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Planet 51 - La recensione in anteprima

Pubblicato: 19 nov 2009 da carloprevosti

Planet 51Planet 51 (Planet 51) Regia di Jorge Blanco

Il Pianeta 51 è un mondo lontano lontano dove vivono in pace e felicità degli esseri dalla pelle verde, senza naso e con due antenne al posto delle orecchie. La situazione cambia drasticamente quando una missione della Nasa conduce sul pianeta, creduto disabitato dagli scienziati, il Capitano Charles “Chuck” Baker. Chuck scoprirà che la popolazione aliena è molto simile a quella umana, sembra però vivere in un’odierna versione di quelli che sono stati i nostri anni Cinquanta. Dopo quale ovvio problema Chuck diventa amico di un giovane abitante del pianeta che riuscirà, con l’aiuto della sua famiglia, a proteggere l’astronauta per farlo ritornare sulla Terra.

Non fatevi ingannare da qualche proclama degno della più bieca pubblicità ingannevole. A parte il colore della pelle, gli alieni di Planet 51 condividono ben poco con il verde orco Shrek, giusto la penna di uno dei “quattro” autori della sceneggiatura. Il film di Jorge Blanco infatti è una coproduzione europea tra Inghilterra e Spagna, dove sono gli andalusi ad avere un ruolo predominante. La premessa è d’obbligo per comprendere la distanza “siderale” (è proprio il caso di dire) che esiste con le mega produzioni americane di Pixar, Dreamworks e le altre major dell’animazione. Non fatevi spaventare da queste constatazioni, perché Planet 51, con i limiti di un film tecnicamente incapace di tenere testa ai giganti americani, è un buon prodotto di intrattenimento scritto con mano sicura e distribuito con tutti i crismi dalla Sony Pictures.

Il film gioca con alcuni dei più classici topos narrativi della fantascienza tradizionale, in primo luogo ribaltando la storia di ET dove è un essere umano a “perdersi” in un mondo alieno. L’idea di connotare il mondo alieno come il passato prossimo degli Stati Uniti offre grandi possibilità di invenzioni narrative e di paralleli metaforici con il mondo reale, ma soprattutto il personaggio di Lem è perfetto per costruire una forte immedesimazione con il pubblico più giovane. Lem è un piccolo alieno responsabile e sempre pronto a comportarsi in modo irreprensibile. L’amicizia con Chuck però gli farà capire che, di tanto in tanto, è necessario non accettare una regola pur di fare la cosa giusta.

La narrazione procede quindi su strati paralleli che possono essere letti in modo differente da pubblici di età differente. Gli insegnamenti che Lem apprende non hanno il classico retrogusto moralista che spesso si percepisce in produzioni di questo tipo, anzi il messaggio di rompere le regole (conservatrici) imposte dalla famiglia e dal Generale Grawl, comandante dell’esercito e pronto a tutto pur di proteggere Planet 51 appare come un messaggio decisamente progressista. Gli appassionati della fantascienza invece avranno modo di divertirsi a scovare i riferimenti, le citazioni e le suggestioni ispirate dai capolavori del genere, come il cucciolo della famiglia di Lem (chiaramente parente delle creature di Alien). Dopotutto lo stesso Lem con ogni probabilità deve il suo nome allo scrittore Stanislav Lem, autore del celebre romanzo Solaris.

Le voci, nella versione originale, appartengono a star hollywoodiane (amante anche dai bambini) come Dwayne The Rock Johnson, Jessica Biel, Gary Oldman e Justin Long. Nella versione italiana le voci dei protagonisti sono state affidate a doppiatori professionisti come Luca Ward, e alcuni dei personaggi di contorno sono stati affidati ad altrettanti personaggi di Radio DJ. Un’interessante idea di marketing ha voluto che non venissero divulgati quali sono i personaggi dei cinque deejay lasciando al pubblico il compito di indovinarli, in palio due viaggi al Kennedy Space Center in Florida per un corso di addestramento NASA da astronauti.

Planet 51 uscirà nei cinema il 20 novembre.

Voto Carlo: 6,5
Voto Federico: 7

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di lucio21966

    lucio21966

    19 nov 2009 - 22:12 - #1
    0 punti
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    Molto interessante, in particolare le differenti chiavi di lettura (per vari livelli di pubblico).
    Anche ben realizzato a giudicare dai trailers.
    Peccato per i dj doppiatori, ma spero siano in ruoli secondari.

  • Profilo di carloprevosti

    carloprevosti

    20 nov 2009 - 00:16 - #2
    0 punti
    Up Down

    Il “gioco” dei Dj è divertente, sono effettivamente difficili da riconoscere. Le voci dei protagonisti sono di “professionisti” del doppiaggio, questo sono molto marginali e non “stonano” nel complesso…

  • Profilo di paolino

    paolino

    20 nov 2009 - 11:01 - #3
    0 punti
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    distribuito da sony? in america forse… da noi la moviemax.

  • Shamanic Journey

    22 nov 2009 - 21:44 - #4
    0 punti
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    Ma Lem non deriverà piuttosto dal nome del modulo lunare il LEM (Lunar Excursion Module)?

  • brucewoland

    05 dic 2009 - 12:49 - #5
    0 punti
    Up Down

    un’occasione persa… molti film d’animazione non riescono ancora a coniugare compelssità narrativa e tematiche adatte anche per un pubblico più giovane… ottimo comunque il lavoro d’amazione della casa spagnola. alla prossiam occasione!

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