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Moonacre - I segreti dell’ultima Luna: la recensione

Pubblicato: 13 giu 2009 da Simona

Moonacre nuova locandinaMoonacre - I segreti dell’ultima luna (The Secret of Moonacre - Fantasy - Ungheria, Gran Bretagna, Francia 2008). Regia di Gabor Csupo, con Dakota Blue Richards, Augustus Prew, Ioan Gruffudd, Natascha McElhone, Tim Curry, Juliet Stevenson, Andy Linden, Michael Webber, Zoltán Barabás Kis, George Mendel.

Maria Merryweather ha tredici anni. E’ orfana di madre e quando anche il padre - indebitato fino al collo - muore, i creditori lasciano la ragazza senza un soldo e senza una casa. Maria è quindi costretta ad abbandonare Londra ed a trasferirsi, con la sua leale governante Miss Heliotrope, a vivere in campagna con suo zio, il burbero e misogino Sir Benjamin, che vive presso la misteriosa Moonacre Manor.

Una volta giunta a Moonacre, leggendo il libro che le è stato lasciato come unica eredità dal padre, Maria scopre l’esistenza di una maledizione che grava sulla valle, risalente a molti secoli prima.Per spezzare la maledizione, salvare Moonacre Valley dalla distruzione e porre fine all’antica faida fra le famiglie Merryweather e DeNoir, Maria - ultima Principessa della Luna - deve riuscire a trovare le magiche perle di luna e restituirle al mare prima del sorgere della prossima luna piena.

In programmazione nelle sale italiane da ieri, 12 giugno (dopo un balletto di date che lo hanno visto spostare per almeno quattro volte, da aprile a luglio, per poi tornare al mese di giugno), Moonacre - I segreti dell’ultima luna, diretto dal pluripremiato regista ungherese Gabor Csupo, è un adattamento ad opera di Lucy Shuttleworth e Graham Alborough del romanzo The Little White Horse (che si dice abbia ispirato l’autrice della saga Harry Potter) scritto da Elizabeth Goudge nel 1946. Si tratta di un fantasy classico di buona fattura, anche se non perfettamente riuscito.

Moonacre

Il film, ricco di tutti i luoghi comuni ricorrenti nella quasi totalità dei titoli fantasy, è abbastanza prevedibile ed ha il sapore di una fiaba antica che, come Le Cronache di Narnia (ma senza altrettante scene epiche e di grande effetto), sa un po’ di stantio e fatica ad appassionare un pubblico moderno che ha già visto tutto, abituato a grandi effetti speciali e colpi di scena. Il genere fantasy si è un po’ arenato (a parte il fortunato esploit del bellissimo Stardust, un paio di anni fa); sembra che il cinema non riesca più a tradurre sullo schermo l’immaginario fantastico delle fiabe.

Lontano dalle atmosfere di Un ponte per Terabithia, Gabor Csupo cerca un linguaggio visivo più classico per raccontare la storia di Maria che, come la protagonista de Il giardino segreto, dovrà conquistare la fiducia e l’affetto del burbero zio dal cuore spezzato, e sciogliere l’incantesimo che minaccia di distruggere Moonacre ed i suoi abitanti prima dello scadere del tempo previsto, come l’eroina di La Bella e La Bestia (ma in questo caso Lumière, Tockins e Mr.Potts vengono sostituiti dallo chef Marmaduke, il maggiordomo tuttofare Digweed e la governante Miss Heliotrope); e forte solo del potere magico di un libro, come Bastian de La Storia Infinita.

Bellissimi i costumi creati da Beatrix Aruna Pasztor, in particolare gli abiti femminili, che denotano una forte ispirazione di gusto giapponese e fondono linee classiche a linee moderne ed avanguardistiche. Belli (ma con la tecnologia a cui siamo abituati, non straordinari) gli effetti speciali visivi, che mettono in scena un leone nero, un unicorno ed uno spettacolare branco di cavalli selvaggi che corre fra le onde del mare.

Convincenti gli interpreti, anche se la giovane Dakota Blue Richards viene molto penalizzata dalla monocorde e fastidiosissima voce italiana. Buona la caratterizzazione dei cattivi (ma ci sarebbe piaciuto che i loro personaggi venissero maggiormente approfonditi), capitanati da un Tim Curry-Cour De Noir visibilmente invecchiato ed imbolsito, ma sempre affascinante.

In definitiva: un film ben fatto, nulla da eccepire, se non che si ha costantemente l’impressione di averlo già visto. Le pecche, se così le si può definire, sono però da cercare nella storia che viene rappresentata e non nella sua trasposizione visiva.

Se non lo avete visto, qui trovate il trailer.

Voto Simona: 6,5
Voto Carla: 6,5

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lebow_sky

    lebow_sky

    14 giu 2009 - 22:00 - #1
    0 punti
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    “Bellissimo Stardust” non mi pare proprio che lo fosse.

  • Master of ILO

    09 ott 2009 - 22:42 - #2
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    Facile dire che sa di già visto, quando ormai siamo abituati a film come il signore degli anelli, la storia infinita e stardust….vorrei solo far notare che il libro da cui è tratto il film è del 1946, e che quindi si pone come uno dei capostipiti del genere, così come lo sono le Cronache di Narnia di Lewis (antecedenti agli anni 30)… Il cinema in impoverimento va a scavare sempre di più nel passato, senza dare il giusto peso anche all’età di queste meravigliose opere, per ritrovarci a dire che un stardust è meglio di un moonacre, che nel secondo ci son cose che abbiam già visto nel primo, quando non diamo credito al fatto che in realtà è stardust a prendere da quei mondi suoi predecessori, tra i quali figura appunto Moonacre (più vecchio di sessant’anni!).

    p.s.:
    1- anch’io ho amato Stardust
    2- passare sempre al confronto ogni storia che viene rappresentata impoverisce la storia stessa…..

  • Vera12345

    21 mar 2011 - 14:30 - #3
    0 punti
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    Un ”film” davvero mediocre, scontato e banale. L’unica scena che prende è quella finale, ma solo per come è girata. Non interessa niente a nessuno che qualcuno muoia o si sposi o qualunque altra cosa, i personaggi non appassionano, soprattutto la protagonista, a mio avviso piuttosto scialba.
    Non prende per nulla. Io darei al film il voto 1/10 solo per i costumi.
    Pessimo, davvero pessimo film.
    NON GUARDATELO, usate queste 2 ore e più per qualcosa di più interessante, anche scaccolarvi il naso mi sembra una buona alternativa.

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