La vita è una cosa Meravigliosa (Ita, 2010) di Carlo Vanzina; con Luigi Proietti, Vincenzo Salemme, Enrico Brignano, Nancy Brilli, Luisa Ranieri, Emanuele Bosi, Virginie Marsan, Anis Gharbi.
Conclusa malamente l’esperienza cinecocomero, Enrico e Carlo Vanzina tentano di riprendere la strada della tipica commedia all’italiana, capace di portare in sala la società di oggi, tra pregi e soprattutto difetti, con La vita è una cosa Meravigliosa. Ci ritroviamo così in un paese dilaniato dalle intercettazioni, pronte a smascherare inciuci, quintali di corruzione, corna di ogni tipo ed eserciti di escort, intrecciando più storie apparentemente slegate tra loro ma in realtà pronte ad incontrarsi con il passare dei minuti.
Spaziando tra Roma, Berlino e l’Africa, girando in sette settimane e conseguentemente con un buon budget alle spalle, i fratelli Vanzina continuano però la loro discesa verso l’inferno cinematografico, realizzando uno dei film più brutti e noiosi della loro decennale carriera. Preso spunto dallo splendido La Vita degli Altri di Florian Henckel von Donnersmarck, e cercando di ricreare ‘i movimenti di tempo e le frammentazioni di Babel e 21 Grammi di Inarritu‘ (parole di Carlo Vanzina), i due fratelli confermano ancora una volta di vivere in un universo critico tutto loro, che andrebbe completamente resettato.
Banche sanguisughe, medici corrotti, cliniche private truffaldine, ministri e politici inciucioni, figli di papà, raccomandati, favori subdoli, quintali di mazzette ed ovviamente loro, le tanto chiacchierate intercettazioni. Sicuri probabilmente che basta parlare dell’attualità per poter colpire al cuore dello spettatore (e forse di qualche critico), Carlo ed Enrico Vanzina tornano in sala con questa nuova fatica, decisamente più faticosa per chi deve subirla in sala rispetto a chi probabilmente l’ha realizzata.
Soporifera, lenta, con tempi comici inesistenti, gag imbarazzanti, una trama infarcita di luoghi comuni, populista e con un atroce happy ending finale, La vita è una cosa Meravigliosa raschia sempre più il fondo di una carriera, quella dei figli dell’indimenticato Steno, ormai arrivata all’ultimo chilometro. Sempre più televisivi dal punto di vista registico, Carlo ed Enrico non indovinano un film dal 2003, ovvero dal sottovalutato Il Pranzo della Domenica. In questi 7 anni sono arrivati addirittura 10 titoli al cinema e ben 4 in tv, per quella che puà essere tranquillamente definita come un atroce macchina da guerra produttiva.
Flop dopo flop, i Vanzina continuano a lavorare e a sfornare film come nulla fosse, probabilmente grazie anche ad una critica giornalistica, soprattutto da parte della carta stampata, troppo spesso pronta a chiudere un occhio, tra vecchie amicizie e pacche sulle spalle, senza sottolineare così la deriva qualitativa in cui i due fratelli sono ormai caduti. Padri di classici del cinema italiano degli anni 80 (diamo ai Vanzina quello che è dei Vanzina), i due non tornano a galla nemmeno con questo ultimo lavoro, adatto al massimo ad una prima tv in prima serata come film a due puntate (vista l’insostenibile lunghezza). Spiace constatare come attori del calibro di Gigi Proietti in questi ultimi anni si siano letteralmente venduti a questo tipo di prodotto filmico, criticabile non per il “Genere” ma solo ed esclusivamente per la sua realizzazione. Al suo fianco un piacevole Vincenzo Salemme, sprecato dinanzi a cotanto titolo, ed una serie di clichè fastidiosi ed insostenibili, anche nell’Italia berlusconiana degli spot politici/televisivi. Lasciano perplessi poi le dichiarazioni di Enrico Vanzina, che considera questo come ‘uno dei miei film più riusciti, perchè è una commedia semplice ma al tempo stesso complessa‘, e di Carlo, il fratello, che vola addirittura più alto, citando Inarritu e Dino Risi, senza rendersi minimamente conto di aver dato vita semplicemente ad un brutto film, l’ennesimo di questo loro nuovo millennio
Di ‘distesi sorrisi, necessari per combattere il momento di crisi globale attraverso un film ottimista‘, annunciati dai Vanzina, non se ne vedono, vista la pochezza comica che attanaglia la pellicola, trascinata da telefonini che squillano ossessivamente, partite a scopa reinventate, con 5 carte invece delle canoniche ed universali 3 e un montaggio a dir poco discutibile, pronta a chiudere ‘in bellezza’ con un trionfo finale della felicità, perchè “la vita è una cosa meravigliosa“. E se a dirlo sono Carlo ed Enrico Vanzina, già in sala di montaggio per il loro prossimo film, Ti presento un Amico, con Raoul Bova protagonista, possiamo credergli. D’altronde neanche Woody Allen tiene il passo produttivo dei due criticati fratelli, sempre più snobbati anche dal pubblico ma perennemente sul set. Più meravigliosa di così…
Uscita in sala: 2 aprile
Voto Federico: 1,5
iOi
26 mar 2010 - 14:33 - #1Proprio per questo bisogna andare via dall’Italia se si vuole diventare registi.
aniki
26 mar 2010 - 14:56 - #2La vita SAREBBE una cosa meravigliosa se non girassero certi film.
Pinuccio Berger
26 mar 2010 - 15:03 - #3 (nascondi)Bruttissima recensione, il film lo andrò a vedere certo della sua validità.
Voto 1….alla recensione.
filippo mason
26 mar 2010 - 15:27 - #4per mandare in vacanza il cervello si può. che problemi….è sempre un piacere vedere proietti……dai cavoli, quando uno invecchia è logico che cerca ruoli cosi, tanto per cazzeggiare. è tipico degli attori dopo i 60, molto famosi…..da deniro ad al pacino….lo stesso fa proietti. bisogna prenderli per quei filmetti che sono
Cabal
27 mar 2010 - 16:55 - #5Certo che se il recensore ha dato un voto cosi’ basso un motivo deve esserci, a parte la soggettivita’ dell’arte, 1.5 insomma vuol dire che i Vanzina sono caduti proprio in basso
mauro di roma
29 mar 2010 - 22:52 - #6Cara Redazione,
a proposito della recente presentazione del film pasquale dei fratelli Vanzina, “la vita è una cosa meravigliosa”, sono circolate voci su una causa di plagio pendente contro i due registi e la loro casa di produzione International Video, contro lo storico autore Franco Amurri e contro persino la Warner Bros, in materia di diritto d’autore nel film “Febbre da Cavallo - La Mandrakata”, sequel del film di Steno. Si dice che ad intentare causa con risarcimento a tanti zeri sia una importante scuderia di cavalli da corsa romana.
Ma è vera la notizia? Che dicono gli interessati? Io bazzico l’ippica, come del resto anche i Vanzina in passato almeno, e scrivo qualche pezzo qui e là… vorrei saperne di più.
Un saluto e complimenti per il vostro lavoro.
tino1
02 apr 2010 - 15:33 - #7Questa recensione è molto cattiva: a mio modesto avviso anche Le barzellette è un film riuscito, ed ha incassato qualcosa come 6-7 milioni. Inoltre, le amicizie nel mondo del cinema coinvolgono tutti, non solo loro. Tutto il mondo è pieno di compromessi
Ale 90
05 apr 2010 - 18:26 - #8quoto # 3: recensione brutta e troppo crudele.
Il film non è malaccio: in giro c’è decisamente di peggio.
I Vanzina si criticano eccessivamente e facilmente e molto spesso perché… sono i Vanzina, e perché negli ultimi anni hanno fatto un bel pò di passi falsi. Ma mi permetto di dire che stavolta non hanno toppato.