La rivista Ciak di luglio 2009 si occupa di cinema italiano con un’inchiesta particolare.
La redazione ha infatti posto a 50 critici (giornalisti, carta stampata, bloggers) due domande precise:
1. Qual è il vero punto debole del nostro cinema italiano?
2. Cosa non vorresti vedere più in un film italiano?
Le risposte sono state tante e diverse anche perché le due domande possono sembrare semplici ma in realtà sono spiazzanti e possono portare a qualsiasi tipo di parere. Sulle pagine della rivista troverete le 50 opinioni. Voi come avreste risposto? Ditecelo nei commenti!
Fonte: PiaceriForti
HlinurBjorn
29 giu 2009 - 16:55 - #11) sceneggiature fatte con lo stampino, film di genere praticamente inesistenti, attori monopersonaggio, produttori con poco coraggio
2)muccino sr dietro la macchina da presa, muccino jr davanti la macchina da presa
Aniki
29 giu 2009 - 16:56 - #2A parer mio il primo vero punto debole è la mancanza di buone sceneggiature. Abbiamo trame banali, logore, che trattano il nulla con una pochezza inquietante. E questo perché domina un’ottica distorta dalla mercificazione della cultura attuale, per cui si confezionano film usa e getta al fine di raggranellare quanti più soldi possibili, come in catena di montaggio, senza curarsi della qualità e senza rispetto per lo spettatore. In secondo luogo abbiamo pochi registi coraggiosi (tipo Sorrentino), capaci di creare film che curino anche il montaggio, la fotografia e lo script. Il Cinema è prima di tutto arte, poi intrattenimento e business. Se l’ordine viene invertito ci si ritrova con film stanchi e ripetitivi, con i remake a mano armata e con le panzane che popolano oggi le sale. Tutti prodotti che magari sorreggono l’industria cinematografica (non lo metto in dubbio), ma che uccidono anche gli autori che il cinema vero vorrebber portarlo sui grandi schermi a benefico di tutti.
tph2
29 giu 2009 - 16:58 - #3Quoto con sopra… soprattutto soldi e voglia di rischiare
Il Coso
29 giu 2009 - 16:58 - #4Qual è il vero punto debole del nostro cinema italiano? TUTTO!
gnacca
29 giu 2009 - 17:01 - #5Quoto tutto.
Inoltre queste domande andrebbero fatte al pubblico, non hai critici o ai giornalisti.
DZA
29 giu 2009 - 17:03 - #61) La pochezza stilista, tecnica ed espressiva della maggior parte dei registi, dovuta certamente all’età media di quest’ultimi e a all’imbarbarimento del gusto generale così diffuso nel campo dell’arte e dell’audiovisivo in Italia.
2) Tutto o quasi, dal momento che quasi mai si parla di cinema e quasi sempre di televisione, anche in sala.
Orpheus
29 giu 2009 - 17:12 - #71. Che siano le tv (Rai/Rai Cinema e Mediaset/Medusa Film) a produrre i film e di conseguenza producano i film che sanno che potrebbero piacere ad un pubblico televisivo. Così anche i progetti in partenza coraggiosi e interessanti vengono semplificati e piegati per renderli più adatti ai loro futuri passaggi televisivi (anche perchè è tramite la tv che ormai i film fanno il più degli incassi).
(Ovviamente ci sono le eccezzioni come Gomorra ma in tal caso penso che Garrone abbia avuto abbastanza libertà perchè tanto con il materiale di partenza si sarebbero fatti un sacco di soldi anche in caso di un brutto film)
2. Non vorrei vedere i film (della alla Boris) fatti alla c4zz0 di cane, vanno bene le commedie, van bene i film per i ragazzini, va bene tutto basta che sia fatto con impegno e qualità e non in modo sciatto e sbrigativo solo per tirar su soldi con meno impegno possibile.
carrie2
29 giu 2009 - 17:25 - #8Direi che oltre alle cose citate sopra, spesso al cinema italiano manca anche un pubblico ed una distribuzione decente.
L’invasione di multi sala spinge spesso solo blockbuster o cine panettoni, se c’e’ qualcosa di piu’ decente è relegato alle sale parrocchiali. Inoltre, gli incassi mostruosi fatti ancora dai film spazzatura e le briciole raccolte da chi propone qualcosa di diverso la dicono lunga.
Mrs Torrence
29 giu 2009 - 17:38 - #9La mera realtà, purtroppo, è la totale inesistenza di un pubblico capace di saper riconoscere e apprezzare quella che un tempo era chiamata “la settima arte”.
Ora non vorrei fare di tutta l’erba un fascio, come si suol dire, ma la maggioranza è sfortunatamente data da un pubblico troppo televisivo e poco pretenzioso.
walter67
29 giu 2009 - 17:49 - #101. Boldi, De Sica, Salemme, Vanzina etc etc…
2. Boldi, De Sica, Salemme, Vanzina etc etc…
bradips
29 giu 2009 - 17:54 - #11secondo me dobbiamo trovare modo di far fare più film a desica e boldi:
tipo il cine-uovopasquale oppure il cine-fungo
facciamo andare avanti le produzioni italiane di qualità
Carla - Gossipblog
29 giu 2009 - 18:41 - #12@gnacca: ecco perché cineblog l’ha girata a voi….
Roberto D.
29 giu 2009 - 19:01 - #131. Il punto debole del cinema italiano è che non ha più carattere. Dovrebbe sperimentare nuovi generi e modi di raccontare storie, invece di produrre tipo di film che piacciono a un pubblico che non fa da spettatore. Il problema è che ha perso la dignità, scegliendo di seguire i soldi piuttosto che l’amore per il cinema stesso. Ormai è tutto troppo commerciale e tristemente banale.
2. Cosa non vorrei più vedere? Be’, io non vedo ciò che non mi piace. Se c’è una cosa che non vorrei vedere è la paura del singolo produttore nel non credere in un progetto sperimentale e nuovo, fuori dalla moda dei film che vengono prodotti in quel periodo. Se un tipo di cinema piace non lo voglio eliminare, sarebbe egoistico. Piuttosto voglio aumentare il numero dei film non commerciali, o tentare di scrivere commedie intelligenti, visto che a quanto pare ridere è ciò che cerca chi va al cinema, in modo da educare lo spettatore medio-basso a cercare qualcosa di più quando si parla di andare al cinema.
filippo mason
29 giu 2009 - 19:13 - #14più coraggio….i registi bravi ci sono come sorrentino, crialese, muccino, garrone ma i produttori dovrebbero rischiare di più..muccino è famoso anche in america e merita e sorrentino forse farà il grande passo..due registi poi dotati di tecnica e questo piace agli americani….sarebbe bello poter produrre storie forti, gangster movie, thriller di qualità come il cinema di di leo o di bava o di castellari faceva…insomma, ci manca la fantasia, o meglio i registi l’hanno, i produttori non vogliono rischiare. e questo ci fossilizza, anche se credo che i registi veramente bravi poi vengano riconosciuti all’estero
gnacca
29 giu 2009 - 19:16 - #15@Carla
Intendevo dire che Ciak doveva farlo. Voi avete fatto bene.
bosshogg
29 giu 2009 - 19:51 - #16se posso esprimere la mia opinione personale ritengo che la qualità cinematografica italiana rispecchia quello che noi italiani vogliamo(me ne tiro fuori però)
ma se vacanze in qualunque posto, e boldi con il suo cipollino datato 1978 sono sempre campioni di incasi che pretendiamo?parti dalla tv(maria de filippi) ed arrivi al cinema, spazzatura vogliamo spazzatura ci rifilano…
9Alaska0
29 giu 2009 - 20:12 - #171) Recitazione pesssima!!!!!
2) Tutte quelle commedie dementi di boldi e de sica
Stefano Sgambati
29 giu 2009 - 20:31 - #181. C’è pochissima voglia di rischiare non tanto con i talenti emergenti ma con i film stessi: i produttori cercano sempre di puntare sul sicuro con storie che hanno un respiro commerciale. Non mi sento di biasimarli, ma sarebbe il caso di lavorare in due direzioni separate, una più “commerciale” e l’altra più “ricercata”, fermo restando che esistono film che riescono a percorrerle entrambe (vedi “Il Divo”).
Inoltre non ci sono molti attori validi (soprattutto attrici, in realtà, le quali vengono spessissimo scelte solo sulla base estetica).
Concludo citando i fondi statali, dati spesso se non sempre ai raccomandati e spessissimo a film che non vedono la sala (è INUTILE pensare alla produzione di un film e a non pensare alla distribuzione).
2. Storie stupide e mal raccontate. E’ facile attaccare i cinepanettoni (che personalmente odio per tutti i motivi di questo mondo) ma non sono quelli il vero problema.
Fra X
29 giu 2009 - 21:02 - #19“Qual è il vero punto debole del nostro cinema italiano? TUTTO!”
???
” E’ facile attaccare i cinepanettoni (che personalmente odio per tutti i motivi di questo mondo) ma non sono quelli il vero problema.”
Già! Anche negli anni 50,60,70 c’ erano film che adavano molto bene che però sono considerati di qualità tutt’ altro che eccelsa. A fianco a questi però si riuscivano a fare film considerati “d’ autore” diciamo.
Carlo111
29 giu 2009 - 21:37 - #20il cinema italiano è morto, rassegnatevi
Aniki
29 giu 2009 - 21:45 - #21E’ ovvio che non si può generalizzare dicendo che tutto il Cinema Italiano è da buttare (o peggio che è morto), anche perché non è vero visto i bei film che hanno fatto i vari Crialese, Sorrentino, Garrone, Molaioli, Diritti (solo per citarne alcuni). Il vero problema è che un paese dovrebbe garantire una “offerta” cinematografica ampia, in grado di soddisfare tutto il pubblico, quello di poche pretese e quello più raffinato. E’ una questione oserei dire di civiltà: io VOGLIO andare al cinema e poter scegliere fra film italiani di qualità senza rimestare nella feccia, o dovendomi accontentare del meno peggio.
Anti-Fan
30 giu 2009 - 08:22 - #224 film italiani su 5 si rivelano solitamente minkiate… commedie tragicomiche, o drammi iper complessati, o cinepanettoni… ormai i registi italiano san fare solo quello. Horror di Dario Argento, che ultimamente stan cadendo nel banale, e ciofeche. Ditemi voi che altri generi prendono in considerazione i registi italiani. Polizieschi ZERO, Avventura ZERO, Azione ZERO, Fantascienza ZERO…. solo drammi umani, e storielle giovanili… Aveva ragione Tarantino…il cinema italiano è davvero morto.
yuri!/
30 giu 2009 - 12:27 - #231) scarso coraggio da parte dei produttori, tutti troppo schiavi dei soldi. poco respiro ai giovani attori, pubblicità inesistente per gli attori e registi e autori emergenti. troppa difficoltà per entrare nel mondo del cinema, le scuole sono poche e costano molto ed è quasi impossibile affermarsi. troppo poco spazio ai giovani..troppo troppo poco
2) i vanzina, neri parenti, pieraccioni, tutte quelle commedie sentimentali schifose.
Orpheus
30 giu 2009 - 12:31 - #24La scomparsa del cinema di genere però è una cosa a parte, e mettetevi l’anima in pace quei film probabilmente non torneranno mai più sul grande schermo. Al massimo ci possono essere ibridazioni con il cinema d’autore come per Le conseguenze dell’amore, Nirvana, Romanzo Criminale, L’imbalsamatore, ecc.
Il cinema di genere a puro scopo di intrattenimento non è che sia morto, semplicemente si è spostato in televisione. Non dico la fantascienza che alla fin fine in italia non c’è quasi mai stata (se togliamo giusto qualche film di Bava e di Luigi Cozzi) ma polizzieschi, gialli, azione e addirittura i fantasy, che in italia non han mai avuto una gran vita, in tv invece son vivi e vegeti (dalla saga di Fantaghirò e le altre varie “favole” di Lamberto Bava a miacarabefana.it, fino all’imminente fiction su Pinocchio che trasmetterà la rai in autunno).
Anche i registi contemporanei di genere al cinema non se li calcola nessuno (Alex Infascelli, Manetti Bros., Eros Puglielli…) mentre in tv sfornano una fiction dopo l’altra riscuotendo successo di pubblico.
Se il cinema di genere al cinema non c’è più la colpa principale è degli spettatori, ogni volta che esce un horror, un thriller o quant’altro viene sistematicamente stroncato dalla critica e snobbato dal pubblico. Con un trattamento simile mi pare ovvio che poi che non ci siano produttori disposti ad investire sul genere e quando lo fanno i film vengono direttamete girati in inglese per sfruttare magari i risultati nell’home video all’estero visto che si sa già in anticipo che in patria non tireranno su un gran chè.
Vault Dweller
30 giu 2009 - 13:06 - #25@24 Non è colpa degli spettatori se i registi italiani sono capre e non sanno fare film di genere! Sono tutti alla ricerca di storie finto intellettuali per dimostrare di essere “autori”. Per quanto riguarda i registi che hai citato non mi pare proprio che le loro fiction abbiano avuto successo. Perchè sono delle porcherie! Come i loro film del resto. Basta avveturarsi nel cinema indipendente (per la maggior parte di genere) di uno qualsiasi dei paesi europei per trovare delle piccole perle di originalità e perizia tecnica. E la nostra originalità dove sta? Facciamo cinema di genere che sono tutto un clichè cogliendone solo gli stereotipi. Guardiamo alla Francia, pensiamo alla loro concezione dell’horror e impariamo. E invece in italia vedere la mezzogiorno latrare come una cagna contro accorsi che si è sbattuto quell’altra attricetta da due soldi è il punto di riferimento per ogni regista
Orpheus
30 giu 2009 - 13:48 - #26Zodiaco di Puglielli ha avuto abbastanza audience da meritarsi una seconda serie, i Manetti bros. stanno girando la terza serie de L’ispettore Coliandro e di Infascelli è stato trasmesso da poco su Sky Nel nome del male. Evidentemente se non fossero succesi di pubblico non gli verrebbero commissionati altri prodotti, non credi?
Sempre a tirar fuori la Francia senza tenere conto della diversa componente storica e che per anni ha attuato delle politiche protezionistica, che le sovvenzioni al cinema sono molto superiori a quelle italiane, che c’è una tassa di che finanzia i film locali prendendo una percentuale dagli incassi di quelli esteri. Senza contare che i francesi non hanno un duopolio televisivo che produce tutti i maggiori film che escono in sala. Senza tenere conto che il pubblico francese è molti più avanti di quello italiano, che se un film ha successo in francia riesce anche a superare i 60 milioni di dollari mantre in italia meglio di 40 non si riesce a fare.
Vault Dweller
30 giu 2009 - 14:05 - #27L’audience non è sinonimo di qualità ed è comunque relativo. Se un prodotto è costato due lire già il fatto che lo guardi un centinaio di sfigati è un guadagno. Le sovvenzioni al cinema in italia quasi non esistono ed è un dato di fatto, saremo fanalino di cosa in europa anche per quello. E chi se ne frega di questo sciorinamento di numeri e di incassi. Fatto che sta che vengono notati registi di tutta europa che fanno il salto negli states e i registi italiani non se li caga nessuno.E non nominarmi muccino che ti sparo col fat-man. Siamo un cinema senza attrattiva.
Orpheus
30 giu 2009 - 14:43 - #28Io parlavo di ascolti, non ho mai parlato di qualità. E ti assicuro che le fiction non costano due lire, molto spesso costano molto più dei film che vanno in sala.
Dario Argento o Tornatore e adesso anche Sorrentino “fanno il salto negli states” ma non vedo cosa centri, ci sono molti registi europei cani che lavora per gli americani come Uwe Boll o Wolfgang Petersen. Non credo che il lavorare per gli americani giochi in loro favore o li renda migliori ai miei occhi.
Non capisco tanto accanimento nei confronti di Muccino, nel suo genere e bravo (tanto che l’han notato anche in america) i suoi film son girati in modo dignitoso e non sciatto, e soprattutto ha il pregio di saper lavorare bene con gli attori (in Ricordati di me c’è probabilmente la miglior performance che la Bellucci abbia fatto in tutta la sua carriera).
Se non piace il dramma familiare è un conto ma non per questo i suoi film sono automaticamente uno schifo. Poi in ogni caso i drammi familiari come i suoi ci sono in ogni parte del mondo anche nella tanto osannata francia.
HlinurBjorn
30 giu 2009 - 16:03 - #29Ma se i film di muccino sono la quintessenza della sciatteria! Banali e senza alcun tipo di sottotesto. Li metto sullo stesso piano delle soap opera, lo sforzo interpretativo è il medesimo. Tecnicamente è un onesto mestierante nulla di più. Con un primato: mentre negli stati uniti hanno zack snyder, il re del ralenti, noi abbiamo muccino, il signore della carrellata laterale! Con queste premesse (e magari qualche piccola spintarella) il suo approdo negli states era solo questione di tempo.
Millennium82
30 giu 2009 - 17:17 - #30Ok si dice perchè al gente va a vedere i clssici Blockbuster all’americana, si chiede come mai il nostro cinema non viene più valorizzato nel mondo come prima e ci si cheide ancora come mai gli attori di oggi non sono nemmeno in piccola parte paragonabili a quelli di una volta ?
Domande a cui è difficile dare una risposta precisa ma secondo i miei gusti e come gia citato nei commenti precendenti con cui condivido a pieno i pensieri di tutti trovo che le sceneggiature di oggi siano troppo simili l’una con l’altra , povere di sentimento ma anche di originalità, e questo vale anche per gli attori, come è possibile che Scamarcio e Vaporidis li si vede al cienma tutto l’anno e in ogni film ? perchè a Boldi e DeSica ( ora divisi ma con la stessa ossesione da cienpanettone ) e chi li produce in generale viene data carta bianca a presentare come idea commerciale da usa e getta sempre lo stesso prodotto ? e non mi tirasserò fuori strane storie di canoni minimi rispetto all’Usa perchè basta poco per fare qualcosa di bello e a basto costo , basta avere le aplle e mettersi contro a questo monopolio che ci invade ormai da troppo tempo e che prende sempre più forma della tv spazzatura che fanno ingoiare ogni giorno , questo è cinema , questa è arte vediamo di non confonderla con la m…. perfavore !!!!!
Vault Dweller
30 giu 2009 - 17:40 - #31#orpheus Se non capisci l’accanimento nei confronti di muccino non capisci una mazza
stefano79
01 lug 2009 - 09:51 - #32il punto debole del cinema italiano è l’italia. il cinema è lo specchio di un paese, il nostro è un cinepanettone. Perchè la gente ormai non capisce altro
cleaned
05 lug 2009 - 13:05 - #33Si può anche mettere in scena una storia semplice e raccontare la vita di tutti i giorni ma bisogna farlo in modo originale! Gli americani sfornano “favole” da grandi che fanno sognare, come Big Fish, Benjamin Button e Forrest Gump. Noi solo fiction di stampo televisivo, noiosamente realistiche e lineari, che sfruttano la “magia del cinema” ma non hanno nulla di magico.
Deve tornare la fantasia! Devono tornare i Roger Rabbit (Volere Volare) gli Sleepy Hollow (La maschera del Demonio) i Seven (Almost Blue) e i Matrix (Nirvana) da affiancare alle solite “Vacanze di Natale con la moglie di Pieraccioni”
Benigni ha capito da un pezzo che gli special FX fatti al computer (ormai low cost) aiutano ad aggiungere magia nelle storie normali e che per far conquistare “tutti” devi girare un film italiano… che non sembri italiano.