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CineBlog consiglia: Prima ti sposo... poi ti rovino

Pubblicato: 19 apr 2006 da Gabriele C.

Commenti dei lettori
Locandina Intollerabile crudeltà… Il titolo originale spiega in due parole il sunto della pellicola: la crudeltà esilarante! Dopo Fratello, dove sei? i Coen tornano con una pellicola che è decisamente più un puro divertissement rispetto al film precedente e rispetto alle altre loro opere, ma con una sceneggiatura che perde davvero pochi colpi e ne azzecca molti. Certo, forse il primo tempo è più cattivo, più gustoso e godibile, quant’è vero che nel secondo si scade un po’ nel prevedibile, ma alla fine, in globale, il divertimento è altissimo. Soprattutto grazie ai bellissimi dialoghi, i botta-e-risposta tra la Zeta-Jones (splendida ed arrivista) e Clooney (simpatico ed adatto). Con un film del genere bisogna assolutamente lasciarsi andare, ridere e godersi lo spettacolo, con una sigaretta e una birra in mano, comodamente seduti sul divano. Tra stile elegante e sadismo, lo spettacolo sarebbe assicurato: ma non tutti hanno gradito.
Palma d’oro per l’idiozia ai distributori italiani: il titolo PRIMA TI SPOSO POI TI ROVINO se la batte come peggior titolo italiano con Se mi lasci ti cancello
Stasera, 21.00, Canale5
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2 commenti

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  • Profilo di Natalie

    Natalie

    19 apr 2006 - 23:36 - #1
    0 punti
    Up Down

    infatti poi il dvd di Gondry non è stato tradotto con “se mi lasci ti cancello” ma col titolo originale… “the eternal sunshine of the spotless mind”, ma che ci vuoi fare…. Manovre stupide e commerciali!

  • […] E’ il giorno di Michael Moore, ma è anche il giorno dei fratelli Coen a Cannes 60. Joel e Ethan presentano infatti No Country for Old Men, che per molte persone fra coloro che l’hanno già visto è un bel ritorno al cinema che i Coen sanno fare meglio, dopo la “pausa” per molti deludente di Prima ti sposo… poi ti rovino e Ladykillers. Si ritorna in terra di Fargo, considerato dai più il loro miglior film assieme a Il grande Lebowski. Anzi, per certi versi No Country for Old Men è anche più eccessivo di Fargo, più violento e più estremo. […]