
Nel 2000
John Cameron Mitchell aveva esordito con quello che per molti è un cult, ossia
Hedwig - La diva con qualcosa in più, che da come si capisce dal (pessimo e ignorante) sottotitolo italiano tratta la storia di una rockstar transessuale e della sua drammatica storia. Dichiaratamente gay, non lo ha mai nascosto, Mitchell approda quest’anno a Cannes (fuori concorso) con il suo secondo lavoro,
Shortbus.
I giornali lo hanno già definito “pieno di sesso, e dove niente è simulato”. Il titolo è il luogo dove i protagonisti di questa pellicola si trovano per varie performance e soprattutto per fare sesso, meglio se pubblico. Siamo a New York appena dopo l’11 settembre, e le storie dei tre protagonisti s’incrociano come nella miglior tradizione dei film corali. Abbiamo una “dominatrice” che vive in un magazzino perchè non può pagarsi un appartamento, una terapista sessuale che paradossalmente non riesce mai a raggiungere l’orgasmo e un ragazzo gay intrappolato nelle sue facili relazioni sessuali. Insomma, c’è tutta la disperazione del sesso dell’età moderna e della mancanza d’amore.
Farà sicuramente scandalo (leggi anche la frase in locandina: “A film cuming soon”), e farà parlare molto. E sono sicuro che ne verrà fuori un film molto interessante, visto anche il precedente. Mitchell, grande estimatore di Pasolini, ha anche raccontato qualcosa di sè nelle varie interviste rilasciate per questo film: colpisce, in un certo senso, la sua situazione familiare, con una madre cattolica, shockata già da
Hedwig, che è fissata con l’equazione sesso=pornografia, se fuori dal matrimonio. Senza pensare ovviamente che suo figlio nella società odierna allora può solo fare pornografia…
Shortbus rifiutato da molte sale italiane »
20 nov 2006 - 15:23 - #1[…] Shortbus è il vero film-scandalo dell’ultimo Festival di Cannes. Non solo perchè John Cameron Mitchell è il regista gay di Hedwig (non mi piace ripetere il sottotitolo), ma proprio perchè ora ci propone questa pellicola che sia preannuncia abbastanza “estrema” nei suoi contenuti. Sesso pubblico, omosessualità e non solo, mancanza d’amore, feticismo: un film che è stato subito dichiarato “pieno di sesso, e dove niente è simulato” non può andare giù. E allora ecco che molte sale italiane si rifiutano di distribuire il film, che potremo vedere (?) da venerdì. […]