L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha diffuso la lista dei quindici film che si contenderanno le nomination per l’Oscar come Miglior Documentario all’82ma edizione degli Oscar.
Non sono mancate le sorprese. Dalla lista manca Capitalism: A Love Story di Michael Moore (a nostro avviso giustamente), ma anche titoli attesi come Tyson, il film sulla vita di Mike Tyson, il rockumentary Anvil! The Story of Anvil, il modaiolo The September Issue, It Might Get Loud e and We Live in Public.
I quindici film selezionati, rigorosamente in ordine alfabetico, saranno ulteriormente ridotti a cinque dai membri dell’Academy. Le nominations ufficiali saranno annunciate il giorno 2 febbraio 2010 all’Academy’s Samuel Goldwyn Theater di Hollywood.
L’elenco dopo il continua:
* The Beaches of Agnes
* Burma VJ
* The Cove
* Every Little Step
* Facing Ali
* Food, Inc.
* Garbage Dreams
* Living in Emergency: Stories of Doctors Without Borders
* The Most Dangerous Man in America: Daniel Ellsberg and the Pentagon Papers
* Mugabe and the White African
* Sergio
* Soundtrack for a Revolution
* Under Our Skin
* Valentino The Last Emperor
* Which Way Home
luporosso
19 nov 2009 - 16:00 - #1“A nostro avviso giustamente”??????? Siete ridicoli, oltre che servi. CAPITALISM: A LOVE STORY è uno dei Micheal Moore più ispirati e potenti di sempre. Ma forse troppo audace per le tenere coscienze di voi “moderati”. L’Academy esclude i nemici della patria, in perfetto stile maccartista, e voi le battete pure le mani… Complimenti.
carloprevosti
19 nov 2009 - 20:13 - #2@ Luporosso - Mi fa specie che ancora ci sia chi legge Cineblog e crede che certe riflessioni dei “blogger” siano frutto di pregiudizi politici. Sarebbe ora di piantarla. E poi di chi dovrei essere servo?
Moore ha vinto l’Oscar per il suo lavoro migliore, Capitalism è un buon film ma non aggiunge molto ne’ al tema trattato ne’ al linguaggio del documentario. Condivido certe sue posizioni ma non per questo si devono buttare petali di rose ovunque passi.
Antonio-83
19 nov 2009 - 21:21 - #3E’ ovvio che manca il film di Moore, se ne facciano una ragione i comunistelli nostrani. Non esiste ancora la categoria “miglior film di propaganda”. Moore non gira documentari, ma film a tesi.
carloprevosti
19 nov 2009 - 21:54 - #4@ Antonio-83 - Ma hai capito quello che ho scritto? Un commento come quello che hai fatto dimostra il contrario. E’ inutile accusare di “propaganda” Moore, quando poi non sei disposto al dibattito, perché così dimostri di essere peggio di lui.
Prendi The Corporation. E’ un film profondamente anticapitalista, ma prova a trovare un modo per accusarlo di “propaganda”…
Mauriziosat,9
19 nov 2009 - 22:48 - #5MA PER FAVORE …………….
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tecnica moore :
2 testimonials
N° 1 ….A FAVORE ……..garbato laureato amico dell’ambiente carino e danaroso.
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N°2 ….CONTRARIO …..barbone preso ubriaco o ragazzino skinhead un po fumato.
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INDOVINATE UN PO CHI VINCE ?
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Con questa tecnica , MOORE dimostra pure che il comunismo è una gran figata.
ed i sinistrati di mezzo mondo applaudono isterici………..ed innamorati.
luporosso
19 nov 2009 - 23:52 - #6@carloprevosti - I “commenti” dei due berlusconiani qui sopra dimostrano chiaramente quale sia l’ideologia di fondo di quelli che condannano Moore, magari in nome dell’ “obiettività”. Il paragone con THE CORPORATION è fuorviante poiché attiene non alla sostanza ma allo stile, che in quanto soggettivo per definizione è insindacabile e non intacca la veridicità delle argomentazioni addotte ma solo la loro confezione. Moore non si spaccia mai per terzista, come va di moda tra i soloni del moderatismo borghese nostrano, Moore è uno che dice come la pensa e da che parte sta, che si schiera, ed è esattamente questo “non stare al suo posto” che l’establishment (anche cinematografico) non gli perdona. A Cannes ancora una certa critica di papà maledice Tarantino per la Palma d’oro a FAHRENHEIT 9/11…. Sparare su Moore, comunque la si metta, o è da venduti o da reazionari.
carloprevosti
20 nov 2009 - 00:27 - #7Personalmente sono felice che un documentario abbia vinto Cannes, ma non ritengo certo che FAHRENHEIT 9/11 sia un capolavoro.
Purtroppo nella “società dell’immagine” è impossibile scindere ciò che uno dice da come lo dice. L’abito fa il monaco, per dirla in altre parole (non lo penso io, sia chiaro, è la società che lo accetta). Purtroppo Moore si pone in un modo che è facilmente attaccabile proprio per il suo “porsi”. The Corporation è un esempio di un rigore formale (e di contenuti) inattaccabile, anche se il pubblico in sala con Moore che mette il nastro CRIME SCENE attorno alla Banca si diverte. Ma quella è una pagliacciata e lui stesso alla fine del film ammette di essere “stanco”. Forse ha capito che questi “mezzi” non riescono a raggiungere il pubblico come vorrebbe. F9/11 ha vinto la Palma d’oro, ma come Pamphlet antibush ha fallito miseramente. Questi modi sono molto più funzionali nel linguaggio televisivo (e non lo si prenda come una denigrazione), vi consiglio di recuperare le puntate di The Awful Truth per capire cosa dico. Poi per il resto viva Michael Moore, ma continuo a pensare che Bowling a Columbine si sia meritato l’Oscar, ma Capitalism non deve avere la nomination “di diritto”. Sugli altri commenti meglio mettere una pietra sopra…
Up
22 nov 2009 - 01:00 - #8I berluscones sono come i Mangiamorte avranno la stessa fine dei seguaci di Lord Voldemort