Imago Mortis (Imago Mortis, Italia, Spagna, Irlanda, 2008) di Stefano Bessoni. Con Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Leticia Dolera, Geraldine Chaplin, Alex Angulo, Francesco Carnelutti, Silvia De Santis, Francesco Martino, Kenji Kohashi, Jun Ichikawa, Paolo De Vita, Matteo Danese, Franco Pistoni, Anna Cuculo, Lorenzo Pedrotti, Fabiola Palmas, Gioele Calorio, Alessia Cardella.
Quattro secoli dopo esser stata inventata, la Thanatografia ricompare nelle sinistre ed inquietanti stanze di una scuola di cinema. Ad incrociarne la strada Bruno, ragazzo spagnolo dal passato tormentato, ipersensibile e visionario, a tal punto da percepire strane apparizioni, che lo porteranno verso una verità fatta di morti, fantasmi e misteri…
Se gli spagnoli son riusciti a reinventare il cinema d’orrore degli ultimi anni, con Amenabàr, Balagueró o lo stesso Del Toro, perchè non provarci anche noi italiani? Questo avrà pensato, e purtroppo gli avranno fatto pensare, l’esordiente Stefano Bessoni, reo di aver realizzato un film troppo pretenzioso, basato su un’idea interessante, con qualche buono spunto, ma mal sceneggiato, montato e soprattutto recitato…
Prendiamo il cinema horror spagnolo dell’ultimo decennio, facciamoci aiutare in fase di sceneggiatura da Luis Bedrejo, sceneggiatore dell’ormai celebre Rec, aggiungiamoci un cast internazionale, impreziosito dalla presenza di Geraldine Chaplin, misceliamo il tutto ed io gioco è fatto. Questo probabilmente avranno pensato i produttori di Imago Mortis, co-produzione Italo/Spagnolo/Irlandese, su cui pendeva l’enorme responsabilità di rilanciare in Italia un genere, quello horror/spiritico/fantastico, dimenticato ormai da anni, fallendo però in buona parte il coraggioso tentativo.
Bessoni si perde nel voler a tutti i costi riprendere le atmosfere che hanno caratterizzato i film di Amenabàr e Balagueró, toppando però completamente nell’amalgama della storia. 38 anni dopo Quattro mosche di Velluto Grigio di Dario Argento, il cinema italiano riprende l’idea della retina capace di fissare l’ultima immagine vista, dal possessore dell’occhio, poco prima di morire. Bessoni e Luis Bedrejo si inventano un fantomatico scienziato, il dottor Fumagalli, inventore nel 600 di questo Thanatoscopio, vero e proprio antenato della macchina fotografica, perchè capace di proiettare l’ultima immagine impressa sulla retina del morto, costruendoci attorno una storia a tinte gialle incapace però di prendere lo spettatore. Non c’è tensione, non c’è pathos, non c’è ansia, non c’è paura. C’è solo un ricercato e pretenzioso stile, in realtà per nulla originale, visto che tutto deve all’influenza spagnola.
Gli oltre 100 inspiegabili minuti di film sono una sincera tortura, perchè lenti, spesso inutili e costretti a dover subire dei dialoghi che purtroppo prendono a piene mani dagli ultimi lavori dell’ormai ex maestro Dario Argento. Non esiste un personaggio ben tratteggiato, una caratterizzazione ben costruita, il protaonista, Bruno, e la sua compagna, Arianna, non vanno oltre le due espressioni facciali (occhio lucido e sorriso lui, sorriso e basta lei), mentre poco o nulla viene ’sfruttata’ l’immensa Geraldine Chaplin, il cui personaggio vive in un autentico limbo di non detto.
Isterico e quasi fastidioso il montaggio, soprattutto nella parte iniziale, mentre tende al ridicolo il finale (ovviamente aperto…), con un omicidio che obiettivamente non può non strappare un amaro e non voluto sorriso. In conclusione abbiamo un’opportunità mal sfruttata. Una storia originale ma pessimamente sceneggiata, soprattutto nei dialoghi, assolutamente troppo lunga, recitata da cani e peggio doppiata. Dal punto di vista registico Bessoni, che merita sicuramente un’altra chance, porta sì una ventata di nuovo ma solo per il cinema italiano, visto che tutto o quasi quello che vediamo l’abbiamo già visto con i più fortunati horror iberici. Apprezzabile il tentativo, meno il risultato finale. Peccato…
Voto Federico: 4,5
Voto Simona: media del 5 (8 a fotografia e scenografia, 2 a recitazione e sceneggiatura)
Voto Gabriele: 5
Voto Carla: 5
giovanny
14 gen 2009 - 13:39 - #1mmmmmmhhhhhhhhhhhh……ne parliamo giorno 17
enjoymath
14 gen 2009 - 13:54 - #2Molto belli i manifesti, in compenso
ggrisoo
14 gen 2009 - 13:55 - #3Dario Argento E’ un maestro, altro che ex-maestro, mica è morto. Se il livello dei nuovi film si è abbassato, questo non deve togliere nulla ai capolavori della sua filmografia.
RobertaRock
14 gen 2009 - 14:13 - #4Dario Argento è il MAESTRO dell’horror non è l’ex
neodie
14 gen 2009 - 14:52 - #5Bhè in effetti è lodevole il tentativo di riprendere l’horror made in Italy, però a quanto pare c’è bisogno di qualche sforzo in più dal punto di vista della sceneggiatura…
simosayan
14 gen 2009 - 15:01 - #6Ma che maestre di cosa Argento? Ex e da un pezzo! Se ha realizzato buoni film non possiamo ignorare le sonore porcherie che ha sfornato negli ultimi 10 anni che se fossero fatte da uno sconosciuto non le avrebbero trasmesse nemmeno in televisione. Ma per favore.
Ero-Sennin
14 gen 2009 - 15:13 - #7a me di argento non piace niente,
in quelli che vengono definiti ‘ i suoi capolavori’ non trovo nessuna qualità… a meno che far recitare come un cane qualsiasi attore (cosa in cui argento riesce sempre bene) non sia una qualità.
già dal trailer di questo film avevo capito che progetto fumoso fosse. a metà tra una fiction esoterica della rai e un pessimo film di argento.
non voglio fare il puffo quattrocchi ma “l’avevo detto io!”
dogma
14 gen 2009 - 15:16 - #8wow …una recensione che non lascia scampo ..
cmq vedrò ..e POI giudicherò ..
per quanto riguarda Argento .. in effetti il suo “tocco” si è appannato notevolemtne con il passare degli anni ..
ma la cosa che mi dispiace e che tanto si Lodano & nominano i film spagnoli dimenticandoci del Sig. alex Infascelli .. che è riuscito a far rivalutare l’Horror molto ma molto bene !!
DZA
14 gen 2009 - 15:54 - #9Aspetto il 16.
Ero-Sennin
14 gen 2009 - 16:40 - #10boh… ci si può autoquotare?
a volte rileggo i miei commenti e mi trovo davvero saggio
Axl138
14 gen 2009 - 16:40 - #11Argento è e sempre sarà un maestro, quello che ha fatto è entrato nella storia del cinema (non solo horror) e il suo nome e’ sinonimo di cinema horror in tutto il pianeta (pochi registi italiani sono cosi famosi… anzi direi tra quelli vivi nessuno) Purtroppo ha un po perso il suo magico tocco e i suoi ultimi film ormai sono scadenti, ma dire che i suoi primi film sono senza qualita’ e mal recitati e’ assolutamente falso (basta pensare che Suspiria e’ considerato uno dei migliori horror in tutto il pianeta tra i fan del genere).
Per questo film spero di poterlo andare a vedere solo per aiutare il genere, c’e’ bisogno di produzioni e registi che rischino qualcosa per evitare di avere sempre i soliti generi all’italiana (moccia-style, interno-borghese, cinepanettone) e personalmente preferisco sicuramente un tentativo horror, anche fosse da 4, agli altri “generi italiani”
Ero-Sennin
14 gen 2009 - 17:06 - #12io non preferisco i tentativi!
non credo di capire il tuo ragionamento axl,
preferisci un brutto film di genere a un brutto film?
boh
su argento: non basta dire che i ‘fan’ lo adorano.
‘i fanatici di un genere’ non sono il massimo dell’obiettività e di solito si muovono a sciami.. per cui è normale che si trovino d’accordo su una cosa.
i fanatismi in genere sono entità sociali con una inerzia argomentativa imbarazzante
insomma vedo che qualcuno si ostina a essere ottimista, della serie:
“beh dai, almeno è un film diverso .. si sta muovendo qualcosa”
io non sono ottimista.
Axl138
14 gen 2009 - 18:08 - #13esattamente preferisco un brutto tentativo di fare un film di genere, piuttosto che un brutto film “del solito genere all’italiana”… Per il semplice fatto che e’ giusto che ci sia varieta’, e che a forza di tentare e’ possibile che torni qualcosa di buono (in spagna e in francia nn hanno produzioni a livello USA eppure anche li sono riusciti, dopo anni di cinema piatto, a tornare ad ottimi livelli, con un cinema di genere oggetto di REMAKE anche in usa).. Penso che lo si possa fare anche da noi, se dicono che i soldi dei cinepanettoni servono a finanziare altro cinema, beh spero sempre sia vero (cosa che nn vedo mai a parte eccezioni come questa).
Su Argento te lo rispiego: Argento non e’ adorato solo dai suoi fan (anzi con le ultime prove da regista nn lo adorano piu in tanti) ma e’ conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, praticamente e’ l’unico regista italiano vivente che e’ conosciuto nel mondo (penso oggettivamente che uno come Tornatore, pure avendo vinto un oscar sia meno conosciuto).. ed e’ apprezzato da tutti i fan dell’horror (che non sono fan di argento ma fan del genere che argento fa). Basta che ti fai dei giri in rete e capirai che nell’horror Suspiria se la gioca con tutti gli altri classici made in USA, “l’esorcista” compreso. (e sulla recitazione, basterebbe Phenomena, con D. Pleasence e J.Connelly per contraddirti)
Il tuo ragionamento sui fan poi… spiegami un po i fan del cinema quindi essendo fanatici si muovo a sciami e non sono il massimo dell’obiettività?.. un conto e’ essere fan di una persona, un conto di un tipo di arte o di un genere, nel quale c’e’ tanto da valutare e poter criticare (e cmq come detto prima i fan possono essere anche critici, e si puo non apprezzare tutto quello che un regista/attore fa, pur rimanendo fan per quello che e’ stato fatto in precedenza), Oppure se fai solo un discorso di semantica, sostituisci a fan(atici) “appassionati” e suonera’ tutto meno radicale.
xLeonx
14 gen 2009 - 19:11 - #14peccato, l’ennesima occasione sprecata dal cinema italiano.
Su Argento è ridicolo che qualcuno provi ancora a difenderlo. Gli ultimi film non sarebberò un granchè? Solo gli ultimi? Sono più di dieci anni che sforna solo film pessimi, soprattutto se consideriamo che per difenderlo bisogna tirare fuori Suspiria, che è del ‘77.
E’ famoso all’estero? Si. E allora?
Anche Muccino lo è, vogliamo considerarlo un maestro?
Come se la popolarità fosse sinonimo di qualità.
Vuoi l’horror? Escludendo le produzioni di Hollywood, In Spagna, Norvegia, Korea, Thailandia, Giappone escono centinaia di film del genere. E sono buoni film, non tentativi.
Anzi, se vuoi te ne consiglio qualcuno;)
Thomas Hewitt
14 gen 2009 - 20:09 - #15non capite i film horror voi.
Thomas Hewitt
14 gen 2009 - 20:12 - #16che c azzo ti scrivi ex maestro poi.
giovanny
14 gen 2009 - 20:15 - #17Non capisco come si può bocciare un film semplicemente da un parere che seppur molto professionale è sempre un parere…
anche questo è un parere:
http://www.iniziativa.info/index.php?option=com_content&task=view&id=4803&Itemid=50
come questo:
http://www.ilcinemaniaco.com/recensione-in-anteprima-imago-mortis/
e questo!
http://www.movieplayer.it/articoli/05272/la-morte-negli-occhi/
e probabilmente in giro per la rete, sabato ce ne saranno altri…
il punto non è urlare CAPOLAVOROOOO!!!
il punto è…siamo stanchi della solita roba che in Italia si fa e rifà da anni?? SI!
quindi…???….vediamo che succede con questo film.
e Dario Argento lasciatelo dove sta, il suo tempo l’ha fatto, grande,un genio, ma PASSATO!
Thomas Hewitt
14 gen 2009 - 20:16 - #18Suspiria è il più grande film horror di tutti i tempi.
niknik79
14 gen 2009 - 21:15 - #19Credo sarà una boiata mostruosa e questa recensione (per ora) è in linea con la mia idea! Dario argento è ormai EX EX EX EX i suoi film dell’ultimo quindicennio sono piu brutti di lui, e credetemi che ce ne vuole….. :-D
Non amo i tentativi per un film brutto. Se i “moccia style” sono bei film (li odio) belli davvero, allora obiettivamente si può fare un plauso. Ma rassegnamoci, il cinema italiano fa acqua in tutti i generi….
xLeonx
14 gen 2009 - 21:30 - #20@ Thomas Hewitt: devi averne visti non più di tre nella tua vita…
Dr.Apocalypse
14 gen 2009 - 23:16 - #21Il punto è che non si può fare un film puntando SOLO sulle atmosfere dark e pseudo magiche… ragazzi la sceneggiatura fa pena… dategli un’occhiata e poi ne riparliamo. Il primo a puntare TANTISSIMO su questo film era il sottoscritto…
stern
14 gen 2009 - 23:30 - #22Dario Argento sarebbe famoso all’estero ?
E ditemi, quali suoi film hanno avuto successo all’estero ?
Patetitici film dove abbondano compiaciuti effetti truculenti, dove la paura lascia il posto al fastidio.
Molto, ma molto meglio Pupi Avati…
DZA
15 gen 2009 - 00:51 - #23@stern: Dario Argento è famoso soprattutto all’estero (vedi USA), dove ancora oggi riscuote molti successi e detiene un gran numero di fan…non a caso il suo ultimo film, Giallo, è interpretato da Adrian Brody…i suoi film vengono distribuiti in tutto il mondo dai tempi de L’uccello dalle piume di cristallo. A parte questo torno a dire: aspettiamo il 16 prima di commentare Imago Mortis. Il tentativo è coraggioso, e rimango curioso di vedere cosa questo film abbia da offrire. I buoni presupposti ci sono, e stilisticamente sembra promettente…se sarà un insuccesso, lo si potrà dire solo dopo averlo visto.
Thomas Hewitt
15 gen 2009 - 01:55 - #24e te che c azzo ne sai quanti film horror ho visto c ojone.
Thomas Hewitt
15 gen 2009 - 01:56 - #25Imago Mortis merita rispetto.
amigo mio
15 gen 2009 - 03:35 - #26un film davvero deprimento,, recitato da cani, scritto peggio .. difficile rendere noioso un horror , praticamente un plauso va fatto solo alla scenografia.. che poi nemmeno tutta questa originalita’ .
film orrendo, genere o non genere , e cmq molto poco italiano, per cast e tecnici.. che poi il regista sia un italiano conta poco
stefano79
15 gen 2009 - 11:41 - #27Dario Argento ha fatto tre film degni di nota e comunque scopiazzando qua e la Hitchcock. Direi che non si può chiamare maestro dell’horror. Tra l’altro un regista di genere non è un regista completo e infatti Argento è morto artisticamente perchè ha sempre provato e riprovato a copiare se stesso.
Imago Mortis sarà la solita cosa “vorrei ma non posso” all’italiana.
guardatelo il cinema italiano, fa schifo!!! non dice più un cavolo! Noi neanche sappiamo più chi siamo! Apparte Garrone e Sorrentino che almeno si sforzano di avere una loro personale visione delle cose, tutto il resto è piatto come l’encefalogramma di Paris Hilton
Esempio: l’ultimo di Salvatores? dio ce ne scampi.. forzato e patetico, per non parlare dei vari Albakiara, Moccia, Vicari, Mastandrea ecc ecc ..
Piatto piatto piatoooo!
Vorador
15 gen 2009 - 13:04 - #28Sebbene questa recensione ritragga Imago Mortis come un ennesimo tentativo sprecato di far tornare in auge l’horror “made in Italy”,credo che andrò comunque a vederlo con buone speranze.
elguru
15 gen 2009 - 15:49 - #29ma non date retta a questi cani tanto lo sanno tutti cineblog sta chiudendo..fa schifo!!!
stefano79
15 gen 2009 - 16:13 - #30ah, vi ricordate il film Occhi di Cristallo di Eros Puglielli? non credo. Invece si dicevano le stesse cose che sento ora quando uscì
stefano79
15 gen 2009 - 16:15 - #31cioè, il film era molto ben girato, ma gli attori.. piet
stefano79
15 gen 2009 - 16:18 - #32e di infascelli che si diceva? lo stesso
Simona M
15 gen 2009 - 16:30 - #33stefano79. Sì, purtroppo me lo ricordo. La recitazione di Luigi Lo Cascio era talmente finta e ‘over-acted’ da rendere ridicolo l’intero film.
Dr.Apocalypse
16 gen 2009 - 03:23 - #34ma va… ci chiudono?!?!?
e mica lo sapevo…
elguru
16 gen 2009 - 11:02 - #35e ora lo sai c.o.g.l.i.o.n.e
Simona M
16 gen 2009 - 14:48 - #36Oddio, mi era sfuggito il battutone di elguru! ;o) LOL!
Dr.Apocalypse
16 gen 2009 - 16:13 - #37grazie elguru, così svuoto l’armadietto…
giovanny
17 gen 2009 - 02:12 - #38ma elguru come mai???
giovanny
17 gen 2009 - 02:24 - #39Da poco tornato dalla visione di “Imago Mortis” e ci sono molte cose da dire, non reputo assolutamente il film una delusione! è vero che ci sono dei piccoli problemucci ma per quanto mi riguarda sono piu’ che sicuro che non sono da attribuire alla sceneggiatura, ma bensi’ al montaggio…e qui che si può trovare l’equivico, e cosa che mi sembra strana nessuno l’ha notato, e li dico solo perchè da nessuno è stato menzionato…ci torno dopo,intanto,a parer mio, il film ha delle bellissime atmosfere, il regista è riuscito benissimo a rendere internazionale una pellicola interamente girata in Italia.La scenografia è belissima e molto curata, nulla è fuori posto.
come dicevo belle le atmosfere anche grazie alla fotografia azzeccata da un professionista come Arnaldo Catinari che credo tutti conosciamo. se vogliamo trovare un problema è senza dubbio il montaggio, sono piu’ che sicuro che ci sono stati tagli nel film non voluti..nel senso! la produzione, o chi per loro ha OBBGLIGATO la regia a dei tagli non previsti, e si nota molto, anche troppo! quelli che per molti sono errori o problemi di sceneggiatura, secondo me sono gravi problemi di montaggio, ci sono delle scene letteralmente mozzate e dei passaggi troppo sbrigativi che non credo sia stati concepiti cosi’..come già detto, sono piu’ che convinto che alcune cose che probabilmente non funzionavano perfettamente, sono state peggiorate da un montaggio narrativamente errato!…
Per il resto il film a mio giudizio è valido! ma ovviamente come sempre dico è un MIO giudizio, quindi non vuol dire che lo sia per tutti!!!
Ritengo che questa pellicola abbia una grande importanza, è stato dato il LA, adesso tocca al cinema Italiano andare avanti, e anche a Stefano Bessoni che sono sicuro non si fermerà con Imago Mortis!
mi sento solo di dire, bravi ragazzi, la strada è quella, lavorate e lavoriamo di piu’ per fare grande il nostro cinema!!!
Volf
17 gen 2009 - 02:37 - #40Anch’io appena tornato dal cinema.
credo che l’impatto negativo è perchè tutti si aspettano un film dell’horror. Questo non è affatto un film dell’horror. La suspance è minima ed ogni volta che sembra esserci un qualcosa di interessante che possa spaventare o far trattenere il fiato finisce con un nulla. In effetti o hanno tagliato le scene in stile censura anni ‘60 oppure …. boh … non ne capisco il senso poichè quando c’è un certo climax verso la fine del film lo spettatore non crede più nel coupe de theatre.
L’attore principale non convince per niente e sembra la brutta copia di Alberto Angela. Gli occhi strabuzzati e i sorrisini da beota hanno dato un tono faceto al racconto.
Infatti, unica nota positiva: è la prima volta che assisto ad una platea del cinema che interviene con battute e risate a crepapelle.
dr. Ritz
17 gen 2009 - 15:11 - #41il film è brutto, mal diretto, con un citazionismo ingenuo e con degli attori a dir poco improbabili. La suggestione di partenza è interessante ma tutto il resto è impresentabile. Dispiace per Bessoni ma l’operazione mi sembra decisamente fallimentare…
Cleopatgras
17 gen 2009 - 15:13 - #42Soldi spesi malissimo… mi piaceva l’idea ma è il regista che deve fare una scuola di cinema!
Axl138
17 gen 2009 - 16:57 - #43secondo me la descrivete molto peggio di quel che e’ stato, la sceneggiatura ha problemi solo sul finale, ma ho “visto” sceneggiature nettamente peggiori (su film che ho cmq apprezzato)… E’ un horror sulla scia degli horror spagnoli (orphanage per esempio come atmosfera), sicuramente inferiore, abbastanza ben diretto e con un ottimo impatto visivo.. gente e’ un bel po che non mi capitava di vedere un horror “italiano” e non ritrovarmi a vedere un prodotto peggiore delle peggiori fiction della rai. Di veramente pessimo c’e’ l’attore protagonista che e’ inguardabile e ridicolo, e probabilmente la mancanza di un vero finale degno di nota.. Per me rimane cmq abbondantemente sopra la sufficienza.. ci metterei la firma a vedere tanti film del genere italiani al posto dei vari interno-borghese…
dr. Ritz
17 gen 2009 - 17:11 - #44beh… Axl138… per carità “de gustibus”… ma come fai a sostenere che “abbastanza ben diretto” un film di un piattume, di una retorica e di una prevedibilità senza precedenti? L’idea è anche interessante ma le storie vanno sapute raccontare… Bessoni non conosce il concetto di “suspance” che per un regista di horror non è un manchevolezza di poco conto… che si guardi un po’ di Hitchcock!
Dr.Apocalypse
17 gen 2009 - 20:43 - #45ragazzi VI PREGO, evitiamo di definirlo HORROR… ditemi voi quando vi sareste spaventati, anche un MINIMO, anche una frazione di secondo!
E poi no … parliamo dei dialoghi?
Parliamo dei dialoghi…
giovanny
19 gen 2009 - 13:27 - #46Un mio amico mi diceva sempre “Ma se odi i film di Natale e le commedie che fanno in Italia, come vuoi mai fare il regista senza andare all’estero???” gli ho sempre detto che aveva torto…sto cominciando a rendermi conto che quello che ha torto sono io!…
Romasuper
20 gen 2009 - 14:38 - #47Concordo appieno con la recensione: idea eccellente, realizzazione pessima, montaggio da dilettanti; peccato, nelle giuste mani poteva essere un capolavoro.
fumagalli ridammi 8 euro
21 gen 2009 - 02:45 - #48non e’ che dobbiamo salvare un film dicendo “beh,bravi sono italiani,che coraggio,ci hanno provato,e ‘meglio questo che altre cose..”..ma dai..il film fa schifo sotto ogni punto di vista….scuso la non “horroricita’” di un film..nel senso che se esci per vedere un horror,tale ti aspetti e gia’ che non faccia paura ti delude..ma si sa,il genere e’ difficile e ognuno ha i suoi gusti…..questo e’ fatto male,recitato male,montato male.punto.
DZA
21 gen 2009 - 02:59 - #49Tornato ora dal cinema…devo dire, a milincuore, che sono purtroppo rimasto deluso.
C’è da dire un’altra cosa, a mio parere: questo film non è, e tantomeno vuole essere un film horror.
Al contrario sembra che le fonti di maggiore ispirazione per Bessoni siano state il cinema di Jean-Pierre Jeunet e Caro, oltre che quello di Peter Greenaway, che sono registi i cui film vivono di un certo tipo di estetica e intelligenza (senza contare il cinema horror iberico, come già detto).
Ma, a parte questo, è inutile cercare l’orrore, nel senso più stretto del termine, dentro questo film.
Sicuramente, mi dico, molti dei commenti negativi sprecati all’interno del forum derivano proprio dalla delusione ricevuta in questo senso.
Oltre a questa osservazione, nel mio caso i motivi di delusione sono stati ben altri. E devo dire che il primo di questi è probabilmente indirizzabile alla sceneggiatura, che opera scelte radicali e in queste stesse scelte si perde. Prima fra tutte, quella di ambientare interamente la storia all’interno di una scuola, senza quasi mai uscirne. Idea, mi dico io, presa di peso da The Others di Amenabar e dal Delicatessen di Jeunet (che però nel suo film ci suggeriva un mondo ostile al di fuori di quel tetro condominio, popolato di bestie, assassini e nebbia, probabilmente post-atomico). In questo caso, invece, non riceviamo alcuna informazione in merito: la storia e i personaggi appaiono totalmente slegati da un esterno razionale, e ci sembrano vivere esclusivamente di ciò che accade all’interno della prestigiosa scuola di cinema Murneau. Scelta forse intesa a creare un certo climax claustrofobico, ma che al contrario finisce col penalizzare la storia e gli eventi che ruotano attorno ad essa.
Altro grande difetto del film è proprio questo: l’universo messo in piedi da Bessoni (in verità molto piccolo e ancora meno complesso) non è in grado di alzarsi sulle proprie gambe e vivere di vita propria, e soprattutto non è ciò che sembra voler essere: atemporale e gotico. I picchi visionari della storia sono rappresentati esclusivamente dalle pittoriche scenografie, che richiamano spesso ai dipinti preraffaelliti più celebri, e dalla strana leggenda che ruota attorno alla pratica della Thanatografia.
In verità da questo punto di vista mi sono sentito appagato, ed è subito visibile come a Bessoni stia a cuore questo aspetto della vicenda: la leggenda che in un certo senso è anche quella del cinema e della fotografia, la leggenda che sta dietro a chi, durante il corso dei secoli, ha tentato di catturare e riprodurre la verità.
Credo che sia prima di tutto questa l’ossessione che ha tanto affascinato Bessoni, e che con tanta dovizia si propone di raccontare, seppure in maniera didascalica. Ma il proposito si dimostra, durante il corso del film, quanto mai ambizioso.
Ma quello che mi ha particolarmente infastidito è l’esigenza di esprimere questo importante messaggio tramite una serie infinita di citazioni cinematografiche (oltre ai riferimenti già citati, mi riferisco anche ai nomi dei personaggi) e soprattutto pittoriche (già dal manifesto, che cita “L’Ofelia” preraffaellita e che tornerà nel film). Questi tentativi, mi dico, hanno ben poco a che fare col cinema e risultano, a parere mio, pure ostentazioni di cultura generale. Non ho percepito ironia e tantomeno poesia nel suggerire (anche se sarebbe più giusto dire “ostentare”) così alti riferimenti. E questo al film ha fatto male, mi è sembrato.
Passando al resto, dico che non sono riuscito a provare simpatia nemmeno per il giovane protagonista. Costui, più che un attore, sembra un disegno magico, vicinissimo ai personaggi caricaturali di Jeunet: il problema è che è costantemente costretto in un ruolo sopra le righe, fatto di espressioni bizzarre e occhioni gonfi di lacrime (già, spiegatemelo, perché piange sempre?). Il regista tenta di spiegare l’animo sensibile e turbato del ragazzo tramite il racconto della morte dei suoi genitori. Ma è un capitolo decisamente poco approfondito, oltre che decisamente comune ai personaggi di questo tipo (in film di questo tipo).
La Chaplin, invece, appare fugacemente ed è decisamente misurata e ironica. Continuo comunque a non spiegarmi come mai i “cattivi” debbano essere rappresentati con un animale fra le braccia (in questo caso prima un iguana, poi un gatto), immagine che ricollego agli ormai goffi malvagi della saga di 007.
Non mi sono spaventato. La meccanica degli spaventi (mi riferisco in particolare alle troppe apparizioni degli “spettri”) mi è sembrata decisamente grossolana: la macchina da presa, che generalmente monta ottiche corte e si posiziona rasoterra o sopra la testa dei personaggi, in questo caso è perlopiù immobile, ed è invece il montaggio a diventare isterico e fastidioso. Se ci sono delle scene in cui Bessoni (complice la colonna sonora) mi è sembrato svogliato e ingenuo, sono senza dubbio queste.
Non so che dire, mi sento imbarazzato perché contavo molto su questo film. Eppure i buchi di sceneggiatura sono tanti, gli attori affatto memorabili e il finale (si, anche quello!) davvero deludente. Solo fotografia e scenografia si salvano. Anche se quest’ultima in se raccoglie, come già anticipato, tutti i pregi e i difetti di un quadro, risultando da un lato satura di bellissimi colori e materiali e dall’altro fastidiosamente fittizia e artificiale.
Forse il difetto maggiore dell’opera è proprio questo, e paradossale, di non essere spontanea e leggera quanto i personaggi che vorrebbe raccontare e di esserlo troppo, in proporzione ai brividi che vorrebbe suscitare.
Dico ancora una volta peccato, perché tanta passione (che c’è e lo si vede), coraggio e tecnica il cinema italiano oggi se le sogna. Spero ardentemente in una prossima e più matura opera seconda…
Sasha34
21 gen 2009 - 13:51 - #50Caro DZA,
concordo quasi su tutto con le tue analisi. Ritengo però che il vero problema del film sia la regia che non rischia nulla, risultando molto prevedibile e che non lascia nessun alone di mistero, nessun dubbio nello spettatore…
Imago Mortis è davvero un’occasione sprecata. La suggestione di partenza mi sembra(va) molto valida ma la realizzazione è, senza messi termini, troppo piatta e convenzionale. Se, per paradosso, un film del genere lo facevano dirigere a Muccino forse il risultato sarebbe stato molto diverso e molto meno prevedibile…