Il post si sarebbe potuto intitolare “Aspettando Venezia 66″. Sono infatti ancora poche, a meno di tre mesi dall’inizio della prossima edizione della Mostra del Cinema, le notizie sui film in cartellone. A parte il Leone d’Oro alla Pixar con tutte le proiezioni per festeggiare la casa di Up (la prima italiana sarà ovviamente proprio al Lido), una discussa proiezione speciale di Katyn e qualcosa sulle retrospettive, non si conosce ancora oggi neanche il titolo del film d’apertura.
Sarà forse per il presunto, serrato “ballottaggio” tra The Human Factor di Eastwood o The Tree of Life di Malick? Oppure c’è un terzo incomodo che avrà l’onore di aprire un’edizione decisamente attesa, dopo una Venezia 65 da molti criticata e una Cannes dal cartellone invidiabile? Di nuovi rumor non ne sono praticamente arrivati (se non la presenza quasi certa di Abel Ferrara), e allora ecco che continuiamo ad aspettare. E in attesa vi proponiamo per la prima volta su Cineblog la sigla che Ermanno Olmi ha ideato e diretto per la Mostra.
Andata a sostituire i colori e le musiche “messicaneggianti” della sigla delle precedenti edizioni, la sigla di Olmi è un omaggio all’evoluzione della storia del cinema. Sulla falsariga del mitico L’arroseur arrosé dei Lumière, il regista ripercorre i diversi formati dal 4:3 al panoramico, viaggia dal muto al sonoro, e dal bianco e nero al colore. Un viaggio dall’origine al digitale, insomma. Molti, tuttavia, non sono rimasti molto soddisfatti della sigla. Chissà se rimarrà per Venezia 66…
Gio91
06 giu 2009 - 13:01 - #1se ci fosse uno tra human factor e tree of life sarebbe un’edizione fantastica, spero il secondo, dove c’è il grandissimo sean penn
Pipischella
06 giu 2009 - 19:32 - #2Io preferivo di gran lunga la sigla con il leone in pantofole ideata e realizzata dalla grandissima Francesca Ghermandi, una delle migliori fumettiste italiane a mio avviso. Anzi, devo dire che mi piacerebbe conoscerla DA MORIRE, ma per un motivo o per l’altro non riesco mai a vederla manco da lontano! Più che messicaneggiante, era una carrellata di suoi personaggi. Che poi colori e forme messicane la ispirino… boh, forse a volte. In Grenuord non c’erano. Bellissimo fumetto sull’alienazione umana. La adoroooooooooooooo!!! Qualcuno sa se posso recuperare quella bellissima sigla? Ci avevo pure montato una coreografia ;))))
Gabriele C.
07 giu 2009 - 01:32 - #3Quella sigla, che è rimasta per 3 anni, è una meraviglia:
http://www.youtube.com/watch?v=upf0×6ZKKyA&feature=player_embedded
Sulla Ghermandi ahimè ammetto di essere poco informato.
Pipischella
07 giu 2009 - 12:22 - #4Ma allora qualcuno l’aveva ripresa! Grazie Gabriele! Spero di restituirti il favore facendoti conoscere meglio questa grande artista, a mio parere l’unica fumettista underground donna degna di questo nome in Italia. Non ha un sito ufficiale, ma se la cerchi su Google non te ne pentirai. In libreria trovi i suoi lavori, io adoro questo: lafeltrinelli.it/products/9788876180750/Grenuord/Francesca_Ghermandi.html?prkw=francesca ghermandi&srch=0&Cerca.x=0&Cerca.y=0&cat1=1&prm= Perché è mooooolto cinematografico, c’è un personaggio si chiama Louise ed è palesemente ispirato a Louise Brooks. Qui la recensione dell’ultima uscita (che però in realtà è la riedizione a colori di un vecchio lavoro): alphabetcity.it/index.php?com=articolo&id=2567