Precious (Precious: Based on the Novel Push by Sapphire) Regia di Lee Daniels, con Mo’Nique, Paula Patton, Mariah Carey, Sherri Shepherd, Lenny Kravitz, Gabourey Sidibe, Nealla Gordon, Stephanie Andujar, Amina Robinson, Chyna Layne, Xosha Roquemore, Angelic Zambrana, Nia Fraser
Precious Jones ha diciassette anni, è un’adolescente nera cresciuta nella povera Harlem degli anni ottanta, ed è imprigionata in un enorme corpo obeso. A scuola subisce lo scherno dei compagni che la prendono in giro per le sue difficoltà nell’imparare a leggere e a scrivere. Precious non conosce l’amore, ma nel suo ventre sta crescendo un bambino, il secondo, frutto di un rapporto incestuoso imposto dal padre. La madre finge indifferenza, nonostante la consapevolezza che il padre insidi la ragazza, e peggio ancora vede nella figlia semplicemente un’altra donna che sta cercando di portarle via il suo uomo. Precious ha un carattere forte e tenace, non sogna le luci della ribalta ma semplicemente si riuscite a ottenere una vita normale, così accetta di iscriversi a una scuola speciale dove le verrà offerta la possibilità di riscattarsi dalla sua ignoranza. Il percorso non sarà facile ma Precious lotterà contro tutte le avversità, scegliendo anche di portare avanti la gravidanza indesiderata. Ma il destino ha in serbo altre durissime prove per lei.
Fortemente voluto dal regista, che ha inseguito i diritti del romanzo della scrittrice Sapphire per quasi un decennio, Precious è una vera rivelazione che arriva in Italia con quasi due anni di ritardo, ma dopo due Oscar e oltre sessanta premi a Festival internazionali sparsi in tutto il mondo. Sebbene la storia di una (stra)ordinaria violenza domestica rischi di sembrare un tema ormai sentito e risentito, al limite del patetismo, la messa in scena dell’opera seconda di Lee Daniels è estremamente rigorosa e non lascia nulla al facile sentimentalismo, nonostante la speranza nella vita di Precious sia ridotta a una luce lontana che va spegnendosi lentamente.
I riconoscimenti, da Cannes nella sezione Un Certain Regard, al Premio del Pubblico e il Gran Premio della Giuria del Sundance, sono giustificati anche dalla grandissima prova dell’intero cast, capace di raccontare una storia durissima con una presenza e un impatto decisamente fuori dal comune. Straordinaria la prova di Mo’nique, nota attrice comica negli Usa e premiata anche con l’Oscar come migliore attrice non protagonista, nel ruolo di una madre i cui comportamenti sono quasi completamente dominati dagli istinti, perso quello materno e sostituito con una gelosia estrema nei confronti del proprio uomo.
Monumentale anche la giovane Gabourey Sidibe. Entrambi, capace di mettere in gioco tutto il suo phisique du role trasformando quello che per la gente normale è un problema fisico in una risorsa. Da sottolineare l’importanza che ha avuto per un film del genere il lavoro fatto da parte dei responsabili del casting, la Sidibe è stata scoperta dopo oltre 400 provini e non è certo un’attrice che un agente può trovare in un batter d’occhi.
Lo stereotipo dei film americani vuole che una corpulenta ragazza nera scopra di essere dotata di una meravigliosa voce blues e trovi nella musica il proprio riscatto. Precious non ha questa fortuna, Daniels non usa facili pietismi e regala solo alcuni brevi attimi onirici in cui la mente di Precious riesce a evadere dalla realtà e a rifugiarsi nell’immaginario cinematografico del regista (da La Ciociara a All That Jazz) ma si tratta solo di un regalo di Daniels nei confronti del pubblico, un mezzo che gli permette di staccare dai momenti di maggiore violenza per offrire un attimo di respiro ai suoi spettatori, forse negli unici momenti non rigorosamente filologici in cui il film si distacca dal testo di Sapphire.
Nel cast ci sono due apparizioni amichevoli che impreziosiscono il film. Un piccolo ruolo per Lenny Kravitz, amico fraterno del regista, ma la vera rivelazione è la cantante Mariah Carey, praticamente in versione acqua e sapone, nei panni di un’assistente sociale premurosa, forse l’unica vera amica che la povera Precious incontra nel corso delle sue disgrazie.
Precious è un film durissimo che potrebbe apparire quasi totalmente privo di speranza, ma è un film necessario, una storia di dolore che potrebbe essere ambientato in qualsiasi altro luogo, con un’altra realtà sociale alle spalle ma con lo stesso, profondo, significato.
Precious uscirà nelle sale italiane venerdì 26 novembre. Qui potete vedere il trailer italiano.
Voto Carlo: 8.5
Voto Simona: 8.5
Voto Gabriele: 5

14 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
fffffnnnnn
mi sa che l'intervista sul blog ha inciso sulla valutazione estremamente positiva. E' un film orrendo.
#1 - Scritto il
carloprevosti
@ fffffnnnnn - Il film può non esserti piaciuto, per questioni di gusti personali o perché è una storia di grande tristezza, ma dal punto di vista artistico è ineccepibile. Direi che oltre 70 premi a festival in tutto il mondo possono essere una valida argomentazione a suo favore, a meno che tutti non si sbaglino. <a href='http://www.imdb.com/title/tt0929632/awards' rel='nofollow'>http://www.imdb.com/title/tt0929632/awards</a>
#2 - Scritto il
drapocalypse
E' solo il film più premiato dell'anno. A quanto pare il regista deve aver 'concesso' diverse interviste, stando a questo astruso ragionamento…
#3 - Scritto il
orpheus
"Precious è un film diretto da Lee Daniels e prodotto da Oprah e Tyler Perry, l'ho già visto e ne ho già scritto, ed è con tutta probabilità il film più brutto che vedrete in sala quest'anno. Perché quelli brutti senza possibilità di replica non andate a vederli, giusto?, mentre qui parliamo di un film che ha il 90% al pomodorometro, che ha sollevato uno dei casi mediatici per eccellenza dello scorso anno, che ha preso sei nomination agli Oscar, che ha lanciato la star Gabourey Sidibe, e che nonostante tutto ciò fa SCHIFO AL CULO. Ovviamente l'Italia arriva in ritardo di quasi due anni, ma non se ne sentiva la mancanza: Precious è un film sgraziato e malfatto, un tv-movie spregevole e ricattatorio, talmente brutto da sembrare una sfida - con una storia così per le mani, quanto riusciamo a farlo male ma male continuando lo stesso a essere esaltati dalla critica? Beh, missione compiutissima." Citando Kekkoz: <a href='http://prejudice.kekkoz.com/2010/11/26/nei-cinema-dal-26-novembre-2010/' rel='nofollow'>http://prejudice.kekkoz.com/2010/11/26/nei-cinema-dal-26-novembre-2010/</a>
#4 - Scritto il
The Duke
Anche a me non è piaciuto per niente, però è innegabile il fatto che il regista ci sappia fare (i film furbi sui neri e poveri piacciano spesso alla critica…).
#5 - Scritto il
carloprevosti
@ orpheus - scusa ma "fa schifo al culo" non credo proprio sia una valida argomentazione per ribattere sul valore di un film, universalmente riconosciuto come un piccolo gioiello. Dispostissimo a discutere se presenti delle valide motivazioni sul film, ma in questo caso posso solo pensare che a te il film non sia piaciuto. La critica cinematografica non si fa così…
#6 - Scritto il
carloprevosti
@ The Duke - Ma che discorsi sono "i film furbi sui neri e poveri piacciano spesso alla critica"? Siamo alla fiera dello stereotipo? Sister Act è un film furbo e consolatorio, ma qui c'è dell'altro. Se Daniels fosse stato uno "furbo" avrebbe fatto un film ancora più esplicito nelle scene di violenze e di sesso, solo per farne un film "scandalo", ma non mi pare che si parli di Precious come si parla di un romanzo di Melissa P. Di furbo, facile e scontato in questo film non c'è molto. Piuttosto si percepiscono tanti pregiudizi…
#7 - Scritto il
Dan1999
Tutti quelli che qui hanno bicciato il film è perché lo hanno visto col doppiaggio italiano (pessimo). La versione originale è quella che conta, anche per il fatto che l'accento americano di periferia newyorkese è impossibile da riportare in lingue diverse. Seguite il mio consiglio, guardate il film in lingua originale (coi sottotitoli per chi non mastica l'inglese). Per una volta un film viene apprezzato sia dulla critica che dal pubblico, se proprio dovete smontare "precious" fatelo portando una critica costruttiva.
#8 - Scritto il
The Duke
@carloprevosti Forse non ci siamo capiti. Quello che volevo dire è che a volte dei registi, non avendo grandi idee, ripiegano su film "duri", con storie "forti" su poveri, minoranze, etc… che indubbiamente fanno colpo sulla critica che sta subito a parlare di "grande film di denuncia" o "opera veritiera e sconvolgente": secondo me spesso questi film semplicemente sono invece piuttosto banali, come in questo caso. Per esempio, un film di quelli classificati come "duri" che invece secondo me è riuscito è "City of God". Poi ci sono film come Ken Park (e qui forse sarai d'accordo con me) che sono proprio porcate che cercano lo "scandalo" e basta.
#9 - Scritto il
Blur_
io ho letto ke ha vinto solo 13 premi
#10 - Scritto il
stelvio
ma dai film osceno..che poi tanta critica se ne innamori cavoli loro, son gusti, o meglio, cattivigusti…poi che un recensore si copra dietro ai riconoscimenti ottenuto nei vari festival…beh si qualifica da solo…Kubrick o Hitchcock o Chaplin, tanto per dirne alcuni, sono niente rispetto a sto Daniels visto che non hanno praticamente vinto una ceppa..ma per piacere!!! <a href='http://www.corriereromano.it/roma-notizie/9219/Precious.html' rel='nofollow'>http://www.corriereromano.it/roma-notizie/9219/Precious.html</a>
#11 - Scritto il
ciriciao!
aahahaahah carlorevosti che recensisce unfim ahahhahaaah come e' messo malr cineblog..
#12 - Scritto il
ciriciao!
aahahaahah carloprevosti che recensisce un film ahahhahaaah come e’ messo male cineblog.. scusate il doppio post ma a furia di ridere ho sbagliato a scrivere alcune parole!e cmq ahahahahhahahahh carloprevosti che fa il critico cinematografico aahahhahahahahah
#13 - Scritto il
madeleine
Domenica pomeriggio che ho del tempo tutto per me dovrei riuscire ad andarlo a vedere…
#14 - Scritto il