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Il dubbio - di John Patrick Shanley: la recensione

Pubblicato: 06 feb 2009 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

Il dubbio: la recensioneIl dubbio (Doubt, USA, 2008) di John Patrick Shanley; con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis, Lloyd Clay Brown, Joseph Foster, Bridget Megan Clark, Lydia Jordan, Paulie Litt, Matthew Marvin.

Come succede al cinema con i sceneggiatori che esordiscono alla regia portano sul grande schermo un loro script, anche gli autori di pièces teatrali che esordiscono nel mondo della regia corrono un bel rischio. Da Paul Haggis a Guillermo Arriaga, abbiamo visto quali sono state le principali critiche verso i loro esordi registici: troppo innamorati delle loro parole per ricordarsi del “nuovo” lavoro.

John Patrick Shanley corre più o meno lo stesso rischio dei registi citati e di altri, portando in sala l’adattamento cinematografico del suo acclamato lavoro teatrale Il Dubbio. Evidentemente Shanley sa qual è rischio che corre e sa anche le difficoltà che è chiamato a dover evitare, visto che la sua regia tenta di essere tante cose assieme.

Elegante, classicheggiante, a volte mimetica e a volte volutamente vistosa. In alcune sequenze Shanley sposa le parole del suo testo, in altre ci dà sotto con costruzioni dell’inquadratura non ordinarie e movimenti di macchina. Chissà se il fine di Shanley era proprio quello di evitare l’anonimato.

Fatto sta che qui confermiamo tutto quello che si dice in giro e che pare davvero impossibile non scrivere in ogni recensione: il film è comunque un film d’attori, e ovviamente la qualità non si discute. Meryl Streep è Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman è Philip Seymour Hoffman, e la loro battaglia riesce a dare qualche bel fremito grazie ai loro sguardi e ai loro gesti.

Tradizione e progressismo, rigidità e apertura della Chiesa americana degli anni ‘60 si scontrano su un terreno delicatissimo, quello che appunto il dubbio di una giovane suora (interpretata da una convincente Amy Adams) insinua in Suor Aloysius: Padre Flynn non avrà forse una relazione con un giovane studente?

Il meccanismo è abbastanza chiaro, e fra dichiarazioni, sensi di colpa e ragionamenti vari si arriva ad una dichiarazione d’intenti finale che risulta forse anche un po’ posticcia. Il Dubbio non è un brutto film, ma manca quella giusta tensione e quel coinvolgimento sporco che forse sarebbe servito ad un film del genere.

Voto Gabriele: 6
Voto Carla: 7/8
Voto Simona: 7,5

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (5 Voti | Media: 3.8 su 5)
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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Kenji_Fujima

    Kenji_Fujima

    06 feb 2009 - 02:23 - #1
    2 punti
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    penso sia molto di più di un semplice 6

  • Profilo di Shawn Farrell

    Shawn Farrell

    06 feb 2009 - 02:33 - #2
    2 punti
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    Io l’ho visto e sono d’accordo..merita più di 6 cmq rispetto le tue idee

  • Profilo di liuis

    liuis

    06 feb 2009 - 05:10 - #3
    1 punto
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    E’ vero che il finale risulta un po’ posticcio, un voto in più però io glielo avrei (e glielo ho) dato.

  • Profilo di neodie

    neodie

    06 feb 2009 - 07:55 - #4
    0 punti
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    Quasi una delusione per me. Quasi perchè è indubbia la magistrale prova attoriale Meryl è immensa, Hoffman ormai non ha più bisogno di conferme, la Adams si dimostra perfetta anche in ruoli più impegnati. Ma il resto? Il fatto che il film sia tratto da una piece teatrale non può essere sfruttato come scusante per una messa in scena davvero piatta, con la noia che spesso fa capolino e che solo dialoghi eccellenti riescono a risollevare. Non mi ha esaltato per nulla, se non appunto come grande prova d’attori…

  • Profilo di Terris

    Terris

    06 feb 2009 - 10:38 - #5
    1 punto
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    Io darei anche un 7,5/ 8!
    Credo sia uno dei film migliori visti quest’anno.
    E’ un film profondo, che lancia degli spunti di riflessione molto interessanti. Bellissima la scena in cui il prete parla del pettegolezzo. Forse parte un po’ sottotono, ma da metà film in poi è un susseguirsi di scene, scontri verbali e dialettiche che almeno a me hanno fatto venire la pelle d’oca. Sicuramente il punto di forza del film sta nella tematica ( anche se trattata con tutte le difficoltà del caso che si incontrano nell’adattamento cinematograficodi un’opera teatrale), ma soprattutto nei dialoghi e nel cast. I faccia a faccia tra Hoffman e la Streep sono stupendi è uno scontro tra titani davvero… riescono ad asprimere i loro personaggi come pochi attori sono in grado di fare e dare loro vita attraverso parole e gesti. Meryl Streep è fenomenale e ha dimostrato di essere davvero la più grande attrice vivente regalandoci una delle sue più belle interpretazioni. Da OSCAR! Grande scoperta Viola Davis che, pur essendo sullo schermo solo per pochi minuti, ha decisamente meritato la candidatura come attrice non protagonista. Che dire io questo film l’ho davvero apprezzato tantissimo e mi ha lasciato dentro tante di quelle sensazioni che solo le opere d’arte ti regalano.

  • floppus

    06 feb 2009 - 11:31 - #6
    2 punti
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    io l’ho visto in originale al metropolitan di roma e non sono d’accordo con te. Per me è un 8 pieno. Dubito che il doppiaggio abbia potuto rendere le sfumature della recitazione dei 2 immensi attori (per quanto, in realtà, è impressioante Viola Davis nelle 2 scene in cui appare). E’ basato solo sui dialoghi, certo, ma che dialoghi (finalmente)

  • Profilo di Roberto D.

    Roberto D.

    06 feb 2009 - 12:22 - #7
    0 punti
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    Visto proprio ieri sera.
    Devo dire che è un film, sì, molto vario di scena in scena. I primi venti minuti sono molto belli, davvero maestosi, poi scade un pochettino, tant’è che molte volte mi ha fatto pensare “Ma possibile che parlino così di un argomento così delicato?, e a quei tempi?”. Non lo so. Il film in fondo mi è piaciuto, ma non di più. Come, diciamo, poteva piacermi Yes Man una volta visto al cinema. Gli attori sono bravi, ma speravo che il tutto fosse più coerente a se stesso, che il tutto fosse più umano.
    Troppi clichè nella seconda parte del film:
    (ATTENZIONE SPOILER)
    - La madre del ragazzino che vuole dimenticare questa storia perché, poverino, il ragazzino è di colore e ha il padre manesco.
    - Il finale… avrei preferito fosse quello che si evince dal titolo, e cioè che lo spettatore fosse rimasto nel dubbio. Non so voi, ma io non ero dalla parte di nessuno dei due personaggi. Perché? Perché ognuno aveva le sue ragioni. E sì, il prete sembrava avesse molto da nascondere, ma per questo anche la “sorella” Streep sembrava avercela con lui. Il dubbio, avrei preferito restasse tale, ecco. Mi sarebbe piaciuto di più.
    (FINE SPOILER)

    Nel complesso è un film che mi ha lasciato un po’ così. Deluso, forse. Sicuramente non scosso o con domande. Capisco perché non abbia ricevuto la nomina agli oscar come miglior film, e non so quale dei due attori meritano l’oscar. Perché? Perché in fondo non hanno recitato una parte tanto difficile per la loro esperienza. Se poi vogliamo regalare i premi, che facciano pure.

    6 1/2

  • Profilo di J.J. Drugo

    J.J. Drugo

    06 feb 2009 - 12:41 - #8
    -3 punti
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    Sarà che sono fatto in modo strano, ma a me la Steep non è piaciuta, ha sempre la stessa faccia per tutto il film tranne che nella scena finale. Avevo datto la sufficienza anche a Penn per Milk e invece a ripensarci mi sono ricreduto ….chissà che non accada la stessa cosa anche per lei ….. e invece giustamente immensi Philip Hoffman e davvero ma davvero Viola Davis che sta sullo schermo 4 minuti ma è bravissima. Amy Davis invece ha una parte e una recitazione un pò più convenzionale

  • scrooge81

    06 feb 2009 - 13:15 - #9
    -3 punti
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    recensione come sempre fatta con il cul0…cmq alla fine chi ha ragione???il pedofilo o la vecchia??

  • francesco8787878787

    06 feb 2009 - 13:53 - #10
    0 punti
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    dai raga, gabriele io ti devo conoscere…non è possibile…ma non è che siamo fratelli????ho avuto le stesse sensazioni a guardare il film…e la Adams mi è parsa la più convincente.

  • francesco8787878787

    06 feb 2009 - 14:33 - #11
    0 punti
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    Spoiler ATTENZIONE

    Roberto
    il ragazzino è di colore e ha il padre manesco.

    in realtà il padre è manesco perchè il ragazzino è omosessuale e la madre ha un atteggiamento condivisibile per le possibili discriminazioni sul colore della pelle e perchè teme che, una volta scoppiato il presunto scandalo con il prete, il padre potrebbe picchiare il ragazzino a morte. Inoltre si dibatte sul fatto che ogni cosa fatta per star bene qualcuno, abbia dei motivi, delle cause. Nessuno fa niente per niente. il Dialogo con la Davis, per me, è un momento emozionante, perchè la madre deve accettare che il figlio possa essere travolto da uno scandalo, di cui, poveretto, non ha alcuna colpa, mettendo a rischio la sua vita e il suo futuro, o accettare che il figlio possa essere stato abusato e lo possa essere ancora. In questa scena, in realtà, secondo la mia interpretazione, c’è il Dubbio per eccellenza ed è l’unico momento in cui la Streep sembra, per un attimo, essere quasi convinta a non andare avanti nel suo progetto di distruzione. Il problema, secondo me, del film non è tanto della sceneggiatura ma del coinvolgimento che solo in pochi casi è evidente…

  • francesco8787878787

    06 feb 2009 - 14:33 - #12
    0 punti
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    per far star bene

  • Profilo di Roberto D.

    Roberto D.

    06 feb 2009 - 15:16 - #13
    0 punti
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    ATTENZIONE SPOILER
    Francesco da cosa evinci che il ragazzino è omossessuale? Io ho visto solo un caso di emarginazione razzista che voleva fare da causa per l’avvicinamento pedofilo da parte di un prete. Che il ragazzino abbia problemi con se si capisce all’inizio quando chiede al compagno se lo trova grasso, ma il fatto che sia omosessuale mi dev’essere sfuggito del tutto, perciò ti chiedo chierimenti.
    Il dialogo con la madre del ragazzo è bello, vero, ma forse un po’ troppo banale. Se ci pensi era scontato sin da quando la madre è entrata nello studio della preside che in realtà non gliene fregava nulla del presente e pensava ad altro, il futuro. Questo, però, farebbe pensare che in realtà non pensi al bene del figlio, ma è un altro discorso. Piuttosto penso che la madre voleva infangare il dubbio della sorella per non creare ulteriori casini, già molto assillanti visto il colore della pelle del proprio figlio.

  • francesco8787878787

    06 feb 2009 - 15:47 - #14
    0 punti
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    è omosessuale perchè la madre parla di una tendenza o qualcosa del genere. la suora risponde che lei non giudica l’essenza del ragazzo (si sottindende sessuale) ma il comportamento, ovvero l’azione. questa frase si usa nella religione cattolica quando si condanna solo l’atto omosessuale e non la persona omosessuale. In realtà, è un refuso storico, perchè il catechismo del Concilio aveva maggiore apertura (almeno da un punto di vista interpretativo), e solo nel 1992, c’è stata questa chiusura. C’è una chiave metaforica, però, nel personaggio della Steerp, che rappresenta un cattolicesimo pre-concilio e che raffigura un tipo di modello ecclesiastioco chiuso tipico dei nostri giorni (il rifiuto dell’innovazione del Concilio è evidente, ioggi, dal fatto che il papa ha revocato la scomunica ai seguaci di Lefevbre, che sono anti-conciliaristi)

    un link è questo, ma è l’unico italiano dove si parla della presunta omosessualità del ragazzo, in realtà gli stranieri sono molti.
    www.cinespettacolo.it/csmain/articolo.asp?aid=6038 - 53k

  • francesco8787878787

    06 feb 2009 - 15:54 - #15
    0 punti
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    si parla di presunta omosessualità, perchè da un punto di vista psicologico, la fase intorno agli 11-12 anni è definita latenza, e le esperienze omosessuali sono molto diffuse nell’adolescenza. più che un omosessuale, propriamente, il ragazzino è ancora bambino, per questo non sono preciso nel dire che è omosessuale…

  • Valeria11111

    08 feb 2009 - 01:31 - #16
    0 punti
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    ..io l’ho appena finito di vedere!mmm a me non è piaciuto molto!non ho capito il finale…
    ATTENZIONE SPOILER
    se il prete non aveva fatto nulla al ragazzo ma l’aveva solo protetto (poichè poteva essere soggetto a discriminazione razziale) perchè ha ceduto e se ne è andato??? il dubbio,a mio avviso, lo ha la streep perchè, da quanto ho capito, non sa con certezza se ha fatto bene o male a mandar via il prete!
    FINE SPOILER
    io però vorrei avere maggiori chiarezze..se qualcuno potrebbe spiegarmelo gliene sarei grata!!

  • francesco878787878

    10 feb 2009 - 00:43 - #17
    0 punti
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    lo ha la streep perchè, da quanto ho capito, non sa con certezza se ha fatto bene o male a mandar via il prete!

    io non l’ho interpreta così…lei è in dubbio sulla fede e sul sistema ecclesiatico che ha permesso al prete di salire di grado…

  • Profilo di Fan.boy

    Fan.boy

    11 feb 2009 - 01:08 - #18
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    Bellissimo film, mi è veramente piaciuto.
    SPOILER

    Francesco ha ragione, il ragazzo è omossessuale. Per questo il padre lo picchia ed è anche per questo che è stato mandato in una scuola privata .”Alla scuola pubblica l’avrebbero ammazzato” dice infatti la madre.
    Il titolo è emblematico, ogni personaggio dovrà confrontarsi con il dubbio, anche se il dubbio più grande rimane quello dello spettatore sulla natura del rapporto tra il ragazzino di colore e il prete.
    Quando Suor Aloysius nel finale crolla, ammettendo il suo dubbio, non viene chiarito a che riguardo (altro dubbio).
    Sappiamo che Suor Aloysius viene colpita dal sermone di padre Flynn sul dubbio (all’inizio del film). Chissà, magari si è sentita indirettamente presa in causa, magari proprio per questo diverrà guardinga e maldisposta verso padre Flynn.
    Sono solo congetture che lasciano il tempo che trovano. Resta difatto (almeno per me ) un ottimo film e una strepitosa performance di due grandissimi attori.

  • flauer

    12 feb 2009 - 16:14 - #19
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    Intensa l’atmosfera, in linea con il tempo della narrazione. Forse un pò lento ,ma anche qui giustificato dall’argomento in oggetto.
    A me non dispiace affatto, sarà che non mi stanco mai di assistere alle interpretazioni impeccabili della Streep?

  • Profilo di ceo_85

    ceo_85

    30 mag 2009 - 20:19 - #20
    0 punti
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    Questo è un film particolarmente irritante.
    E’ vero che la tematica trattata, ossia proprio quella del ‘dubbio’ deve rendere la pellicola subdola, torbida, pesante, ma qui si esagera.
    John Patrick Shanley si dimostra essere un regista furbissimo, dimostrando si saper dirigere bene un film che in realtà ha davvero ben poco da dire, semmai ha solo qualcosa da suggerire, riuscendo a far insinuare nello spettatore tanti ’se’, ‘ma’ e ‘forse’.
    Ma solo a chi vuole stare al gioco. La pellicola è ben fotografata e la ricostruzione storica-contestuale funziona discretamente.
    Sicuramente punto di forza del film è il cast, che sembra esser pensato per fare incetta di nomination e probabili vincite agli Oscar con ben 4 nomination attoriali (miglior attrice protagonista la sempre incredibile Streep, attore non protagonista il bravo Hoffman, e attrici non protagonista la ormai sempre più sulla cresta dell’onda Adams e la più improbabile Davis), con ruoli difficili ed intensi.
    Il film intriga, ci si aspetta la svolta o il colpo di scena, la storia si dilunga, dilata e alla fine non succede mai nulla, rendendo il tutto piatto e inanime. Non si parla della volontà di volere tutto e subito, nè pretendere chiarezza, si parla invece di dare senso al tutto, mancanza che incide notevolmente sull’attenzione dello spettatore che è messo a dura prova e che rischia di annoiarsi in più di un’occasione a causa anche della durata forse eccessiva.
    Un film tecniamente perfetto, dal quale però era lecito aspettarsi comunque qualcosa di più.