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Matt Reeves pronto per Let Me In, il remake di Lasciami entrare

Pubblicato: 04 mar 2009 da Gabriele C.

Matt Reeves pronto per Let Me In, il remake di Lasciami entrare
E’ tutto pronto per il remake di Lasciami entrare, ottima pellicola di Tomas Alfredson che è diventata pian piano uno dei veri casi dell’anno, ottenendo premi su premi ed un glorioso passaggio al Torino Film Festival.

Matt Reeves, il regista di Cloverfield, inizierà le riprese a maggio per un’uscita in sala prevista per il 15 gennaio 2010. In circa sei mesi, quindi, questo nuovo Let Me In (nuovo titolo che sostituisce l’internazionale Let The Right One In) sarà pronto. Co-produce la risorta Hammer.

Tuttavia, è un po’ inquietante notare come l’America continui sulla strada di velocissimi rifacimenti di film più che recenti. Il primo caso che colpì gli appassionati fu REC, rifatto immediatamente in Quarantena. Forse a Lasciami entrare va un po’ meglio: REC non è stato nemmeno distribuito nelle sale americane, il film di Alfredson sì. Con copertura limitata, ovviamente…

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Trelkovski

    Trelkovski

    04 mar 2009 - 01:31 - #1
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    Questa è una notizia ripugnante.

    1- L’averlo distribuito in poche sala mi sa di ricerca di mercato, tipo: vediamo se tira? Probabilmente hanno riscontrato gradimento e investono in un remake da propinare in centinaia di sale e nel resto d’Europa (a noi italiani allocchi sicuramente non ci faranno mancare la visione, sebbene il film originale sia uscito).

    2- Il mercato americano sta depredando il cinema europeo come reazione a una evidente crisi: i blockbuster sono prodotti da ritardati mentali (Trasformers ne è l’icona), la pellicola indipendente tira e possono lanciarla come “caso dell’anno” se è americana, se è europea la rifanno e si prendono i soldi.

    3- E’ matematicamente certo che costruiranno il remake come fosse un prequel di “Twilight” (non intendo con riferimenti alla storia, solo il fatto che i protagonisti sono più giovani) puntando sull’amore dei protagonisti, una dannazione da Vanity Fair e una colonna sonora utile a lanciare l’ennesimo gruppo pseudo-emo-punk-rock-piagnone.

    Detto questo, penso davvero che i soldi girino nelle mani sbagliate, che bisognerebbe boicottare questo modo di fare cinema, lasciare che si ingozzino tra loro e riscoprire il fermento di casa nostra (in senso largo, qui in Italia l’unico fermento di cui ci pavoneggiamo è quello dei vermi che si cibano del cadavere del cinema italiano che fu e non si incoraggiano realtà più indipendenti, che invece esistono).

    Che schifo!

  • Profilo di augustus

    augustus

    04 mar 2009 - 07:48 - #2
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    questa notizia…. non mi ripugna affatto, per alcuni motivi:

    La pellicola e’ stata distribuita (negli USA)in poche sale come succede con tutte le pellicole europee (a parte pochi esempi, come taken) per ovvi motivi di marketing: le pellicole europee (di qualita’)sono sempre particolari e rivolte a un pubblico europeo, quindi non significa che piacera’ all’estero (infatti non c’e’ questo grande impero del cinema europeo). Esempi di film che sono pensati per piacere a un livello internazionale sono i blockbuster, che contano su sequenze/temi universali (l’azione l’esempio piu’ lampante, con ovvie emozioni visive che non hanno bisogno di nessuna traduzione). Infatti molti film pensati solo per il mercato americano ( film indipendenti, ma anche dalla grande distribuzione sul suolo USA) non vengono esportati all’estero (molte volte sono film basati sul linguaggio, come le commedie dove molti significati anche culturali non possono essere tradotti. Le commedie americane che vengono esportate, anche se perdono sempre un po’, sono quelle che hanno un significato che puo’ essere compreso a livello globale senza avere risvolti negativi a causa di differenze culturali, esattamente come i film demenziali (purtroppo)).

    Detto questo, se il film in questione ha delle caratteristiche originali/interessanti/di successo, non vedo dove sia il problema se si voglia tradurre questi contenuti in un “linguaggio” culturale (e di gusti) in modo che abbia successo (quasi assicurato, dato il prodotto in partenza) in modo da fare profitti anche nel mercato americano (e su scala internazionale se fatto in quell’ottica).

    Quanto alla crisi alla quale si riferisce Trelkovski, davvero non la vedo: gli incassi del 2008 sono stati ottimi (con record d’incassi per molte case di distribuzione, WB per prima). Quanto a blockbuster ” prodotti da ritardati mentali”, posso solo sperare che piu’ film (e paesi che si credono produttori di film) si possano ispirare a capolavori come Il Cavaliere Oscuro o Wall-e (per citare 2 blockbuster di quest’anno). Poi ci sono altri come Hellboy 2, Mamma Mia, Appalosa, Changeling, Benjamin Button, Frost/Nixon, Slumdog Millionaire.
    E si puo’ continuare con i film di quest’anno: Gran Torino, Revolutionary Road, e Coraline, e sono passati solo 2 mesi.
    Eh gia’, tanta crisi d’idee……

  • Profilo di Bad Moon

    Bad Moon

    04 mar 2009 - 09:07 - #3
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    Io questa mania americana di fare i remake dei film non la capisco proprio.

  • Littletony

    04 mar 2009 - 10:11 - #4
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    Questo film è un gioiellino. Invece di adattare le cose ai propri “gusti”, ci si dovrebbe aprire di più, essere meno provinciali. La cultura credo sia proprio sinonimo di apertura, quindi ben vengano certi remake, ma operazioni simili a REC e Lasciami Entrare io le trovo operazioni di bassa lega.

    Il discorso di augustus è giusto ma va relativizzato, e non credo che sia questo il contesto.

    Osmosi, comunicazione………allora uno stia col proprio cinema nazionale….anzi rifacciamo i classici…Milano Citta aperta, Cagliari anno zero, Ladri di skateboard, Uccellini, Amarscord, Mamma Parigi.

    fare un film è difficilissimo, farlo bene e con un budget bassissimo è ancora più difficile. Rameke alla Van Sant e Haneke hano un loro senso, ma cosi si offende lo sforzo di un regista che ha realizzato un gioiello partendo dal nulla. Dovrebbero investire non sul remake, ma sulla distribuzione!

  • Profilo di petauro

    petauro

    04 mar 2009 - 10:40 - #5
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    Tra poco non si farà in tempo a vedere il film in sala che avranno già fatto il remake. Grande spessore intellettuale. Un remake ha senso a distanza di tempo, ed è un modo per reinterpretare un concetto narrativo in chiave moderna, oppure per trasporre un concetto in una cultura diversa (tipo i remake dei film orientali, anche se di solito queste operazioni sono penose e di scarsa qualità) e in questo caso non conta il tempo ma la qualità. In una cultura occidentale molto simile per gusti ed esigenze, trovo forzatissimo riadattare a una cultura simile nello stesso periodo storico un prodotto di cui proprio le sfumature differenti lo rendono interessante al mercato. Secondo me, solo un gustosissimo osso dato in pasto al primo cane che passava, che, guarda il caso, è uno che con il becerissimo marketing ci va a nozze.

  • rraph

    04 mar 2009 - 10:55 - #6
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    non concepisco il freno che gli studios americani hanno verso i film stranieri… perchè il pubblico si gusti una bella storia devono per forza rifarla?? se funzionasse così dappertutto i loro film non uscirebbero neanche da hollywood, no?
    mah…

  • Pipischella

    04 mar 2009 - 10:57 - #7
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    Trelkovski, non solo i film europei vengono saccheggiati, ma le cinematorafie tutte. Giusto ieri è uscita la notizia, anche qui su Cineblog, del remake di una commedia sudcoreana, e anche il cinema giapponese è rifatto spesso… Ma qui si trascura una cosa fondamentale: si fa presto a dire “invece di rifarlo, distribuite meglio l’originale”. Ma ci si deve scontrare su un protezionismo verso le “fragili e delicate” menti americane, quelle dello spettatore medio, che o non capirebbe o rimarrebbe inorridito dalle sottili provocazioni, in questo caso, di Lasciami entrare, tratto da un romanzo con evidenti riferimenti alla pedofilia, alla seduzione, all’ammaliare da parte di questa Lolita vampira sporca e sciatta. Senza contare che la visione romantica del vampiro non è mai arrivata ad apici ipertrofici come in questo momento, grazie a Twilight, ma anche a tutta una serie di romanzetti-instant che sono seguiti e sono stati meglio ripubblicati.
    Una vampirella zozza e sciatta, con le unghie nere, i vestiti sporchi, i capelli unti, che dorme in una vecchia vasca avvolta da coperte consunte, dopo aver messo vecchi scatoloni scassati per coprire i raggi del sole… gli americani vogliono la vampira bella, alla Underworld, che dorme in bare di ciliegio… Possibilmente deve bere solo il sangue dei cattivi, non di poveracci alla ricerca di uno straccio di svago dopo una giornata di lavoro. E alla fine deve comunque vincere il bene.

  • Profilo di Trelkovski

    Trelkovski

    04 mar 2009 - 11:54 - #8
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    Che bello finalmente leggere interventi che aggiungono qualcosa.

    Condivido quanto detto da Littletony (!) e da Pipischella. I film saccheggiati o potenzialmente esposti ai saccheggi dai “predoni” americani sono tutti quelli prodotti fuori dal confine USA. E come dice Littletony (!), questo è indice di assenza di apertura verso culture, linguaggi e interpretazioni diverse, ciò che si potrebbe tradurre come una xenofobia culturale. Traducono secondo il loro linguaggio e fanno dunque un filtro dall’esterno verso l’interno. Ma allo stesso tempo, quanto tradotto approda nel resto del mondo, che assorbe più facilmente il prodotto edulcorato, creando in questo modo una visione a senso unico.

    La profezia di petauro non è così lontana dalla realtà ed è uno sbocco ormai prossimo: il remake arriverà in contemporanea e adombrerà senza dubbio l’originale.

    La polemica non poggia solo sul versante economico, che - come giustamente fa notare augustus - non pone problemi (anzi, i soldi si fanno anche così), ma culturale, sociale e volendo quanto accade sul piano politico si riflette su questa tendenza al remake e all’appropriarsi di quanto “viene da fuori”, rielaborarlo e esportarlo come prodotto di mero consumo.

    “Lasciami entrare” è un film (e prima ancora un libro) assolutamente non convenzionale, carica la figura del vampiro di quanto detto da Pipischella. L’operazione americana sarà invece di “scarico” dai contenuti e aggiunta di romanticismo patinato alla “Twilight”.

  • Ha|jimE

    17 mar 2009 - 21:35 - #9
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    sti americani con la fissa per i remake proprio non li capisco…ma che gusto c’è nello stravolgere un film? “lasciami entrare”, per esempio, è una bella favola horror perchè fa vedere il mito del vampiro in maniera diversa: non più l’essere perfetto e seduttore ma una bambina che ha,purtroppo, questo “dono”…ma negli USA mica può passare un’immagine del genere e,sicuramente, lo faranno diventare la copia da bambini di “Twilight”…gia capirete che uscirà fuori…

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