Uscirà il 27 febbraio distribuito da BIM il bel film di Dennis Gansel, intitolato da noi L’onda (in originale Die Welle). Presentato con grande successo al Torino Film Festival 26, dov’era in concorso, L’onda prende spunto da una vicenda realmente accaduta nel 1967 in California.
Rainer Wenger, un professore universitario, tiene per una settimana a scuola un corso sull’autoritarismo. Per far capire ai suoi studenti alla perfezione cosa sia una dittatura, inizia ad instaurare un proprio governo totalitarista tra gli studenti: il gruppo si chiama “L’onda”, ed è provvisto di “divisa” (una camicia bianca per tutti) e saluto riconoscibile. La situazione però non tarderà a degenerare…
Nel cast troviamo Jürgen Vogel nei panni del professor Wenger, e fra gli studenti spiccano Max Riemelt nei panni di Marco e Jennifer Ulrich nei panni di Karo. In attesa della sua uscita, guardiamoci il trailer italiano di L’onda subito dopo il salto, e restate sintonizzati in attesa della nostra recensione in anteprima.
dOOx
31 gen 2009 - 16:45 - #1E’ un film che vale più per quello che dice (il “messaggio”) che per come lo dice (spesso sembra più un film per la televisione che un “pezzo di cinema”), ma va visto per le sue interessanti implicazioni sociologiche e politiche. Chissà in quante copie uscirà, e in che circuiti…
udp
31 gen 2009 - 17:57 - #2interessante…
n00dles
31 gen 2009 - 18:33 - #3tema molto interessante, giudicheremo sullo svolgimento…
clovis
31 gen 2009 - 18:39 - #4Stilisticamente sì, sembra + un film per la tv. Il film vuole portare alla luce il messaggio con “Interessanti implicazioni sociologiche e politiche”:erano interessanti negli anni ‘60, forse!; non aggiunge nulla di nuovo alla mitologia folkloristica maturata intorno agli aspetti più “ornamentali” dei totalitarismi.L’associazione è ormai superata.Io fossi uno sceneggiatore affronterei il tema dei totalitarismi “dell’ incoscienza” attuati attraverso la distrorsione della realtà attraverso l’informazione e i mass media asserviti al potere politico/finanziario (e di materiale ce ne sarebbe a tonellate…),Tralaltro il termine “totalitarismo” ha la sua radice nel concetto di plasmare la società in maniera “totale” appunto, a partire dall’istruzione scolastica e l’uso strumentale dei media secondo l’ideologia del regime. (”La cinematografia è l’arma più forte!” diceva Mussolini…e menomale che non esisteva ancora la TV!!!)
clovis
31 gen 2009 - 18:40 - #5Errata corrige.
L’associazione dittatura= violenza
francesco8787878787
31 gen 2009 - 19:15 - #6erano interessanti negli anni ‘60, forse
a me interessano ancora…
ma proprio “l’onda” dovevano chiamare il gruppo???mi ricorda il movimento studentesco…
Orpheus
31 gen 2009 - 22:19 - #7A me piacque molto e avrei preferito vincesse lui il Torino Film Festival al posto di Tony Manero
Gio91
11 feb 2009 - 15:47 - #8film interessante, sempre molto attenta alla qualità la BIM che lo distribuisce.
Al_g
19 feb 2009 - 10:44 - #9Per chi è interessato alle implicazioni psicologiche e sociologiche di questo film, ne consiglio anche un altro che parla di un “esperimento” di psicologia sociale realmente esistito e fortunatamente interrotto per il degenero violento che stava causando: “the experiment”, di Oliver Hirschbiegel. Parla dell’effetto Lucifero, teorizzato da Zimbardo. Cinematograficamente buono, ma compensato da altro.