An Education (Gran Bretagna, 2009) di Lone Scherfig; con Peter Sarsgaard, Carey Mulligan, Alfred Molina, Dominic Cooper, Rosamund Pike, Olivia Williams, Emma Thompson, Cara Seymour, Matthew Beard, Sally Hawkins, Amanda Fairbank-Hynes, Ellie Kendrick, William Melling, Connor Catchpole.
E’ nata ufficialmente una stella. An Education, visto lo scorso anno al Sundance, a Berlino, a Londra e a Toronto, ma in uscita solo adesso, verrà ricordato negli anni a seguire non solo perchè un gran bel film, ma anche, se non soprattutto, perchè capace di lanciare il mostruoso ed evidente talento di Carey Mulligan, da molti già ribattezzata la “nuova Audrey Hepburn”. Vista in Orgoglio e pregiudizio, la 24enne inglese sorprende e lascia di sasso con la sua incredibile interpretazione, nei panni di una sedicenne inglese negli anni del ‘nulla esistenziale’ britannico, ovvero prima del 68 e della rivoluzione economica che travolse anche l’Inghilterra.
Basato sulle memorie autobiografiche della giornalista Lynn Barber, sceneggiato da Nick Hornby, ovvero il “padre” di Alta Fedeltà ed About a Boy, An Education rappresenta esattamente il meglio che il cinema inglese riesce a fare oramai da anni. Riportandoci indietro nel tempo, in una sorta di ‘limbo’ comportamentale che si collocava esattamente a metà tra il dopoguerra puritano e gli anni rivoluzionari dell’anticonformismo, Lone Scherfig, colpisce nel segno grazie ad una storia ‘educativa’ ed esistenziale, aiutata da un cast talmente affiatato e sorprendente da meritare una nomination ‘globale’ agli Oscar.
Jenny è una ragazzina al culmine dei suoi 16 anni, intelligente e studiosa, completamente concentrata sull’obiettivo di essere ammessa a Oxford, per via anche dei duri ed apprensivi genitori, che poggiano la loro intera esistenza sul futuro della loro unica figlia. Quando però incontra il trentenne David, un uomo affascinante, culturalmente intrigante, apparentemente borghese e dai bei modi, Jenny perde completamente la testa, tanto da far cadere improvvisamente Oxford dalle priorità impellenti. Imboccata ai piaceri della vita, al divertimento e ad un mondo, quello adulto, che da tempo sognava di vivere sulla propria pelle, Jenny si scopre dal giorno alla notte una giovane donna innamorata, pronta ad abbandonare la propria strada e i propri progetti per seguire l’istinto e la passione sentimentale, capace di offuscarla completamente…
Dare vita ad un film partendo da appena 12 pagine. Tanto aveva scritto la giornalista Lynn Barber nella sua minuta autobiografia, fatta di accenni sul suo primo incredibile amore, mai dimenticato. Prese carte e penna, Nick Hornby da quelle 12 pagine ha tirato fuori una sceneggiatura intelligente, affascinante, pronta a buttare sul ring due storici contendenti come “il divertimento” e “l’educazione”. La rigidità delle regole contro la frivolezza. La bella vita vs. una vita fatta di studio, fatica e lavoro. Ponendo la giovane protagonista dinanzi a questo epocale bivio, Hornby e la regista Scherfig dipingono sulla loro tavolozza un’Inghilterra troppo spesso dimenticata e poco raccontata. L’Inghilterra del 1961, ancora impreparata al cambiamento, fatta di famiglie che continuavano a condurre una vita austera e parsimoniosa, preoccupandosi continuamente degli stravolgimenti sociali e morali.
Jenny, sedicenne incuriosita dalla cultura francese, vista con spavento dal severo padre, è come soffocata dall’ambiente famigliare e dalle rigide regole scolastiche, tanto da vedere nell’ultra trentenne David una via di fuga, un esplosione di colori nel proprio mondo monocolore, fatto di scuola, musica e casa. Le sue feste, i suoi amici, i suoi soldi, i suoi modi gentili, la sua esplosiva vitalità ed il suo fascino la conquistano completamente, tanto da portarla a prendere decisioni impensabili fino a poco tempo prima.
Facendo estrema attenzione alle austere ambientazioni dell’epoca, ai vestiti e alla camaleontica ed umorale fotografia, pronta a cambiare colore in base all’emotività della giovane protagonista, An Education vola altissimo grazie alle prove recitative di tutti i protagonisti, guidati dalla sorprendente Carey Mulligan, 24enne credibile nei panni di una minorenne. La sua ragazzina dubbiosa, assetata di sapere e di ‘vissuto’, innamorata della Francia e pronta a trasgredire le ferree regole di un tempo colpisce nel segno, tanto da farle meritare almeno una candidatura all’Oscar come Migliore Attrice Protagonista, se non addirittura la statuetta stessa. Al suo fianco un misterioso, affascinante, infantile, perverso e subdolo Peter Sarsgaard, mai bravo come in questo caso, senza dimenticare il duro e al tempo stesso tenero padre, Alfred Molina, la depressa madre, Cara Seymour, il sorprendente ‘dandy’ Dominic Cooper, l’incredibilmente stupida Rosamund Pike, l’insegnante alla “Attimo Fuggente” Olivia Williams e la Preside tutta d’un pezzo e fermamente cattolica Emma Thompson. Tutti insieme, aiutati da uno script incalzante e da una regia mai banale, trascinano la pellicola fino al ‘povero’ e probabilmente deludente finale.
Ciò che ne resta è un film godibilissimo, pronto a lanciare ufficialmente una stella: Carey Mulligan. Ne risentiremo parlare, come di questo film, statene certi.
Uscita in sala: 5 febbraio
Voto Federico: 7+
Voto Gabriele: 6
aldebaran85
02 feb 2010 - 13:14 - #1questo film mi ispira… spero che in italia venga proposto da qualche sala cinematografica
Ale 90
02 feb 2010 - 13:38 - #2Vorrei tanto vederlo: il fascino made in UK!
Mg2010
02 feb 2010 - 13:55 - #3mi pare esagerato chiamarlo gran film.
Franklyn
02 feb 2010 - 14:56 - #4Mi sembra decisamente fuori luogo definire “An Education” un film godibilissimo (che) rappresenta esattamente il meglio che il cinema inglese riesce a fare oramai da anni.” Ci son tanti altri film inglesi che meritano un’attenzione maggiore di quella che è stata invece riservata esclusivamente per questo film. Personalmente ho sentito tutto il peso delle 12 pagine su cui Nick Hornby si è basato per la sua sceneggiatura, lenta e scarna…senza una trama avvincente, che coinvolgesse lo spettatore, probabilmente per via di una storia parecchio datata e radicata in un’epoca così lontana (dal punto di vista della vita accademica e lavorativa) dalla nostra, al punto che è persino difficile trovare un’analogia (e mi stupisce da parte di Hornby). Non si può dire che la Mulligan abbia recitato male ma da qui a premiarla con un Oscar ce ne passa; sarà anche per la difficoltà, che si prova guardando il film, a simpatizzare col personaggio.
Purtroppo ho sofferto parecchio durante la visione di questo film, per questo la mia opinione non può che essere negativa..
drapocalypse
02 feb 2010 - 15:08 - #5Franklyn pareri personali… non ho visto Sandra Bullock in The Blind Side, quindi non posso esprimermi, ma non ricordo interpretazioni superiori a quelle della Mulligan quest’anno. Forse solo Helen Mirren in The Last Station, ma la divina Helen ha già trionfato in passato. Perchè non premiare una stella emergente…
Franklyn
04 feb 2010 - 13:36 - #6Anch’io non ho ancora visto l’interpretazione di Sandra Bullock in The Blind Side, e neanche Helen Mirren in The Last Station. Sono d’accordo sul fatto che sia giusto dare spazio ai giovani (e dal momento che la Mirren ha già vinto una statuetta non mi sembra il caso di continuare a premiarla, per quanto probabilmente abbia dato prova per l’ennesima volta di essere una grande attrice). Tuttavia non vedo di buon’occhio premiare una così giovane attrice (parlo in particolare della sua carriera, iniziata nel 2005). Per esempio, son stato molto contento quando, due anni fa, Marion Cotillard ha vinto l’Oscar per La vie en rose, però tra lei e la Mulligan c’è una bella differenza in fatto di esperienza (e personalmente ho trovato l’interpretazione della Cotillard nel film parecchio più coinvolgente di quella della MUlligan, ma ovviamente questo riconosco che è un parere del tutto personale!). Vedremo a Marzo quale sarà il verdetto degli Oscar 2010! Ammetto di avere una certa antipatia nei loro confronti… da quando hanno premiato Halle Berry per Monster’s Ball, mente a Nicole Kidman, quell’anno in nomination per Moulin Rouge, l’hanno premiata l’anno successivo per The Hours..Quindi diciamo che non ho molta fiducia nell’Academy..eheh
stelvio
25 feb 2010 - 18:40 - #7ma si madonna mia come si fanno a scrivere ste cose per un filmetto del genere, esilissimo, uffa.
mauro-lanari
27 ago 2010 - 23:00 - #8Hornby ha imparato a sguazzare nella caoticità e complessità della vita quotidiana tanto col miglior humour anglosassone quanto con gli epiloghi più insulsi a memoria di cavernicolo: il territorio viene ridotto alla mappa e la comprimibilità algoritmica impazza sino ad affluire in una sorta di chick lit unisex, in un manuale di sopravvivenza postmoderna da centro commerciale, in un Fabio Volo d’Albione parimenti semplicistico e retorico, ridondante, prolisso, pleonastico, pletorico (ho esaurito i sinonimi). Sceneggiando e scemeggiando “An Education”, libro postumo a parte, egli giunge nientemeno che a prendersi narcoletticamente sul serio, facendo assurgere Parigi a mèta e modello sia di Chanel che di Camus. “Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so”, il formidabile incipit de “L’Étranger”, finisce centrifugato assieme a una fenomenologia di patemi d’animo senza capo né coda, senz’arte né parte, senz’alcuna vera consistenza, in un neo-esistenzialismo annacquato da romanzo di de-formazione. Diseducativo.