’ negative, oltretutto cosi’ in anticipo rispetto all’uscita ufficiale… ;) Comunque, non avendo letto il libro da cui e’ tratto, questa situazione non puo’ non ricordarmi i “Vault” della saga videoludica di “Fallout”…. peccato… forse avrebbero dovuto fare un film su di essa….
Up
15 dic 2008 - 13:35 - #5Grazie Simona e perchè so che la Walden Media è una ditta di produzione a fondo cristiano conservatore
floppus
16 dic 2008 - 21:26 - #6da twilight ho cominciato a notare una certa “simbiosi” da parte vostra coi film della Eagle. Un’impressione, sia charo
Lone Wanderer
17 dic 2008 - 12:39 - #7Se e’ per questo, risultano illogiche ed inconsistenti anche altre cose, senza voler andare troppo a sottilizzare: ad esempio la mancanza di protezioni di una qualche consistenza dell’uscita da Ember.. e’ tutto troppo disadorno ed in totale contraddizione con la gravita’ di quolunque cataclisma possa essere successo, anche senza pensare ad un olocausto nucleare…Un’altra cosa: dopo le scene sull’acqua, le distanze dalla superficie non corrispondono: dall’alto sembra che la citta’ sia lontanissima… mentre la strada fatta per salire non sembra cosi’ tanta o, almeno, non e’ assolutamente resa con consistenza e logicita’, chissa’ perche’ sempre questa “fretta” nelle fasi finali dei film… dopo aver indugiato su particolari apparentemente poco importanti (forse per aumentare la dose di simbolismo di certe cose), come mai rendere cosi’ male il finale, che dovrebbe essere, a maggior ragione, comunque carico di simbolismo, anche nei dettagli?
Simona M
19 dic 2008 - 15:44 - #8@Floppus: tranquillo, siamo uno dei pochi siti di cinema COMPLETAMENTE indipendente. NON siamo in simbiosi con nessuno, NON prendiamo mazzette e siamo LIBERI di esprimere la nostra opinione, nel bene e nel male, su tutti i film.
Renzie
20 dic 2008 - 12:50 - #9Ho trovato noiosa la prima parte…si è ripreso un pò alla fine!Gli attori davvero bravi..insomma carino, ma niente di speciale…anzi io credo che i bambini si annoierebbero un pò…forse + apprezzabile dagli adulti!
Cry78
21 dic 2008 - 09:27 - #10L’ho visto ieri sera e l’ho trovato di una noia mortale, mal recitato… stentavo a tenere gli occhi aperti. Insulso per i bambini e noiosissimo per gli adulti… sbadigliava l’intera sala ed io faticavo a tenere gli occhi aperti. Peccato, la storia sembrava carina. Chissà come diavolo è venuto in mente a Tom Hanks di coprodurre una simile schifezza…
Code2
22 dic 2008 - 12:55 - #11Non proprio una schifezza, piuttosto un risultato medio.
I presupposti per una storia interessante c’erano tutti:
l’angoscia di vivere sotto terra, la paura del buoi, la causa scatenante che rimane misteriosa, gli animali giganti, la curiosità e la voglia di scappare dei giovani.
Peccato che tutto risulti troppo lineare, senza colpi di scena effettivi e male peggiore posticciamente sbrigativo.
Se fosse stato fatto per la tv, sarebbe molto più apprezzato ma il confronto con il grandeschermo risulta piuttosto soporifero.
Voto mio personale 5+ su 10.
Code2
22 dic 2008 - 12:56 - #12Non “buoi” ma “buio”!
:D
Lone Wanderer
24 dic 2008 - 00:31 - #13Si, il finale soprattutto risulta affrettato nella peggior maniera… eppure, se non erro, i film non si girano in maniera lineare, cioe’ dall’inizio alla fine, ma si girano le varie scene a seconda delle necessita’ e dell’organizzazione e poi si monta tutto insieme, quindi perche’ MAI e’ la fine che tende ad essere trascurata?Va bene lasciare i” grandi interrogativi” pressocche’ irrisolti, ma anche le piccole cose, e le contraddizioni illogiche che appaiono da come vengono realizzate certe cose… almeno quelle avrebbero potuto essere risolte e gestite globalmente meglio…
Lone Wanderer
24 dic 2008 - 00:34 - #14Gli animali giganti parrebbero alludere alla “Scienza” cosi’ come veniva vista tra gli annu 50 ed i 60… ad esempio le radiazioni che invece di risultare direttamente letali, creano mutazioni nella forma, quasi costantemente, di “ingigantire” gli insetti e gli animali in generale… e l’utilizzo di valvole termoioniche, e il setup generico… stanno proprio a richiamare il genere di “fallout”… ma non so quale delle due cose abbia influenzato l’altra…
manfredi85
24 dic 2008 - 13:50 - #15Dopo un inizio piuttosto fiacco ho trovato il film interessante. Moltissime domande e dubbi e l’atmosfera del “se qualcuno non fa qualcosa ci sarà il buio eterno”. Ho apprezzato anche l’aspetto di non curanza o fede senza azione da parte dei cittadini di Ember. Peccato per il finale, che, sebbene mi ricordasse i giochi di fantasia di quando ero bambino, risulta povero di phatos e di risposte.
Gli animali, la causa della creazione della città, lo scenario post causa ma soprattutto Ma soprattutto quel tasto “non premere” sulla colonna appena arrivati alla fine. ^_^
Lone Wanderer
24 dic 2008 - 14:23 - #16“Non premere”? Veramente sarebbe piu’ che altro “non spingere”, supponendo che la gente arrivi in massa… tanto e’ vero che poi c’e’ scritto “(tras)portate i bambini con cura”, se non ho capito male io, sono tutte indicazioni presupposte per un eventuale “fila” di persone che salgono e si apprestano a lasciare il posto… infatti tutte le altre indicazioni sono molto elementari…. non avrebbe senso un ambiente cosi’ spoglio (visto anche che si parla di almeno 200 anni che devono passare) senza luci o particolare tecnologia e poi, per “Magia” c’e’ un mitico pulsante con scritto “non premere”… a me sembra una trave di acciaio vecchia 250 anni con un cartello molto basilare di indicazioni per persone che sono sempre vissute al buio e lontane dalle conoscenze pre-catastrofe…. screener in lingua originale di cattiva qualita’, eh? ;-)
Lone Wanderer
24 dic 2008 - 14:25 - #17cosi’, se uno, dopo il tragitto avventuroso, dopo 200 e passa anni di quasi buio, dopo una presunta apocalisse, trova il mitico pulsante “non premere”… per sbaglio lo preme e…… zap! Nuova apocalisse bella e servita…. :P
Scusa/te, ma non ho mai sentito una cosa cosi’…. “strana”… magari mi sbaglio io e non ho capito un tubo…. ma l’accoppiamento “cerini” + “pulsante non premere” sinceramente non lo capisco ;-)
manfredi85
24 dic 2008 - 20:25 - #18oh. la tua reazione mi sembra esagerata. Hai sicuramente ragione tu, di sfuggita al cinema m’e’ parso un qualcosa da schiacciare e non un cartello come gli altri, ma non capisco che ti agiti a fare. non cambia in alcun modo la valutazione di questo film.
Lone Wanderer
24 dic 2008 - 20:30 - #19Dai che scherzavo :) se noti non ho detto NULLA di te o del tuo “comportamento” ho solo ironizzato sullo sbaglio in se stesso ANCHE per far capire che effettivamente il finale e’ veramente “spoglio” e privo di anche quel minimo di caratterizzazione, senza voler dare per forza una “spiegazione” a tutti gli eventi (forse e’ meglio cosi’, lasciare il mistero sulla causa e su altre cose), ma pur sempre rimanendo coerenti con il simbolismo e i dettagli di cui e’ invece piena “zeppa” la prima parte che, anche per questo motivo, puo’ risultare lenta e un po’ pesante… :) Tutto qui e… Buon Natale! :-)
Lone Wanderer
24 dic 2008 - 20:32 - #20ed un finale cosi’ “spoglio” e “buio” effettivamente puo’ portare a cercare dettagli che invece, purtroppo, mancano…. ad esempio io alla fine mi ero quasi confuso, pensando che la stanza con i tavoli fosse quella dell’inizio con gli scienziati, magari con il resto del complesso “devastato” e spazzato via dal cataclisma… ma poi mi sono reso conto che non e’ cosi’ molto probabilmente…. peccato…
mauriziospagna
09 lug 2010 - 14:37 - #21IMPENETRABILE
…in un momento imprecisato
il mistero mi è vicino, visioni da poeta,
scrivo senza uscirne…
-Il volgare-
non è il lacerato umore,
è presunzione,
ma anche il pensiero più umano,
nell’oblio,
assume grandezze sconosciute.
È il -mistero-,
a comprenderlo,
l’iniziazione è nascita,
rinascita.
È una danza praticata
e per quanto il nero incomba,
-l’impenetrabile- si abbandona
a quegli attimi,
uno dopo l’altro,
sino al dolore,
sacrale,
addominale,
mentale.
Quando la forza scompare
non sta più comunicando.
-Il volgare-
sa a malapena dell’intelligenza,
l’oscurità lo circonda
con sovrana indifferenza
e i sospetti gli ciondolano in rabbia.
Forse,
pensa,
è accompagnato,
finalmente.
Se è così il -buio-
è arrivato anche là fuori,
e lo rappresenta nella vita.
Se è così
non è rimasto più nulla di segreto.
-L’impenetrabile- fa qualche passo,
in quel vuoto,
ma non riesce a tenerlo con sé.
Non sente più nulla
e gira in circolo
su fedeli meditazioni
chiedendosi se sia questo,
il carattere avvolto
e a volte misterioso.
Se esiste ancora qualcosa,
se esiste l’offerta avvenuta,
fra falò notturni e cenati
nel soprannaturale
e nel divino,
incarneremo i poteri.
Se lui esiste,
è -l’impenetrabile-.
Se questo è un attimo,
è il -buio-.
-Il volgare-
anche questa volta…
È per sempre solo ed ignora
con gli occhi morti da tempo,
il tardi.
Dove siamo
senza fame e senza paura?
Dove cadremo
senza sete e senza corde dal cielo?
Per lo più,
Il dubbio è troppo -buio-,
ancora.
©
di Maurizio Spagna
Da “Afferrandomi immortale”
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo-