Ormai ci siamo. Ultimi giorni pubblicitari per 2012, disaster movie firmato Roland Emmerich che spara le ultime cartucce prima dell’uscita in sala. Come lo fa? Con 4 spot tv inediti, altamente apocalittici, da vedere insieme a noi cliccando su continua.
Diretto da Roland Emmerich, che ha promesso come questo sia il suo ultimo film ‘apocalittico’ (l’aveva già fatto dopo Independence Day e L’alba del giorno Dopo, sappiamo tutti come è andata a finire), John Cusack, Thandie Newton, Amanda Peet, Woody Harrelson, Chiwetel Ejiofor, Danny Glover ed Oliver Platt sul set, oltre 100 milioni di dollari di budget, per una storia di fondo che è pura leggenda. Secondo i Maya, infatti, il 21 dicembre del 2012 arriverà la fine della “quarta era”, ovvero del mondo come lo conosciamo oggi.
Venerdì uscirà in contemporanea mondiale, Italia compresa. Nell’attesa, godiamoci questi 4 nuovi spot tv, dopo il saltino.
fabiuzzo84
09 nov 2009 - 13:45 - #1Prima di andarlo a vedere attendo la vostra recensione!!!!!
alfonso
09 nov 2009 - 14:09 - #2è bellissimo non mi son visto nemmeno un trailer pe rnon rovinarmi la sorpresa….già l’onda che travolge l’evreste vale i 7 euro
Up
09 nov 2009 - 14:14 - #3La Deriva dei Continenti come non l’hai mai vista!!!!!!!!!!In Italia penso che conquisterà il primo posto in America difficile è un blockbuster estivo e in questo periodo in america è iniziato il periodo natalizio insomma dovrà accontentarsi del secondo posto
drapocalypse
09 nov 2009 - 14:37 - #4La recensione arriverà a breve…
Up
09 nov 2009 - 18:06 - #5Apo e immagino negativa
ares_73
09 nov 2009 - 19:56 - #6come puo’ essere positiva se il film l’avevano gia stroncato un anno fa? un film d’intrattenimento e quindi che e’ reale poco o nulla non potra’ mai esere giudicato positivamente, ci lamentiamo dei film alla vanzina…emmerich fu stroncato e non poco anche all’uscita di indipendence day, e alla faccia di tutti ha avuto un mega successo. criticate pure…
ares_73
09 nov 2009 - 19:57 - #7anzi, so gia, il voto sara’ dal 2 al 4
ares_73
09 nov 2009 - 19:58 - #8fabiuzzo…non star a sentire la recensione, vallo a vedere e giudica da solo.
drapocalypse
09 nov 2009 - 20:06 - #9Ragazzi non so se sarà negativa. Non l’ho ancora visto. Sarà il più obiettiva possibile, questo ve lo posso garantire. Al sottoscritto piacque anche Godzilla, figuratevi (ind day è un classicone)… solo 10.000 A.C. ho trovato osceno.
luporosso
09 nov 2009 - 20:53 - #10Io me lo godrò con il sorriso sulle labbra dall’inizio alla fine. Il congedo definitivo di Emmerich dal filone catastrofico è da celebrare nel migliore dei modi. Buon divertimento!
Up
10 nov 2009 - 01:59 - #11Anche a me Indepedence Day mi è piaciuto ha messo in burla la Casa Bianca e a salvare il pianeta un pacifista,comunista e abientalista!!!!Anche Godzilla critica ancora una volta gli americani che svegliano il mostro!!The Patriot forse è stato l’unico filmdi Emmerich patriotico ma il resto assolutamente no!!!Emmerich fa parte di quei registi molto critici con l’aministrazione Bush!!!!The day after tommorow è il film più serio più politico del regista catastrofico!!!!!Tanto da essere perfino proietato alla festa dell’Unità!!!!!!Il che ho detto tutto!!!Emmerich in 2012 vuole mostrare un pericolo che ci è sotto ai piedi cioè quella che Weneger chiama Deriva dei Continenti,tetonica a zolle!!!!Noi esseri umani non abbiamo mai visto una orogenesi o la nascita di un mare!!!!Vedremo!!!!Comunque è un blockbuster estivo non idoneo al periodo pre-natalizio
mauro-lanari
23 gen 2010 - 12:26 - #12È imbarazzante quanto “2012″ sia kubrickiano: stesso dispiegamento d’effetti speciali, stesso familiarismo, stesso buonismo, stessa storiosofia. Emmerich è riuscito nell’impresa di sintetizzare il peggio da “2001″ ad “Eyes Wide Shut” e “A.I.”, però con una concezione della storia anche più precisa: dopo il crollo del cristianesimo e dei suoi simboli dal Cristo Redentore di Rio al Vaticano, dopo la crisi del rapporto fra Creatore e creatura (la crepa nell’affresco di Michelangelo fra il dito di Dio e quello d’Adamo) e la sconfitta di tutte le religioni storiche (in un’intervista ha dichiarato che nel film avrebbe voluto mostrare pure la distruzione della Kaaba, ma che ha soprasseduto per evitare una fatwa), dopo il letterale inabissamento d’un’umanità e d’una civiltà fondate su cotanti pilastri, si salva il solito “resto d’Israele” e ancora alla vecchia maniera, inaugurando una “nuova alleanza” post-reset causa diluvio universale. Noè, l’arca, l’intero parco di coppie genetiche per continuare a “essere fecondi e moltiplicarsi” pensando solo a sopravvivere, sempre e comunque in nome del “principio speranza”, o del Capo di Buona Speranza giusto per ripartire dalla casella paleoantropologica iniziale del continente africano. Ma stavolta con un esplicito rinvio al neopaganesimo ecologista e alle sètte del potenziale umano (cf. il Cusack superman). Sintesi: siamo ai livelli di “Un’impresa da Dio” (2007), però con un budget di 200 milioni di dollari. E, come al solito, con nessuno che abbozzi una rimostranza, una lamentela, uno sputo in faccia (Achab) alla iattura esistenziale. L’”Avatar” di Cameron è ancora più estremo, ma alla fine si resta sempre dalle parti e ai livelli concettuali de “La profezia di Celestino” (2006), di “Mission to Mars” (2000), di “Contact” (1997) e del film che fece (giustamente) saltare la carriera di Cimino (”Verso il sole”, 1996). Almeno in “(The) Abyss” (1989) Cameron s’era limitato solo a un accenno dell’avvento del mondo futuro. Però ormai è questa la nuova tendenza decisa dai guru di Hollywood e dalla Wall Street globale.