
Il più bel film di guerra di sempre? Bella battaglia contro
Apocalypse Now e
La sottile linea rossa, probabilmente. Certo, è strana la definizione di “film di guerra” per film del genere, soprattutto per il capolavoro di
Kubrick: più che altro sarebbe corretto dire “film sulla guerra”. Ma lasciando da parte il discorso sul genere (di film di guerra comunque si tratta),
FULL METAL JACKET è la penultima, enorme riflessione del filosofo Kubrick su un argomento già ottimamente portato sul grande schermo sia da Coppola che da Stone. E alla fine ne esce una pellicola sì divisa a metà, ma assolutamente coerente con ciò che vuole dire. Gli uomini trasformati in robot/macchine da guerra, non più esseri umani, privati di tutto e lasciati soli col proprio fucile (”sarà l’unico buco che avrete a disposizione!”). Fino alla tragedia: un omicidio e un suicidio. E poi tutti in guerra, nello schifo.
Due pugni nello stomaco, per un film doppio, come lo (è)ra l’America. Il penultimo capolavoro di Kubrick infatti è soprattutto un’amara riflessione sul dualismo americano, quel dualismo che si permetteva di dividersi tra una spilla col simbolo della pace e la frase “Born to kill”.
Inquietantissimi gli occhi di Vincent D’Onofrio prima di commettere quell’atto impressionante, shockante la scoperta dell’identità del cecchino, terribili le ultime parole di Joker mentre risuonano le note dell’Inno dei Marines.
Stanotte, 00.35, Rete4
Natalie
08 apr 2006 - 15:56 - #1meno male che ci sei tu gabriele…
cineblog
10 dic 2006 - 04:55 - #2[…] […]