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Oscar 2010 - Kathryn Bigelow: premiata una donna che gira come un uomo (?)

Pubblicato: 08 mar 2010 da Italo Moscati

kathryn bigelow oscar

Scrivo dopo la premiazione degli Oscar. Prendo atto che ha vinto tante statuette il film di Kathryn Bigelow, “The Hurt Locker”, sulla guerra in Iraq. L’ho visto all’ultima Mostra di Venezia. Mi era piaciuto per l’asciuttezza e l’intensità con cui racconta l’inferno iracheno che stenta a spegnersi, e che di tanto in tanto divampa di nuovo, bruciando corpi di civili, com’è accaduto alla vigilia delle elezioni politiche in quel paese.

Non è del film che voglio parlare, né del fatto, pure importante, che segna un punto fermo nella storia degli Oscar: per la prima volta premiata una regista donna. Era ora. Specie se come in questo caso la regista è brava e se lo merita, sottraendo statuette a iosa all’ex marito James Cameron che se n’è andato dalla premiazione con la statuetta fra le gambe come un cane bastonato, per il suo favoritissimo “Avatar”. L’Oscar è andato finalmente a una donna e non andò mai (contraddizioni) al grande Alfred Hitchcock che pure se lo sarebbe meritato per tanti suoi film, al di là della statuetta di consolazione allo scadere di una lunga carriera.

Dunque: voglio parlare di una frase colta al volo, nel corso di un’altra trasmissione radio; la seguente: “…la Bigelow gira come un uomo”. La frase viene pronunciata da una nota critica di cinema. Il tono è forse ironico o paradossale, non ho potuto cogliere l’intenzionalità delle parole. Ma, ecco, mi è rimasta una curiosità.

  Kathryn Bigelow   foto b.n

Che significa “gira come un uomo”? E’ un richiamo alla qualità o si tratta di una forma di approccio e di sviluppo della storia filmata? E’ un bene o un male? Si tratta dello stile o dei contenuti? Non so, non saprei. So che per molti anni si è letto molto spesso di “scrittura al femminile”, ovvero di romanzi o anche di film pervasi di sentimenti e di sensibilità specifiche con cui le donne reagivano a “scritture al maschile”, dominanti.

Era, credo, un modo per stabilire differenze e per rivendicare autonomia, originalità, libertà. E adesso? la Bigelow ha diretto un film con partecipazione, emozione, lucidità. L’ho apprezzata per il suo lavoro e la chiarezza delle sue intenzioni. L’Academy l’ha caricata di statuette. Lo ha fatto perché “gira come un uomo”? Siamo nel 2010. L’Oscar ci dice che, al di là del sesso, un film è degnato di essere premiato perché appunto è degno del premio. Il resto è un altro film, senza celluloide.

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37 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di roberto-d

    roberto-d

    08 mar 2010 - 16:25 - #1
    0 punti
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    Bella la regia di The Hurt Locker - sicuramente migliore di quella di Avatar -, ma Tarantino avrebbe dovuto stravincere.

  • Profilo di kenji_fujima

    kenji_fujima

    08 mar 2010 - 16:28 - #2
    5 punti
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    secondo me non meritava tutti questi premi,gran bel film ma inferiore ad Avatar e Inglorious Basterds….è stato uno scandalo questa vittoria

  • Profilo di go

    go

    08 mar 2010 - 16:54 - #3
    2 punti
    Up Down

    Sono daccordo con quella frase, che non è un male però, anzi gira anche meglio di molti uomini, e per quello che intendo io quella frase si intende a riguardo del genere di film, cioè di azione, film che di solito piacciono più ai maschi.

  • Fra X

    08 mar 2010 - 16:58 - #4
    0 punti
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    Già già un articolo (più di uno XD) sugli oscar.

  • yuri!!

    08 mar 2010 - 17:00 - #5
    -1 punto
    Up Down

    ma la finite di parlare di cose che non conoscete? la regia della bigelow in un film come hurt locker è IMPECCABILE un lavoro degno dei più grandi registi della storia. questo amore sconfinato per tarantino è fastidioso tanto quanto quello per avatar. fate pace con i fatti: la bigelow e il suo piccolo GRANDISSIMO film hanno vinto 6 MERITATISSIMI OSCAR (ok magari quello alla sceneggiatura non tanto). inutile che sprecate tempo a cercar di dimostrare il contrario.
    hurt locker è un GRANDE film, anche senza 500 milioni di dollari di budget a disposizione.

  • yuri!!

    08 mar 2010 - 17:02 - #6
    0 punti
    Up Down

    poi incredibile..le femministe cinefile non fanno altro che fare il diavolo a 4 ogni volta che nella cinquina non compare un nome di donna, ora che ha VINTO MERITATAMENTE hanno da obiettare? non si è mai contenti

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    08 mar 2010 - 17:09 - #7
    1 punto
    Up Down

    Tra i soldati americani che se ne tornano a casa umiliati e con la coda tra le gambe (AVATAR) e quelli eroici, guerrieri, assetati di gloria e di sangue, pronti a salvare il mondo dai “barbari” (THE HURT LOCKER) l’Academy ha dunque fatto una precisa scelta di campo. Politica. E in nome dell’ideologia (una sorta di macho reaganismo di ritorno) ha scippato il maggiore successo cinematografico della storia dell’Oscar che gli spettava di diritto. Un altro chiodo sulla bara di una cerimonia funebre, quella del Kodak Theater, ormai prova di senso e di qualsiasi aderenza alla realtà. La Bigelow è una cineasta di regime, che piace perché donna che interiorizza in puro spirito collaborazionista le logiche maschili più perverse, da cui è visibilmente eccitata, e le utilizza per mettere in scena il solito bolso, retorico spettacolo gradasso che il potere ama vedere dispiegato per propagandare sé stesso. La guerra è una droga, sì, ma very cool, e i veri uomini sono quelli che combattono, che si immolano per la patria sparando ammazzando uccidendo, non i poveri idioti che perdono tempo con moglie e figli a fare la spesa nei supermercati… Il “messaggio” di THE HURT LOCKER è tutto qui. Ma la Bigelow non ha inventato niente: a tessere le lodi della “bella morte” ci aveva già pensato il fascismo, di cui lei è solo una pallida, patetica erede…

  • yuri!!

    08 mar 2010 - 17:11 - #8
    0 punti
    Up Down

    luporosso, tu di hurt locker NON HAI CAPITO NULLA. è esattamente il contrario di quello che stai dicendo. VEDETELI I FILM, prima di parlare col vuoto.
    e vai coi meno, perchè tanto qui non ci si può aspettare altro

  • efeso

    08 mar 2010 - 17:13 - #9
    0 punti
    Up Down

    lol a ogni discussione c’è sempre qualcuno che dice “ma Tarantino doveva vincere”….con tutto il bene che voglio a Quentin,lo ripeto,non sono molto d’accordo….IB non è un film perfetto,ci sono dialoghi e momenti fin troppo soporiferi e se molti si sono esaltati con il finale(tirando fuori questioni come il cinema teatro della fantasia che cambia la storia e bla bla),io oltre che eccessivamente surreale l’ho trovato anche un tantinello ridicolo e fuori luogo,non so,continua a non convincermi,Kill Bill,con tutto che era fortemente surreale,manteneva comunque una certa razionalità,in bastardi senza gloria secondo me si è andati troppo oltre,poi de gustibus per carità.
    Comunque onore a Kathryn,l’oscar se lo merita da ben prima di Hurt Locker.

  • yuri!!

    08 mar 2010 - 17:14 - #10
    0 punti
    Up Down

    “La Bigelow è una cineasta di regime”
    questa è fanastica…mentre tarantino e cameron sono dei registi “contro”.
    sei straordinario…se non ci fossi dovrebbero invertarti

  • Profilo di marsplastic

    marsplastic

    08 mar 2010 - 17:16 - #11
    0 punti
    Up Down

    quoto Yuri!! comunque che giri come un uomo non mi pare, si può notare benissimo la critica alla guerra della regista, che con sensibilità puramente femminile racconta una storia che è una metafora di come iraq e afghanistan siano guerre senza senso nelle quali l’americana si è impantanata da anni. in più anche le parti sulla famiglia, gli amori… è davvero toccante.
    mi fa ridere il solo pensiero di paragonarlo a quel filmetto da teenager che è bastardi senza gloria xD rosicate pure eheh xD

  • noct

    08 mar 2010 - 17:20 - #12
    1 punto
    Up Down

    Ma perchè dobbiamo dare anche un “sesso” al modo di girare?
    Che senso ha?
    La Bigelow gira come gira.. avrà un suo stile così come lo hanno tutti gli altri registi ma non facciamone una questione di sesso.

  • Profilo di vivalativu

    vivalativu

    08 mar 2010 - 17:28 - #13
    1 punto
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    La cosa che mi piace di The Hurt Locker è che piace (o non piace) sia a destra che a sinistra. Purtroppo a me non è piaciuto perchè ho trovato la storia debole e sopratutto i protagonisti molto piatti, unidimensionali. Certo, è girato molto bene, ma il successo agli oscar mi sembra eccessivo (l’oscar alla sceneggiatura mi sembra quasi imbarazzante). Ma non sono un esperto di cinema e quindi questa è solo la mia opinione.

  • yuri!!

    08 mar 2010 - 17:30 - #14
    -1 punto
    Up Down

    uno che ha nel nome viva la tv, spiega tutto

  • Profilo di vivalativu

    vivalativu

    08 mar 2010 - 17:37 - #15
    -1 punto
    Up Down

    Caro #14, partecipare a un blog non vuol dire necessariamente essere maleducati.
    Se non si è d’accordo è sempre meglio argomentare, e comunque, non lo dico solo io, ma negli ultimi anni in america in televisione si sono viste cose di altissima qualità, direi migliori di quanto ha offerto il cinema.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    08 mar 2010 - 17:47 - #16
    0 punti
    Up Down

    Caro Yuri (nome degno di uomini di ben altro spessore) purtroppo il film propagandistico della Bigelow, tratto lo ricordo dal libro di un giornalista EMBEDDED, ossia con l’elmetto, arruolato dall’esercito per diffondere il verbo della “guerra umanitaria”, (lo stesso “giornalista” che, detto en passant, è quello con cui la Bigelow scop@) purtroppo dicevo il film l’ho visto, ed è stata davvero dura resistere in sala fino alla nauseante scena finale (al cui confronto anche quelle più ridicole di RAMBO impallidiscono). E’ inutile che tentiate di arrampicarvi pateticamente sugli specchi: avete vinto, no, perché volere a tutti i costi stravincere? Godetevi il successo ma riconoscetelo per quello che è: una vittoria, certamente segno dei tempi, del fascio sulle speranze (forse ingenue) di cambiamento proiettate da Obama. THE HURT LOCKER dimostra che in realtà in America, nelle teste, c’è ancora Bush… Ma se a voi sta bene così, battete pure le mani a Sarah Palin… Ops, volevo dire a Kathryn Bigelow. Sapete com’è, non vedo a occhio nudo la differenza….

  • Spoerri

    08 mar 2010 - 18:01 - #17
    0 punti
    Up Down

    scusate se mi prendo una fetta di spazio un po grande ma tempo fa io e luporosso avemmo uno scambio di opinioni su “the Hurt Locker” e lo vorrei riproporre con l’odiato copia-incolla anche perchè mi prese parecchie energie scriverlo e vorrei proprio il vostro parere.

    Spoerri
    07 feb 2010 - 00:11 - #19
    ok, anche io replico.
    Non dubito che ad uno sguardo superficiale Hurt Locker possa dare l’impressione della “fascinazione per l’estetica della bella morte, del superuomo invulnerabile agli elementi”: il supermilitare che alla fine va senza paura a disinniscare il mondo.
    Ma Luporosso… guarda in profondità… nella psiche del personaggio.
    In Hurt Locker il protagonista è morto dentro, il suo non è coraggio, è vuoto.
    Dopo l’esplosione del pre-finale, in macchina con il comilitone che si fotte di paura e che dice che non vuole morire li senza che freghi niente a nessuno, lui non prova niente e anzi chiede “ma perchè sono cosi’?”
    A casa si ritrova solo, spaesato… è ormai un disadattato… e alla fine dice al figlio piccolo che ormai per lui solo una cosa ha importanza, e non è il piccolino.. è la guerra. E’ un disperato che ormai è stato ucciso dentro… ti sembra il profilo dell’eroe americano guerrafondaio? A me sembrano scene di estrema tristezza, per il protagonista non c’è più niente, e dico niente, che conti: ne moglie, ne figlio, ne tantomeno la patria… è un morto che ormai sa fare solo una cosa e nel finale si rassegna a ciò.
    Hurt Locker non è un film esplicitamente antimilitarista, non credo fosse neanche nell’intenzione della Bigelow che lo fosse, ma l’orrore della guerra si coglie per sintesi.
    Nel “Cacciatore” ad esempio, che sicuramente per te sarà propaganda nazi-fascista, il film finisce con il gruppo che canta “god bless America” ma dopo la guerra il personaggio di Cristopher Walken è uscito di testa e si è autodistrutto, John Savage marcisce in un’istituto su una sedia a rotelle, Robert De Niro non si integrareà mai più nella società.
    Sono tutti uomini stravolti e annientati dalla guerra. Se per te sono Super-Soldati-Killer che propagadano la propria patria e l’arte della guerra sei libero di farlo ma credo tu non colga il lato psicologico.
    Comunque il fatto che tu dica ad altri “Stessa incapacità di elaborare contenuti liberi da preconcetti” lo trovo grottesco e quasi parodistico.
    Hurt Locker non è un capolavoro ma un bel film, peggio di The Wrestler ma (molto ma molto) meglio di avatar….. un film a mio parere banale, stereotipato e (quello si) prodotto da major che poco gli importa di fare cinema. C’è più propaganda in Avatar che in Hurt Locker alla fine!
    Sarà fatto bene ma che noia… non credo che scegliero di rivederlo quel polpettone digitale!!

    Spoerri
    07 feb 2010 - 00:16 - #20
    ho fatto sicuramente errori di ortografia ma ho mal di testa è non ho avuto voglia di rileggere cio che avevo scritto. Se per criticare ciò che ho scritto volete appigliarvi a questo fate pure.

  • yuri!!

    08 mar 2010 - 18:02 - #18
    0 punti
    Up Down

    luporosso, ti stai rendendo ridicolo. apparte il fatto che la bigelow è storicamente delle file democratiche, l’intento di hurt locker e del libro dal quale è tratto è di dimostrare come la guerra sia solo un vicolo cieco che contagia e distrugge vite non solo fisicamente ma anche psicologicamente. il soldato che torna in iraq non lo fa per propaganda americana ma perchè nella società di tutti i giorni è fuori posto, è un freak. lui conosce il linguaggio della guerra è come una droga e sa fare ormai solo quello. la guerra gli ha imposto una visione, gli ha distrutto la vita l’ha catapultato in un’altro mondo fatto di paura, ansia, attesa.
    altro che sarah palin. è una critica ferocissima alla guerra in iraq. ma sei libero di vedere ancora con i tuoi occhialini 3-d la realtà che ti circonda.

  • Profilo di comalies

    comalies

    08 mar 2010 - 18:15 - #19
    0 punti
    Up Down

    Bah la Bigelow non ha inventato nulla di nuovo e negli anni scorsi ci sono stati film decisamente superiori che hanno raccontato la guerra in Iraq con punti di vista più variegati (non solo con l’occhio dell’americano).
    Tutto questo fare i rivoluzionari per aver dato nel 2010 l’oscar a una regista donna (i festival pullulano di registe donne molto più brave) non fa altro che dimostrare ulteriormente che il grande cinema è altrove, nascosto agli occhi delle masse…

  • noct

    08 mar 2010 - 18:34 - #20
    1 punto
    Up Down

    Ora che capisco cos’è piaciuto di questo film… mi meraviglia che questi aspetti psicologici siano così eccezionalmente nuovi per molti.

    Il soldato che torna in Iraq.. è un soldato.. appunto.. che ci si può aspettare da lui?
    Che torni in america per fare lo stilista?
    Che apra un’azienda e diventi miliardario?
    Che si metta a fare il commesso in qualche negozio?
    Che torni felice e contento ?

    Lo doveva far vedere la Bigelow che il mondo va così?
    Ecco perché per me, così credo per molti altri, a cui non ha detto granchè, è sembrato esagerato per gli oscar.. perchè non racconta niente di nuovo.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    08 mar 2010 - 18:51 - #21
    -2 punti
    Up Down

    ahahah certo Yuri, come no, “una critica ferocissima” (addirittura ferocissima??) alla guerra in Iraq…. Sono convinto che con il tuo metodo (che definirei dell’autosuggestione indotta) anche IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE diventerebbe “una critica ferocissima” al mito piccolo-borghese della vendetta privata, e BERRETTI VERDI si trasformerebbe per incanto in “una critica ferocissima” alla guerra in Vietnam. Ma chissà come apparirebbe in tale delirio iper-meta-sottotestuale un film autenticamente contro la guerra come REDACTED di De Palma, tanto per dirne uno… Forse l’amico Yuri lo denuncerebbe per istigazione al terrorismo (troppo “contro la guerra”, no?). Il bello degli apologeti del soldato Bigelow è che non riescono ad avere il coraggio delle proprie convinzioni, tanto da sforzarsi senza tregua di nasconderle o ammantarle di un ridicolo progressismo mainstream da baby-bombers che al massimo potrà accalappiare il consenso di qualche spettatore sprovveduto a corto di letture. E’ questo l’aspetto sociologicamente interessante: che la fascinazione per la guerra e per l’estetica scintillante e metallica della violenza su larga scala generata dalla macchina bellica (con tale fanatico trasporto messa in scena dalla Bigelow) susciti ancora in chi ne è oggetto l’anticorpo dell’opportunismo, della buona creanza. Come dire: certe cose si pensano ma non si dicono. Del resto non scrisse un filosofo che l’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù ?

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    08 mar 2010 - 19:16 - #22
    -1 punto
    Up Down

    All’amico Spoerri invece riconosco le attenuanti generiche, quelle del fan. Solo che non bastano ad assolvere la forzatura interpretativa (pare un decreto legge del governo) cui si presta per iscrivere a forza la sua beniamina nelle schiere dei “nostri”. Ora, capisco che POINT BREAK è un gran bel film, che STRANGE DAYS lo è a metà (ma che metà…), e che si possa per partito preso, a prescindere, decidere che la Bigelow è brava, bella, giusta e democratica qualsiasi cosa faccia. Ma arriva un momento in cui di fronte alla realtà di un mito che si rivela fallace o traditore si aprono gli occhi, pena la perdita di qualsiasi credibilità critica. THE HURT LOCKER è un film dalla parte dei soldati americani in Iraq. Semplicissimo. E’ stato pensato così, fin dalla progettazione affidandosi al testo di un giornalista embedded che abbassando la prospettiva del terzo occhio ad altezza interpreti sposava il loro punto di vista, non con intenti analitici o freddi ma proprio con vigoroso e maschio entusiasmo. Ora, tutto ciò è legittimo. Ossia, è legittimo che una regista pensi che gli americani facciano bene a occupare l’Iraq. Politicamente rivoltante, ma legittimo. Quindi, il punto è: perché non dirlo? Per non tradire una famiglia ideologica di riferimento? Per non giocarsi la reputazione? Per non deludere vecchie claques? Quanta confusione avrebbe evitato la Bigelow, anche nel povero Spoerri, se avesse detto esplicitamente ciò che a una visione obiettiva di THE HURT LOCKER è ovvio: che per lei la guerra in Iraq è buona e giusta, è una guerra da combattere. Le disquisizioni psicologiche da bignami dello sceneggiatore sono fuffa, esercizio da salotto che lascia il tempo che trova. Nessuna acrobatica toppa è sufficiente a coprire un buco grosso come una casa.

  • MarkRenton108

    08 mar 2010 - 19:33 - #23
    -2 punti
    Up Down

    non ho visto hurt locker, ma i film della bigelow mi son sempre piaciuti. sono sicuro che è molto bello e che l’oscar sia meritato.
    l’assurdo, oltre non aver mai premiato hitchcok, è che si ostinino a non darlo nemmeno a kubrick.
    poi, l anno scorso si son resi ridicoli dandolo a ledger per la sua peggior interpretazione solo perchè era morto.

  • floppus

    08 mar 2010 - 20:21 - #24
    0 punti
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    yuri!!! “apparte”????? andiamo bene….

  • floppus

    08 mar 2010 - 20:26 - #25
    0 punti
    Up Down

    ma poi, uno stile di regia che ormai impazza tra cinema e tv da almeno 10 anni…. l’avesse usato per prima, pure pure, ma arriva ormai dopo un codazzo infinito di registi, sia bravi che mediocri.

  • Profilo di borlup

    borlup

    08 mar 2010 - 20:35 - #26
    0 punti
    Up Down

    grande lessico luporosso. non condivido nulla di quello che hai detto, ma, devo dirlo, un grande lessico.

  • Profilo di l4d

    l4d

    08 mar 2010 - 21:25 - #27
    0 punti
    Up Down

    per me è stato solo campagna promozionale… guarda caso è la ex-moglie di cameron stra-favorito… come diceva luporosso è molto di parte per quanto riguarda le idee politiche intraviste qua e là… e soprattutto ora che Obama è il primo presidente nero… anche una donna regista doveva vincere l’oscar… anche se tanti più meritevoli nel corso della storia se ne sono visti !!!

  • Profilo di marsplastic

    marsplastic

    08 mar 2010 - 23:16 - #28
    0 punti
    Up Down

    intervista alla Bigelow a venezia l’anno scorso:

    Cosa ne pensa lei del conflitto in Iraq?

    Io sono assolutamente contraria, anzi sono contraria ad ogni guerra. E spero tanto in Barack Obama, solo con lui potremo assistere al ritiro delle truppe. The Hurt Locker non è un film pro o contro la guerra, anche se è ben evidente la futilità di occupare una nazione che non vuole essere occupata[…]

    ora, più chiaro di così. naturalmente luporosso dirà che è un intervista pilotata per fare finta propaganda. a lupo, è finita la guerra fredda eh,siamo nel 2010

  • Profilo di kenpachi

    kenpachi

    09 mar 2010 - 00:24 - #29
    0 punti
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    Ma sempre a piagne state?! E sempre co’ ’sto Tarantino! Tarantino, un grande, il migliore, un genio… NEL FARSI SOPRAVVALUTARE!!!

  • exmotumbo

    09 mar 2010 - 00:55 - #30
    0 punti
    Up Down

    La Bigelow è un Hitchcock in gonnella. Gira come un maschio perché è quasi un uomo, alta 1.82, con quel fisico e quel carattere… La cosa che mi piace di più è come riesce (quando vuole) a parificare lo spessore dei personaggi d’ambo i sessi nei film. Intendo, solo lei riesce a costruire dei personaggi femminili completi, credibili e interessanti, i suoi colleghi maschietti usano le figone solo per abbellire le scene a aggiungere discorsi penosi.
    Ha fatto anche un paio di film insulsi ma glieli perdono volentieri.

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    09 mar 2010 - 01:03 - #31
    0 punti
    Up Down

    Certo, marsplastic, gran bella prova a discarico la pelosa intervista della Bigelow a Venezia… Né di qua né di là, né a favore né contro, pare un editoriale del Corriere della Sera. E non poteva mancare l’appiccicatissmo riferimento di rito a Obama, cosa credevi che dicesse, che votava McCain? La Bigelow è un’abilissima promotrice di sé stessa, a suo agio negli uffici stampa come dietro le macchine da presa. Ma purtroppo per lei per un cineasta non parlano le chiacchiere, parlano i film. E il suo è chiaro come il sole. Il fatto che non abbia la spina dorsale per uscire allo scoperto e rivelarsi per quella che è, una venduta, una propagandista embedded, non depone a favore della sua statura… Ma ormai ha vinto, siete contenti, ha ragione lei, quindi tenetevela. AVATAR quello che ha incassato THE HURT LOCKER in due anni lo incassa in mezza giornata. Alla fine la vittoria non la assegnano i sarcofagi viventi dell’Academy ma le teste e i cuori della gente, quella incollata agli schermi, che si appassiona, che riempie le sale. Che delle guerre in cui crede la Bigelow ne ha abbastanza, anzi ne ha le p@lle piene.

  • Profilo di hellster-stern

    hellster-stern

    09 mar 2010 - 01:26 - #32
    0 punti
    Up Down

    ho appena visto il suo film su skycinema e non m’aspettavo una boyata del genere !
    movimenti di camera per simulare azione che non c’è..
    cast di modelli con facce impalate..
    sceneggiatura pietosa..

    e s’è presa 6 oscar ?!?
    meglio avatar a questo punto.. :-/

  • Fabio Volante

    09 mar 2010 - 04:37 - #33
    0 punti
    Up Down

    Credo ci sia un errore non da poco, “la Bigelow è una regista donna che fa film da uomini”, questa credo sia la citazione corretta.

  • Profilo di italo-moscati

    italo-moscati

    09 mar 2010 - 11:57 - #34
    0 punti
    Up Down

    Voglio sinceramente complimentarmi con tutti coloro che sono intervenuti, ho letto cose molto interessanti dall’una e dall’altra parte riguardo il premio e la qualità del film…vorrei tornarci…
    A Fabio Volante dico solo che ho sentito quel che ho scritto e quindi non posso esprimermi sulla tua citazione…dico solo che la mia versione (?) si rifà a mentalità espresse da battute che possono fare sia i maschilisti che le femministe sia in senso negativo che positivo…io la considero solo un innesco di una discussione che, come ho appena scritto, si è rivelata ricca di spunti…

  • AleNova

    10 mar 2010 - 17:14 - #35
    -1 punto
    Up Down

    Chi dice che questo film è INFERIORE (!!!) a quella ciofeca di AVATAR meriterebbe la punizione che infligge Fantozzi al Professor Guidobaldo Maria Riccardelli. Al posto della corazzata brucio la pellicola di Avatar eobbligo coloro che dicono questa eresia cinematografica a visionare a rotazione i b-movie Giovannona Coscialunga, L’esorciccio e un inesistente La polizia s’incazza. Obbligandoli dopo alla reinterpretazione del ciofecone di Cameron ogni sabato, fino all’età pensionabile.

  • AleNova

    10 mar 2010 - 17:28 - #36
    0 punti
    Up Down

    QUOTE

    “Tra i soldati americani che se ne tornano a casa umiliati e con la coda tra le gambe (AVATAR) e quelli eroici, guerrieri, assetati di gloria e di sangue, pronti a salvare il mondo dai “barbari” (THE HURT LOCKER) l’Academy ha dunque fatto una precisa scelta di campo. Politica. E in nome dell’ideologia (una sorta di macho reaganismo di ritorno) ha scippato il maggiore successo cinematografico della storia dell’Oscar che gli spettava di diritto. Un altro chiodo sulla bara di una cerimonia funebre, quella del Kodak Theater, ormai prova di senso e di qualsiasi aderenza alla realtà. La Bigelow è una cineasta di regime, che piace perché donna che interiorizza in puro spirito collaborazionista le logiche maschili più perverse, da cui è visibilmente eccitata, e le utilizza per mettere in scena il solito bolso, retorico spettacolo gradasso che il potere ama vedere dispiegato per propagandare sé stesso. La guerra è una droga, sì, ma very cool, e i veri uomini sono quelli che combattono, che si immolano per la patria sparando ammazzando uccidendo, non i poveri idioti che perdono tempo con moglie e figli a fare la spesa nei supermercati… Il “messaggio” di THE HURT LOCKER è tutto qui. Ma la Bigelow non ha inventato niente: a tessere le lodi della “bella morte” ci aveva già pensato il fascismo, di cui lei è solo una pallida, patetica erede…”

    Questo messaggio mi fa venire veramente l’orticaria…pazzesco tirare fuori la parola FASCISMO per la Bigelow e un capolavoro come THE HURT LOCKER. Questo film non istiga alla guerra, non è un apologia dei guerrafondai…non vuole prendere una posizione nè repubblicana nè democratica. Mostra i fatti…mostra la tensione…mostra degl uomini e ripeto uomini in guerra…dove anche un sacchetto o persino un bambino possono diventare un pericolo. E’ chiaro che vedendo le potentissime immagine della Bigelow ti venga da patteggiare per loro perchè è vero che vengono uccisi e guardati morire dalla gente che non vede l’ora di ammazzare “l’ifedele conquistatore”. Quindi basta dire sempre che i soldati americani vanno per uccidere e sopratutto per ammazzare gente indifesa. Ogni giorno qualcuno si fa espoldere o fa esplodere qualche ordigno per fare più vittime possibili tra gli americani. Non stiamo sempre a difendere il “povero popolo” indifeso. Questo è quello che penso e che magari la Bigelow non condivide. E proprio in questo sta l’essenza di The Hurt Locker…ognuno ha la sua idea…ma la sceneggiatura del film non dà adito a nessuna di queste!

  • Profilo di italo-moscati

    italo-moscati

    10 mar 2010 - 17:43 - #37
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    Grazie per gli interventi. Chiedo troppo se vi chiedo di passare al nuovo blog: “OSCAR 2010: la Bigelow non è Leni Reifensthal”.
    Per proseguire su un tema preciso…

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