Avatar (Usa, 2009) di James Cameron; con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Michelle Rodriguez, Giovanni Ribisi, Joel Moore, CCH Pounder, Wes Studi, Laz Alonso, Peter Mensah, Matt Gerald, Dileep Rao, Scott Lawrence, Jacob Tomuri, Julene Renee, Noli McCool, Peter Dillon, Kevin Dorman, Dean Knowsley, Sean Moran, Sean Anthony Moran, Amy Clover, Sean Patrick Murphy, James Pitt
Il Re del mondo ha conquistato l’universo. 12 anni dopo Titanic James Cameron ha alzato la posta in gioco, realizzando lo spettacolo cinematografico più incredibile che si potesse anche solo lontanamente immaginare. Con Avatar il regista di Terminator ha partorito un mondo immaginifico senza precedenti, capace di ammaliare e sbalordire, conquistando lo spettatore in sala, semplicemente basito dallo spettacolo che vive intorno a lui.
L’utilizzo del 3D, infatti, è finalmente sorprendente, avvolgendoti e facendoti tuo, tanto da farti entrare nel mondo di Pandora, talmente incredibile nella sua straordinaria forza visiva da lasciare senza parole. Avatar è la più grande rivoluzione tecnologica applicata al cinema da 100 anni a questa parte, dal Viaggio sulla Luna di meliesiana memoria. Un’esperienza extrasensoriale, un viaggio futuristico che è al tempo stesso un kolossale inno ecologista e pacifista. Un capolavoro con la C maiuscola, che annienta il genere fantascientifico visto fino ad oggi, ponendo le basi per il futuro della 7° arte. Un futuro che James Cameron ha partorito dalla sua mente, realizzandolo una volta per tutte, rasentando la perfezione.
Ci sono film che segnano i tempi. Avatar è decisamente uno di questi. Inventandosi di sana pianta tecnologie e strumentazioni ad hoc, Cameron è riuscito a rendere reale un mondo inesistente, rendendolo assolutamente credibile. Pandora è qualcosa che va oltre ogni immaginazione, un orgasmo di colori, di luci, di sensazioni, di piante abnormi, di animali impensabili, di creature blu alte 4 metri, veri e propri indigeni, con una propria lingua, delle proprie tradizioni e una divinità, da venerare e proteggere.
Cameron con Avatar ha dato vita ad un vero e proprio universo, facendo all’ennesima potenza quello che George Lucas era riuscito a fare oltre 30 anni fa con Star Wars. Miscelando live action a performance capture, CG e 3D, Pandora ha preso forma su celluloide, diventando vera, tangibile sul grande schermo. Cameron ci porta per mano in una giungla pluviale abitata da alberi alti 300 metri, da mostri giurassici e futuristici dai nomi più improponibili: dalla ‘pantera’ Thanator ai ‘doberman’ Vipewold, passando per i ‘cavalli’ Direhorse, fino ai ‘cervi’ Hexapede, ai ‘rinoceronti’ Hammerhead, agli ‘uccelli’ Banshee e al gigantesco Leonopteryx, re dei predatori del cielo.
Creature paurose e al tempo stesso splendide, tutte mostruosamente credibili, grazie ad un utilizzo degli effetti speciali che mai aveva raggiunto livelli di perfezione simile. Il Signore degli Anelli, in confronto, utilizzava la Stop Motion. Su questo mondo, parallelo al nostro, Cameron struttura una storia semplice, estremamente scontata, ma di una forza e di un impatto emotivo travolgente.
Jake Sully è un ex Marine, costretto a vivere su una sedia a rotelle, richiamato a combattere, nonostante non riesca a fare un passo, per viaggiare nello spazio sino all’avamposto umano su Pandora, mondo alieno che i terrestri stanno cercando di conquistare, vista la presenza massiccia di un rarissimo minerale, che è la chiave per risolvere la crisi energetica che si sta abbattendo sulla terra. Un mondo, però, dove l’aria è tossica, tanto da costringere le corporazioni a creare il “Programma Avatar“, in cui i “piloti” umani collegano le loro coscienze ad un avatar, ovvero un corpo organico controllato a distanza. Corpi che non sono altro che ibridi geneticamente sviluppati dal DNA umano, unito al DNA dei nativi del pianeta, i Na’vi.
Letteralmente rinato nel suo corpo di Avatar, Jake può così infiltrarsi tra i Na’vi, diventati nel tempo l’ostacolo maggiore per l’estrazione del prezioso militare, in modo da poter informare la base operativa sui segreti della popolazione. Peccato che la sua strada incroci quella di Neytiri, bellissima donna Na’vi che salva la vita a Jake, introducendolo nel suo clan, insegnandogli a diventare uno di loro attraverso numerose prove e avventure.
Giorno dopo giorno, nel corpo del suo enorme Avatar, Jake impara a rispettare il modo di vivere dei Na’vi, tanto da riuscire ad entrare nella tribù come loro ‘fratello’. Peccato che il suo ruolo su Pandora sia decisamente diverso, tanto da far scatenare l’offensiva delle corporazioni, pronte alla guerra pur di mettere mano al prezioso minerale. Jake dovrà così prendere posizione, iniziando un’epica battaglia che deciderà il destino di un intero mondo.
Una trama semplice, lineare, già vista e facilmente intuibile nel corso della sua storia, capace però di volare altissimo grazie al “contorno” creato da James Cameron, che mai come in questa occasione merita di diritto un Premio Oscar. Senza mai dimenticare la traccia romantica, il regista realizza un manifesto ecologista senza precedenti, portandoci a stretto contatto con la natura incontaminata. Una natura aliena fondata addirittura su una rete neurale, che interconnette la vita di tutta la flora e la fauna direttamente con gli abitanti del pianeta. Una rete che ha al suo centro un antico, enorme e nodoso salice, che rappresenta l’epicentro dell’universo per i Na’vi, un’estensione della loro linfa vitale, un luogo di conoscenza e rigenerazione. Un albero delle anime magnifico, al quale si affianca l’albero delle voci, con i poetici Woodsprite, creature semi fluttuanti come meduse danzanti che rappresentano l’anima della foresta pluviale, viva e pulsante come il cuore che batte in ognuno di noi.
Utilizzando la guerra per combattere la guerra, Cameron porta in sala un film che è una ferma condanna all’uso spropositato della forza militare, prendendo posizione nei confronti di chi è chiamato a difendere la propria patria, le proprie radici, contro l’usurpatore straniero. In tempi xenofobi e razzisti, il mondo ‘alieno’ partorito dal regista è l’emblema del momento che stiamo vivendo, tra globalizzazione e caccia allo straniero. Un mondo in cui il protagonista è Sam Worthington, che qui possiamo definire una splendida conferma. Il suo Jake è inizialmente fastidioso, troppo ‘marine idiota’, troppo ’scemo’, troppo clichè hollywoodiano, per poi rinascere letteralmente come Avatar, con nuovi occhi e nuove sensazioni. Al suo fianco Zoe Saldana, che mai appare in ‘carne ed ossa’, ma capace di un’interpretazione in ‘performance capture’ che finalmente fa volare alto questa tecnologia, fino ad oggi mai del tutto sfruttata nelle sue potenzialità, e l’indimenticata Sigourney Weaver, qui nei panni di una ricercatrice pronta a tutto per la scienza e per Pandora. A questi si aggiunge il cosidetto ‘villain’, Stephen Lang, splendido sergente bombarolo che vive per distruggere e conquistare. Personaggi dall’introspezione spesso fluttuante, difficilmente realmente affascinanti, ma consoni alla storia e al mondo che li circonda, proprio perchè consapevoli, paradossalmente, che è la natura di Pandora ad essere la reale protagonista, e in questo caso a dir poco magnifica nella sua rappresentazione.
Tra effetti speciali strabilianti, un 3D mai visto prima ed un pianeta da mille e una notte, Avatar di James Cameron è così riuscito a portare la normale fruizione cinematografica ad un livello superiore, facendo vivere il film, tanto da andare oltre la semplice e fino ad oggi conosciuta visione. Epico, romantico, fantascientifico, commovente, drammatico, fantastico, avventuroso, tecnologico, Avatar è questo e molto altro ancora, con la natura che batte la prepotenza umana, con la fantasia che diventa realtà, da toccare quasi con mano grazie alla straordinaria terza dimensione, mai così ‘profonda’, colorata e ricca di sfaccettature come in questa occasione.
Avatar è già storia, perchè semplicemente il film tecnologicamente più avanzato dell’ultimo secolo. Un classico, diretto magistralmente e scritto con furbizia ed un’innata capacità che vira all’epicità, una pietra miliare per il cinema hollywoodiano, con tutti i suoi pregi e difetti, qui ovviamente presenti ma resi quasi invisibili grazie a 160 minuti di puro orgasmo visivo. Entrerete speranzosi e dubbiosi, uscirete esaltati, commossi, affascinati e soprattutto vogliosi, di correre alla cassa per comprare un altro biglietto, e riprendere il viaggio per Pandora. Grazie James.
Uscita in sala: 15 gennaio
Voto Federico: 10
Voto Gabriele: 8
Voto Carlo: 8
Voto Simona: 9
Voto Carla: 7
Qui invece potete leggere la recensione negativa di Infamous.
Anonimo codardo
09 gen 2010 - 19:31 - #51 (nascondi)Avatar è eccezionalmente banale. Se diamo dieci ad Avatar a film che hanno sia effetti speciali che una solidissima storia che cosa dovremmo dare?
La recensione mi pare una markettata.
drapocalypse
09 gen 2010 - 19:33 - #52Glorfindel parli di livello dei commenti “critici”, criticando un film che neanche hai visto. Renditene conto.
Vallo a vedere. Solo dopo potrai parlarmi di commenti critici, facendo pure della gratuita ironia su di essi.
tetsuo
09 gen 2010 - 19:40 - #53 (nascondi)apo ti sei bagnata tutta a fine proiezione?
glorfindel
09 gen 2010 - 19:41 - #54Apo, qui solo tu l’hai visto. Ma il film ha già fan iper-entusiasti che non ammettono neanche che si metta in discussione il fatto che Avatar non sia il capolavoro che vuoi farci credere. Quindi il discorso “non lo hai visto” vale per me come per tutti.
Scusa ma io dalla tua recensione capisco solo che Avatar ha degli effetti speciali strabilianti ERGO è il film del decennio. Se permetti, pur non avendo visto il film, mi sento di storcere il naso davanti ad un tale ragionamento.
Anche Titanic aveva effetti speciali poderosi per l’epoca, sono andato a vederlo e me lo sono gustato. Ma a rivederlo oggi, si vede che è un polpettone banale i cui effetti speciali non impressionano più nessuno.
Tutte le premesse (e anche la tua recensione) mi fanno solo pensare che sarà così anche per Avatar.
tetsuo
09 gen 2010 - 19:45 - #55 (nascondi)“Avatar è la più grande rivoluzione tecnologica applicata al cinema da 100 anni a questa parte”
apo, tra qualche anno ti dovrai veramente vergognare per una boutade come questa…
sei peggio di un fanboy, perchè hai addirittura la pretesa di oggettività..
ti scuso solo se mi confermi le voci che ti vogliono di un’età compresa tra 14 e 17 anni.
lvxstar
09 gen 2010 - 19:50 - #56Si ma Titanic è una classico! sfido chiunque a dire il contrario.
Quel polpettone banale avrebbe fatto riempire il lago di garda con le lacrime che ha fatto versare a mezzo mondo!
Il dr. è lunico che la visto, è stato li per tutto il film è havisto qualcosa che lo ha sorpreso.
E’ come dire che una foto del gran Canyon mi trasmette lestesse cose se vederlo dal vero.
Quanti film avrà recinsito per noi Apocalyps? Cedoche avrà la sua discreta esperienza!
Non è lunica persona che ha detto quelle cose ma le ha dette mezzo mondo!!
robymix
09 gen 2010 - 19:52 - #57SONO UN BAMBINONE
sara così xchè mi sono realmente emozionato…maledetto Cameron , me l’ha fatta ancora..
Eppure i “polpettoni banali” non mi piacciono proprio…e sapete una cosa..se avessi la possibilità di tornare a londra al BFI me lo riguarderei!!!Anche perchè nel doppiaggio italiano hanno messo al protagonista la voce di diCaprio!!!che non c’entra nulla…meglio quella di Terminator Salvation…non è credibile un ex-marine con la voce di un 16enne!!!!
Per tutti gli altri che sputano sentenze senza averlo visto vi dico:
questa sera noleggiatevi ” la corazzata potiomkin”…magari in dvd e…giù a menarvelo…sperando di elevarvi spiritualmente!!
ziopippi
09 gen 2010 - 19:52 - #58“Un capolavoro con la C maiuscola, che annienta il genere fantascientifico visto fino ad oggi”
questa frase sminuisce la recensione rendendola un filino ridicola
theprov
09 gen 2010 - 19:58 - #59Vabbè regà, magari adesso evitate di massacrarlo sto poraccio…gli possiamo chiedere tutta l’oggettività che vogliamo, ma è sempre una persona, che probabilmente avrà si scritto una recensione esageratamente pomposa, ma magari conta anche il fatto che è ancora impressionato dalla recente visione del film. A mente calda si sa…
gio91
09 gen 2010 - 20:16 - #60seguo questo blog da tanto tempo ed è la prima volta che vedo un 10, mi ricordo un nove per Milk e altro, ma un dieci mai, adesso sono davvero intrepidazione per vedere questo film, non so se riuscirò a vederlo il primo weekend , al massimo andrò al secondo o al terzo l’importante è vederlo. avatar per me potrebbe raggiungere i risultati di titanic al botteghino
tetsuo
09 gen 2010 - 20:19 - #61 (nascondi)se hai questa facilità ad andare in bollori, non pretendi di scrivere recensioni oggettive e ti masturbi da solo sulla foto dei na’vi
tetsuo
09 gen 2010 - 20:20 - #62 (nascondi)#60
“intrepidazione”
cioè non “in trepidazione”–> in attesa di
ma “intrepidazione”–> da “intrepido”
questa è la gente che ama avatar
drapocalypse
09 gen 2010 - 20:27 - #63Glorfindel è ovvio che non ha “solo” degli effetti speciali strabilianti. E’ tutto il pacchetto che strabilia. E’ un andare oltre “l’effetto speciale strabiliante”, è un insieme di emozioni. La storia è piena di metafore, non è così ‘vuota’ come si vuol far credere. I personaggi sono estremamente macchiettistici, è vero, e allora? Seguono i topoi classici… e allora? Quale grande storia epica non segue regole che sì, sono ‘classiche’ di loro? Non c’è un Kurtz o un Willard, non ci sono personaggi simili, sono tutti ’scontati’ nel dover vestire la propria parte, ma sono peli in un uovo che è pazzesco, tanto da non accorgersene nemmeno.
drapocalypse
09 gen 2010 - 20:29 - #64Tetsuo non esiste la recensione oggettiva. Non esiste l’oggettività in campo culturale. Il cinema è soggettivo. Le critiche sono soggettive e opinabili. Da sempre e per sempre. Fattene una ragione.
lvxstar
09 gen 2010 - 20:30 - #65Tetsuo
apo ti sei bagnata tutta a fine proiezione?
e ti masturbi da solo sulla foto dei na’vi
Secondo te una persona che scrive queste cose a quale categoria appartiene?
Te lo dico io, persone “limitate”
tetsuo
09 gen 2010 - 20:36 - #66 (nascondi)# 65
al massimo “maleducate”, “irritanti”, “testarde/insistenti”
ma “limitate” mi sembra fuori luogo.
se ti insulto o tu percepisci una mia affermazione come insulto io sono “limitato”?
tra tutte le cose che potevi dire..
forse sei tu che sei “limitato”, in riferimento al tuo vocabolario.
goldenglobes2010
09 gen 2010 - 20:41 - #67Non esiste l’oggettività in campo culturale. Il cinema è soggettivo. Le critiche sono soggettive e opinabili. Da sempre e per sempre.
Assolutamente ridicola quest’affermazione. I meriti di un film vanno riconosciuti indipendenti da un parere personale. I meriti di Douglas Sirk, per esempio, anche se non incontra i miei gusti, non sono opinabili. Per me un classico non è possibile definirlo se non dopo che passano un certo periodo di anni. Ormai esce un film dei Coen ed è un classico, esce un film di qualsiasi emergente stravagante ed è un classico. Già il termine dovrebbe far capire che è classico solo ciò che “è stato”, non cio che è. Ci vuole un certo periodo di tempo. Al massimo, si potrebbe dire che è un progredire tecnico, ma anche il passaggio al sonoro lo è stato e il primo film sonoro non è un classico. E’ un apripista. Applicando il concetto di soggettività, non scrivi recensioni critiche, come la maggior parte dei critici italiani, ma opinioni.
goldenglobes2010
09 gen 2010 - 20:42 - #68che passa, ops.
dza
09 gen 2010 - 20:50 - #69Tanto entusiasmo mi sembra prevedibile quanto ingenuo…Riconosco ad Avatar e a Cameron qualità ignote ad altri registi, ma definirlo un classico, uno dei migliori film della storia del cinema è eccessivo per me. E’ vero: Cinema non vuol dire solo sceneggiatura, recitazione, regia…il Cinema è un’seperienza sociale capace di regalare emozioni uniche e assolutamente soggettive, slegate da tutti questi fattori. Ma in epoca in cui “sguardo” e “racconto” stanno radicalmente cambiando e mutandosi, Avatar regala una’avventura fin troppo puerile e scontata per poter entrare a fare parte delle grandi storie raccontate al buio di una sala. Non voglio affossare Cameron nè essere snob: ma in dodici anni il papà di Terminator poteva inventarsi ben altro, e scrivere con ben altra forza. Se non lo ha fatto, secondo me, non è per ingenuità, ma semplicemente per partorire una storia che non avrebbe scontentato nessuno. E questa, anche al Cinema, si chiama ipocrisia. Che poi Avatar venga definito come la più grande rivoluzione cinematografica degli ultimi anni ci può stare, e spero che molti film (anche italiani) prendano esempio da lui.
drapocalypse
09 gen 2010 - 21:00 - #70Dza su un punto sono d’accordo con te. E’ un film ‘furbo’, ma Cameron è furbo. Non voleva scontentare nessuno e voleva piacere a tutti, e forse c’è riuscito. Non c’è una scena di sesso che una in 160 minuti (a quanto pare è stata tagliata), si vede un bacio appena, non c’è una goccia di sangue, non c’è ‘esageratamente violenza’. C’è una battaglia epica nel finale, ma non siamo ai livelli di squartamento di Apocalypto, per dirne uno. Ci sono 2sigarette2 e negli States è successo il finimondo, tanto che è dovuto intervenire Obama a calmare le acque, prendendo le difese del regista.
Non ha passato 12 anni a scrivere una storia, ma a realizzare un’idea, che è diverso. Si è inventato i mezzi per poterla rendere reale, se li è costruiti, passo dopo passo, ha reso possibile ciò che fino a 2 mesi fa pareva impensabile. Il 90% del film, che sembra assolutamente reale, non esiste. Questi son particolari che letti qui lasciano il tempo che trovano, ma che fidati, quando vedrai in sala, in 3D, ricorderai con stupore, perchè starai lì per 5 minuti a luci accese, a fine propiezione, ad esclamare “mio Dio…”.
dza
09 gen 2010 - 21:03 - #71E comunque ciò che dici è vero solo in parte Apocalypse: la critica cinematografica, così come quella letteraria, ha il dovere di seguire delle regole ben precise quando si tratta di recensire un film. L’oggettività è ciò che differenzia un critico da un opinionista…che poi i critici si divertano ad andare controtendenza, a esprimere commenti volutamente opposti da quelli dei colleghi è un altro discorso. E non ci interessa. Qua parliamo di film, opere visive che hanno un linguaggio e in base all’uso di quel linguaggio devono essere valutate. Se tutto ciò che viene scritto da te fosse opinabile ed esclusivamente soggettivo, allora la critica non avrebbe ragione di esistere. Basterebbe il passaparola.
dza
09 gen 2010 - 21:05 - #72E chi ti dice che non abbia visto il film, Apo? :)
lvxstar
09 gen 2010 - 21:15 - #73tetsuo,
limitato:intelligenza l., mediocre, di scarse capacità
anche se può essere interpretato Con sign. attivo: di persona che si pone dei limiti: uomo l. nelle spese, che sa trattenersi dallo spendere oltre il puro necessario; essere l. nelle esigenze, nel chiedere, nelle proprie pretese.
Ma la mia di interpretazione è sicuramente riconducibile alla prima parte che ho scritto.
Fonti: Vocabolario Treccani
drapocalypse
09 gen 2010 - 21:15 - #74Dza certo che ci sono degli strumeti ‘oggettivi’ per giudicare e criticare un film, opinabili però nel modo in cui vengono utilizzati. Se poi vogliamo raccontarci le favole raccontiamocele pure.
Un film è anche, se non soprattutto, emozioni, sensazioni, che non conoscono strumenti oggettivi di nessun tipo. Il sottoscritto poteva anche aggiungere altre 1000 battute soffermandosi sul macchiettismo dei personaggi, sullo scontato finale e sulla storia che prende in lungo e in largo da una cinematografica lunga 100 anni, ma poco sarebbe cambiato con il giudizio finale. Il mio giudizio. Ovvero di quel brivido che più volte ho vissuto.
Probabilmente sono un critico scarsissimo, di serie z, ma dubito riuscirò mai a scrivere di un film tralasciando le emozioni che è riuscito a trasmettermi, vivaddio soggettive.
haugentalermilio
09 gen 2010 - 21:16 - #75 (nascondi)10 € per Pochaonats in 3D ?? AHAHAHAHH Ma fatemi il favore.
Odd
09 gen 2010 - 21:16 - #76 (nascondi)Ma scrivendo questa recensione ti era diventato duro?
Battute (?) a parte, in quanto studioso di cinema, la frase
“Avatar è la più grande rivoluzione tecnologica applicata al cinema da 100 anni a questa parte”
mi conferma proprio la battuta precedente, questa è erezione al suo massimo.
Che però si scrivano cose del genere grazie alla propria autorità, cose lette in buona parte da persone che non conoscono la storia tecnica (ma anche semplicemente la storiografia) del cinema, è scorretto.
Tralascio i commenti strettamente su Avatar, che non ho nemmeno visto, anche per non venire travolto da una valanga di meno (se vi fa piacere, fatelo comunque), e sul Cinema in quanto arte e narrazione, mi limito a far osservare che il Cinema, come ogni altra “creazione” umana che implichi tecnologia, è in costante evoluzione. Questo è un passaggio, nemmeno così nuovo e nemmeno così affermato (parlo del 3D, non di Avatar), e ad ogni modo immaturo (le sale sono poche, gli occhi umani necessitano di un aiuto quali sono gli occhiali/visori, eccetera) e concepito e nato non quale necessità ma quale “abbellimento” utile alla vendita del prodotto cinematografico.
Ciò che intendo è che come già dall’inizio del ‘900 vi sono state rivoluzioni narrative, stilistiche e tecnologiche che non meritano aggettivi melensi, ma che semplicemente hanno modificato permanentemente il modo di fare cinema successivo, così forse sarà Avatar, per quel che riguarda il 3D (e trovo ipocrita distribuirlo in 2D, se si crede davvero in qualcosa bisogna dimostrarlo alla gente, anche a scapito del proprio guadagno economico, che invece rimane priorità per gli Studios). Ma inevitabilmente come molti titoli dei primi del ‘900, fatta eccezione delle persone che per amore li studiano, vengono ritenuti “antichi” e sorpassati, o più semplicemente “vecchi”, mentre hanno avuto in loro novità incredibili, tale sarà anche Avatar, complice una trama troppo lineare, troppo semplice, che dal mio punto di vista rimane (e rimarrà sempre, se si vuol fare cinema narrativo) in un rapporto di forza maggiore rispetto agli effetti speciali. Altrimenti tanto vale puntare al documentario, o ancor più semplicemente al cinema non narrativo, dove parla solo l’espressività delle immagini, fini a sé stesse. Ma se questo non viene fatto, ricordate che il motivo è puro e semplice: è economico. Cameron, Spielberg, eccetera, sono imprenditori del Cinema, non artisti, anzi meglio, artigiani.
Odd
gio91
09 gen 2010 - 21:22 - #77caro #62, io non sono un pazzo per avatar anzi, sono uno a cui piacciono i film complessi , a serious men, nel paese delle creature selvagge, ma ogni tanto mi vedo anche qualche blockbuster, questa recensione molto convinto punto
e poi non sono perfetto, ho scritto intrepidazione, si potrà pure sbagliare nella vita
dza
09 gen 2010 - 21:25 - #78Non sto dicendo che un critico deve essere sterile e refrattario a qualsiasi emozione, non frintendermi. Sto dicendo che potenzialmente uno può decidere di abbandonarsi a qualsiasi emozione oppure…inspirare, contare fino a dieci, e riflettere sul fatto che chi ci sta raccontando una storia nel tentativo di suscitarci questa o quella emozione sta usando la sua arte per ingannarci, e non per stupirci. Questo è un meccanismo comune a molti registi. E non solo: sai chi si comporta così, oltre a loro? I politici. Rimanendo in tema, è la cosa più sbagliata che un regista può fare: sottovalutare l’intelligenza dello spettatore. Chiudiamola qui comunque, non voglio far polemica.
drapocalypse
09 gen 2010 - 21:35 - #79Odd l’evoluzione che Avatar porta al Cinema non è solo quella del 3D, non se ne sei a conoscenza.
C’è anche un’evoluzione della performance capture e del CG, riuscita solo grazie alla nascita di strumentazioni che prima non esistevano. Cameron si è inventato una macchina da presa che ha reso possibile mescolare le riprese in live action e quelle in CG, ha partorito una ‘virtual camera’, capace di girare scene all’interno del mondo generato al computer, come se stesse girando all’interno di un teatro di posa, ha ideato un casco rivoluzionario con una minivideocamera capace di far propri i minimi ed impercettibili movimenti facciali degli attori, compresi quelli degli occhi, facendo evolvere il performance capture, il tutto condito dal Fusion Camera System, sempre da lui creato, che al momento è il sistema più avanzato al mondo per le riprese in 3D.
Questo film pone delle basi tecnologiche pazzesche per il futuro dell’industria cinematografica, non capirlo o far finta di non capirlo è un’eresia. Ovvio che tra 10 anni avremo fatto passi da gigante, ma anche negli ultimi 107 anni, rispetto al Viaggio nella Luna di Melies, di passi avanti ne abbiamo fatti. Eppure quella è una pietra miliare.
drapocalypse
09 gen 2010 - 21:38 - #80Dza hai ancora una volta ragione. Ma, sinceramente parlando, magari ne potessi vedere tanti altri di film così che mi ‘prendono in giro’ buttando fumo negli occhi, tanto da rendermi cieco dinanzi ai loro difetti. Magari… dimmi dove devo firmare che firmo.
goldenglobes2010
09 gen 2010 - 21:38 - #81 (nascondi)completamente d’accordo con dza. Ciò non significa che Apo sei un cattivo critico, ce ne sono di molto molto peggio. Gente che i film manco li vede. Cioè i critici del Giornale e Mollica incensatore scrivono ciò che gli passa per la testa. Più che un critico sei un opinionista che sa comunicare e trascinare…se ti assumesse una casa di produzione faresti dei soldi perchè invogli alla visione.
lauranewmoon
09 gen 2010 - 22:02 - #82 (nascondi)che stupidata di film,ma volete mettere questo film a new moon?o guardate solo gli effetti speciali?
parlate del prossimo film della saga di twilight è meglio.
idarth
09 gen 2010 - 22:04 - #83parlatene! giudicatelo! criticatelo! ma fatelo solo per dare giudizi positivi! io non sono assolutamente convinto del risultato e del voto dato. per questo ho intenzione di essere l’unico a guardarlo in 2D, se sarà in grado di lasciarmi qualcosa per la storia che ha, per la caratterizzazione dei personaggi, per le musiche, allora lo guarderò in 3D! non batto ciglio e pago ben volentieri se quello che vedo/sento mi lasciano qualcosa e temo che avatar non rientri in questa categoria di prodotti.
aldebaran85
09 gen 2010 - 22:08 - #84per tetsuo e compagnia bella:
- come si può giudicare un film se non l’avete visto?
- come può uno che non ha visto il film giudicare/offendere la recensione di una persona che l’ha visto?
in poche parole aspetti di aver visto il film e poi ne discutiamo civilmente e spero senza pregiudizi … e basta con questi account multipli per far capire che a molti non piace avatar E’ RIDICOLO!!!
joywonder
09 gen 2010 - 22:09 - #85Wow. Ottima recensione, davvero. Avete descritto perfettamente senza mai rivelare nulla. Reali complimenti! Ed intanto la mia voglia sale… - 5 giorni, 2 ore, 50 minuti e 10 secondi!…
petauro
09 gen 2010 - 22:12 - #86Personalmente quando vedo un articolo di Apocalisse lo salto a piè pari, perchè so già cosa c’è scritto dentro, lui mangia solo la crosta e solo di quella riesce a parlare, chiedergli di entrare a palpare la mollica non solo è impossibile ma anche fuoriluogo, ogni pubblico dovrebbe avere la sua ‘critica’ e Apocalisse parla perfettamente alla stragrande maggioranza di quelli che si accontentano della crosta, guai se non fosse così in un blog che punta sulle visite generiche. se volete recensioni più sofisticate non le cercherei quì e soprattutto non le cercherei riguardo un minestrone di effetti speciali e 3D, per quanto pazzeschi siano. Mi sembra pretenzioso bacchettarlo proprio su una recensione nella quale può dare il suo meglio.
Però basta con sta storia della soggettività perchè la bellezza è la cosa più oggettiva del mondo, è il gusto personale la devianza soggettiva. Se poi applicata a un singolo settore, per forza deve essere incanalata in canoni tremendamente oggettivi. Altrimenti tutti critici, tutti artisti e tutti anticonformisti.
drapocalypse
09 gen 2010 - 22:14 - #87Ne riparliamo tra 1 settimana. Passo e chiudo.
tetsuo
09 gen 2010 - 22:16 - #88aldebaran io mi baso sulla CGI non rivoluzionaria sulla trama banale e sul battage pubblicitario.
non mi sono espresso sulla qualità del film.
avrò detto questa cosa 100 volte ma siete troppo accecati dall’amore per avatar.
aldebaran85
09 gen 2010 - 22:20 - #89io accecato dall’amore? O.o ma quando mai ho elogiato avatar?????? ma daiiiiii
tetsuo
09 gen 2010 - 22:26 - #90 (nascondi)e allora perchè affermi falsità chiamandomi in causa?
hai iniziato tu.
cavolo, io non sto dicendo che avatar fa c.a.g.a. r.e., dico che non è la rivoluzione annunciata, la trama è banale E copiata e che tutti, dico TUTTI pubblicizzano sto film.
questo blog in primis.
rendiamoci conto, gente, rendiamoci conto.
Fulu
09 gen 2010 - 22:27 - #91Ho una domanda da fare a Dr. Apocalypse…ovvero, se il film l’avesse visto in una semplice sala 2D il suo voto sarebbe ancora 10?
Fulu
09 gen 2010 - 22:35 - #92La mia domanda non vuole essere assolutamente polemica, ma è dettata dal fatto che saranno in molti le persone che non potranno vedere il film in 3D…quindi viene da chiedersi quanto il voto sia stato influenzato dal 3D e quale sia quindi il suo voto “reale”
dza
09 gen 2010 - 22:39 - #93Il film, a costo di doversi spostare di un bel pò di Km in macchina, è da vedere SOLO in 3D. Posso risponderti secondo la mia opinione: no, non sarebbe assolutamente la stessa cosa visto in 2D.
Odd
09 gen 2010 - 22:40 - #94 (nascondi)@drapocalypse:
Sapevo già tutto quello che hai elencato, ma ripeto, non mi strabilia. Faccio solo un esempio: senza il sensore digitale che ha sostituito la pellicola (e che per me è davvero la più grande rivoluzione tecnologica mai avuta in tutto ciò che è ripresa) tutto quello non sarebbe stato possibile.
In quanto alla CGI, escludendo come tu mi dici il 3D, poso permettermi di parlare, ho visto i trailer: ben vengano le microespressioni e i particolari, ma la CGI di Avatar è già vista, è passato. La fotografia della CGI, i movimenti stessi, sono ancora innaturali, si possono trovare in molti videogiochi se non addirittura in altri film recenti.
Poi secondo la tua logica mi considero un felicissimo eretico, se il futuro è questo è un futuro triste. Non mi riferisco ad Avatar, di cui ormai siete tutti paladini a spada tratta, ma al fatto che ciò che non sarà allineato secondo effetti speciali e 3D sarà automaticamente surclassato, posto in secondo piano, svalutato dall’audience perfettamente indotta al nuovo prodotto. Come per l’animazione, il 2D su scala cinematografica oggi soffre a causa dei (seppur bellissimi) prodotti Pixar (e non solo).
E’ la convivenza che manca, e non per gusti cinematografici, ma per leggi del mercato. I prodotti di Cameron pongono un futuro purtroppo al mercato del cinema, più che alla sua espressività. Ripeto, i tycoon di Hollywood sono imprenditori. In Italia, Murdoch non vi vende Sky perché è più bella, ma per guadagnare. Berlusconi ha fatto lo stesso con tante cose, è al governo. Faccio esempi stupidi, ma efficaci.
Poi ognuno continua ad avere per fortuna la sua opinione, anche se il rispetto reciproco in Italia è ormai cancellato. Io apprezzo le “esperienze visive”, ma se mi vengono presentate in quanto tali. Per quel che riguarda le “storie” invece non ci sono effetti che tengano, se non c’è una sceneggiatura forte, un linguaggio registico originale, e tutto ciò che seppur spoglio, regge una struttura di un film. Amo anche il vuoto filmico, ma qui il discorso si dilunga, e senza alcun dubbio, Cameron non c’entra neanche da lontano.
lauranewmoon
09 gen 2010 - 22:53 - #95 (nascondi)che film stupido!
invece fra un mesetto esce Scusa ma ti voglio sposare,parlate di quello o della saga di twilight
amoryaablaine
09 gen 2010 - 23:00 - #96 (nascondi)non posso che essere d’ accordo con Odd
la rivoluzione tanto decantata da cameron e dai suoi adepti è semplicemente il passaggio da un opera d’arte (come ogni film dovrebbe essere) a un prodotto commerciale vendibile al più largo bacino d’ utenza possibile
poi basta cercare di far passare Avatar per opera d’ arte geniale
niente in contrario a descriverlo come un ottimo prodotto d intrattenimento ottimamente confezionato e di piacevole visione
Però giustificare la piattezza dei personaggi e della trama come ripresa di topoi chiaramente legati alla struttura classica e eroica è esageratamente ridicolo
come Robymix tirare in ballo la corazzata potemkin ogni volta che si parla di cinema serio
serietà please…
napolux
09 gen 2010 - 23:54 - #97Il 3D non era così 3D :) Ero all’anteprima anch’io oggi. La storia è il vero punto debole di tutta la pellicola, per il resto la CGI è veramente impressionante.
Fulu
10 gen 2010 - 00:04 - #98napolux…tu che voto daresti alla pellicola?
lvxstar
10 gen 2010 - 01:22 - #99dove è stat fatta l’anteprima? era riservata solo per la critica?
stef ona
10 gen 2010 - 04:23 - #100 (nascondi)“Personaggi dall’introspezione spesso fluttuante”
tradotto in italiano = personaggi tagliati con l’accetta