Big Kahuna è un film del 2000 di John Swanbeck con Kevin Spacey e Danny De Vito. Il classico film 50% indipendente, 50% mainstream che sembra sempre sul punto di diventare bellissimo ma che alla fine non lo diventa mai e - diciamola tutta - un po’ delude; una cosa però lo salva e lo eleva a una categoria superiore, il monologo finale di Danny De Vito che si protrae fin sopra i titoli di coda: saggio, appassionante e appassionato. Semplice ma efficace, lineare ma poetico; vale il film quasi da solo.
Vi dico la verità, inizialmente l’idea per questa minirubrica sui monologhi era di accorparli tutti in un solo post a mò di classifica, poi, però, ho preferito l’ipotesi di dedicare uno spazio a ciascuno mi è parsa migliore e quindi eccoci qui. Faccio questo preambolo perché, ricontrollando la classifica che avevo stilato all’inizio, questo monologo non c’era e sarebbe stata una grave mancanza.
La cosa che più apprezzo di queste parole è la loro semplicità, magari ovvietà, eppure riescono ad arrivare dritte al punto, ad esprimere qualcosa senza cadere mai troppo nella retorica, dando consigli che suonano davvero saggi, intrisi di nostalgia ma anche così poi - una volta che inizi a guardarti indietro - autentici: in particolare la frase finale, riguardo ai consigli come modo di ripulire il proprio passato e rivenderlo migliore di quanto fosse, la trovo splendida. Non siete d’accordo?
Lizardo82
21 giu 2010 - 08:56 - #1il monologo finale di the Big Kahuna, se interessa a qualcuno, è del famoso Kurt Vonnegut. O meglio è un monologo di Vonnegut leggermente rivisto in un paio di punti.
Un bellissimo monologo da proporre sarebbe anche quello di Edward Norton in “La 25° ora”.
gio91
21 giu 2010 - 09:21 - #2infatti conosco questo film solo per il duo monolgo finale, davvero meritevole.
kazze
21 giu 2010 - 09:39 - #3la versione originale e musicale che c’è nel film è interpretata da Baz Luhrmann
kazze
21 giu 2010 - 09:40 - #4ecco l’originale
http://www.youtube.com/watch?v=QJC46zlnBO0&feature=related
urobo
21 giu 2010 - 10:35 - #5mi è piaciuto molto il film, rovinato dal monologo finale… dà i nervi è una bella manciata di luoghi comuni confenzionati e impacchettati per il mainstream, è addirittura in contrasto con parte di quello che è il messaggio della pellicola bleah!
cesare82
21 giu 2010 - 11:09 - #6Lizardo, grazie dell’informazione. Sono un grande lettore di Vonnegut ma questa mi mancava.
urobo: gusti, a me dà un po’ fastidio il film a tratti ma ne apprezzo il monologo. ciao
dakfan
21 giu 2010 - 12:13 - #7Questo monologo è davvero incredibile, uno dei migliori che ho mai sentito. Non dice niente di nuovo, ma riesce a farci ragionare su argomenti semplici che difficilmente affrontiamo nella nostra frenetica vita.
Lizardo82
21 giu 2010 - 14:58 - #8Per la precisione è un discorso tenuto da Vonnegut 84enne a degli studenti universitari ventenni. ;-)
Non è pubblicato, a quanto mi risulta, in nesun’opera scritta di Vonnegut.
Thee-Rist-En
23 giu 2010 - 21:33 - #9In realtà la storia di Vonnegut è una leggenda metropolitana. Il monologo proviene da una colonna del Chicago Tribune del 1997 di Mary Schmich.
http://en.wikipedia.org/wiki/Wear_Sunscreen