
E’ una bellissima scena di passione e di amicizia quella che arriva oggi da Piccole Ceneri, atteso film con Robert Pattinson nei panni di Salvador Dalì. Il giovane Dalì, sorridente e felice, in bicicletta con Federico García Lorca si concede una giornata di mare, rimasta nascosta dalle dune e dalle ruote delle bicicliette accasciate a terra…
Diretto da Paul Morrison, e con Javier Beltran e Matthew McNultyad affiancare l’Edward di Twilight, il film, costato appena 2 milioni e mezzo di euro, arriverà nei cinema inglesi nei primi mesi del 2009.
Il biopic andrà a raccontare la giovinezza di Salvador Dalì, Luis Buñuel, interpretato da Matthew McNulty e Federico García Lorca, portato in sala da Javier Beltran, con la loro forte e potente amicizia a fare da sfondo al tutto. Curiosi di vedere l’annunciata scena? Cliccate su continua allora…
Pipischella
12 mar 2009 - 10:31 - #1Credo che Pattinson (come la Stewart) abbia ben più da dire e dare che Twilight. Vedremo se ho visto giusto…
pol the zar
12 mar 2009 - 22:33 - #2concordo con Pipischella… anche se alla saga di twilight ormai ci sono incatenati… altri due film sono in programma… non gli interessa neanche come andrà new moon che già girano eclipse… può darsi che sia una mossa azzeccata a livello di incassi visto che fanno leva sull’entusiasmo del primo… però in fatto a qualità saranno più scandalosi del primo
AFAN Alessandro Fantini
13 mar 2009 - 09:55 - #3Il film promette di essere una leziosa guitteria con velleità pseudo-biografiche fondata sulla superificiale interpretazione e deformazione di dati storici e arbitrarie caratterizzazioni cartoonesche dei personaggi, come quella di Dalì impersonato da Pattinson che in una scena ambientata all´epoca del suo ultimo incontro con Lorca nel 1935 viene mostrato con due mustacchi alla Menjou che si sarebbe in realtà fatto crescere fino a quella lunghezza solo negli anni 40 (si confrontino le foto del Dalì trentaduenne con quelle del Dalì quarantacinquenne), e in pose clownesche da ballerino di fox trot con gli occhi sgranati che era solito assumere solo nelle foto e davanti alle telecamere a partire dagli anni 50. Preferisco pensare che la sceneggiatrice Philippa Goslett ed il regista Paul Morrison siano stati costretti dalla produzione a snaturare l´idea originaria del soggetto per esasperare i toni della storia e per ripresentare al pubblico la più familiare e pacchiana immagine di pazzoide egomaniacale che lo stesso Dali contribuì a creare dopo aver raggiunto il successo negli USA, offuscando la sua ben più consistente figura di intellettuale e artista (ma che emulata dal giovane Pattinson risulta quanto meno ridicola e pateticamente posticcia).
Sebbene mi riservi di esprimere un giudizio meditato e definitivo solo dopo aver visto il film nella sua interezza, finora tutti gli indizi inducono a prevedere l´ennesima variazione stereotipica e pretenziosa sul tema dell´amore impossibile aggiornato alla contemporanea ondata cine-omosex inaugurata da “Brokeback Mountain” e rinverdita quest´anno da “Milk”.
AFAN Alessandro Fantini
17 mar 2009 - 08:38 - #4I miei timori circa la ridicola mediocrità e gratuita oscenità (più intellettuale che sessuale) di questo film vengono confermati persino dall’attore protagonista in una recente intervista: http://www.tgcom.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo444194.shtml