Dorian Gray (Dorian Gray) Regia di Oliver Parker. Con Ben Barnes, Colin Firth, Ben Chaplin, Rebecca Hall, Fiona Shaw, Emilia Fox, Rachel Hurd-Wood, Caroline Goodall, Pip Torrens, Douglas Henshall, Maryam D’Abo, Michael Culkin, Johnny Harris, David Sterne, Jo Woodcock, Hugh Ross, Max Irons, Noli McCool, Louise Rose, Tallulah Sheffield, Paul Warren, Aewia Huillet, Lily Garrett.
Dorian Gray, bellissimo nell’aspetto ma ingenuo e fragilissimo nell’animo, torna a Londra dopo un esilio volontario che lo portasse lontano dal nobile padre. L’alta società dell’epoca Vittoriana lo accoglie con freddezza. Tra i borghesi che frequentato gli stessi salotti c’è il carismatico Henry Wotton, capace di trascinare il giovane Dorian alla scoperta dei piaceri edonistici che la capitale inglese offre ai ricchi cittadini. Nel pieno del viaggio alla scoperta di un mondo fino allora sconosciuto alla sua anima, Dorian diventa il modello per il pittore Basil Hallward che realizza il suo capolavoro con il suo ritratto.
Un dipinto splendido che secondo Henry ha dentro di se la forza di non invecchiare mai. Davanti a questa verità Dorian, travolto dal passione per la propria bellezza, recita quello che pare un giuramento: si sente pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di rimanere per sempre come appare ritratto, a costo di cedere la propria anima. La vita di Dorian prosegue così senza limite alcuno, cavalcando la sua bellezza per ottenere qualunque piacere.
Misteriosamente però la pelle del suo viso col tempo non appassisce, i capelli non imbiancano, per Dorian il gli anni non passano mai. A compiere questo processo di avvizzimento è invece il suo ritratto, chiuso a chiave come un segreto inconfessabile in una buia soffitta. Quando Basil insiste nel voler vedere il ritratto, Dorian è costretto ad ucciderlo e conseguentemente a fuggire dal paese. Venticinque anni dopo Dorian farà il suo rientro in città lasciando tutta Londra a bocca aperta, ma dovrà fare i conti con il suo passato e con il quadro dimenticato da tutti.
Il fatto che un libro come Il ritratto di Dorian Gray sia un’opera difficile da adattare in chiave cinematografica non può essere una giustificazione che salva dal fallimento totale il film di Oliver Parker. Chi scrive ha sempre sostenuto che il confronto tra testo filmico e testo letterario sia uno strumento di difficile (se non inutile) analisi, cinema e letteratura sono infatti due linguaggi complessi ed estremamente differenti che non necessariamente possono veicolare lo stesso messaggio. Il romanzo di Oscar Wilde, capolavoro della decadentismo inglese di fine ottocento, è una grande metafora dell’edonismo di cui si nutriva il più dandy degli scrittori, un’iperbole capace di descrivere il profondo disagio di chi è consapevole della caducità della bellezza e, al contempo, dell’impossibilità di porre rimedio alla necrosi incipiente dell’essere umano.
Pensare che questo messaggio sia stato interpretato dal regista Oliver Parker, che ha definito Il ritratto di Dorian Gray come il più grande romanzo gotic-horror è un’idea che provoca maggior raccapriccio in chi scrive piuttosto che nel Dorian di fronte alla degenerazione del suo ritratto. Difficile quindi il compito di vedere il film dimenticando il modello d’origine, sono però molti gli elementi che giocano a sfavore del lavoro di Parker.
Il film si apre con un volo d’uccello sulla ricostruzione della Londra dell’epoca vittoriana con un vago sapore alla Tim Burton. Le ambientazioni e i costumi ben curati sono però parte di una confezione vuota e fine a se stessa dove si muove un Dorian Gray ingessato e assai poco credibile, interpretato da Ben Barnes (il principe Caspian della saga de Le Cronache di Narnia) che potrebbe avere il physique du role ma è incapace di comunicare la complessità delle emozioni che muovono i le azioni di Dorian, la cui purezza morale viene violata dall’iniziazione ai piaceri della carne da parte del sordido Henry (Colin Firth), che predica l’edonismo ma non lo prativa. Così una notte di piacere in un bordello della capitale inglese è sufficiente per trasformare un’anima candida nel più turpe dei mostri.
Il film vorticosamente trascende in scene orgiastiche degne della fantasia di Andrew Blake, ma che per necessità di evitare la censura, non concedono alla vista altro che laocontiche configurazioni di corpi, liquidi gemiti e accenni di pruriti inguinali.
Parker preferisce provare la carta della spettacolarizzazione, piuttosto che quella dell’introspezione e qui fallisce. Basterebbe la prima inquadratura in soggettiva deforme e desaturata dal punto di vista del Dorian del ritratto per far inorridire il pubblico, ma l’apoteosi arriva solo quando questo prende vita come un un film di Clive Barker. Visioni mostruose che vorrebbero avvicinarsi al cinema horror ma che risultano un’estrema banalizzazione che trasforma Dorian in un personaggio vuoto, invece che pieno di se’.
Dorian Gray esce nelle sale venerdì 27 novembre 2009.
Voto Carlo: 3
Voto Federico: 6,5
Voto Simona: 7
Voto Gabriele: 2
Voto Carla: 4,5
orpheus
27 nov 2009 - 19:05 - #1“Chi scrive ha sempre sostenuto che il confronto tra testo filmico e testo letterario sia uno strumento di difficile (se non inutile) analisi, cinema e letteratura sono infatti due linguaggi complessi ed estremamente differenti che non necessariamente possono veicolare lo stesso messaggio.”
Parole sante!
simona-m
27 nov 2009 - 19:05 - #2Evidentemente il mio parere è nettamente contrario al tuo Carlo, e meno male che non la pensiamo tutti allo stesso modo, altrimenti sai che noia….
Io ho apprezzato molto il film, sia da un punto squisitamente estetico (bellissime le scenografie e la ricostruzione dell’epoca e splendidi i costumi) sia da un punto di vista di intrattenimento. Il capolavoro di Wilde, leggemente condito in salsa dark/horror e con qualche accenno sexy, che a mio avvsio non guasta, risulta scorrevole e abbastanza coinvolgente. Concordo nel dire che Parker avrebbe potuto evitare le soggettive viste con gli occhi del quadro, ma sul resto mi discosco nettamente dalla tue critiche. Ben Barnes mi è sembrato perfetto nel ruolo e, anzi, nei panni di Dorian Gray mi ha convinto molto di più di quanto pensassi (devo confessare di essere partita parecchio prevenuta nei suoi confronti). Su Colin Firth sono poco obiettiva, è uno dei miei attori preferiti e lo trovo bravissimo in tutti i ruoli ;o)
drapocalypse
27 nov 2009 - 19:07 - #3Hai detto bene… Clive Barker… Oliver Parker ha iniziato proprio con lui. L’omaggio è chiaro. A mio avviso giudizio eccessivamente negativo, anche se su alcuni punti sono in parte d’accordo.
mrdaniell
27 nov 2009 - 19:42 - #4Accidenti… che pareri contrastanti… una tale contradizione meritava da parte di chi ha dato il voto una delucidazione… e tale c’è stata!
Sarebbe una cosa interessante avere più recensioni dello stesso film da parte Vostra, soprattutto se con pareri così diversi… per farsi meglio un idea di cosa aspettarsi…
Tenetene in conto, magari, per il Futuro!
Sono rimasto incuriosito… lo vedrò!
carrie2
27 nov 2009 - 19:48 - #5Premettendo che non ho viso il film, e se la chiave del regista è questa non andrò a vederlo, penso che venga storpiato uno dei piu’ grandi capolavori della letteratura. Ho amato moltissimo il romanzo, e quando ho saputo che si girava il film, ho temuto proprio per come venisse affrontata la parte introspettiva.
Per buttarla sul sex-gothic-Horror non c’era bisogno di scomodare Oscar Wilde!
il-vero-mrmime
27 nov 2009 - 20:07 - #6Scusate, ma come si fa a valutare l’attendibilità di questo sito se tre recensori danno un voto discordante l’uno dall’altro?
Abbiamo addirittura un 3 e un 8. Io cosa devo pensare?
simona-m
27 nov 2009 - 20:18 - #7@il-vero-mrmime: l’arte - ho sempre sostenuto - non è una scienza esatta e il giudizio è soggettivo. Si può essere concordi nel giudicare la tecnica, non il contenuto. Chiarisco, ad ogni modo, che il mio 8 non è (come sempre i miei voti) dato a livello generale ma rapportando il film alle altre pellicole dello stesso genere. Se vogliamo rapportarlo ai veri capolavori della cinematografia, allora il voto va parecchio ridimensionato.
@mrdaniell: ci avevamo pensato e - ad onor del vero - Carlo mi aveva proposto di scrivere una contro recensione. Purtroppo oggi non ho avuto il tempo di occuparmene ed ho dovuto declinare l’offerta, ma l’idea è sicuramente interessante e in futuro credo proprio che la metteremo in pratica ;o)
Pancho84
27 nov 2009 - 20:40 - #8Forse dovresti semplicemente pensare che i pareri sono squisitamente soggettivi e che…il mondo è bello perché è vario?..
max_86
27 nov 2009 - 21:09 - #9Insomma tre voti differenti dei nostri critici…domani andrò a vederlo e magari scriverò qlk commento in merito…spero non abbiano rovinato il capolavoro di Wilde…
toble_
27 nov 2009 - 21:10 - #10voti così contrastanti mi spingono ancora ad andare a vedere il film!
lanius
27 nov 2009 - 21:22 - #11non vedo l’ora di vederlo.. se il film poi è influenzato da Clive Barker ancora di più!! ^_^
orsobruscomirror
27 nov 2009 - 21:34 - #12ciò che divide in due così drasticemente il pubblico (vedi Borat o Bruno) merita quantomeno di essere assolutamente visto…
aldebaran85
27 nov 2009 - 21:55 - #13sono indeciso se vedere 500giorni insieme o dorian gray…
Houston
28 nov 2009 - 11:36 - #14Concordo con chi gli ha messo 3!
Va bene,la trasposizione di un romanzo andrebbe giudicata come film a sè e non si può pretendere che il libro venga riportato pari pari,ma nel momento in cui oltre alla trama stravolgi anche la caratterizzazione dei protagonisti dimostri che dello spirito dell’opera non hai capito NIENTE!
Il bello del “Ritratto” è che tutti i personaggi sono,ciascuno a suo modo,carismatici!Qui invece abbiamo un Dorian che sembra un tronista (la sola bellezza non spiega perché tutti pendano dalle sue labbra),il mitico Henry Wotton,il personaggio forse più autobiografico,trasformato in un mediocre e in un rosicone,Sybil Vane una sciacquetta qualsiasi…
E anche a valutare il film di per sé il risultato è meno che mediocre!Se horror doveva essere che almeno facesse paura!Alzi la mano chi si è spaventato nelle scene del ritratto divorato dai vermi….
indy
28 nov 2009 - 12:08 - #15Vista la difficoltà di adattare un romanzo come Dorian Gray al grande scherzo ho trovato molto buona l’idea di rispecchiare più che l’opera in sè il suo ideatore. Trovo che la pellicola sia molto vicina alla persona che doveva essere Oscar Wilde, a tratti esagerata e a tratti molto controllata, quasi ingessata come a vole sembra essere Ben Barnes. Non credo che i vermi che escono dal quadro dovessere incutere paura come in un horror ma ripugnanza alla vista di un anima così corrotta. Non credo che questo film sia un capolavoro ma sicuramente non condivido molte delle critiche che gli sono state rivolte. Ho trovato l’ambientazione gotica fantastica e i costumi meravigliosi. Condensare la profondità dei personaggi di Wilde in due ore non credo sia possibile, infatti alcuni tratti del film sembrano troppo sbrigativi. Tuttavia, chi ha amato molto questo libro non credo sarà mai soddisfatto da una sua qualsiasi trasposizione sul grande schermo, ed è giusto così.
Houston
28 nov 2009 - 14:22 - #16Se il tizio che mi ha dato - avesse voglia di rivelarsi e di argomentare magari scopriremmo se è bravo a pigiare i tasti anche per costruire delle parole…. :-)
Houston
28 nov 2009 - 14:29 - #17@ indy:
Il fatto è che il regista stesso ha dichiarato di aver voluto privilegiare il livello di lettura più gotico-orrorifico (quindi il più banale) del romanzo,ma a mio parere ha fallito anche in questo dato che ogni qualvolta il quadro prende vita (anche con quegli insensati cambi di luce che dovrebbero rappresentare il suo punto di vista) in sala si sentiva ridacchiare,e una volta tanto non potevo biasimarli!
Per il resto ripeto,posso accettare che la trama sia modificata per esigenze cinematografiche (l’omicidio di Basil anticipato,un personaggio femminile inventato di sana pianta perché non si può stare mezz’ora senza…) ma non che vengano storpiate le psicologie dei personaggi!
indy
28 nov 2009 - 15:59 - #18@Houston
Ho visto il film durante l’anteprima stampa e non ho sentito nessuno ridacchiare…cmq sono d’accordo con te riguardo alcune scelte registiche anche se l’idea che il quadro avesse un proprio punto di vista non mi è dispiaciuto…peccato che il regista non sia riuscito a mettere in pratica l’idea in maniera più convincente.
Forse il livello di lettua dark e gotica sarà il più semplice da mettere in scena ma ho trovato sia l’ambientazione che l’atmosfera generale che si respira nel film molto bella. Forse si poteva scavare più a fondo nella psicologia dei personaggi, è vero..anche perchè ritengo il valore e la capacità degli attori in questione molto alta. Si poteva fare sicuamente di meglio ma non condivido affatto tutti i commenti negativi che sono stati fatti. Mi dispiace solo che per motivi di censura il film non abbia osato ancora di più per mantenere fede alla trasgressione che che si respira in tutto il libro e che faceva parte della vita di Wilde.
Sasha
28 nov 2009 - 16:40 - #19beh, il libro è migliore del film -come sempre il libro è migliore del film!-: gli attori sono bravi, molto bravo è stato Ben Barnes ad interpretare Dorian Gray, ha saputo rientrare nella parte e tutto il resto, e anche Colin Firth era perfetto nel ruolo di Hanry, però devo ammettere che sono rimasta un tantino sconvolta. Ogni tanto la risatina mi è sfuggita anche a me perchè veramente c’erano certe scene che proprio non si potevano vedere. Ma nel complesso non è stato così male…
Oscar2040
28 nov 2009 - 16:43 - #20L’ho visto..
-Non mi è piaciuto come è stata spiegata la storia (si avvicina solo poco all’originale)
-Una delle parti secondo me più importanti del romanzo non è stata trattata per niente bene e cioè quella che riguarda Sybil Vane.. (per non parlare della recitazione dell’attrice poi)
- Gli attori prinicpali non mi sono piaciuti.
- La storia tutta storpiata non mi è piaciuta.
- Com’è stato trattato il ritratto non mi è piaciuto.
non dico nient altro perchè non vorrei rovinare il film a qualcuno.
Dico solo che sono daccordo che letteratura e cinematografia sono due linguaggi molto diversi ma un capolavoro come quello di Oscar Wilde avrebbe meritato qualcosa di molto di più..
By Oscar D.
nikky
28 nov 2009 - 16:49 - #21Vi consiglio di vedere “Il ritratto di Dorian Gray” del 1945 di Albert Lewin per capire come anche un’opera letteraria di questo calibro trasposta in un capolavoro cinematografico possa matenere lo stesso carisma. Altro che questa pagliacciata intrinseca di ipocrisia e volgarità. Questo film merita di essere guardato solo per i meravigliosi abiti di Dorian, gli unici elementi eleganti in 112 minuti di pellicola.
kakurembo
28 nov 2009 - 17:34 - #22di questo film salvo solo i costumi e Colin Firth, per il resto non lo consiglio a nessuno!anch’io l’ho trovato abbastanza volgare in certi momenti, poi devo ammettere che anche a me è scappato da ridere quando il quadro apriva la bocca (ma per favore!) e non ho sopportato alcuni cambiamenti fatti nella storia. Nel complesso è davvero poco coinvolgente, peccato.
diego868686
29 nov 2009 - 12:50 - #23questo film è un insulto alla memoria di Oscar Wilde(che si starà rigirando nella tomba poverino).il film è estremamente difforme rispetto al libro :compaiono personaggi inventati (la figlia di sir henry non esiste nel libro),il ritratto diventa una sorta di ricettacolo di vermi.dorian gray passa il tempo in orge e rapporti anche omosessuali(addirittura con il pittor del quadro!il che è a dir poco un’eresia!).per arrivare poi all’apoteosi:l’inseguimento in metropolitana e le macchine con il logo Fiat (nella londra Vittoriana!!!!!!).chiunque abbia un minimo di cervello potrà definire questo film solo in un modo :indecente.
anto.ar
30 nov 2009 - 16:26 - #24A me è piaciuto molto.
alesya
30 nov 2009 - 16:52 - #25e invece no vi sbagliateeeeeee!!i vermi vengono direttamente dal libro leggete questo passaggio:«[…]Ora avrebbe coperto una cosa che aveva una putredine propria, più decomposta di un cadavere – che avrebbe nutrito orrori, e non sarebbe mai morta. Quello che i vermi sono per il cadavere, i suoi peccati sarebbero stati per l’immagine dipinta sulla tela. Avrebbero invaso la sua bellezza, e ne avrebbero divorato la grazia. L’avrebbero deturpata, e resa ripugnante. Tuttavia la materia avrebbe continuato a vivere. Sarebbe vissuta in eterno.»
Oscar2040
01 dic 2009 - 00:13 - #26Alessya.. ma li non vuole dire che i vermi sono sulla tela.. fa un paragone tra un cadavere decomposto dei vermi e il quadro decomposto (non dai vermi ma..) dai peccati commessi..
Cmq il fatto dei vermi è proprio una sciocchezza.. ci poteva anche stare se poi tutto il resto fosse stato all’altezza.. ma invece no.. -.-’
alesya
02 dic 2009 - 14:09 - #27hanno reso viva un’immagine in metafora…è così sbagliato???
a-rebours
02 dic 2009 - 15:08 - #28Prima di vedere il film ho voluto rileggere il romanzo….che delusione il film! Ben Barnes è molto molto carino ma non ha classe né la raffinatezza che dovrebbe avere Dorian Gray. La sceneggiatura non riesce a dare alcuno spessore al personaggio e alla sua ossessione per la bellezza; non solo per la sua bellezza ma anche per quella per quella degli oggetti, degli accessori. Anche Lord Harry, che sembrerebbe la voce di Oscar Wilde nel romanzo per i famosi aforismi, non ha fascino sufficiente. Nel finale è pure un padre appesantito dagli anni. L’unica nota positiva del film mi sembrano i costumi, che eleganza!i gusti sessuali di Dorian Gray, non rese esplicite nel libro, vengono nel film esplicitate.
Oscar2040
03 dic 2009 - 14:51 - #29Alessya non è così sbagliato.. come ho già detto.. il fatto dei vermi ci poteva stare secondo me.. è tutto il resto di cui abbiamo già parlato che è sbagliato..
elena972
10 gen 2010 - 00:21 - #30domanda per tutti: a chi avreste fatto interpretare Dorian? quale giovane attore, + o meno famoso, sarebbe secondo voi adatto alla parte di Gray? lo chiedo perchè ho letto critiche, su questo ed altri siti, spietate che rigurdano Barnes, che io invece trovo abbia una certa classe.