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Se Kathryn Bigelow si sente offesa dalla Mostra di Venezia

Pubblicato: 06 feb 2010 da Gabriele C.

Se Kathryn Bigelow si sente offesa dalla Mostra di Venezia...

Entra nel vivo la querelle tra The Hurt Locker e la Mostra del Cinema di Venezia. Non poteva essere altrimenti, visto che come vi abbiamo ricordato recentemente il film di Kathryn Bigelow fu presentato due anni fa in concorso nell’edizione numero 65, forse la più discussa dell’era Marco Müller.

È Sandro Parenzo, presidente della Videa-Cde che ha distribuito il film in Italia, ad accendere il fuoco della discussione con un’intervista rilasciata al Corriere di oggi, sottolineando come sia un’assurdità non aver premiato un film da 9 nomination agli Oscar (tante quante Avatar) al Lido e facendo dichiarazioni piuttosto piccate. Facciamo un passo indietro e ritorniamo alla questione sulla Coppa Volpi per il miglior attore protagonista, andata a Silvio Orlando per Il papà di Giovanna al posto di Mickey Rourke per The Wrestler, che si è dovuto “accontentare” (!) del Leone d’Oro per uno sciocco regolamento che non prevede la possibilità di assegnare una Coppa Volpi al miglior film della competizione.

The Hurt Locker, accolto molto bene sia dalla critica che dal pubblico della Sala Grande, non vinse nulla perché il premio maggiore al film di Aronofsky avrebbe dovuto risarcire la mancata vittoria di Rourke. Tutte voci, supposizioni più o meno ufficiose ma anche credibili che Parenzo non può non riportare in ballo dopo due anni:

Se continua così, la Mostra cinematografica di Venezia diventerà un cineclub per pochi intimi che premierà sconosciuti registi thailandesi… la vera industria, quella americana, non ne vorrà più sapere niente. Anzi, già non ne vuole più sapere niente.

In realtà la dichiarazione sembra esagerata e un po’ fuori luogo: si parla pur sempre di un festival, e uno dei suoi compiti è quello di scoprire anche “sconosciuti registi thailandesi” e non solo di confermare i maestri (e la Bigelow lo è), sebbene il criterio principale dovrebbe essere sempre e comunque quello di premiare la miglior opera in competizione. Continua Parenzo:

Ci dettero un paio di premiolini assolutamente marginali che nessuno sognò di ritirare. Lei rientrò negli Stati Uniti giurando che non avrebbe mai più messo piede a Venezia in tutta la sua vita e la sua carriera. Lo ha detto a mezza Hollywood raccontando tutta la storia. […] Attenzione, la vicenda di The Hurt Locker sarà nei prossimi mesi la peggiore pubblicità possibile per la Mostra italiana tra la gente del cinema americano.

Nella scorsa edizione ci sono stati 6 film statunitensi in concorso e nomi importanti fuori concorso: vedremo invece un’edizione 67 senza registi consacrati e titoli attesi? Il caso di The Hurt Locker ha del clamoroso, certo, ma è tutta la vicenda ad avere qualcosa di strano alla base, a cominciare dalla distribuzione in suolo americano che ha permesso alla Bigelow di essere in corsa per gli Oscar solo l’anno successivo rispetto alla data in cui il suo lavoro era pronto.

Ma detto ciò, che si dovrebbe dire di mancati premi a Rachel sta per sposarsi di Demme o Vegas: Based on a True Story di Naderi, altri due film americani in pole position per premi importanti a Venezia 65 e poi usciti completamente a mani vuote? Solo perché più piccoli del film della Bigelow e perciò impossibilitati ad avere 9 nomination agli Oscar o nel caso di Naderi una minima distribuzione non si può montare lo scandalo? Il problema di Venezia è quello di non dover più accontentare per forza i film italiani di turno, lo sappiamo bene. Ma ricordiamoci poi che alla Mostra fu scartato dalla selezione The Millionaire di Boyle, vincitore di 8 Oscar: per alcuni, ad onor di cronaca, tra i film più sopravvalutati degli ultimi anni. La discussione, speriamo utile a tutti, è aperta.

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23 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di aniki

    aniki

    06 feb 2010 - 12:52 - #1
    1 punto
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    La classica frase da produttore becero “sconosciuti registi thailandesi…”. Non è certo il primo film che non viene premiato, e sinceramente il riconoscimento a The Wrestler è sacrosanto. Farebbe bene a guardarseli un paio di film thailandesi, forse è la volta buona che impara qualcosa di Cinema, senza nulla togliere a The Hurt Locker.

  • Profilo di skin89

    skin89

    06 feb 2010 - 12:56 - #2
    0 punti
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    Non mi piace questa storia. Cioè, magari è anche vero che il suo film era il migliore e non ha avuto il maggior riconoscimento solo perchè era Made in Usa ecc ecc ecc (poi, chi è che lo dice? lei? viva la modestia), ma andare “per mezza Hollywood raccontando tutta la storia”…mi sa veramente di bambinata! Assurdo… Ed poi adesso, che ha avuto le nominations agli Oscar…vabbè, va!

  • Profilo di drapocalypse

    drapocalypse

    06 feb 2010 - 13:58 - #3
    0 punti
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    E’ una polemica ridicola. Parenzo faceva meglio a star zitto.

  • Giulio Roma

    06 feb 2010 - 14:25 - #4
    0 punti
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    Questo parenzo mi sembra una persona ridicola..forse nessuno glielo ha detto ma quando si compete in un festival non sempre vince il migliore ( e di esempi molto più eclatanti del film della Bigelow ( che per me non era comunque tra i migliori in competizione..) è piena la storia di Venezia e dei festival in generale. Pensate solo a Rocco e i suoi fratelli..)
    Questa polemica da bambini mi sembra davvero sconcertante ma chi si crede di essere questo produttore?? e La Bigelow???sarà pure un’ottima regista ma reagire così solo perché non si è vinto un premio mi sembra davvero un comportamento assurdo. Cosa si aspettavano?Che con la selezione il premio fosse automatico? E poi vorrei capire perché gli oscar devono essere per forza ( e per me non lo sono) sinonimo di qualità. Anche Tarantino allora che ha avuto 8 candidature e a Cannes ah vinto solo il miglior attore dovrebbe fare allo stesso modo? E’ evidente che non è e non può essere così. Andare in un festival significa sapere che si sta per competere con altri film e che la vittoria di un premio non è MAi una cosa scontata.
    Una reazione simile poteva essere ammessa solo se il film in questione non fosse stato selezionato…
    Cmq venezia può stare tranquilla (anche se l’eccessiva protezione nei confronti dei film di casa nostra è cmq un’elemento da condannare..) gli americani continueranno a venire…solo per fare un’esempio l’anno dopo della presentazione della Bigelow, in concorso a Venezia c’erano ben 7 film americani tra cui due di herzog uno di Romero più Solondz, Moore…

    Il film della Bigelow pur se di qualità, sono pronto a scommettermi tutto non sarebbe stato selezionato per il festival di Cannes, o almeno non in concorso..

  • hugosss

    06 feb 2010 - 14:51 - #5
    0 punti
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    però è anche vero che quasi ogni anno danno un premio ad almeno un film italiano…
    orlando che batte rourke non si può sentire!

  • Profilo di comalies

    comalies

    06 feb 2010 - 14:57 - #6
    -1 punto
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    Ma da quando un film nominato agli oscar diventa un capolavoro?
    The Hurt Locker è un film ben confezionato sulla guerra e la dipendenza da essa, girato bene, che fa contenti gli americani perchè mostra quasi esclusivamente il loro punto di vista, mentre gli iracheni sembrano solo brutti ceffi che mettono le bombe e sparano per uccidere loro soldati americani che sono lì per salvare la popolazione “buona” (che però li odia).
    C’erano molti altri titoli più meritevoli in concorso e GRAZIE AL CIELO in una mostra d’ARTE CINEMATOGRAFICA non si premiano solo le superproduzioni.
    Detto ciò a mio avviso il motivo del commento di Parenzo è molto semplice: gli rode perchè il film in Italia è stato un flop e adesso si perde tutti i guadagni che avrebbe fatto (forse) se fosse uscito dopo la cerimonia degli oscar.

  • Profilo di shepard

    shepard

    06 feb 2010 - 15:27 - #7
    -1 punto
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    mamma mia qnt è modesta la Bigelow ”Ci dettero un paio di premiolini assolutamente marginali che nessuno sognò di ritirare”
    TIFO ANCORA DI PIU PER AVATAR ORA!

  • Profilo di edward-black

    edward-black

    06 feb 2010 - 15:53 - #8
    0 punti
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    Per quanto mi riguarda è solo un modo per pompare ulteriormente The Hurt Locker, che personalmente ho trovato un buon film ma nulla di più, anche perché non dice nulla di nuovo rispetto a tante altre pellicole dedicate a quel tema.
    Comunque guardando i 10 film nominati quest’anno la cosa che balza all’occhio è la media qualità generale dei film usciti nel 2010.
    Senza nulla togliere ai vari Up, Bastardi e Up in the air, l’anno passato la qualità dei 5 film nominati era decisamente maggiore, fatta eccezione proprio per il vincitore!
    Credo che se The Hurt Locker fosse uscito lo scorso hanno non avrebbe preso tutte queste nominations, e sicuramente non sarebbe entrata nella cinquina per il miglior film.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    06 feb 2010 - 16:06 - #9
    -2 punti
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    La buffonesca Bigelow ormai si è totalmente montata la testa, lei e il suo codazzo di ridicoli produttori, assistenti, reggicoda. Con il suo filmettino di propaganda fascista, becera, bushiana, guerrafondaia, voleva sbancare Venezia??? Povera patetica piccola regista fallita, alle prese con ambizioni molto più grandi di lei. Venduta, embedded, convertita, modestissima mestierante che in carriera non ha fatto altro che plagiare autori più originali di lei e scimmiottare registri cinematografici maschili per darsi un tono, dato che evidentemente soffre di gravi crisi di identità, anche sessuale. Come abbia fatto Cameron a mettersi con una repressa frustrata così resta ancora oggi un mistero… FORZA AVATAR! Per un Oscar antimperialista e antifascista! La Bigelow la vedrei bene al fianco di Sarah Palin nella prossima campagne elettorale americana. Due donnette che insieme non fanno neanche mezzo cervello….

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    06 feb 2010 - 16:09 - #10
    -1 punto
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    P.S.
    Almeno ho la buona notizia che non avrò più il dispiacere di vederla a Venezia… Non ne sentiremo affatto la mancanza! Se ne vada a Roma, festival finto per una cineasta finta come lei.

  • Profilo di edward-black

    edward-black

    06 feb 2010 - 16:44 - #11
    -1 punto
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    Cerchiamo di non esagerare però…per quanto non sia eccezionale The Hurt Locker è decisamente migliore, qualitativamente parlando, rispetto ad Avatar e non certo per meriti propri bensì per demeriti artistici del film di Cameron che altri non è che un ottimo B-Movie

  • Spoerri

    06 feb 2010 - 16:47 - #12
    1 punto
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    Luporosso ogni volta che leggo un tuo commento mi chiedo se finalmente sarà il tuo peggiore ma ogni volta mi smentisci…. riesci a fare sempre peggio.
    la tua ideologia folle ti ottenebra la mente e questo comunque è affar tuo ma stai sputando da una vita odio su questo film senza nemmeno averne compreso il vero senso. Il nichilismo di Hurt Locker è nettamente antimilitarista ed è abbastanza triste che tu così superficialmente non riesca a capire un film che ha una sua rilevante profondità solo perchè i soldati protagonisti sono americani.

  • Mr.Oizo

    06 feb 2010 - 17:03 - #13
    0 punti
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    la vera industria, quella americana, non ne vorrà più sapere niente. Anzi, già non ne vuole più sapere niente

    Sono persone come questa che rovinano e snaturano completamente lo spirito del cinema.
    La critica mossa è, tra l’altro, priva di ogni cognizione e lucidità: quello di Venezia è un festival la cui giuria premia di anno in anno il lavoro più pregevole. Si esprime cioè una preferenza, a cui si cerca di dare la maggior imparzialità e neutralità possibili certo, ma pur sempre una preferenza. Non si tratta di arbitrare un match calcistico o di confermare una tesi matematica. Non c’è nulla di oggettivo e non dovrà mai esserci.
    A mio parere poi, the wrestler resta superiore a the hurt locker.

  • Profilo di edward-black

    edward-black

    06 feb 2010 - 17:29 - #14
    0 punti
    Up Down

    sicuramente The Wrestler è superiore a The Hurt Locker su questo non c’è dubbio

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    06 feb 2010 - 19:09 - #15
    0 punti
    Up Down

    @Spoerri
    Fiero di deluderti, carissimo. Quello che in realtà vi brucia, al di là di ogni rispettabile disquisizione “artistica” è che THE HURT LOCKER non è stato un flop solo in Italia ma in tutto il mondo, Stati Uniti compresi. Questa smania di pomparlo mediaticamente adesso, con incredibili e superpilotate carrettate di premi rovesciati addosso al soldato Bigelow, possibile che non la riconosciate per quella che è? Ossia volontà di indirizzare politicamente il verdetto dell’Academy per “dare un messaggio” dopo l’illusoria sbornia “antimilitarista” della campagna di Obama. Come dire “la festa è finita”, tutti allineati e compatti a sostenere le truppe, ieri in Iraq oggi in Afghanistan, domani magari in Pakistan o Iran. Dove sarebbe nel film della Bigelow la feroce critica pacifista alla macchina bellica americana? In quale oscura chiave di lettura delle adrenaliniche imprese di questi eroi buoni, schematicamente contrapposti ai cattivi iracheni che imbottiscono di esplosivo lo stomaco dei ragazzini? Quale visionaria interpretazione di una tale amorevole, schierata, urlata discesa in campo (basata ricordiamolo sul libro di un giornalista embedded, ossia con l’elmetto in testa) a fianco dei soldati americani (che non si limitano a “disinnescare bombe” ma sparano e ammazzano) autorizza a simili voli di fantasia? E’ così difficile ammettere che si tratta di un film interventista, fondamentalmente fascista data l’indulgenza se non l’aperta fascinazione per l’estetica della bella morte, del superuomo invulnerabile agli elementi (guardare l’ultima rivoltante scena, non ironica ma seriosissima), del sacrificio per la patria? Abbiate almeno il coraggio delle vostre idee….

  • FrankFrank

    06 feb 2010 - 21:14 - #16
    0 punti
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    1. The Wrestler era 10 volte meglio di The hurt locker, l’ho visto in lingua originale e mi ha commosso, mi ha commosso Rourke, mi ha commosso Evan Rachel Wood e mi ha commosso Marisa Tomei, il miglior film dell’anno, il capolavoro, era quello, io in alcune scene ho avuto davvero gli occhi lucidi e i brividi.

    2. The Hurt Locker, buon film non capolavoro, rimane comunque 35 volte meglio di Avatar (quoto in pieno edward-black, avatar rimane un neanche ottimo b-movie)

    Per Luporosso: se the hurt locker può sembrare un film fascista, interventista ecc ecc, beh, almeno qualcosa è. Avatar non è nulla, è una commercialata buona per i bambini fino ai 13 anni.

    E comunque condivido in pieno il pensiero di spoerri. Luporosso, tu e dr.apocalipse potete prendervi per la mano, non capite nulla di cinema, prima fatevi una cultura e poi parlate.

    E comunque continuo la mia crociata contro dr.apocalipse, sperando che la redazione legga: “fatelo scrivere solamente dei manzi nudi, dei fustacchioni” il cinema non è per lui, non ce la faccio più a leggere di avatar e di percy jackson, ma che titoli sono??? Vai a lavorare.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    06 feb 2010 - 23:06 - #17
    1 punto
    Up Down

    Frankie, Frankie, Frankie…. quelli come te sono prevedibili come un libro aperto. Anzi, altro che libro, al massimo un fumetto. Stessa irrimediabile bidimensionalità. Scommetto che AVATAR hai deciso di stroncarlo a prescindere: hai guardato il budget, hai subito il battage pubblicitario, hai intuito con il levitare degli incassi che l’operazione era riuscita e ovviamente ti sei detto: mi devo distinguere. E’ inventandosi correnti contrastanti da risalire patetici come salmoni che quelli come te trovano la loro ragione d’essere. Sinceramente, potrai azzeccare pure il giudizio su qualche titolo, ma non vedo strutturalmente cosa ti distingua dal beota spettatore medio che va a rinchiudersi i pomeriggi nel multiplex sotto casa scegliendo i film in base agli sbalzi ormonali della fidanzata o alle grasse risate da mentecatti promesse dai trailer. Stessa incapacità di elaborare contenuti liberi da preconcetti, stessi limiti nel distinguere tra oggetto filmico e contesto. De Sica lo guardano tutti, è in tv, è dappertutto, quindi è da vedere. Cameron lo guardano tutti, ne parlano tutti, incassa una montagna di soldi, quindi è un venduto, un bamboccio, da scansare con snobistico disprezzo. Gli atteggiamenti sono perfettamente speculari. Ti credi un espertone, Frankie? Un uomo di cultura, un fine conoscitore del mezzo cinematografico, un professore, un critico, un anticonformista? Sei solo mollica sulla tavola. Stessa mollezza, e stesso disperato bisogno di companatico.

  • vespertime

    06 feb 2010 - 23:22 - #18
    -1 punto
    Up Down

    il fatto che se senza effetti speciali avatar risulti una versione brutta e scialba di balla coi lupi , pure più noiso, fa capire che il film di cameron non merita granchè’. Luprosso tu a zelig gli fai una pippa.

  • Spoerri

    07 feb 2010 - 00:11 - #19
    0 punti
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    ok, anche io replico.
    Non dubito che ad uno sguardo superficiale Hurt Locker possa dare l’impressione della “fascinazione per l’estetica della bella morte, del superuomo invulnerabile agli elementi”: il supermilitare che alla fine va senza paura a disinniscare il mondo.
    Ma Luporosso… guarda in profondità… nella psiche del personaggio.
    In Hurt Locker il protagonista è morto dentro, il suo non è coraggio, è vuoto.
    Dopo l’esplosione del pre-finale, in macchina con il comilitone che si fotte di paura e che dice che non vuole morire li senza che freghi niente a nessuno, lui non prova niente e anzi chiede “ma perchè sono cosi’?”
    A casa si ritrova solo, spaesato… è ormai un disadattato… e alla fine dice al figlio piccolo che ormai per lui solo una cosa ha importanza, e non è il piccolino.. è la guerra. E’ un disperato che ormai è stato ucciso dentro… ti sembra il profilo dell’eroe americano guerrafondaio? A me sembrano scene di estrema tristezza, per il protagonista non c’è più niente, e dico niente, che conti: ne moglie, ne figlio, ne tantomeno la patria… è un morto che ormai sa fare solo una cosa e nel finale si rassegna a ciò.
    Hurt Locker non è un film esplicitamente antimilitarista, non credo fosse neanche nell’intenzione della Bigelow che lo fosse, ma l’orrore della guerra si coglie per sintesi.
    Nel “Cacciatore” ad esempio, che sicuramente per te sarà propaganda nazi-fascista, il film finisce con il gruppo che canta “god bless America” ma dopo la guerra il personaggio di Cristopher Walken è uscito di testa e si è autodistrutto, John Savage marcisce in un’istituto su una sedia a rotelle, Robert De Niro non si integrareà mai più nella società.

    Sono tutti uomini stravolti e annientati dalla guerra. Se per te sono Super-Soldati-Killer che propagadano la propria patria e l’arte della guerra sei libero di farlo ma credo tu non colga il lato psicologico.
    Comunque il fatto che tu dica ad altri “Stessa incapacità di elaborare contenuti liberi da preconcetti” lo trovo grottesco e quasi parodistico.

    Hurt Locker non è un capolavoro ma un bel film, peggio di The Wrestler ma (molto ma molto) meglio di avatar….. un film a mio parere banale, stereotipato e (quello si) prodotto da major che poco gli importa di fare cinema. C’è più propaganda in Avatar che in Hurt Locker alla fine!
    Sarà fatto bene ma che noia… non credo che scegliero di rivederlo quel polpettone digitale!!

  • Spoerri

    07 feb 2010 - 00:16 - #20
    0 punti
    Up Down

    ho fatto sicuramente errori di ortografia ma ho mal di testa è non ho avuto voglia di rileggere cio che avevo scritto. Se per criticare ciò che ho scritto volete appigliarvi a questo fate pure.

  • Profilo di kitaniano

    kitaniano

    07 feb 2010 - 12:55 - #21
    0 punti
    Up Down

    “The wrestler” meritava. E Parenzo vada a guardarsi qualche film del thainlandese Pen-Ek, per esempio, così magari impara qualcosa …

  • Profilo di fabio-piace-a-pochi-

    fabio-piace-a-pochi-

    07 feb 2010 - 18:35 - #22
    0 punti
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    Pen Ek Ratanarung Wisit Sasanatieng Apitchapong Wesasetakul alla Bigelow caganho in testa. Su di lei e sui suoi 9 oscars.
    Il festival del cinema di Venezia è il non plus ultra della equa possibilità e dell’anti-partigianeria, ricordiamo che un film italiano non lo vince dal 1998 e ricordo che durante la 60 edizione fra lungometraggi e cortomotraggi visionati per la selezione al concorso ce n’erano stati più di 2500. Cifra imparagonabile all’oscar dove ogni paese presenta un solo film e poi si fanno le 5 nominations. Mentre in pratica è tutto quanto tra loro e loro, come si dice dalle mie parti. Poi posso capire come sia incazzata. Non errere considerati dal più grande e prestigioso festival d’arte cinematografica del mondo fa rodere qualsiasi pseudoregista impedito. Si tenesse caro the Hurt Locker Point Break e Strange Days che noi ci tieniamo 70 anni di capolavori a Venezia cosa che i suoi film non sono

  • Profilo di gigabyte79

    gigabyte79

    07 feb 2010 - 20:14 - #23
    0 punti
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    Penso che la Bigelow si sia un filo montata la testa…dopotutto THL è il suo primo film che prende nomination all’Oscar: è un ottimo film, Bigelow si conferma una bravissima regista, ma Strange Days e Blue Steel erano un’altra cosa…

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