Caso strano: arriva in concorso a Venezia 66 una commedia ben fatta, e una parte della critica si sente in dovere di mettere le mani avanti. Non è che in mezzo alla solita, intellettuale e “faticosa” full immersion una divertente commedia appaia come una manna dal cielo, più bella in fin dei conti di quello che davvero è? In realtà è una domanda lecita, e si dice che Fatih Akin abbia fatto esplicita richiesta a Müller addirittura di essere inserito fra le ultime proiezioni. Hai capito Akin?
Ma detto ciò, e dopo essersi ben posti la questione, è strano che alcuni non abbiano riconosciuto a Soul Kitchen i suoi meriti: primo fra tutti, quello di essere una vera furia travolgente. L’autore de La sposa turca e Ai confini del paradiso conferma (e non rivela!) il suo talento di narratore e anche di commediante. Non ha paura di sporcarsi e allo stesso tempo di mostrare raffinatezze (e certe “coreografie” in cucina fanno a gara con Mangiare bere uomo donna di Ang Lee). Ben venga il Gran Premio della Giuria.
Il giovane Zinos, proprietario di un ristorante, non naviga in buone acque. La fidanzata Nadine si è trasferita a Shanghai, i clienti del suo “Soul Kitchen” stanno boicottando la cucina del nuovo cuoco e Zinos soffre anche di mal di schiena. Per il locale, le cose iniziano a girare nel verso giusto quando l’innovativo stile culinario comincia a venire apprezzato da un pubblico alla moda. Zinos, invece, continua a soffrire per amore. Decide quindi di andare a trovare Nadine in Cina, lasciando il ristorante in mano all’inaffidabile fratello Illias, ex-detenuto… Guai in vista, tutti da scoprire da noi l’8 gennaio 2010 grazie alla Bim. In attesa, dopo il salto, trovate il trailer originale.
orpheus
10 nov 2009 - 16:07 - #1La locandina è bellissima, mi ispira molto questo film peccato ci sia ancora così tanto da aspettare
Giulio Roma
10 nov 2009 - 19:23 - #2Soul Kitchen è una commedia furbetta con un buon ritmo ma niente di più!
Il premio della giuria assegnatogli è scandaloso, sono stati lasciati fuori dal palmares (o accontentati con premi minori) film di gran lunga superiori come Lola, Life during wartime, Persecution, Bad Liutenant e soprattutto Lourdes!!!Nessun altro festival maggiore avrebbe premiato questo filmetto, che infatti era stato addirittura rifiutato dal festival di Cannes. Non basta avere un buon ritmo e dei buoni attori per fare una bella commedia. Serve originalità, cosa che Akin non dimostra di avere, tanto nella storia multiculturale, nell’ambiente delle cucine rese molto meglio in altri film, né tanto meno nel personaggio del cattivone senza scrupoli e senza un minimo di umanità. Alcune scene come quella dell’erezione sono degne di un film di De Sica. Soul Kitchen in definitiva è un commediola carina e furbetta che non meritava il concorso, nè tanto meno un premio.