
Floppone negli States (38 milioni di dollari incassati, ne è costati il doppio), è uscito venerdì in Italia Surrogates, ovvero Il mondo dei replicanti, lanciato qui da noi in 200 sale. 498.404,25 gli euro incassati nei primi due giorni di programmazione, con 75.592 ticket staccati. Ma ora che l’avete visto, e dopo aver letto anche la nostra recensione, cosa ne pensate? Vi è piaciuto? Vi ha deluso, intrigato o annoiato? A voi la parola, Surrogates è nelle vostre mani.
n3kr0s
10 gen 2010 - 15:30 - #1pessimo …trama banale e forzatura finale così estrema da rendere un concetto interessante completamente rovinato
thelostone
10 gen 2010 - 16:18 - #2Veramente un mèrdone.
theprov
10 gen 2010 - 18:01 - #3Si ecco appunto…potete anche toglierla la pubblicità adesso…tanto non c’andiamo a vederlo…Cmq siete diventati peggio di mediaset con la pubblicità…spot a tradimento! XD
vorador
10 gen 2010 - 18:08 - #4Il film soffre di varie pecche “narrative”,ma dire che ha deluso completamente le mie aspettative sarebbe una bugia.:P
roberto-d
10 gen 2010 - 19:35 - #5Per una serata senza pensieri e pop-corn, è un film che basta e avanza. Non mi è dispiaciuto affatto, anche se l’incipit poteva essere usato per creare un capolavoro.
artopos
10 gen 2010 - 20:47 - #6mi aspettavo qualcosa in più ma è sopratutto il finale a deludere
voto 6+
ilmat
10 gen 2010 - 22:57 - #7UN’idea notevole sviluppata malissimo. Guardabile, ma non si va oltre questo.
Claus2
10 gen 2010 - 23:15 - #8Concordo con quanto detto finora: idea di partenza ottima, poi la trama si semplifica eccessivamente e il finale è veramente strozzato, quasi come se il produttore fosse arrivato sul set una mattina per costringere a chiudere subito le riprese nel giro di poche battute.
Un’occasione sprecata, secondo solo allo spreco operato da Spielberg con il remake della Guerra dei Mondi (un potenziale film di culto rovinato per una conclusione veloce e arrivata troppo in fretta).
dapi
11 gen 2010 - 10:24 - #9falice di non averlo visto al cinema
pandy77
11 gen 2010 - 11:45 - #10Bellissima l’idea di base (i surrogati, chi non vorrebbe averne uno), peccato che le somiglianze con il fumetto si fermino qui!!!
Poteva essere un gran film ed è stato un film come tanti altri … forse dovevo andare nell’altra sala a vedere “Hachiko”.
Veramente un peccato!!!
ps: a parte la capigliatura orrenda del surrogato di Bruce Willis … perché stravolgere una trama ottima (quella del fumetto) e creare questa “cosa” che è il film?
robymix
11 gen 2010 - 12:41 - #11UNA SCHIFEZZA….
MA A Jonathan Mostow FANNO FARE ANCORA FILM DOPO T3?
Rizzoli Lizard
20 gen 2010 - 17:11 - #12Segnalo il booktrailer del fumetto da cui è stato tratto il film.
Qui!
ciao
Roberto
mauro-lanari
19 feb 2010 - 04:45 - #13Il capolavoro che non t’aspetti. Fantascienza zero, solo estrapolazione sociologica della tendenza in atto fin dai tempi di David Riesman (”The Lonely Crowd”, “La folla solitaria”, 1950). Zero citazioni filmiche: i cloni non c’entrano una cippa, quindi niente Moon, The Island, L’invasione degli ultracorpi, Io, robot, Blade Runner, The Prestige; non c’entra una cippa manco la filosofia dei BIV (”Brains In Vats” o “Brain In A Vat”, dal velo di maya a Cartesio e Putnam), quindi niente Matrix, Vanilla Sky, Abre Los Ojos, eXistenZ, Nirvana, Ghost In The Shell; c’entra invece quanto stiamo delegando alla realtà virtuale, e su questo esiste solo un accenno cinematografico malsviluppato in “Strange Days”. Clamoroso che chi cita msn, chat, secondlife, Facebook e qualsiasi altro social network, psicoticamente non osi citare proprio cineblog e ogni ulteriore forma d’attività mediata da nick e avatar su internet. Ma il nucleo fenomenale del film di Mostow sta nel countdown conclusivo, durante cui ciascuno è costretto a chiedersi quale sarebbe la scelta giusta da prendere. E’ così malvagia l’idea del surrogato che rimpiazza la nostra cadaverica realtà di “sacchi di carne” con l’ottimizzazione delle esperienze psichiche fittizie, simulate, “transizionali”, alterate e drogate finzionalmente? La vita vera affrontata priva di filtri, l’esistenza vissuta senza una “coscienza felice alienata” e col massimo grado d’autoconsapevolezza vigile sono mai riuscite a risolvere alcunché o si sono dimostrate unicamente una maledizione che esacerba il male cosmico? Da buoni postmoderni, a ognuno la propria risposta secondo la sua indole, essenza caratteriale, dèmone. E non nel senso neoplatonico d’Hillman, bensì in quello cromosomico della psicosociobiologia.