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Due Partite - La recensione in anteprima

Pubblicato: 04 mar 2009 da carloprevosti

Commenti dei lettori

2PartiteDue partite di Enzo Monteleone, con Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Melillo, Claudia Pandolfi, Alba Rohrwacher.

1966. Quattro amiche si ritrovano tutti i giovedì per una partita a carte, mentre le rispettive figlie giocano insieme nell’altra stanza. Dai loro discorsi emerge che la condizione di madri e mogli sottomesse non le soddisfa, ma sono costrette ad accettarla, loro malgrado. Trent’anni dopo, in occasione del funerale di una di loro saranno le quattro figlie a ritrovarsi nello stesso appartamento a ragionare sulla loro vita, tanto simile quanto diversa.

Enzo Montelone ha diretto una commedia dolce-amara sul mondo femminile, traendo la sceneggiatura da un brano teatrale di Cristina Comencini (in cui si respira una forte aria autobiografica) e offre un occasione di confronto a otto fra le più note attrici di due intere generazioni di attrici del panorama cinematografico italiano. Due partite è un film da 8 marzo, nel bene e nel male.

Uno spaccato di due generazioni, separate da tre decenni fondamentali per la definizione dei ruoli tra uomo e donna, mettono in luce quanto sia cambiata la posizione sociale della donna sebbene dalla sceneggiatura traspaia una certa incapacità di trovate una risposta definitiva capace di risolvere tutte le domande, ma forse la causa è anche l’assenza di un vero punto di riferimento nel mondo maschile.

L’impianto su cui si basa la storia del film è fortemente teatrale. Unicità di tempo, luogo e azione caratterizzano i due capitoli del film, intervallati dalla una breve sequenza in esterni del funerale di Beatrice (Isabella Ferrari), morta suicida come lo fu a propria volta sua madre. Sebbene la rigidità dei dialoghi non nasconda la sua origine per il palcoscenico, la prova generale del cast è buona (anche se un paio fra loro risultano decisamente impostate e sopra le righe, indovinate voi chi).

Ottimo invece il lavoro realizzato per creare un netto contrappunto tra la due macrosequenze, separate da 30 anni. Il 1966 è caratterizzato da colori saturi, apparentemente vivaci e da una luce che pare offrire speranza alla vita che sta crescendo nel ventre di Beatrice. Il 1996 è invece desaturato, invaso da una luce calliginosa e fredda, i contrasti sono accentuati, netti i bianchi e i neri, c’è una nuova vita per le donne ma anche una maturata disillusione. La nascita che arriva è contrapposta al concepimento desiderato ma che non arriva, la carriera non è sottoposta alle esigenze della famiglia ma l’incazzatura resta.

Tutto cambia perchè tutto resti come prima, secondo una gattopardesca memoria, o forse no?

In uscita il 6 marzo

Voto Carlo 6
Voto Federico 6
Voto Simona 6,5

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • stef111

    04 mar 2009 - 09:49 - #1
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    un solo commento: CHE PALLE!!

  • Profilo di antonella0608

    antonella0608

    04 mar 2009 - 10:32 - #2
    1 punto
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    ho visto la piece teatrale e devo dire che era molto bella mi ha affascinato
    considerando che sono un’appassionata di cinema ma che per partito preso non spendo i soldi per vedere i film italiani (inguardabili come i vari moccia, boldi, de sica ecc) questo è uno dei pochi film che vedrei veramente al cinema

  • scrooge81

    04 mar 2009 - 13:57 - #3
    0 punti
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    8 attrici che incapaci che messe assieme non fanno un attrice vera!voto:3,5!!!

  • Profilo di Fabio Piace a Pochi ...

    Fabio Piace a Pochi ...

    04 mar 2009 - 14:35 - #4
    0 punti
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    ne ero convinto si vedeva dal trailer che faceva cag

  • Profilo di Ant0

    Ant0

    04 mar 2009 - 21:11 - #5
    -1 punto
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    Un solo commento, anzi due.. PREVENUTI e W PAOLA CORTELLESI!

  • Mapi

    13 nov 2009 - 21:27 - #6
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    Film molto bello, che fa anche molto pensare. Un film che esprime perfettamente il disagio che stavamo vivendo e che oggi viviamo in modo più accentuato. La poesia è splendida ed incarna tutto ciò che una donna desidera. . . e sarebbe bello se un giorno anche gli uomini lo capissero.