Valentino, l’ultimo imperatore (Valentino, the Last Emperor). Regia di Matt Tyrnauer, con Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.
Quando la moda scorre nelle vene significa avere il sangue è rosso. Rosso Valentino, per essere precisi.
All’anagrafe, nel 1931, quando fu registrata la nascita di Valentino Clemente Ludovico Garavani, nato da una famiglia di media estrazione, nessuno avrebbe potuto immaginare che un giorno il neonato sarebbe diventato “semplicemente” Valentino, forse il più amato e influente stilista al mondo.
Matt Tyrnauer è un giornalista esperto di moda, qui alle prese con il suo primo documentario, e non si tratta di un dato ininfluente. Il regista insinua la sua telecamera all’interno sul mondo di Valentino, mostrando il non solo il dietro le quinte del mondo della moda, ma anche l’atto creativo, il lavoro manuale e, soprattutto il lato umano di un uomo e delle persone che lo circondano come accadeva a un’imperatore con la sua corte.
Si inizia dalla fine. In occasione dei quarantacinque anni di attività nel mondo della moda, la maison di Valentino organizza una mostra, una sfilata retrospettiva e degli eventi commemorativi con uno sfarzo che nessuno, in epoca moderna, ha mai sognato. Un’intera vita creativa riassunta in trecento abiti e in poche ore, un’opera che richiede una macchina di proporzioni bibliche per essere messa in atto. Tyrnauer concede un breve excursus sui primi passi di Valentino, sui sogni di entrare a far parte della “bella vita” di Via Vittorio Veneto, dei primi successi, dei pochi fallimenti, episodi e storie che meriterebbero un intero film ma che, giustamente, lasciano spazio a quello che oggi significa lo stilista italiano per il mondo della moda.
Valentino è da sempre un uomo estremamente geloso della propria propria privacy. Il film invece riesce a centrare il fuoco in particolar modo sul rapporto tra lo stilista e Giancarlo Giammetti, suo compagno nella vita nonchè socio d’affari da più di cinquant’anni. Ne nasce un ritratto affettuoso di un sodalizio tra due persone fuori dal comune, anche nei momenti più quotidiani. L’omaggio si completa con numerossime guest star di moda, cinema e spettacolo che dimostrano così il loro affetto per Valentino, per la persona e la sua opera.
Tyrnauer però lavora anche su un secondo piano non trascurabile dal punti di vista documentaristico. Gli eventi per l’anniversario di Valentino non hanno eguali nell’attualità, forse solo con matrimoni e funerali di reali e grandi personaggi pubblici. Seguire passo dopo passo il lavoro “sartoriale” che si rende necessario trascina lo spettatore in un modo di grande complessità, attenzioni maniacali per i dettagli e raffinatezza infinita.
Valentino è un film anche (forse soprattutto) per chi non frequenta la moda, per chi crede (dopo la lettura di Gomorra) che siano gli abiti da sfilata siano confezionati da cinesi sottopagati rinchiusi in uno scantinato. Ci saranno certamente anche loro, ma di tanto in tanto è necessario lasciarsi affascinare da lustrini e paillettes.
Guardate qui il trailer di Valentino.
Valentino, l’ultimo imperatore esce nei cinema venerdì 20 novembre.
Voto Carlo 7,5
Beltane
20 nov 2009 - 19:15 - #1mi rifiuto di chiamarlo film , tanto di cappello e Valentino per la sua carriera e per quello che ha dato al made in Italy, ma questo prodotto è inutile la telivisione ha trito e ritrito l’argomento “dietro le quinte della moda” .. ripeto prodotto inutile.
carloprevosti
20 nov 2009 - 19:20 - #2Hai visto il film? Hai letto la recensione?
Mi pare di aver scritto che “non” è un backstage di una sfilata
…mostrando il non solo il dietro le quinte del mondo della moda, ma anche l’atto creativo, il lavoro manuale e, soprattutto il lato umano di un uomo e delle persone che lo circondano come accadeva a un’imperatore con la sua corte.
drapocalypse
20 nov 2009 - 19:43 - #3Concordo con tutto. Film sorprendente. Un vero gioiellino. Merita la cinquina finale agli Oscar.
shinichi93
20 nov 2009 - 19:55 - #4lo guarderei solo se ballantini facesse la parte di valentino
petauro
20 nov 2009 - 21:11 - #5Potrei valutare di vedere questo abominio di coccodrillo prematuro e malaugurante solo se dovessi scegliere un documentario e non un film, inoltre, tra un documentario sui cardellini e uno immerso per 2 anni nella follia psichica di Valentino, sceglierei chiaramente il cardellino ugulante.
Mr.Oizo
20 nov 2009 - 21:16 - #6e comunque i cardellini meritano
cowish
21 nov 2009 - 00:43 - #7oltre a essere un documentario in tutto e per tutto e non un film, l’ho visto proprio stasera.
Davvero bello, ben diretto, non del tutto buono e lusinghiero per Valentino (ci sono scene che io, se fossi stato in lui, non avrei fatto inserire ^^). Sarei davvero contento se arrivasse alla cinquina finale!
lupoallupo
21 nov 2009 - 11:20 - #8Ragazzi ma rileggete quello che scrivete?
“per chi non frequenta la moda, per chi crede (dopo la lettura di Gomorra) crede che siano gli abiti da sfilata siano confezionati da cinesi”
boyancona
21 nov 2009 - 13:46 - #9certi commenti sono aberranti, non sapete neanche di cosa blaterate!
Beltane
21 nov 2009 - 15:52 - #10cosa dice di nuovo?, la televisione e la stampa si largamente occupati sul dietro le quinte della moda però magari perché non fanno un documentario che mostra la vera faccia , giro di droga modelle appena uscite da un lagher e altro , invece di propinarci di quanto è faticoso fare moda !! , ma per piacere! è solo un prodotto per far credere che Valentino risulti splendido anche come persona ipocrisia allo stato puro..