O lo si ama o lo si odia. Lars Von Trier da sempre divide critica e pubblico. Abbandonato il Dogma95, il discusso e discutibile regista danese è attesissimo a Cannes con il suo primo horror, Antichrist, che da settimane sta facendo parlare di sè. Dopo aver visto il trailer americano e le prime locandine, oggi possiamo dare un’occhiata al trailer italiano del film, distibuito nei nostri cinema dalla sempre più attenta LuckyRed.
Protagonisti del film, che arriverà nei cinema italiani il prossimo 22 maggio, sono Charlotte Gainsbourg e Willem Dafoe, a quanto pare impegnati in una scioccante ed infuocata scena di sesso iniziale di 6 minuti, pronta a far esplodere la Croisette. Il film, partendo dall’idea che il mondo è stato creato da Satana e non da Dio, porterà in sala la storia di una coppia che, dopo aver perso il figlio, si ritira in una casetta nel bosco…
Ma ora cliccate su continua, visto che c’è la versione italiana del trailer.
flavio89
03 mag 2009 - 12:02 - #1qualcuno mi può dire che locandina c’è su filmtv di questa settimana con megan fox in copertina??! grazie!!
xibalba
03 mag 2009 - 18:37 - #2Scala al paradiso di Powell-Pressburger
Luisa Tanzi
07 mag 2009 - 23:41 - #3mi aspetto qualcosa di unico…
atmo
17 mag 2009 - 14:44 - #4fà troppo pauraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
snowboarderbz
31 mag 2009 - 23:51 - #5l’unico commento che posso mettere e’ ASSURDO !!!!!!
HO PERSO 7EURO E 50 !!!! VOLEVO FARMELE RIMBORSARE ASSIEME A TUTT LA SALA !!! tutti delusi !!!!
cosa centra il titolo con un film del genere io lo avrei intitolato le voglie sessuali di una povera pazza !!! film basato solo sulle voglie di una squilibrata !!!!
sconsigliatisssssssimo !!!!
non perdete tempo a guardarlo !
Lars2
01 giu 2009 - 14:07 - #6Il Film è un capolavoro! Non apprezzabile dalle menti povere e di dubbioso valore culturale, atte maggiormente a film qualunquisti e inutili. Chi non sa apprezzare Lars Von Trier, sono coloro che al cinema ci vanno sono per perdere una serata, così come probabilmente stanno perdendo tempo nella loro vita, per DISTRARSI, per riempire la loro esistenza di “momenti tristemente divertenti”! Il sonno della ragione genera mostri!
P.S. X “snowboarderbz”: …E tu non perdere tempo a scrivere sui blog. Quando non capisci qualcosa, non chiederti cosa non va in quella cosa, ma chiediti cosa non va in te! Fidati, troverai la risposta molto più semplicemente.
stef2
27 ott 2009 - 16:34 - #7questo film di von trier è veramente disgustoso, pesante e senza senso.Ci sono tutta una serie di scene forti fini a sè stesse,volte solamente a mascherare l’inconsistenza della trama.E’ ora di finirla con questi registi intellettualoidi….
mauro-lanari
06 nov 2009 - 15:55 - #8Von Trier è la prova provata del fallimento d’una psicoterapia, tipo “La casa dei giochi” di Mamet però all’ennesima potenza. Negli extra ammette con candore diabolico che nei suoi film propone la tesi a lui avversa, ed estremizzata parossisticamente per ridicolizzare i propri avversari ideologici. In questi film manca qualsiasi tipo d’indicatore semiotico che avvisi gli spettatori di tale sua intenzione, poiché lui gira solo per se stesso, narcisisticamente e sadicamente, quindi godendo nel vedere quanti sono coloro che abboccano all’amo. “Le onde del destino” e l’amore sacrificale con tanto di scampanellio che rinvia a una ricompensa nell’aldilà, una premialità ultraterrena? “Figuriamoci, sono ateo.” E “Antichrist”? “Figuriamoci, forse ero ateo.” Misoginia, misantropia, pessimismo cosmico? “Una tesi vale l’altra, ne scelgo una a caso”, arbitrariamente e faziosamente.
Depressione, ansia e attacchi di panico? “Ho 4 figli, dunque non sono poi così sensibile” (“Lars has been married twice. He and first wife Cæcilia Holbek Trier divorced in 1996. They have two children together. Lars then married Bente Frøge in 1997. The couple currently has two children”). La terapia gli è servita per scrollarsi di dosso il senso di colpa nel prendere per i fondelli il pubblico. Tutto sommato, con la macina al collo in “Dogville” la sua crudele perversione non aveva ancora toccato i vertici di Oshima e del Miike di “Audition”. Ringrazia davvero i suoi addetti agli effetti speciali per avergli consentito d’inscenare dei sogni traumatici “a cui l’odierna psicologia [per fortuna] non dà più alcun valore”.
Da Wp: Il “von” aggiunto
Lars Trier dà all’aggiunta del von al suo nome un valore molto profondo e radicato in sé.
Suo nonno, Sven Trier, amava raccontare che durante il suo soggiorno in Germania, il suo nome abbreviato Sv. venne confuso con von, per cui tutti lo chiamavano Sven von Trier.
Molti degli artisti che Lars ama hanno aggiunto un titolo nobiliare al proprio nome: Edward Kennedy Ellington si faceva chiamare Duke Ellington, così come William Allen Basie diventò Count Basie, per non parlare dei registi Josef von Sternberg o Erich von Stroheim che aggiunsero entrambi il von arbitrariamente.
Unendo questi elementi al fatto che nel 1975 Lars soffre, come dice lui stesso, di una forte autovenerazione, adotta questo titolo nobiliare. La sua prima apparizione pubblica è nel 1976, quando su un quotidiano locale pubblica un articolo su Strindberg intitolato Al limite della follia, firmato da Lars von Trier.